MARE DENTRO

ampliamento e liberazione di un attico Falconara Marittima / Italy / 2016

0
0 Love 651 Visits Published

Dall’attico al quarto piano di una palazzina edificata in serie sul finire degli anni Settanta, aggrappata come tante su quelli che un tempo erano i greppi di mezzacosta tra la città alta e bassa di Falconara Marittima, la vista – e tutti gli altri sensi – sono liberi di esplorare lo spazio d’attorno, illuminato dal Sole che ci prende alle spalle.


Da qui, rivolti verso nord, quel lembo di mare Adriatico che si prepara a rimbalzare sul gomito di terra dorico occupa l’intero campo visivo. La linea dell’orizzonte, filo teso in lontananza, nei giorni buoni demarca con geometrica precisione lo spazio del mare da quello del cielo, contrapponendo le sature, dense e scintillanti tonalità cromatiche delle differenti profondità delle acque a quelle più tenui e morbide dell’azzurro sovrastante. Mutevole, come lo è il meteo, nei giorni cattivi potrebbe sfumare fino a scomparire, per lasciare il posto a un’indistinta massa d’acqua e d’aria discretizzabile in una paletta cromatica compresa tra il blu metallico e il grigio piombo.


Stando ancora di là sopra, è facile notare come il campo visivo non sia fatto di sola natura: spuntano dal mare due piattaforme, su differenti piani di lontananza, avamposti di ferro alla ricerca di metano; e poi le sagome delle navi cargo e passeggeri che avanzando lentamente ci appaiono come ferme, o le vele bianche delle imbarcazioni più piccole, pinne che additano il cielo. Provengono dai due porti (commerciale e turistico) di Ancona: se allunghiamo lo sguardo verso est ne vediamo il prospetto ad emiciclo schiacciato sul mare. Ancora più sotto invece, sulla costa, idealmente ai piedi del nostro punto di osservazione, annunciata dalla fiamma di una ciminiera, si può intravedere tra le chiome dei pini marittimi l’inconfondibile conglomerato d’acciaio, neon e cemento armato della raffineria Api, paesaggio allo stesso tempo straniante e familiare, interiorizzato da chiunque conosca questo territorio.


Quanto fin qui raccontato è visibile dall’attico solo a condizione di starsene affacciati alla terrazza. Alle nostre spalle l’appartamento, arretrato di circa due metri rispetto al piano dei parapetti, ne resta escluso, separato come una camera stagna. Dotato di due sole finestre apribili verso il mare, una “zoppa” per consentire l’accesso alla terrazza dalla stanza del soggiorno e l’altra più piccola della stanza della cucina, entrambe dotate di doppi infissi – come a rimarcare la cesura –, è avulso da quello scenario, introverso nelle sue stanze, senza alcuna relazione fisica forte e stabile col mare sottostante, che sembra rimosso; e con esso la luce morbida e diffusa proveniente da nord.


Il cliente, proprietario dell’attico e appassionato del mare, skipper, che lo vive appena può dal timone del suo 12 metri, semplicemente si era stancato di tornarsene a casa e sottostare alle limitazioni imposte dalla stessa. Cercava un legame col mare che fosse continuo e stabile, alla vista, all’udito: la casa stessa doveva aprirsi e protendersi verso di esso, essere un dispositivo attraverso cui entrarci in simbiosi.


Di fronte al mare la felicità è un'idea semplice, scriveva Izzo, e ancora di più lo è il gesto da cui muove questo progetto: via una delle quattro pareti, via le tamponature del prospetto nord con i vecchi infissi, via tutti i precedenti limiti: la nuova parete non dovrà essere una parete, ma il più possibile trasparente e intangibile, flessibile per adattarsi al cambio delle stagioni e ai modi differenti di godere del mare. Ecco allora le tre pareti vetrate che partono dal pavimento e arrivano al soffitto per catturare quanto più mare e luce possibile. Il mare entra in casa e la casa si protende verso il mare, dilatandosi su una parte della terrazza anteriore.


In questo semplice gesto sta l’origine del progetto, e l’intero spazio giorno ne è stravolto: non più un soggiorno-salotto e una cucina in stanze separate ma un unico spazio liquido di circa 60 mq. È questo lo spazio dove narrare del mare e ricostruire la storia del rapporto del cliente con esso, e dove il mare racconta se stesso attraverso l’architettura dello spazio e degli elementi contenuti: materia, texture, colori, ricordo, nostalgia, fantasmagoria… Il mare ora non è solo presenza fisica costante da ammirare, ma riversa come un’onda nella casa la sua ancestrale dimensione immaginifica. Lo stesso pavimento in gres blu sfumato (in attesa del suo prolungamento futuro all’esterno sulla terrazza) ne è proseguo e riflusso, ne ricorda la profondità e la spuma, il legno della cucina a vista racconta di cambuse e barche alla deriva, così come le finiture in acciaio inox di navi e bastimenti. I pilastri, preesistenze nascoste del precedente spazio e resi protagonisti nel nuovo, spogliati dell’intonaco restano nudi e crudi a raccontarci di moli e attracchi e banchine corrose dal sale. Le plafoniere a soffitto ci parlano di vele tese da tiranti, mentre quelle sospese di lampare, pesci, notti e rollii.


Attraverso la libreria e diversi oggetti d’arredo poi, tesori custoditi e raccolti dal cliente che si fanno portatori di altri racconti, questo piccolo mondo trova la sua continuità con mondi lontani, esotici, comunque collegati dal e al mare, che ci apre alla dimensione del viaggio e, ancora una volta, al suo racconto.

0 users love this project
Comments
    comment
    user
    Enlarge image

    Dall’attico al quarto piano di una palazzina edificata in serie sul finire degli anni Settanta, aggrappata come tante su quelli che un tempo erano i greppi di mezzacosta tra la città alta e bassa di Falconara Marittima, la vista – e tutti gli altri sensi – sono liberi di esplorare lo spazio d’attorno, illuminato dal Sole che ci prende alle spalle. Da qui, rivolti verso nord, quel lembo di mare Adriatico che si prepara a rimbalzare sul gomito di terra dorico...

    Project details
    • Year 2016
    • Work started in 2017
    • Client Privato
    • Status Current works
    • Type Apartments / Interior Design / Custom Furniture / Lighting Design / Yacht and vehicle design / Lofts/Penthouses / Furniture design / Product design / self-production design
    Archilovers On Instagram