Caffè quotidiano

Legnano / Italy / 2006

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27/11/06 Legnano, Milano

Premio Internazionale di Architettura

IL COLORE: materia per l'architettura

1 Edizione 2006

SEZIONE 1

N. 191 _ Arch. Guglielmo Toscano

RELAZIONE DELL’OPERA

"La luce rapida piove di cosa in cosa e i color vari suscita dovunque si riposa"

A. Manzoni

E' da tempo che utilizzo il colore con sempre maggior interesse, analizzando con particolare attenzione le vibrazioni visive e psichiche che esso produce.

L'esperienza professionale e gli studi sul colore a cui mi dedico, mi hanno permesso di approfondirne la conoscenza, scoprendone la grande duttilità e plasticità.

Attraverso esso e grazie alla luce, si possono ottenere percezioni di volumi illusori, profondità infinite, sensazioni psichiche di grande calma o di violenta emozione, strettamente dipendenti dal tipo di colore utilizzato: semplice, fondamentale, composito o complementare.

Il segreto piacere di giocare alla mescola dei vari colori ed al loro accostamento, spinge alla costante ricerca, come un'alchimista verso la pietra filosofale, della perfetta sintonia di toni, intensità e gradazioni.

Il colore, insieme alla luce e alla materia, è parte determinate della nostra vita, elemento naturale che ci circonda quotidianamente. Ogni materia, sia essa naturale, composita o di derivazione chimica, prende forma nella luce e nel colore.

Da queste riflessioni nasce la volontà di utilizzare il colore come punto di riferimento nelle mie proposte progettuali.

Venuto a conoscenza del concorso, analizzandone le tematiche e lo spirito del messaggio in esso contenuto, è con grande piacere ed emozione che vi partecipo al fine di dimostrare la completa adesione al pensiero che ci accomuna.

Spero davvero che nel prossimo futuro la casa possa essere finalmente "blu, rossa, gialla, verde, nera, bianca, in un'interrotta armonia di colori" (Bruno Taut).

L'opera qui presentata mi venne richiesta nel gennaio 2006, quando fui contattato dalla committenza per progettare la loro nuova attività commerciale.

Fin dall'inizio l'intento progettuale aveva lo scopo di realizzare, all'interno dei locali acquisiti, il connubio tra una tradizionale attività di bar-caffetteria e uno spazio da allestire ad edicola per quotidiani e riviste.

Il fine della progettazione divenne il riuscire a dar vita ad una realtà che potesse accogliere flussi di utenza di vario tipo, in varie ore del giorno.

La necessità era quella di ottenere una superficie che favorisse la compenetrazione tra attività differenti, ma estremamente complementari per frequentazione quotidiana e interesse collettivo, che fosse luogo di sosta ma anche di momentaneo relax, di incontro e di scambio di informazioni, cuore dinamico di movimenti a ridosso del centro storico cittadino.

L'analisi condotta ha portato a riflettere su come oggi un bar debba essere in grado di ottimizzare il servizio tradizionale, con spazi adeguati a soddisfare le nuove richieste di ristorazione lungo tutto l'arco della giornata (colazione, pranzo caldo/freddo, aperitivo serale, buffet, ecc..), e come esso richieda una distribuzione spaziale che permetta la distinzione tra una zona dedita al consumo rapido del prodotto e un'altra attrezzata per soste ricreative più lunghe, tenendo conto inoltre che l'edicola, new-entry, avrebbe dovuto occupare una parte dello spazio a disposizione.

Il progetto doveva tenere in considerazione alcuni importanti vincoli spaziali legati alla originaria conformazione dei locali: la nuova struttura sarebbe andata ad inserirsi, infatti, in un contesto di dimensioni limitate e dallo sviluppo longitudinale accentuato.

Per questo l'approccio al progetto è stato affiancato da un'analisi spazio-funzionale che ha permesso di giungere alla definizione di uno schema distributivo in grado di fornire la più adeguata collocazione alle attività considerate.

La superficie di intervento è stata suddivisa in tre zone distinte, definendole per locazione e servizio in: News, lo spazio dedicato all'edicola, Lounge Bar, l'area legata alla consumazione veloce e Relax, il locale adibito al servizio ai tavoli.

All'interno appare evidente la volontà di mettere in risalto le zone di appartenenza attraverso il gioco dei volumi realizzato sia con controsoffitti, dai toni brillanti e decisi, sia mediante l'utilizzo di direttrici legate ai flussi di movimento e alle principali aree di sosta del locale.

Tali direttrici sono state proiettate a pavimento evidenziandole con un mosaico realizzato da un intreccio di filari composti da tozzetti di pietra di Lavagna, ottenendo così un effetto visivo di netto distacco rispetto alla continuità della pavimentazione in pietra di Luserna naturale, posata con formati differenti per accentuarne il dinamismo grafico.

Lo spazio legato alle attività proprie dell'edicola è stato posto a ridosso dell'ingresso al fine di favorire a livello funzionale un più rapido ed immediato accesso agli espositori di giornali e riviste.

Al centro di questa rete di percorsi e luoghi di sosta così evidenziati si trova il banco-bar, cerniera dei diversi ambienti, collocato in linea con la direttrice spaziale che attraversa il locale dalla zona edicola fino alla saletta interna, di natura autonoma, zona quest’ultima di relax e sosta.

La posizione del banco-bar, volutamente inclinata, permette inoltre di avere un'area antistante ad esso di maggior respiro e migliore accoglienza, interrompendo così la longitudinalità del locale e aumentandone la vivibilità.

"la percezione cromatica può essere definita un linguaggio sensoriale senza parole che tutti comprendono, una "lingua visiva" (Max Lüscher).

In natura si dice che l'istinto sia prettamente animale, quest'ultimo difatti agisce secondo un impulso dettato dalle circostanze e dagli eventi esterni a differenza dell'uomo che, tramite l’uso della ragione, valuta le conseguenze degli atti e delle azioni svolte.

Nelle nostre scelte progettuali dovremmo dar maggior sfogo all'istinto per poter eccedere in quella libertà grafica che spesso la ragione ci nega.

Da qui la scelta degli accostamenti cromatici è stata di natura istintiva: la sequenza dei colori nasce dalla ricerca del piacere visivo e dall'armonia del risultato d'insieme.

L'aspetto scenografico è accentuato da un gioco di incastri di volumi rigidi le cui superfici sono, in alcuni casi, evidenziate da colori vivi a tinta piatta, in altri, ammorbidite da colorazioni realizzate a tecnica, stracciata, nuvolata e materica : si ottiene così un'integrazione positiva con la schematicità di alcune strutture che sono parte determinante dell'arredo.

La decorazione a soffitto rappresenta un cielo dinamico che permette di spaziare senza confini, un movimento immaginario generato dall'azione del vento che dissolve e sfuma i colori, una visione onirica da cui escono i volumi in aggetto che definiscono le zone sottostanti.

L'uso diffuso dei colori dalla forte suggestione visiva (rosso, arancio, giallo, verde, blu, bianco e nero), grazie a segni grafici e geometrie nette, definisce, dunque, le forme, i contorni ed organizza le emozioni.

I colori scelti derivano da uno studio cromatico sull'impatto visivo e psicologico che hanno sull'osservatore: è noto, infatti, che il blu intenso è il colore della calma, che il rosso, l'arancio ed il giallo sono stimolanti, che il verde rappresenta la stabilità, che il nero e il bianco, essendo neutri, vengono utilizzati per dar maggior incisività ai toni che li affiancano.

Il locale doveva diventare un centro di interscambio sociale, culturale e di informazioni, attraverso la ricerca di un'immagine suggestiva che ne esaltasse il ruolo vitale e dinamico. Perché non dargli, dunque, un carattere artistico?

La possibilità di dar forma ad un ambiente che potesse accogliere eventi legati alla cultura contemporanea (esposizioni di opere d’arte e scultura, rassegne musicali, dibattiti culturali, ecc..) sarebbe stata estremamente gratificante, ma di difficile realizzazione a causa della ristrettezza degli spazi a disposizione.

A questo punto è il locale che deve comunicare tramite le proprie superfici un messaggio universale in grado di suscitare emozioni, curiosità, energia vitale.

La ricerca di comunicazione attraverso colori di forte impatto ha trovato comunanza di fini espressivi nelle opere di Joan Mirò.

In esse, infatti, traspare un senso di libertà fatto di diagrammi fantastici, in contrapposizione ai grigi toni della città.

La sincera condivisone di tale messaggio ha portato alla scelta di riprodurre sulle pareti del locale alcune delle sue opere, come tributo alla sua arte.

Attraverso una rete di segnali brevi ma fulminanti, Mirò da voce a un mondo favolistico con una fantasia simile a quella di un fanciullo.

L'aspetto che più si è voluto cogliere e mettere in risalto della pittura di Mirò, in questo contesto, è stata la totale spontaneità di forme, sfondi geometrici e colori omogenei, all'interno di una visione fatta di immagini contorte, nel tratto e nel significato.

Il linguaggio simbolico ed evocativo di Mirò trasmette un approccio alla vita ed una visione del mondo profondamente umana, grazie alla quale superare la fatica di vivere e ritrovare sé stessi, riflessi entro lo specchio di una realtà trasfigurata e perciò accettabile.

In questi momenti di forti tensioni che ci vedono uniti nell'umano, ma divisi nei concetti sociali e religiosi, potrebbe essere di grande aiuto comunicare attraverso il linguaggio visivo dei colori.

Se non c'è luce non c'è colore e non c'è vita.
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    27/11/06 Legnano, MilanoPremio Internazionale di ArchitetturaIL COLORE: materia per l'architettura1 Edizione 2006SEZIONE 1N. 191 _ Arch. Guglielmo ToscanoRELAZIONE DELL’OPERA"La luce rapida piove di cosa in cosa e i color vari suscita dovunque si riposa"A. ManzoniE' da tempo che utilizzo il colore con sempre maggior interesse, analizzando con particolare attenzione le vibrazioni visive e psichiche che esso produce.L'esperienza professionale e gli studi sul colore a cui mi dedico, mi hanno...

    Project details
    • Year 2006
    • Work started in 2006
    • Work finished in 2006
    • Status Completed works
    • Type Bars/Cafés
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