House in a pinewood

Marina di Castagneto Carducci / Italy / 2011

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The pinewood of Marina di Castagneto Carducci came into being early last century as a result of a process of reclamation of the coastal dune belt. In the late fifties architect Giancarlo De Carlo drew up an urban development plan characterized by the important presence of the landscape in which buildings surrounded by dunes dotted with pines oaks and myrtles with strong character and individuality are connected by paths following the free pattern of the landscape. The consequence of this accentuated due to a rapid process of tissue development built since the sixties is the heterogeneity of the architectural presence: buildings created with quality often using stone walls as an expressive character with formal features that are often influenced by the best Italian and European experiences of the fifties are counterbalanced by buildings of little value inconsistent in their morphological and decorative devices often the result of successive transformations and uncertain modifications. Opportunity The work presented here was created by the occasion of a renovation of a summer residence built in the mid-sixties. The poor architectural quality of the existing building is an opportunity to think about the quality of the landscape in which the building stands on a sand dune surrounded by pine trees located at isolated points often very close to the walls. The project outlines a double perspective: on one hand the need to find a synthesis between the nature of the building - although still to be discovered - and the morphological and color values of the place where it is located and on the other hand the desire to place the character of the interior in keeping with a trend made of comfort domesticity and appropriateness. All this applies especially in the modulation of light and views to the extent and shape of spaces in the discretion of the materials. There is a longitudinal ideal director throughout the whole building allowing the location of convergence between two significant operational aspects: firstly the redefinition of the internal space which translates into a sequence of rooms closely related to each other and with the landscape around and secondly the identification of the character of the building in a new morphology at the same time natural and archetypal finding in the horizontal sediment a new expressive character. From these thoughts comes the criterion of remodeling openings in the building: almost all different but built taking into account the sequence of the interior the relationship between the room and the external balance the mass/space ratio of the building. This is especially evident in the large dining-room window at the end of successive openings of the same size framing a view of the dune landscape. Matter The emergence of the archetypal character of the intervention is manifested in the morphology of the new shape which highlights the double-pitched roof and certain compact terminals in the two fronts - whilst mitigating these formal features in the centre predominantly horizontal. The material used for the exterior a travertine marble helps to read the morphology of the building as a result of an ideal unit mass made of different sediments giving further color consonance with the surrounding landscape. The limited range of materials - travertine marble cladding also present in the interior plaster teak wood used to give continuity to the horizontal planes inside and out - helps to make a presence in the pinewood grove that thrives on a refined ambiguity: while providing a comfortable refuge from the outside world it also introduces the landscape that surrounds it within its very self. [IT] Contesto La pineta di Marina di Castagneto Carducci nasce agli inizi del secolo scorso in seguito ad un processo di bonifica della fascia dunale costiera. Sul finire degli anni Cinquanta Giancarlo De Carlo redige un piano urbanistico caratterizzato dalla generosa presenza del paesaggio in cui gli edifici immersi tra dune punteggiate di pini marittimi mirti e lecci hanno carattere di forte individualità e sono collegati da percorsi liberi che assecondano l'andamento del paesaggio. Conseguenza di ciò ma soprattutto di un rapido processo di sviluppo del tessuto edificato a partire dagli anni Sessanta è la forte eterogeneità morfologica e qualitativa delle presenze architettoniche: ad edifici di evidente qualità caratterizzati spesso dall’uso della pietra a faccia vista come sistema costruttivo ed espressivo con caratteri formali che spesso non disdegnano di guardare alle migliori esperienze italiane ed europee degli anni Cinquanta fanno da contraltare edifici di scarso valore incoerenti nei propri apparati morfologici e decorativi frutto spesso di successive e incerte trasformazioni. Opportunità L'opera che qui si presenta nasce dall'occasione di una ristrutturazione di una residenza estiva costruita a metà degli anni Sessanta. La scarsa qualità architettonica della costruzione esistente costituisce un'opportunità di riflessione sulle qualità del paesaggio nel quale l'edificio si inserisce adagiato su una duna di sabbia circondato da pini marittimi collocati in punti singolari spesso molto vicini alle pareti. L’intervento delinea una duplice prospettiva: da un lato la necessità di individuare una sintesi tra la natura dell'edificio - seppur ancora da scoprire - e i valori morfologici e cromatici del luogo in cui esso è insediato; dall'altro la volontà di collocare il carattere degli ambienti interni nel solco di una tradizione che fa del comfort della domesticità dell'appropriatezza la propria cifra identificativa. Tutto ciò si applica soprattutto nella modulazione della luce e delle vedute nella misura e conformazione degli spazi nella discrezione dei materiali. Una ideale direttrice longitudinale che attraversa l'intera costruzione permette di trovare una convergenza tra due aspetti operativi significativi: in primo luogo la ridefinizione della spazialità interna che si concretizza in una sequenza di stanze passanti in stretto rapporto tra loro e con il paesaggio circostante; in secondo luogo l'identificazione del carattere dell'edificio in una nuova morfologia allo stesso tempo naturale e archetipica che trova nel sedimento orizzontale la cifra costitutiva. Da questa duplice istanza nasce il criterio di rimodellazione delle aperture nel corpo dell'edificio quasi tutte diverse tra loro ma costruite tenendo conto sia della sequenza degli ambienti interni sia della relazione tra la stanza e l'esterno sia dell'equilibrio del rapporto massa-bucatura della costruzione. Tutto ciò è evidente soprattutto nella grande finestra della sala da pranzo che al termine di una successione di aperture della medesima dimensione incornicia una veduta del paesaggio dunale. Materia L’emergere del carattere archetipico dell'intervento si manifesta nella nuova morfologia della massa edificata che evidenzia la doppia falda della copertura e una certa compattezza nei due fronti terminali - pur tuttavia mitigando queste caratteristiche formali nella parte centrale prevalentemente orizzontale. Il materiale utilizzato per il rivestimento esterno un travertino striato contribuisce a fare leggere la morfologia dell'edificio come una ideale massa unitaria frutto di differenti sedimentazioni conferendo inoltre assonanza cromatica con il paesaggio circostante. La limitata gamma dei materiali utilizzati - travertino presente anche nei rivestimenti lapidei degli interni intonaco legno di teak utilizzato per conferire continuità ai piani orizzontali interni ed esterni - contribuisce a fare della casa una presenza nella pineta che vive di una ricercata ambiguità: mentre offre un confortevole rifugio dal mondo esterno allo stesso tempo introduce dentro di sé il paesaggio che la circonda. Scala in legno di teak realizzazione su disegno Vetrate vetrocamera extrachiaro basso-emissivo Facciate in travertino striato con montaggio a secco Copertura in legno con manto in tegole di laterizio (prescrizione del Regolamento Urbanistico vigente) Struttura in muratura portante Pareti interni rivestite in intonaco Rivestimento bagni in travertine striato Pavimento in teak oliato Arredi su disegno in teak verniciato e oliato ebano verniciato Illuminazione Kreon Davide Groppi Cucina su disegno in frassino verniciato a poro aperto top in granito nero Zimbabwe Arredobagno: rubinetteria Quadro mobili su disegno in teak
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    The pinewood of Marina di Castagneto Carducci came into being early last century as a result of a process of reclamation of the coastal dune belt. In the late fifties architect Giancarlo De Carlo drew up an urban development plan characterized by the important presence of the landscape in which buildings surrounded by dunes dotted with pines oaks and myrtles with strong character and individuality are connected by paths following the free pattern of the landscape. The consequence of this ...

    Project details
    • Year 2011
    • Work finished in 2011
    • Status Completed works
    • Type Single-family residence
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