Approda a Milano Q-CINA, la cucina mobile su ruote per lo street-food

Il giovane collettivo MoMAng presenta il prototipo al Fuorisalone

by roberta dragone
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Si ispira ai chioschi ambulanti per la preparazione del cibo da strada e reinterpreta le funzioni proprie del cucinare all’aperto. Si tratta di Q-CINA, la cucina mobile su ruote progettata dal giovane collettivo MoMAng per lo street-food ed eventi urbani. Il primo prototipo di Q-CINA approderà a Milano in occasione della settimana dedicata al design con un evento al Fuorisalone organizzato da MoMAng, in collaborazione con Cartaelatte – events & food. 

Definita da una struttura a telaio, Q-CINA è interamente realizzata in tubolari di ferro verniciati, in cui si incastrano un ripiano d’appoggio superiore in legno di okoumè - forato per l’installazione di una vaschetta circolare d’acciaio dotata di top con la funzione di lavabo – ed un ripiano inferiore in lamiera forata. Un modulo a sbalzo in acciaio inox accoglie i fori per tre fornelli a sospensione. Una barra alta porta utensili, due top amovibili e un tagliere in legno aumentano la versatilità e funzionalità.

A commissionare il progetto ai giovani architetti e designer pugliesi del collettivo MoMAng è stata X-SCAPE, associazione culturale di ricerca sulla città e i territori contemporanei, ideatrice del progetto “Metti una sera a cena”, che il 6 ottobre scorso a Lecce ha portato un intero quartiere a tavola. Una vera e propria “cena di quartiere” come occasione per socializzare e costruire relazioni, sviluppare il senso di comunità, e abitare lo spazio pubblico in modo nuovo e creativo.

Le attività previste da X-SCAPE “hanno avuto luogo per le strade del quartiere attorno alla Q-CINA, una cucina su ruote, perfettamente funzionante, diventata un presidio simbolico per lo scambio di saperi, abilità e segreti che ruotano attorno all’universo culinario e alla sua profonda implicazione umana e culturale” (www.xscape.it). 

“Ciò che fa la differenza tra una città e un’altra, tra una strada e un’altra, tra un territorio e un altro, non è più l’architettura e i suoi simboli formali, rigidi immobili e lontani, ma le presenze umane, invadenti, viventi, varianti, uniche cellule portatrici di vere diversità, di eccezione, di informazioni culturali profonde, terminali di memorie viventi e di storie diverse. E’ la qualità delle persone, dei loro gesti, del loro abbigliamento, della loro fisionomia, che fa la differenza evidente tra Dehli e Milano, tra Parigi e Napoli” (Branzi A., “La metropoli degli umani”, Interni 561). Qui si annida e riparte ogni volta l’approccio progettuale di MoMAng. Nel loro nome, appunto, la parafrasi di un detto popolare.

Fotografie: Andrea 'Pizzi' Mazzei

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