Casa di Confine

Border Crossing House Polverigi / Italy / 2019

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Lush grass fields surround the “Border Crossing House”, the private residence built by Simone Subissati Architects in Polverigi, in the hills near Ancona, Italy. Set on a ridge, between the city and the countryside, this house, traversed by the landscape, fits into the territory, exploring the theme of the border and searching for new forms of permeability in space and time. Simone Subissati was trained in the Florentine school of architecture and a pupil of Remo Buti and Gianni Pettena, exponents of the Radical movement. He designed the residence with clean and original forms, bringing together the orthography of traditional rural constructions and the experimentation of various architectural experiences to create a project meant to make a difference. An architecture with a strong conceptual soul, captured by director Federica Biondi in the short film “Rustico” she just completed. “Rustico” tells the story and the poetics of the Border Crossing House and explores its unique luxury, one that does not rely on opulence and ostentation, but on space, freedom and flexibility of use. The rectangular building, covered by an asymmetrical double-pitched roof, runs from east to west, in close relation with the surrounding cultivated land. The presence of numerous openings, different in shape and function, turns the house into a sort of device that connects the hilly landscape with the intimate, domestic space. The Border Crossing House designed by Simone Subissati is the outcome of a reflection on inhabited space seen as a threshold: the house relies upon its relationship with the outdoors, intended as a territory extended to the extreme of one’s gaze. No fences guard the Border Crossing House. It is located at the edge of the town of Polverigi, where cultivated fields are. Grass reaches the very edge of the house, which is surrounded only by a thin pavement. A strip of decorative perennial grasses ideally envelopes the house, as if it belonged to the fields (cultivated with wheat, barley, field beans, sunflower). The ground floor, dedicated to the living area, is characterized by the presence of a deep red coating (the main body is made of iron painted with an anti-rust primer). The upper floor, in addition to housing the sleeping area, also includes a large open space contained by a light frame covered with a micro-perforated and pre-tensioned membrane. It distinguishes itself by the color white and it gets completely illuminated at night. A large central portion of the volume is left open on the ground floor and can be crossed from side to side. In addition to this opening in the building, large sections of the metal enclosure easily turn into apertures thanks to the the windows, which, when opened, are orthogonal to the facade. This allows the living room, kitchen and spa to establish a direct relation with the outside space. Thanks to these devices, the volume of the building appears almost to be hovering over the ground. This perception is also enhanced by the presence of the swimming pool, placed perpendicular to the house and surrounded by grass, reminiscent of the watercollection tanks used for irrigation. The upper floor is accessed by a wooden staircase with an elementary structure, painted white. From it, one accesses the most private area of the house, where bedrooms are hosted. For the rooms, instead of simple windows, Subissati designs visual devices, which he calls “diaphragms.” As on the ground floor, windows here do also allow one to contemplate both sides of the landscape. Although very small in size, these openings have been designed to create surprising optical effects. A play of mirrors, arranged to completely cover the side openings of the windows, multiplies the views of the surrounding landscape. Protected by a simple chicken coop net, a balcony leads to a space where the winter garden and a second living room are hosted. This section of the building is made of wood and covered with a micro-perforated membrane that during the day allows natural light to filter inside the house and at night turns the Border Crossing House into a sort of large lamp. A playful attitude led Simone Subissati to think of the project as an assembly process. In this sense, the Border Crossing House tends to become a metaphysical element, a sort of archetype of the rural house elaborated through a constant reference to ‘memory’ and ‘play’. Simone Subissati’s project, devoid of any vernacular temptation, is committed to contemporaneity.


[IT]
Sono i fitti campi di graminacee a circondare la “Casa di Confine”, la residenza privata realizzata da Simone Subissati Architects a Polverigi, tra le colline vicine a Ancona. Posta su un crinale, tra il costruito e la campagna, questa casa attraversata dal paesaggio si inserisce nel territorio elaborando il tema del confine e ricercando forme di permeabilità nello spazio e nel tempo. Simone Subissati, formatosi nella scuola fiorentina e allievo di Remo Buti e Gianni Pettena, disegna una residenza dalle forme nette e originali, che mette in dialogo l’ortografia della costruzione tradizionale e la sperimentazione di diverse espressioni architettoniche per dare


vita a un’opera destinata a far parlare di sé. Un’architettura dalla forte anima concettuale, che la regista Federica Biondi ha interpretato nello short film “Rustico”, appena realizzato. In esso si racconta la Casa di Confine e una singolare idea di ricchezza, connaturata al progetto dell’architetto Simone Subissati, fatta non di lusso o di sfarzo, ma di spazio, libertà e flessibilità d’uso.


Il progetto


Un prolungato corpo di fabbrica dalla forma rettangola, coperto da una doppia falda asimmetrica, si sviluppa da est a ovest ponendosi in diretta relazione con i terreni coltivati circostanti. La presenza di numerose aperture, diverse nella foggia e nella funzione, caratterizza la casa come un dispositivo di relazione tra il paesaggio collinare e lo spazio domestico. La Casa di Confine progettata da Simone Subissati nasce da una riflessione sullo spazio abitato come soglia: la casa vive della relazione con l’esterno, inteso come territorio esteso fino al limite dello sguardo. Non c’è recinzione a separare la Casa di Confine dallo spazio circostante: la casa
è posizionata ai margini dello spazio urbano, in un lotto di completamento, dove iniziano i campi coltivati. L’erba arriva fino al perimetro della casa, circondata solo dalla minima superficie di pavimentazione esterna. Una fascia di graminacee decorative perenni ingloba idealmente la casa nel campo (coltivato a rotazione a grano, orzo, favino, girasole). 


“Il tentativo è quello di strabordare, rompere i confini, senza seguire il protocollo per cui lo spazio abitativo, privato, è separato dallo spazio del lavoro dell’agricoltura”.
Simone Subissati.


Il piano terreno, dedicato alla zona giorno, è caratterizzato dalla presenza di un rivestimento di un rosso intenso (il corpo è in ferro verniciato con un primer antiruggine). Il piano superiore, che oltre a ospitare la zona notte dispone di un ampio spazio aperto contenuto da un telaio leggero, vestito con una membrana microforata e pre-tensionata, si distingue per il colore bianco candido che a sera si illumina completamente. Un’ampia porzione centrale del volume, al piano terreno, è lasciata aperta e attraversabile da parte a parte. Accanto a tale varco nel corpo di fabbrica, ampie porzioni della cortina metallica possono trasformarsi in varchi attraverso infissi che, quando aperti, si dispongono ortogonalmente rispetto alla facciata. Questo permette al living, alla cucina, alla spa di stabilire dirette relazioni con l’esterno. Grazie a questi dispositivi il volume dell’edificio sembra quasi sospeso sul terreno. Sensazione incentivata dalla presenza della piscina interrata, posizionata in senso perpendicolare alla casa e circondata dalle erbe del prato, a memoria delle vasche di raccolta delle acqua per l’irrigazione. Al piano superiore si accede tramite una scala in legno dalla struttura elementare, tinta di bianco. Da essa si accede agli ambienti più riservati che ospitano le camere da letto. Per le camere, al posto delle semplici finestre, Subissati disegna dei dispositivi visivi, che chiama “diaframmi”. Come al piano terreno anche qui le finestre permettono di contemplare entrambi i fronti. Benché di dimensioni molto contenute, queste aperture sono state progettate per dare luogo a sorprendenti effetti percettivi. Un gioco di specchi, disposti a ricoprire completamente l’imbotto delle piccole finestre, moltiplica le viste sul paesaggio circostante. Attraverso un ballatoio, protetto da una semplice rete da pollaio, si accede a un ambiente ibrido, dove trovano spazio un giardino d’inverno e un secondo living. Questa sezione del fabbricato è costruita in legno e rivestita da una membrana microforata che di giorno permette alla luce di filtrare all’interno nella casa e di notte permette alla luce interna di trasformare Casa di Confine in una sorta di grande apparecchio luminoso.


“Ero affascinato dalle case rurali dei miei nonni e dei miei parenti nell’entroterra marchigiano, caratterizzate da una schietta semplicità, dell’essenzialità vera, non quella mediata da poetiche minimaliste. Erano case che si potevano attraversare da una stanza all’altra, dove al piano terra si trovavano gli ambienti di lavoro, unici e aperti sui due fronti”. 
Simone Subissati.


Un atteggiamento ludico ha portato Simone Subissati a pensare il progetto come a un processo di montaggio. La Casa di Confine tende a diventare in tal senso un elemento metafisico, una sorta di archetipo della casa di campagna elaborato attraverso un riferimento costante a ‘memoria’ e ‘gioco’: il suo progetto, privo di tentazioni vernacolari, è votato alla contemporaneità.


Progetto architettonico e di interni
Simone Subissati Architects

Gruppo di progettazione
architetto Simone Subissati, architetto Alice Cerigioni


Progetto strutture e impianti
ingegner Domenico Lamura, ingegner Matteo Virgulti
Impresa principale
Montagna costruzioni
Dati dimensionali
Area del lotto: 4.337 metri quadrati
Area costruita: 350 metri quadrati
Dimensioni: 33 metri x 8,4 metri

Materiali
Struttura dell’edificio: acciaio
Rivestimento esterno nel basamento: pannelli di ferro zincato e verniciato con un
primer antiruggine
Rivestimento parte superiore: intonaco autopulente Capatect Thermosan della
Caparol
Pavimento piano terra: cemento industriale a basso spessore
Pavimento piano primo, interno: parquet in doghe massello di frassino verniciato
Pavimento piano primo, esterno: parquet frassino termo-trattato verniciato
Pergolato in legno di pino lamellare trattato in autoclave, verniciato
Rivestimento del pergolato: tessuto microforato Soltis della Serge Ferrari
Arredi in legno di frassino massello e pannelli prefiniti listellari in pino

Fornitori
Struttura in acciaio: Steel Form, Modena
Infissi: Secco Sistemi
Lucernari: Schüco
Realizzazione pavimento in cemento: Renato Sebastianelli, Ostra (Ancona)
Rubinetterie: CEADESIGN
Impianto hammam: EffeGiB
Membrana in pvc microforata: Soltis della Serge Ferrari, importata in Italia da
Giovanardi
Realizzazione sistemazioni esterne e giardino: Vivai Manfrica, San Severino
(Macerata)
Impianto termico: Clivet
Fornitura corpi illuminanti: Renzo Serafini
Impianto Fotovoltaico: Green Energy Service
Calendario
Progetto di massima e esecutivo: 2014-2016
Inizio cantiere: 2016
Completamento struttura principale: 2018
Completamento progetto con sistemazioni esterne: aprile 2019

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    Lush grass fields surround the “Border Crossing House”, the private residence built by Simone Subissati Architects in Polverigi, in the hills near Ancona, Italy. Set on a ridge, between the city and the countryside, this house, traversed by the landscape, fits into the territory, exploring the theme of the border and searching for new forms of permeability in space and time. Simone Subissati was trained in the Florentine school of architecture and a pupil of Remo Buti and Gianni...

    Project details
    • Year 2019
    • Work finished in 2019
    • Status Completed works
    • Type Single-family residence / Interior Design
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