Stazione Alta Velocità Tiburtina

Rome / Italy / 2009

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La Nuova Stazione come occasione di centralità urbana: la riconnessione dei quartieri Nomentano e Pietralata

Per la città di Roma la realizzazione della Nuova Stazione Tiburtina rappresenterà l’occasione di implementare il telaio delle rilevanti opere pubbliche, e contemporaneamente di avviare le condizioni di realizzazione di una nuova centralità urbana, in grado di riconnettere spazialmente due quartieri storicamente separati dal tracciato ferroviario. Il quartiere Nomentano ed il quartiere Pietralata troveranno nel grande manufatto della nuova stazione a ponte, l’occasione di una riconnessione fisica: la grande galleria pedonale costruita sul Ponte ferroviario è perciò intesa nel nostro progetto non solo come stazione ferroviaria, ma anche come monumentale Boulevard urbano coperto. Accompagnano questo ruolo di riconnessione e di riqualificazione, il complesso ed articolato sistema di piazze e di percorsi che assicurano un efficace raccordo tra il ponte ed i contesti urbani locali. Una strategia complessiva tesa a raccordare l'inevitabile atopia dei grandi contenitori/ scambiatori del trasporto internazionale passeggeri, alle ragioni ineludibili dei contesti fisici delle città, al significato più intimo e più fragile dei contesti locali, al compimento della storia dei luoghi e della città. Un controllo del grande e atopico manufatto ferroviario anche in chiave di composizione urbana per mezzo di una sua risignificazione alla scala della città, dei suoi assi strutturanti, dei disegno dei suoi spazi pubblici. La Nuova Stazione Tiburtina è interpretata nel nostro progetto anche come occasione di riqualificazione ed infrastrutturazione ambientale della città: l'ambiente è perciò interpretato come uno dei grandi telai di infrastrutturazione da portare a sistema attraverso il progetto. La stazione a ponte, che è anche grande Boulevard urbano, consentirà la riconnessione tra il quartiere Nomentano ed il Parco urbano di Pietralata, riconnettendo anche fisicamente a quest'ultimo i frammenti ambientali presenti sul fronte Nomentano, e raccorderà il paesaggio naturale del parco al paesaggio urbano della città, come percorso introduttivo al "setting" paesaggistico che caratterizzerà la progettazione del parco. Anche alle scale architettonico-tecnologiche, inoltre, la nuova stazione a ponte è pensata come un vasto manufatto ecosostenibile attraverso l'adozione di tecnologie sperimentali nel campo della bioclimatica e del controllo complessivo del bilancio energetico.


La Nuova stazione: caratteristiche architettoniche generali e di engineering integrato

Il manufatto della Stazione Ponte è pensato come grande galleria aerea che assolve contemporaneamente alla funzione di stazione ferroviaria internazionale e di grande Boulevard urbano. Queste due funzioni trovano reciproca compatibilità a partire da un'idea dello spazio interno a grande altezza e grazie alla completa disponibilità della quota impalcato alle più differenziate esigenze di allestimento. Una galleria totalmente libera da elementi strutturali alla quota +9.00 garantirà una reale flessibilità nell’utilizzazione dello spazio attraverso allestimenti liberi in grado di integrare concretamente, come nei grandi spazi aereoportuali, le aree destinate al commercio e quelle destinate alle sale attesa.
Per questo motivo la progettazione si è subito indirizzata verso soluzioni che eliminassero il più possibile la presenza di elementi strutturali verticali quali i pilastri, preferendo a questi soluzioni “appese” dei solai di nuova realizzazione. L'idea spaziale di un grande contenitore all'interno del quale galleggiano volumetrie sospese risulta inoltre coerente con l’esigenza di ottimizzare sia le campate strutturali dei solai superiori, sia le eventuali criticità derivanti dalle vibrazioni trasmesse alle attuali strutture (fondate in banchina) dal passaggio e dalla fermata dei convogli alta velocità. Il passo strutturale dei cavi di sospensione assicura infatti valori ridottissimi dello spessore dei solai delle volumetrie sospese, e garantisce “per forma” e non “per tecnologia” le condizioni di un’efficace smorzamento delle vibrazioni: come il batacchio di una campana, ogni volumetria sospesa tenderà, per gravità, a smorzare le vibrazioni trasmesse dal contenitore.
L'idea di volumetrie liberamente galleggianti all'interno di un contenitore in grado di stabilire interazione climatica con l'ambiente esterno, infine, è coerente con una complessiva impostazione bioclimatica del manufatto. La galleria a ponte è realizzata al di sopra dell’impalcato esistente, che risulta interamente utilizzato dal nuovo progetto sia in larghezza sia in lunghezza. Volumetricamente è costituita da un grande parallelepipedo di vetro di dimensioni ml 50x240per un’altezza costante di ml 10,50. La struttura vetrata parallelepipeda è supportata da una superiore struttura reticolare spaziale esterna, alla quale sono appese sia le vetrate laterali, sia la superficie orizzontale di copertura. Questa grande struttura reticolare spaziale è posta al di sopra ed esternamente al volume edilizio vetrato, ed è appoggiata lungo i lati sud e nord su due file di piloni circolari diametro ml 2,00 posti in asse con i setti laterali di appoggio dell’impalcato esistente, a formare una maglia di luce libera di circa ml 50. Le vetrate laterali sono realizzate in struttura portante tensotesa e lastre di cristallo speciale collegate ai montanti per mezzo apparecchio di aggancio in acciaio. Nei grandi volumi sospesi sono state collocate le funzioni specialistiche ( vip lounges, internet-caffeé, ristorante, uffici in affitto, ristoranti, sala controllo elettronico traffico, etc) che usualmente sono posizionate alle quote superiori delle gallerie aereoportuali. Si tratta di otto volumetrie tra di loro separate e sospese che hanno ciascuna accesso diretto dal piano della galleria a quota +9.00, per mezzo di scala mobile e di ascensore. Queste volumetrie separate sono ricollegabili in quota attraverso la passerella sospesa di collegamento, che attraversa longitudinalmente tutta la volumetria vetrata della stazione in posizione laterale alla quota di +15.00.


La Stazione a Ponte come edificio intelligente

Il recente Libro Bianco (7 aprile 2000) con il quale la Commissione europea, in seguito agli obblighi assunti nel quadro del Protocollo di Kyoto dai Paesi sottoscrittori, ha delineato un piano di azioni integrate e coordinate finalizzato ad una riduzione significativa delle emissioni dei gas climalteranti, il ruolo crescente devoluto agli Enti Locali nella gestione delle risorse, impongono una nuova strategia complessiva mirata alla conservazione dell’energia e alla tutela attiva dell’ambiente. In questa direzione il progetto della Nuova Stazione a Ponte, ed in specifico della galleria, è improntato a partire dall’adozione di efficaci strategie bioclimatiche. Si sono in particolare adottati
• sistemi di controllo diretto dell’irraggiamento solare,
• sistemi di controllo passivo per la generazione naturale di raffrescamento estivo e riscaldamento invernale.
Tutti i sistemi adottati sono improntati a semplicità di gestione e di manutenzione, e non prevedono interventi umani finalizzati. Il grande parallelepipedo vetrato della galleria, è il motore di una continua produzione di aria calda che si genera naturalmente per effetto serra. Questa produzione di aria calda è utilizzata direttamente in periodo invernale, mentre in periodo estivo, ed a partire dalle caratteristiche ascensionali dell’aria calda, è sfruttata come innesco di un ricircolo convettivo che assicura la continua immissione di aria fresca all’interno della galleria. In periodo estivo si è previsto inoltre il contenimento dell’irraggiamento solare attraverso sistemi di protezione diretta (reti, sistemi lamellari, grigliati, etc), che costituiscono l’articolato della grande “facciata orizzontale” della stazione rappresentata dalla sua estesissima copertura.
In periodo estivo, l’aria calda generata dall’irraggiamento solare salirà per caratteristiche naturali e fuoriuscirà dai camini di ventilazione posti al di sopra della copertura vetrata ed ancorati alla struttura reticolare esterna. Questi camini di ventilazione sono disegnati in modo da favorire l’aspirazione dell’aria calda interna in modo da determinare una depressione che trova bilanciamento per mezzo dell’immissione controllata diaria dall’esterno. Questa immissione di aria dall’esterno avviene esclusivamente per mezzo dell’apparato bioclimatico corrente posizionato ai piedi delle vetrate laterali, nello spessore della piastra esistente. Per suo tramite l’aria esterna viene richiamata all’interno attraversando obbligatoriamente un sistema radiativo naturale, e produce così un circolo convettivo rinfrescante. In periodo invernale, al contrario, l’aria calda aspirata dai camini bioclimatici, sarà rimpiazzata dall’immissione di aria esterna che entra fredda nell’apparato bioclimatico posto alla base delle vetrate laterali e viene sottoposta a preriscaldamento prima della sua riammissione nella galleria.
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    Project details
    • Year 2009
    • Work finished in 2009
    • Client Comune di Roma
    • Status Completed works
    • Type Railway Stations
    • Websitehttp://www.abdr.it
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