06.06.2013 Open Arch Torino

Consultazione pubblica di presentazione del programma.

by Laura Porporato
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Si è tenuta a Torino lo scorso 06 giugno, sottoforma di evento ludico/aperitivo, una consultazione pubblica fra tutti gli architetti iscritti all’Ordine di Torino per dibattere dei cinque punti del programma della lista Open Arch, attualmente candidata al rinnovo del Consiglio.

Dai tavoli di consultazione sono emerse alcune indicazioni che permetteranno di rendere maggiormente efficace il nuovo consiglio coadiuvato dai vari Focus group operativi.

Ecco di seguito una breve sintesi:

#1 Promuovere l’architettura

Al primo posto : relazioni nazionali ed internazionali come scambio costruttivo

Al secondo posto: divulgare l’architettura come patrimonio di tutti favorendone la conoscenza e la partecipazione

Emerge pertanto la necessità di uscire dall’isolamento in cui la crisi economica, culturale e lavorativa ci ha precipitati, creando reti per non operare individualmente, comunicando all’esterno il valore dell’architettura e del nostro operato, attraverso processi partecipativi e di diffusione della conoscenza.

Sono, inoltre, stati dati suggerimenti ulteriori quali: no alla legge sulla qualità dell’architettura in quanto le opere migliori risalgono ai tempi in cui la pressione normativa era decisamente inferiore, eliminazione dell’Urban Center in quanto tali funzioni le dovrebbe assolvere l’Ordine, business profit, concorsi di architettura dedicati agli under 35 ...

 

#2 Cambiare sede

Pari merito sono arrivate le scelte di ricercare la sede dell’Ordine in un edificio situato lungo la linea della Metro ed in quartiere di nuova espansione o rivalutazione, denunciando la necessità di trovare tali spazi, non in luogo centrale e rappresentativo, ma facile da raggiungere con forme di mobilità sostenibile e simbolo di una rinascita del quartiere che lo accoglierà.

Tale sede poi non deve necessariamente trovarsi all’interno di un edificio storico, ma bensì deve essere collocata all’interno di spazi riconvertiti da altre funzioni, accentuando il valore della trasformazione e della nuova vita che tale edificio può avere e soprattutto, la nuova sede deve essere aperta anche ai non iscritti, deve trasformarsi in un luogo dove sia possibile “trovarsi” per “condividere”.

Il tema della condivisione viene inoltre accentuato dall’indicazione delle principali funzioni che all’interno della sede dovranno essere contenute. Infatti al primo posto vengono richiesti spazi per il co-working, seguiti da sale disponibili all’uso temporaneo e privato da parte degli iscritti.

Sono poi state suggerite altre tipologie di sede (alcune semplicemente provocatorie: es. Le Roi di Mollino, così almeno si balla), edificio storico riconvertito, sede centrale con succursali sparse sul territorio che prevedano esse stesse la possibilità di attivare spazi dedicati al co-working, alla consultazione od alle consulenze gratuite offerte per alcune ore a settimana.

 

#3  Offrire nuovi servizi

Al primo posto si colloca lo sviluppo delle attività internazionali, che evidenzia il senso di rassegnazione dei professionisti riguardo al difficile momento economico e politico che vive la nostra nazione, riversando sui mercati esteri la principale attenzione alle nuove ipotesi di sviluppo.

Tale servizio viene seguito a pari merito dalla necessità di attivare forme di consulenza mirata ed attività di sviluppo della cultura architettonica e di progettazione, sempre volti a diffondere la conoscenza e rivalutare la dignità di una professione.

Come effettuare ciò? Attraverso la formazione gratuita e soprattutto presso la nuova sede dell’Ordine.

Sono inoltre stati dati i seguenti suggerimenti: creazione di un Consulence center, un hub dove ricercare colleghi o contributi, aprire scenari per collaborazioni multidisciplinari, attivare azioni di marketing, offrire formazione obbligatoria e gratuita ai neo-iscritti sui temi della professione (es. HMO presente in Francia sin dal 2005).

 

#4 Sostenere gi architetti

La sinergia con gli Enti Pubblici e le Amministrazioni è alla base di tutte le azioni, per permettere il corretto svolgimento della professione, al fine di sostenere la qualità del lavoro degli architetti, anche e soprattutto, attraverso uno snellimento ed una omogeneizzazione delle procedure.

Sono state inoltre richieste azioni di tutela degli iscritti, soppressione della tassa di iscrizione agli under 35, maggiori azioni di vigilanza, sia sulle attività degli iscritti che su quella delle Amministrazioni pubbliche, la formazione gratuita a fronte della soppressione della quota da versare al CNA, meno norme edilizie e maggiore chiarezza, oltre alla promozione di concorsi con commissioni aggiudicatrici preparate.

 

#5 Essere trasparenti

Quali sono le principali azioni che dovrà mettere in campo il nuovo Consiglio?

Innanzitutto promuovere la trasparenza delle sue azioni rendendo pubbliche le richieste di nomina pervenute all’Ordine per commissioni, giurie e simili, favorendo la partecipazione degli iscritti.

Inoltre diffondendo, attraverso rapporti periodici, gli argomenti discussi e le azioni intraprese.

Chi dovrà comporre questo nuovo Consiglio?

Giovani volti nuovi, il nuovo Consiglio dovrà essere costituito da colleghi competenti nel campo professionale e rappresentativo dei differenti status e specializzazioni degli iscritti, facendo attenzione alle differenti tematiche che ciascuno ha sviluppato durante gli anni della professione.

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    • Laura Porporato

      Architect

      Turin / Italy

      Si occupa di compatibilità ambientale, di riduzione dei consumi energetici, utilizzo di fonti rinnovabili, utilizzo di materiali bio-compatibili ed a bassa impronta energetica, di progettazione di edifici scolastici a misura di bambino, allestiti con colori, materiali e forme che agevolino il processo pedagogico. L’uso di tecnologie impiantistiche degli edifici per la ricerca e la promozione della didattica e di nuovi scenari educativi, per renderne naturale e divertente l’approccio dei bambini)