SMART CITIES: HUB ENERGETICI PER UNA MOBILITÁ URBANA SOSTENIBILE

“..non sembra lontano dalla verità che il grado di libertà con cui una persona può andare in giro a piedi e guardarsi intorno sia un indice molto utile della qualità civile di un’area urbana” San Benedetto del Tronto / Italy / 2012

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La mia tesi vuole mettere a confronto innanzi due tipologie di città: la città diffusa e la città compatta. Una volta resomi conto che San Benedetto del Tronto non è un’unica città ma fa parte di una città diffusa che è stata chiamata da molti esperti la “CITTA’ ADRIATICA”, ho cercato di concentrarmi sulla mobilità urbana e attraverso l’utilizzo di zone scambiatrici di mobilità, e la creazione di “hub energetici” per la ricarica, l’affitto e la sosta di bici elettriche, ho voluto creare una nuova rete infrastrutturale che limitasse l’inquinamento cittadino e migliorasse la qualità di vita. Esistono più livelli di mobilità: la macro mobilità e la micro mobilità. E’ inevitabile che spostarsi da un quartiere all’altro, da una città all’altra avvenga attraverso la macromobilità, cioè con mezzi di trasporto pubblico o privato. Ma quello che bisogna restituire alle città è una mobilità dolce ( a piedi, in bici, con i pattini o con lo skate, ecc. ) come un atteggiamento e un’opportuna filosofia d’uso dello spazio pubblico che, per la città attuale, implica un appropriato rapporto uomo-auto e in più in generale uomo-ambiente. Questo tipo di mobilità se ben progettata all’interno dell’attuale spazio urbano della città adriatica diffusa, può davvero essere un’opportunità, perché in essa si è occupati esclusivamente a dribblare gli ingombri, affrontare gli imprevisti e proteggersi dall’inquinamento. Tale condizione di malessere e difficoltà per la città e la sua gente, non è naturale, non può essere accettata da una società civile, né può essere vista come specchio fisico e sociale di un patrimonio scientifico e culturale del mondo contemporaneo, anche se c’è chi sostiene che questa situazione è proprio il riflesso di una maniera di vivere. Le cause sono molteplici e coinvolgono una complessità di problemi, ma essendo impossibile affrontarli tutti, ci si limita a capire e individuare alcuni aspetti. Quasi l’intero territorio italiano è stato coinvolto dalla incontrollata febbre automobilistica ed oggi cominciamo a pagarne i conti in termini di degrado ambientale e quindi di salute pubblica. Il problema va affrontato trovando un giusto equilibrio tra le due mobilità, (la macro e la micro), attraverso adeguate strutture e indispensabili limitazioni. Quello che provo a raccontare in questa tesi riguarda, oltre alle modalità per la progettazione di un’adeguata mobilità dolce, la possibilità di pensarla anche a fini turistici e perché no pubblicizzarla in questo senso. Un altro tema centrale, che si intreccia con quanto fin qui detto, è quello del turismo; la fruizione degli spazi per il nostro tempo libero investe in modo diretto sia i temi della conservazione che quelli della valorizzazione. Si affianca al turismo l’aggettivazione “sostenibile” cercando così di fornire una definizione alternativa a quella che convenzionalmente si è attribuita a questo termine e che sembra più congeniale ad attuare forme di “mobilità dolce”.
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    La mia tesi vuole mettere a confronto innanzi due tipologie di città: la città diffusa e la città compatta. Una volta resomi conto che San Benedetto del Tronto non è un’unica città ma fa parte di una città diffusa che è stata chiamata da molti esperti la “CITTA’ ADRIATICA”, ho cercato di concentrarmi sulla mobilità urbana e attraverso l’utilizzo di zone scambiatrici di mobilità, e la creazione di “hub energetici” per la ricarica, l’affitto e la sosta di bici elettriche, ho voluto creare una...

    Project details
    • Year 2012
    • Status Research/Thesis
    • Type Parks, Public Gardens / Public Squares
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