Roberto Sambonet

Milan / Italy

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Roberto Sambonet
Roberto Sambonet nasce a Vercelli nel 1924 e nello stesso anno la nota famiglia Sambonet, orafi e argentieri dal 1856, fornitori di Casa Savoia dal 1900, costruisce una fabbrica per la produzione industriale di posaterie e argenterie.

Dopo aver seguito i corsi dell’Accademia di Brera, a Milano, nel 1942 si iscrive alla facoltà di architettura del Politecnico. Nel 1948 si trasferisce in Brasile dove insegna nella scuola d’ispirazione bauhausiana annessa al Museo d’arte di San Paolo (MASP) fondato nel 1947 da Pietro Maria Bardi con la moglie architetta Lina Bo.

Rentrato a Milano, nel 1953 Sambonet apre uno studio, collaborando con la Rinascente per allestimenti dedicati culture di lontani Paesi. Dal 1954, con il grafico pubblicitario Max Huber e il fotografo Serge Libiszewski, Roberto Sambonet lavora per curare l’immagine dell’azienda di famiglia: progetta linee di prodotti in acciaio inossidabile e inoxilver, come il piatto tondo-ovale (1955) e la bivalve pesciera ellittica (1957), grazie ai quali vince il Compasso d’oro nel 1956 e nel 1970, le posate Longilinea (1957) e Metron (1960; Compasso d’oro 1970), le pentole Electrogas (1960; Compasso d’oro 1970), la serie di contenitori impilabili Center line (1963-65) poi acquisita nelle collezioni del MoMA di New York insieme ad altre creazioni e con i bicchieri cilindrici TIR del 1971.

Sulla scia della creatività milanese che da Carlo Bugatti, passando per Gio Ponti, porta a Bruno Munari e ai Castiglioni, Sambonet elabora la sua idea di «art design». Sin dagli anni Cinquanta Sambonet lavora nel campo della comunicazione grafica.

Dal 1957 al 1960 è stato art director della rivista internazionale di architettura Zodiac, diretta da Adriano Olivetti. Nel 1991 cura le monografie della collana Design della Federico Motta di Milano. Membro dal 1975 dell’Alliance graphique internationale (AGI), Sambonet è stato anche presidente della sezione italiana.

Muore a Milano nel 1995
Roberto Sambonet
Roberto Sambonet
  • 1924 - 1995 †

Roberto Sambonet nasce a Vercelli nel 1924 e nello stesso anno la nota famiglia Sambonet, orafi e argentieri dal 1856, fornitori di Casa Savoia dal 1900, costruisce una fabbrica per la produzione industriale di posaterie e argenterie. Dopo aver seguito i corsi dell’Accademia di Brera, a Milano, nel 1942 si iscrive alla facoltà di architettura del Politecnico. Nel 1948 si trasferisce in Brasile dove insegna nella scuola d’ispirazione bauhausiana annessa al Museo d’arte di San Paolo (MASP) fondato nel 1947 da Pietro Maria Bardi con la moglie architetta Lina Bo. Rentrato a Milano, nel 1953 Sambonet apre uno studio, collaborando con la Rinascente per allestimenti dedicati culture di lontani Paesi. Dal 1954, con il grafico pubblicitario Max Huber e il fotografo Serge Libiszewski, Roberto Sambonet lavora per curare l’immagine dell’azienda di famiglia: progetta linee di prodotti in acciaio inossidabile e inoxilver, come il piatto tondo-ovale (1955) e la bivalve pesciera ellittica (1957), grazie ai quali vince il Compasso d’oro nel 1956 e nel 1970, le posate Longilinea (1957) e Metron (1960; Compasso d’oro 1970), le pentole Electrogas (1960; Compasso d’oro 1970), la serie di contenitori impilabili Center line (1963-65) poi acquisita nelle collezioni del MoMA di New York insieme ad altre creazioni e con i bicchieri cilindrici TIR del 1971. Sulla scia della creatività milanese che da Carlo Bugatti, passando per Gio Ponti, porta a Bruno Munari e ai Castiglioni, Sambonet elabora la sua idea di «art design». Sin dagli anni Cinquanta Sambonet lavora nel campo della comunicazione grafica. Dal 1957 al 1960 è stato art director della rivista internazionale di architettura Zodiac, diretta da Adriano Olivetti. Nel 1991 cura le monografie della collana Design della Federico Motta di Milano. Membro dal 1975 dell’Alliance graphique internationale (AGI), Sambonet è stato anche presidente della sezione italiana. Muore a Milano nel 1995