Deutsches Historisches Museum

Berlin / Germany / 2000

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Il primo tentativo di costruire il nuovo Museo storico tedesco, risale alla metà degli anni ’80, su desiderio dell’allora cancelliere Helmut Kohl.
Fu, infatti, indetto un concorso internazionale vinto dall’architetto italiano Aldo Rossi e mai realizzato. Il concorso prevedeva come sede la vasta area incolta e abbandonata di fronte al palazzo del Reichstag, una zona allora periferica della Berlino ovest.
La caduta del muro di Berlino e la riunificazione tedesca, non solo portarono all’abbandono del progetto di Rossi, che non rispondeva più ai nuovi ideali e alle nuove esigenze della città, ma misero soprattutto in evidenza l’impossibilità di erigere il museo in quella zona diventata improvvisamente centro della città e fulcro del quartiere governativo e politico.
Il progetto che oggi si ammira è lo straordinario risultato del lavoro dell’architetto americano, di origine cinese, Ieoh Ming Pei, che nel 1995 fu incaricato dallo stesso Helmut Kohl di ampliare, con una nuova ala, il museo di storia già esistente a Berlino est e collocato all’interno di uno splendido palazzo settecentesco sul viale Unter den Linden.
Il lavoro di Pei è caratterizzato da grande funzionalità, luminosità degli spazi e giochi di luce e ombre, create grazie a numerose prospettive ottiche, in uno spazio alquanto angusto.
Dal lato centrale del vecchio edificio sulla Unter den Linden si accede al cortile interno del palazzo, ora sormontato e chiuso da un’enorme volta di vetro. Di qui il visitatore ha due possibilità: oltrepassare una porta e accedere così alla mostra permanente sulla storia tedesca, oppure percorrere un corridoio sotterraneo ed entrare nella nuova ala disegnata da Pei.
Il nuovo padiglione che accoglierà le esposizioni temporanee, sembra smaterializzarsi e ricomporsi ripetutamente grazie alla presenza di scalinate, balconi, ponti pedonali e aperture panoramiche. Inoltre tutto è permeato dalla trasparenza: la facciata che costeggia il padiglione, che ospiterà tutti i servizi, dalla biglietteria alla libreria, è completamente in vetro e crea un connubio tra vecchio edificio e nuova costruzione.
Gli spazi espositivi sono collocati sul lato posteriore e sembrano oggetti estremamente silenziosi, portando così il visitatore a focalizzare la sua attenzione sui contenuti delle esposizioni.

L’edificio si trova in una zona di grande fascino architettonico, ma difficile dal punto di vista urbanistico: intorno ci sono edifici quali la Neue Wache e l’Altes Museum di Schinkel, il Forum Fridericianum e la Zeughaus di Schluter. Porsi come elemento anche integratore o comunque che non stridesse con l’intorno non era un impresa facile, ma Pei l’ha risolta in maniera molto affascinante attraverso l’utilizzo della trasparenza, del movimento e della luce, espedienti utilizzati anche per attirare i visitatori.
La facciata di vetro, posta all’ingresso del museo, è completamente trasparente e consente di vedere i movimenti che si svolgono al suo interno.
La torre di vetro con scala a chiocciola è l’unica zona che riesce ad emergere rispetto alla Zeughaus ed è visibile anche da lontano.
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    Il primo tentativo di costruire il nuovo Museo storico tedesco, risale alla metà degli anni ’80, su desiderio dell’allora cancelliere Helmut Kohl.Fu, infatti, indetto un concorso internazionale vinto dall’architetto italiano Aldo Rossi e mai realizzato. Il concorso prevedeva come sede la vasta area incolta e abbandonata di fronte al palazzo del Reichstag, una zona allora periferica della Berlino ovest.La caduta del muro di Berlino e la riunificazione tedesca, non solo portarono all’abbandono...

    Project details
    • Year 2000
    • Work finished in 2000
    • Status Completed works
    • Type Museums
    • Websitehttp://www.dhm.de
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