Restauro e consolidamento della piazza Inferiore della Basilica di San Francesco in Assisi

Apulia Marble Awards 2013 - Vincitore sez. Arredo Urbano Assisi / Italy / 2000

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"Ogni concelebrazione che si svolgerà nella Piazza sia segno di benedizione e di speranza, perchè questo grande patrimonio di fede possa essere ricchezza per coloro che visitano Assisi" Si rinnova così la visione di San Francesco che poi raccontò ai suoi primi compagni: "Ho visto una quanitità di uomini venire da noi.... risuona ancora nelle mie orecchie il rumore del loro andare e venire. Ho visto le strade affollate da loro provenienti da quasi tutte le nazioni: accorrono francesci, spagnoli, tedeschi, inglesi.... sopraggiunge la folla di altre lingue". Ad Assisi, nella Basilica, e specie nella Piazza Inferiore la profezia di Francesco è realtà oggi. Lo spazio della Piazza Inferiore costituisce un simbolico atrio del complesso monumentale di S. Francesco ed il principale accesso, superata la porta di Frate Elia. Questo risulta armonico e raccolto e affatto idoneo per svolgervi tutte le grandiose cerimonie e manifestazioni che richiamano rilevanti folle. Vi si sono svolti, negli anni, significiativi incontri; è punto di arrivo della marcia della pace, ma in particolare è stato il centro delle giornata mondiale di preghiera per la pace svoltasi il 27 ottobre 1986 con grande fede voluto da Giovanni Paolo II. Da allora la Piazza è divenuta simbolo mondiale dell'ecumenismo. L'essere luogo di irradiazione nel mondo del messaggio Francescano ha suggerito l'idea di non procedere nei modi tradizionali, ma di tentare di realizzare l'opera stimolando un preocesso partecipativo esteso a tutti quei luoghi ove i frati hanno svolto e svolgono la missione e a tutti i fratelli di quei luoghi che, pur professando differenti religioni, credono in un processo di pace. Si è proposta l'idea che una selezione delle pietre toccata dal "sandalo francescano" offerte e provenienti quindi da ogni continente, divenga la materia per comporre il nuovo disegno della pavimentazine. Il progetto della pavimentazione della Piazza Inferiore si inserisce nel processo costruttivo ultrasecoalre della Patriarcale Basilica di San Francesco, assegnando poi a questo spazio un pregnante valore ecumenico ne costituisce quasi un simbolico ultimo atto. Dalle sue murature, dalle sue pietre, dalla sua storia, dalla sua atmosfera, sono state tratte le matrici delle tessiture lapidee del disegno della Piazza. Nella piazza sono state utilizzate lastre alternate di: Quarzite rosa "Flamingo" (Brasile), Pietra "Mazzaro di Gravina" (Puglia), Pietra Trachite - Zovonite Variegata" (Colli Euganei), Pietra di Gerusalemme, Granito "Dawa Stone" (Cina), Granito Giallo Duna (Namibia) suddivise in campi rettangolari alternate a fasce colorate di pietra rosa di Assisi. L'Orditura è connotata così, come d'uso nei principali edifici di Asissi, da un marcato parallelismo, generato dall'asse trasversale ai porticati. A questa opera sono stati assegnati premi nazionali ed internazionali e il lavoro compiuto è pubblicato nelle maggiori riviste internazionali di architettura. L’opera è relativa al restauro e alla riqualificazione della Piazza Inferiore della Basilica di San Francesco in Assisi. Lo stato anteriore era quasi intollerabile per la presenza nei piani di un manto di asfalto, di una pavimentazione dei porticati lesionata e fatiscente, della instabilità e degrado di pilastri, volte e coperture, scalinata settecentesca e muraglioni. L’obiettivo era quello di consegnare l’opera per il Giubileo del 2000. Quando il progetto era già definito, nel 1997, sono accaduti i gravi eventi sismici che hanno comportato una significativa variazione non alle previsioni esterne, ma all’impegnativo intervento interrato. Si è riusciti comunque a consegnare i lavori finiti entro la data di inizio del Giubileo. Il committente richiese un restauro scientifico della monumentale area, l’uso di materiali con la più stretta relazione riguardo alla storia costruttiva e culturale del luogo e ove possibile, considerando la sacralità della Piazza, anche scelte che avessero alti significati morali. Operazione si crede riuscita, essendo stata oggetto, tra l’altro, questa realizzazione del riconoscimento del Premio Internazionale Dedalo Minosse alla Committenza di Architettura nell’anno 2001 e di pubblicazioni nelle maggiori riviste di architettura nel mondo. La critica di settore così ad esempio si è espressa: ……”nei lavori di Assisi si apprezza una sensibilità che, senza narcisistiche ostentazioni, si sforza di qualificare il rapporto tra panorama ambientale e testi d’arte, rispetto per le preesistenze, rifiutando atteggiamenti di nostalgica abdicazione”… ……”il garbo e la sottigliezza cromatica cancellano subito quel sospetto di intellettualismo che un intervento del genere, sul disegno, potrebbe far sorgere… Quelle che si vedono sono tracce del passato che è assai utile far rivivere”… In conclusione ci sembra significativo riportare quanto in occasione della Pasqua del 2000 il Custode della Basilica, Padre Giulio Berrettoni del presente lavoro ebbe a dire: “ i frati minori conventuali del Sacro Convento sono lieti della ultimazione dei lavori di restauro della Piazza Inferiore di San Francesco. in quest’anno particolare del grande Giubileo del 2000 anche questo lavoro ultimato in Assisi costituisce un bene prezioso per la comunità cittadina ed un dono per i pellegrini e turisti che sempre più numerosi si portano qui per incontrare San Francesco. Dal 1° Gennaio del 2000, essi salendo il “Colle del Paradiso” dall’Asia, dall’Africa, dall’America, dall’Europa e dall’Italia hanno avuto un motivo di gioia in più calpestando le pietre di provenienza dai propri territori. E possono sperimentare ancor maggiormente che ad Assisi tutti si devono sentire a casa propria”…. Evidentemente, anche se sino ad allora mai la Piazza Inferiore della basilica di San Francesco di Assisi era mai stata lastricata, con il Giubileo del 2000 i tempi erano maturi. Del resto la situazione era invero del tutto anomala considerando: una città nella quale le cave della nota pietra bianca e rosa di Assisi sono ubicate nell’adiacente monte Subasio ed ancora in parte nella periferia dell’abitato; la presenza, ogni anno, ad Assisi, di più di cinque milioni di visitatori che nell’anno giubilare diventano 25 milioni; che “tutto il mondo” entra in questa piazza e nelle due chiese sovrapposte. Non poteva continuare a mantenersi il degradato manto di asfalto né accogliere i deliri di un noto critico italiano che fortemente invocava la posa di strati di brecciolino. Nella scelta poi dei materiali lapidei si è tenuto conto di tre principali fattori. a) la migliore qualità delle pietre in relazione ad un uso in uno spazio esterno; b) i caratteri architettonici, la evoluzione e la storia del luogo; c) la ricerca del miglior significato. Per questo essenziale punto ci si è ispirati alla giornata mondiale per la pace fra i popoli, fermamente voluta dal Papa Giovanni Paolo II nell’anno 1986; questo evento ci ha ispirati a ricercare una positiva sinergia con la scelta di materiali lapideo proveniente da ogni continente, realizzando, alla fine, una piazza di pietra. Come detto la scelta di utilizzare materiale lapideo proveniente da ogni parte del mondo contribuisce a confermare la positiva universalità di Francesco e in particolare di questo spazio di Assisi. Per quanto attiene all’Italia poi il progetto e la conseguente realizzazione contengono anche un’espressione di unità avendo proposto di accostare, nel centro Italia e all’interno di una grande architettura eretta con il calcaree bianco e rosa di Assisi, la nordica “trachite” alla meridionale pietra pugliese “Mazzaro di Gravina”. La pietra pugliese inoltre nella scelta del disegno ha un ruolo essenziale e di ordine definendo, con il suo caldo colore, i margini compositivi e ancor più i due assi che seguono le vie di arrivo e di partenza fra Assisi e il resto del mondo, di tutti i pellegrini e degli uomini di buona volontà., Parte della Piazza, in conseguenza del grave terremoto del 1997 è stata svuotata dai pericolosi riempimenti di riporto ricavando nella zona a valle un più stabile scatolare di più piani, mentre si è mantenuta la restante parte posata sulla roccia. La posa della pavimentazione lapidea è avvenuta quindi, con divisione corrispondente a circa la mezzeria, su due situazioni fondali distinte. La sommità, comunque, del piano di posa previa la previsione dei necessari giunti, è stata unificata con il getto di un massetto di cls armato. Su questo è avvenuta la posa in opera dei masselli del materiale lapideo di grandi dimensioni costituiti da un lato minore di larghezza minima 30/50 cm a correre e con spessore di cm 8. Si è avuta l’accortezza di gettare la soletta di sottofondo già secondo le pendenze di progetto in modo da ottenere un allettamento omogeneo e sempre nei dovuti spessori. La posa delle pietre è stata eseguita, anche in relazione ai pesi e alla precisione, in una primissima fase in modo manuale, ma è immediatamente proseguita con l’uso di un mezzo meccanico con ventosa. Per tutti i materiali si è proposta una lavorazione unitaria con bocciardatura del piano e con cordella. La posa in opera secondo il disegno di progetto, è avvenuta per ricorsi paralleli. Si sono richieste le specifiche certificazioni relative ad un’opera di pavimentazione esterna con le quali si è certificato l’alto valore qualitativo di ciascuno, per la pietra pugliese “Mazzaro di Gravina” - materiale estratto loc. Grotte Marallo costituito da calcaree a grana fine chiara, con prevalenza di strati color bianco, facilmente lavorabile con diffuso utilizzo decorativo ad esempio le caratteristiche fisico meccaniche sono le seguenti: peso dell’unità di volume 2450 kg per mq coefficiente di imbibizione 0.27%
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    Project details
    • Year 2000
    • Work finished in 2000
    • Client Patriarcale Basilica di San Francesco in Assisi
    • Status Completed works
    • Type Public Squares / Restoration of Works of Art
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