E' venuto a mancare l'architetto Alessandro Anselmi all'età di 79 anni

by Valentina Ieva
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Muore oggi Alessandro Anselmi all'età di 79 anni. Un protagonista della cultura architettonica italiana degli ultimi 50 anni, un Accademico che ha lasciato un grande segno nelle recenti opere della nostra Architettura Contemporanea.

La camera ardente sarà allestita mercoledì alle ore 11.30 nella Sala Rossa della Chiesina di S. Luca ai Fori Imperiali - piazza Accademia di S. Luca in Roma. I funerali si svolgeranno alle ore 15.00 di mercoledi 30 presso il Complesso parrocchiale “San Pio da Pietrelcina”, via Paolo Stoppa (località Malafede), chiesa progettata dallo stesso Arch. Anselmi. (www.architettiroma.it)

ALESSANDRO ANSELMI (Roma 1934) si è laureato in Architettura a Roma nel 1963. Nel 1962 è stato uno dei membri fondatori del G.R.A.U. (Gruppo Romano Architetti Urbanisti). La sua attività ha carattere internazionale. Ha studi professionali a Roma ed a Parigi.

È stato docente presso la facoltà di Reggio Calabra ed attualmente è Professore Ordinario di Com-posizione Architettonica presso la Facoltà d’Architettura della III Università di Roma; è stato più volte

visiting professor in varie scuole d’architettura francesi e svizzere. E’ Accademico Nazionale dell’Accademia di San Luca. Nel 1999 ha ricevuto il Premio Presidente della Repubblica per l’Architettura.

Recentemente ha costruito in Italia ed in Francia, tra le opere più recenti vi sono il Nuovo Municipio di Rezè-les-Nantes (Francia), 1986, la Facoltà di Giurisprudenza dell’Ateneo di Catanzaro, 1987, la Ri-strutturazione della Caserma Cavour per la Guardia di Finanza a Gaeta (LT) 1991, il Terminal del nuovo metrò di Rouen e centro commerciale a Sotteville-les-Rouen (Francia) 1993, il Nuovo Munici-pio di Fiumicino, i cui lavori stanno per concludersi, la nuova sistemazione delle aree basilicali di San Giovanni in Laterano e Santa Croce in Gerusalemme a Roma, realizzate per l’avvento dell’anno San-to del 2000, ed un insediamento multifunzionale alla stazione Ferroviaria di San Pietro a Roma.

Numerosi sono i Concorsi a cui è stato invitato, tra cui: Consultazione Internazionale per la nuova Tecnopoli di Nantes (Francia), Concorso per la ristrutturazione del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia, Concorso per la ristrutturazione Urbanistica del quartiere "Cestius-Mirabeau" a Aix-en-Provence (Francia), Consultazione Internazionale per il progetto del Palazzo dei Congressi di Agadir (Marocco), Consultazione Internazionale per il polo del Centro Direzionale di Pietralata a Roma.

Il lavoro di Alessandro Anselmi è stato documentato in numerose esposizioni e pubblicazioni, tra cui la monografia

Alessandro Anselmi: icone per il terzo millennio a cura di M. Pisani (Milano 1996) e Alessandro Anselmi architetto a cura di C. Conforti (Milano 1997).

La metodologia progettuale di A. Anselmi si basa su un approccio critico sia dell’iter progettuale, che della storia del sito su cui deve intervenire. La storia del contesto non è solo la sequenza degli avve-nimenti importanti che riguardano un luogo e le sue trasformazioni, ma anche l‘evoluzione del modo in cui esso è vissuto quotidianamente, dando priorità al modo attuale di usufruire di una determinata zona, in generale interrogandosi sul vivere contemporaneo. Pur amando la storia, A. Anselmi ha sempre difeso il diritto dell’architettura ad esprimersi modernamente, confrontandosi anche davanti al più bello, al più grande, al più antico monumento della storia, senza dare spazio alla malinconia, cer-cando di essere coerente con la lingua di oggi, anzi, cercando di immaginarne il prossimo futuro.

Alessandro Anselmi Concorso per l’Archivio di Stato di Firenze, (con Pierluigi Eroli e Franco Pierluisi), AA 1972 Matita e pastelli, 12x46 cm, su carta lucida 30x49 cm.

I progetti di A. Anselmi si sviluppano dalla deformazione degli ordini primigenii; costruiti dall’interno, come spazi modellati dal di dentro, o come oggetti che nascono come contorni, inseriti in un luogo. Non si riferiscono a modelli, né costituiscono dei sistemi di riferimento di un modo di operare . Di volta in volta, il progetto si sviluppa su un’area, assieme al luogo di intervento e quindi solo con quel luogo. Sembra che sia l’intervento che si deforma per adattarsi al preesistente, mentre in realtà evolve dando all’intorno una nuova connotazione, formandolo. A. Anselmi è decostruttivo nell’accettazione delle contraddizioni e della complessità di ogni intervento, di ogni testo, ma non ri-nuncia a ricomporre e migliorare uno spazio in modo positivo. Tendenza che era già presente nei progetti fatti con il GRAU, ad esempio nel cimitero di Parabita, dove il richiamo alle complessità risen-te delle posizioni sostenute negli anni Sessanta da R. Venturi, di cui anche il discorso decostruttivo ha recuperato il paradossale invito alla sovrapposizione ed alla ibridazione.

Per A. Anselmi il disegno di architettura è uno strumento, un mezzo per rappresentare ciò che il pen-siero ha costruito. Spesso i suoi schizzi sono annotazioni tridimensionali, prospettive disegnate in scala molto ridotta, e che seguono a lunghi studi, ragionamenti, sopralluoghi. Non è un disegno che si crea assieme all’ideazione del progetto, ma è una verifica di un’intuizione già avuta, in un’operazione di sintesi tra teoria e componenti reali. Sono appunti che seguono le rappresentazioni sintetiche dell'arte e dell'intuizione.

Nel 2004 il MAXXI di Roma gli dedica una grande mostra antologica.

Fonte: www.aamgalleria.it

 

Comments
  • Francesco Lastoria

    Grande professore, grande architetto, ho avuto l'onore di averlo come insegnante all'università, uno dei migliori che ho avuto.

  • CaRmElA PiCcIoLo

    Uomo di grande cultura, onorata di aver assistito alle sue lezioni e di averlo avuto come docente....e di aver colto, dopo tempo dal mio esame di progettazione, cosa sia " il tocco di genio " di cui mi accennò in sede di esame .

  • Roberto Rizzo

    Grande Maestro!

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Author
  • Valentina Ieva

    Architect

    Bari / Italy

    Laureata in Ingegneria edile-architettura, giornalista per professione, web writer per diletto. Amante di architettura, design, fotografia e libri di carta. Dipendente dai social, Instagram e InstaStories su tutti. Affamata di vita, viaggi e storie da scoprire. Qualunque forma d'arte mi affascina da sempre e non posso pensare una vita senza: emozioni forti, immaginazione, buona musica, cucina pugliese, sole e gatti. Per dirla con le parole di Battiato, non potrei vivere senza: ‘un soffio al cuore di natura elettrica’!)

References
Complesso parrocchiale “San Pio da Pietrelcina” 27

Complesso parrocchiale “San Pio da Pietrelcina”

Rome / Italy / 2010