Ikebana

La dolcezza di gesti di vita interiori evolvono l’asprezza di azioni sociali profonde. Italy / 2013

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Una fermata interiore, una lanterna che illumina vicino, un atto creativo di conoscenza. Tutto questo rappresenta Ikebana: seduta-lampada-vaso, a costituire un armonioso oggetto naturale. Un momento in trasformazione da vivere e contemplare nella sua totale e generale armonia, in cui l’apparente incompletezza lascia immaginare, gli spazi vuoti si riempiono di cose latenti, la bellezza è nel silenzio, concentrazione di energia. Un’architettura dei fiori, un momento creativo ed intimistico. In Ikebana tutte le funzioni si manifestano con discrezione e semplicità, secondo l’idea che “lo charme è l’armonia latente e non esplicita”. Una seduta come momento di pausa dal quotidiano, in uno spazio gradevole, fatto di natura. Una lampada che illumina intorno, le nostre azioni e meditazioni. L’atto creativo, qui, coincide con un percorso personale di ricerca. Per questo Ikebana vuole essere un messaggio ed uno stimolo a ritrovare sé stessi; non conta solo l’obiettivo, ma è fondamentale il percorso, che offre equilibrio e consapevolezza. La comprensione di esso nasce da sentimenti di umiltà e amore. Nascita e sviluppo di “Ikebana” Quest’oggetto nasce da un istinto creativo, poi divenuto consapevolezza, di un avvicinamento alla natura, per sublimarla fino a renderla un’”opera d’arte”. La natura, vista ed apprezzata come vita e armonia, in un dialogo sempre vivo e diretto con l’uomo. In quest’ottica, l’oggetto è stato creato non con il solo ed unico pensiero di ottenere qualcosa che sia funzionale, come fosse il fine ultimo, ma dal desiderio di ricerca personale, di scoperta e godimento di un processo fatto di dedizione e concentrazione. Rivalorizzare il vecchio tronco di pino è stato un atto di fiducia e di amore verso un pezzo di natura che ha smesso di vivere, ma che conserva in sé la memoria di un vissuto. Il gesto, alla vista discreto e semplice, di ricavare un foro per ottenerne un contenitore per una composizione floreale sempre diversa, ma anche una seduta per il desiderio di un momento di pausa ed una lampada per illuminare un intorno circoscritto, nasce dalla voglia di rendere il vecchio tronco di nuovo vivo, come se da esso possa ancora sorgere la luce della vita. L’ispirazione nasce dal contatto con la cultura giapponese e, secondo l’antica e sapiente arte dell’Ikebana, ho realizzato la composizione floreale. Non c’è casualità nel giustapporre i fiori sul piano, ma un attento studio dell’antica simbologia taoista e dell’ikebana stessa. Il piano del tronco è disegnato in maniera impercettibile dalla figura simbolica del tai-ji. Due cerchi dello stesso raggio, inscritti in quello rappresentato dal tronco, di cui uno solcato da un taglio mentre l’altro svelato solo dal cerchio interno più piccolo, rappresentano rispettivamente lo yin e lo yang, la debolezza e la forza che non sono puri, ma si influenzano e nella compenetrazione nascono i due fori minori, bianco e nero, che accolgono gli elementi vegetali. Verso il simbolismo del tai-ji e una precisa direzione cardinale si orienta l’ikebana. Il foro più grande, lo yin, è un contenitore bianco che accoglie un vaso in vetro per composizioni floreali sempre diverse, in continua trasformazione, così come cambiano le stagioni e gli avvenimenti della vita. Il fascino sta nella mancata permanenza e fissità degli elementi. Il foro più piccolo, lo yang, contiene due rami di nocciolo dai quali pendono punti luminosi, i frutti discreti e silenziosi della vita che diventano lanterne a illuminare vicino, intorno a noi. L’oggetto, quindi, è una lampada, un vaso ed una seduta, perché il foro grande, chiuso dal tappo dello stesso tronco, permette di sedersi per riservarsi una pausa dal quotidiano, immersi in una mini realtà naturale, onirica. L’orientamento degli elementi, la scelta delle essenze vegetali, il posizionamento delle parti, nulla è casuale, ma tutto riporta al simbolismo dell’ikebana, legato alla cultura zen, secondo cui la composizione si basa sul principio dei tre elementi: Dio, Uomo e Natura, rispettivamente, il ramo dritto e più alto che punta al cielo, l’altro inclinato, che guarda il primo, di media lunghezza, verso lo yang, la forza, ed il terzo elemento è rappresentato dalla foglia e dal fiore che simboleggiano la debolezza , lo yin. L’architettura di questi fiori è stata realizzata con calma e dedizione pensando di godere di un momento di ricerca di sé stessi: questo è il motivo che mi ha spinta alla composizione floreale di una tale complessità che è, per la cultura giapponese, una vera e propria arte prestigiosa. I concetti fondamentali che trasmette sono la semplicità, il vuoto, l’armonia, l’asimmetria, il colore adeguato alle stagioni, la caducità della vita, tradotti in accurata ed essenziale scelta degli elementi, in equilibrio tra oggetto e sua funzione senza che quest’ultima renda complesso il tutto, nell’idea che la bellezza si dichiari celatamente e non in maniera esuberante, nella mutevolezza della composizione. Nulla è uguale al dopo, Un’ “opera” in trasformazione che cerca una mediazione con il concetto occidentale della permanenza, immaginando la possibilità che l’oggetto non sia solo un vaso, ma possa trasformarsi in una lampada o anche in una seduta. Un oggetto da contemplare, ma anche da usare. I due rami di nocciolo, pensati nella composizione come parte integrante e stabile dell’oggetto, in realtà possono anche spostarsi per fare del tronco una seduta soltanto. Un oggetto, questo, nel suo complesso, che ha la pretesa di trasmettere e anche di suscitare emozioni; che possa invogliare alla sua contemplazione per scoprirne le regole interne, apparentemente celate dalla sua generale armonia.

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    Una fermata interiore, una lanterna che illumina vicino, un atto creativo di conoscenza. Tutto questo rappresenta Ikebana: seduta-lampada-vaso, a costituire un armonioso oggetto naturale. Un momento in trasformazione da vivere e contemplare nella sua totale e generale armonia, in cui l’apparente incompletezza lascia immaginare, gli spazi vuoti si riempiono di cose latenti, la bellezza è nel silenzio, concentrazione di energia. Un’architettura dei fiori, un momento creativo ed intimistico. In...

    Project details
    • Year 2013
    • Work started in 2013
    • Work finished in 2013
    • Status Completed works
    • Type Custom Furniture
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