Complesso parrocchiale “San Pio da Pietrelcina”

Rome / Italy / 2010

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La pianta della chiesa di S. Pio è disegnata da un rettangolo di proporzioni 2x1. Al centro del lato maggiore del rettangolo è posto l’altare, mentre nella parete di fronte, anche se spostato leggermente verso est, è posto l’ingresso. Questa posizione dell’altare, inconsueta nelle chiese a pianta a sviluppo longitudinale come questa, è in armonia con le volontà liturgiche emerse dal Concilio Vaticano Secondo, per le quali l’insieme dei fedeli costituisce una “comunità” e di conseguenza è necessario che essa usufruisca di una forma spaziale idonea per raccogliersi intorno al suo “pastore” senza particolari gerarchie di posizione, cosa impossibile nella tradizionale collocazione dell’altare sul lato corto nelle chiese a pianta longitudinale. L’alzato della Chiesa è definito da curve che si disegnano su piani verticali, collocati in corrispondenza dei lati maggiori del rettangolo di base; in particolare, sul fronte sud si disegnano tre curve in continuità ma diverse tra loro, mentre su quello opposto vi è la traccia di un'unica traiettoria curvilinea; la superficie rigata che unisce l’insieme di queste curve costituisce la copertura dell’Aula. Senza fare riferimento a retorici richiami teologici è facile individuare la grande forza simbolica che nasce dalla complessità di questa geometria. Nella fase di concorso, in un disegno concettuale rappresentante questa superficie di copertura si tracciò, a margine del foglio, a sua spiegazione: il rapporto tra il “molteplice” e “l’uno”. In verità tutta l’intenzionalità progettuale, la volontà simbolica e il “significato” profondo che hanno presieduto al disegno di questa chiesa sono scritti in questo rapporto dialettico tra le categorie fondanti la cultura occidentale dove però, fermo restando la categoria dell’”Uno”, quella filosofica e generica del “molteplice” si determina in termini cristiani nel “Trino”. Lasciando alle meditazioni teologiche le riflessioni sugli sviluppi di questa dialettica e restando nel piccolo recinto dell’architettura è fuori di dubbio che tanta parte della produzione ecclesiale nasce a partire da questa concezione religiosa del mondo. Le piante basilicali e le sezioni tripartite che unificano concettualmente gli schemi longitudinali con quelli centrali rappresentano la tradizione alla quale questo progetto fa riferimento. Non è un caso se il segno dove è “scritta“ la natura simbolica del progetto sia proprio la “sezione” intesa come massima rappresentazione della spazialità simbolica del progetto (qui la sezione stessa diviene facciata collegandosi in questo a una aspirazione centenaria e difficilmente riuscita del progetto ecclesiale). Certamente questa è una interpretazione contemporanea della tripartizione spaziale; qui non vi è simmetria, qui lo spazio fluisce libero nella complessità geometrica essendo tuttavia diretto verso l’unicità della volta che protegge il luogo sacro del presbiterio. Al modo barocco (siamo a Roma), un grande manto si piega e avvolge l’assemblea dei fedeli creando un’architettura di pura luce dove la meditazione e soprattutto la preghiera possano trovare con naturalezza il proprio luogo. Siamo dunque lontani da una immagine figlia di puri gesti formalisti e tesa semplicemente a creare l’”evento”. Siamo invece di fronte a una architettura che a partire da una nuova interpretazione di segni millenari si rivolge alla città con una forte immagine identitaria capace di trasmettere a contesti anonimi il senso di una loro diversa e migliore configurazione, assolvendo così al compito che essa ha sempre svolto all’interno dei tessuti urbani. Consulenza Artistica e progettazione Arredi Liturgici: Giovanna De Sanctis Ricciardone - studio “progettoArte” Calvi dell’Umbria realizzazione in travertino: Società Travertino Romano spa Progetto delle vetrate artistiche - Giorgio Funaro realizzazione dei vetri e delle strutture metalliche – Studio Forme Roma CANTIERIZZAZIONE Direzione Lavori: Ing. Gianni Pallotta P.I. Stefano Zara Impresa di costruzioni: IACE Spa Ing. Dante Gandola Assistente di cantiere Geom. Ivano Aloe Progettazione Arch.Mauro Angeletti Strutture: E.D.IN. S.r.l. Prof. Ing. Fabio Brancaleoni Direttore tecnico Ing. Marcello Colasanti Strutture metalliche: Gallese Meccanica industriale S.r.l. sig. Tiziano Gallese QUESTIONI TIPOLOGICHE E STRUTTURALI Tipologia: Complesso parrocchiale composto da Aula liturgica rettangolare a sviluppo trasversale e opere parrocchiali. Superficie complessiva : 2995 mq (Aula liturgica: 800 mq.) Struttura: Struttura in acciaio per l’Aula e struttura a telaio cementizio con tamponature in laterizio per le opere parrocchiali.
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    La pianta della chiesa di S. Pio è disegnata da un rettangolo di proporzioni 2x1. Al centro del lato maggiore del rettangolo è posto l’altare, mentre nella parete di fronte, anche se spostato leggermente verso est, è posto l’ingresso. Questa posizione dell’altare, inconsueta nelle chiese a pianta a sviluppo longitudinale come questa, è in armonia con le volontà liturgiche emerse dal Concilio Vaticano Secondo, per le quali l’insieme dei fedeli costituisce una “comunità” e di conseguenza è...

    Project details
    • Year 2010
    • Work started in 2007
    • Work finished in 2010
    • Status Completed works
    • Type Churches
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