Parco scientifico e tecnologico

Città delle Scienze Parma Parma / Italy / 2008

1
1 Love 2,029 Visits Published
Pensiamo al Parco Tecnologico-Scientifico di Parma come ad una città che ha un complesso sistema di relazioni materiali ed immateriali, fisiche e percettive in un contenitore spazio-temporale in continuo divenire tra sviluppo e innovazione, etica ed economica.
Ci ispiriamo alla fantastica città di Italo Calvino: Zenobia. Coma nella sua comunità, la città delle scienze è posta all’interno di un parco naturalistico e i suoi edifici viaggiano su di esso sopra trampoli che si scavalcano l’un l’altro; come nella mirabile Zenobia, la città delle scienze sorge su palafitte ed ha “case” in bamboo con scale sospese.

Pensiamo al paesaggio come “Scenario di vita”, di contro alla falsa distinzione tra paesaggio “verde” e “costruito”, tra aspetti “funzionali” ed “ambientali”. Un Organismo complesso in evoluzione, in cui la continua interazione delle sue matrici naturali, antropiche, umanistiche, percettive, acquisisce lo status di Unico Sistema Vitale lontano dalla mera giustapposizione numerica. Non quindi, paesaggio museo ma laboratorio– paesaggio nel senso dello scambio e dell’integrazione mimetica.

Il progetto nasce da una strettissima dialettica tra l’ambiente-parco e l’edificato.
Seguendo una filosofia del tutto romantica, la natura si impossessa degli edifici e viceversa. Natura ed Architettura viaggiano in simbiosi e non è possibile pensare questo intervento privo di una delle sue categorie fondamentali, l’uomo e la sua arte devono essere profondamente indicate nella sua natura e nell’etica e viceversa.

Il progetto, espressione delle ultime innovazioni nel campo della riduzione dei consumi e dell’inquinamento ambientale, integra i diversi aspetti dell’ architettura sostenibile con una particolare attenzione al risparmio energetico.
Uno speciale ambiente paesistico, fatto di parchi, giardini, prati e laghi artificiali, garantisce un microclima all’ombra della struttura. Questi laghi di raffreddamento,dalle forme organiche, sono alimentati da un sistema di ricircolo dell’acqua. Uno speciale sistema spinge le acque reflue nel sottosuolo e recupera quelle sotterrane più fredde.
Il progetto è ispirato anche alla dialettica fra i due termini della tradizione e dell’innovazione, contiene elementi tratti dal luogo e dalle sue tradizioni, in armonia con il contesto esistente.
Con l’obiettivo di realizzare un’ urbanizzazione, efficiente, rappresentativa, che offra le prestazioni richieste e che al contempo riesca a coniugare caratteri della tradizione e di innovazione, è stato applicato un processo di integrazione tra scelte funzionali, distributive, estetiche, di progettazione del verde, e di arredo urbano.
Il parco tecnologico scientifico si propone come un’opera d’arte totale, uno spazio mentale sovrapposto ad un luogo fisico: un’opera “interattiva” perché polisensoriale, a basso impatto che fa ricorso a principi di risparmio energetico. Land art, paesaggio e lighting design sono altri contenuti del progetto che, con l’uso etico di materiali innovativi, cercano di creare ambienti e forme espressive per coinvolgere totalmente la sfera psicosensoriale, che come una specie di altra natura, una particolare forma di habitat, offre potenzialità di vivere su vari livelli, da quello personale a quello sociale.

L’intera piazza è coperta da un sistema Wi-Fi che permette l’accesso alla rete intranet degli edifici di ricerca dando la possibilità agli utenti di accedere attraverso il proprio portatile ad archivi e cataloghi digitali e agli utenti autorizzati di usufruire di internet e della posta elettronica, trasformando così lo spazio esterno in una sala di lettura e lavoro all’aria aperta, fruibile anche dagli studenti del vicino polo universitario. La piazza tecnologica deve privilegiare lo studio, la lettura, la meditazione ma anche le attività collettive come proiezioni video.

Il paesaggio naturale si contrappone in un eterno ossimoro con il centro del quartiere.
La contraddizione tra artificiale e naturale, tra tecnologia e ecologia, come detto è un tema molto importante in questa idea progettuale; il parco urbano, che si sviluppa sotto la pancia di questi enormi edifici che sembrano quasi volare sul verde e planare sui laghetti, si contrappone al Giardino Tecnologico concepito come “natura” di oggetti tecnologici e artificiali. Totem luminosi, elettrodotti informatizzati, chioschi multimediali, info- box digitali, vasche d’acqua luminescenti, prati di fiori di led, filari di canneti fluorescenti in acciaio, sono alcuni degli elementi che caratterizzano questo luogo pressoché metafisico dal forte segno identificativo e semantico.

La soluzione progettuale prevista per la piazza centrale muove a partire dall’idea di creare uno spazio in grado di mediare fra i diversi elementi del campus incastonandosi tra essi. Immaginare uno spazio di raccolta che funzioni non solo da raccordo ma da protagonista all’interno delle quinte architettoniche rappresentate dagli edifici del parco delle scienze e tecnologie, mantenendo una forte connotazione architettonica in grado di associare ad essa l’immagine stessa del luogo.
L’intento è quello di sfruttare la possibilità di progettare un sistema di momenti architettonici dalla cui unione dipenderà l’immagine dello spazio centrale del campus stesso.
Quindi il progetto si propone altresì come filo conduttore che non solo collega ma giuda alla scoperta di un nuovo spazio attraverso un proprio linguaggio architettonico-naturalistico.
I presupposti necessari dai quali scaturisce poi l’idea progettuale sono necessariamente individuabili in una forte adesione alle aspettative del luogo, l’assunzione di esigenze e vincoli quali input, necessari per rispondere in maniera puntuale alle richieste e inoltre l’importanza di interrogarsi sul significato di “relazione”.
Crediamo che un progetto di spazio pubblico vada letto come progetto di architettura ma anche come progetto di scenario che si sviluppa nel tempo. Questo concetto si traduce in ultimo in una sorta di dinamismo, di costante metamorfosi in grado di generare un singolare movimento all’interno del sistema, fatto di transizioni di vario ritmo, densità e modalità.
Il suolo ha un ruolo centrale, sia per le potenzialità generativa di un nuovo rapporto con il territorio che come spazio di relazione, per questo intendiamo agire innescando un processo di trasformazione, sollevando in determinati punti il ventre di questa area pianeggiante costituendo in tal modo una quinta facciata.
Da lembi di terra lievemente sollevati nasceranno una serie di attività turistico ricettive, ricreative capaci di innescare un processo di trasformazione, di strategie tese a configurare le relazioni e i possibili equilibri tra gli aspetti ambientali, naturali, sociali ed energetici. In tal modo le parti dell’insieme rimarranno riconoscibili ma i loro margini risulteranno sfocati e valicabili determinando una molteplicità di spazi in cui possono avvicendarsi istanze diverse ciascuna con proprie esigenze spaziali e allo stesso tempo capaci di generare interazioni.
La piazza si identifica in tal modo come un supporto adattabile, come una piattaforma che abilita più funzioni a svolgersi nell’arco della giornata in modo promiscuo garantendo a ciascuna una condizione adeguata ma senza costruire ambiti eccessivamente rigidi.
Il fruitore o l’attore, che dir si voglia, muovendosi all’interno del sistema è costantemente attratto da nuove forze e nuovi luoghi di differente natura e ritmo.
Crediamo inoltre nell’importanza di dotare il parco di un luogo identitario, spazio in cui la centralità possa risolvere le esigenze di identificazione dell’area, e in merito a questa particolare istanza abbiamo focalizzato la nostra attenzione nell’area in cui attualmente sono localizzati i tralicci dell’elettrodotto.
L’intento di innescare dal vincolo che questi rappresentano, una nuova chiave di lettura dell’area, rimasta circoscritta dal campo magnetico generato dall’elettrodotto, ha in definitiva localizzato nella zona il punto di “massima tensione”.


1 users love this project
Comments
    comment
    user
    Enlarge image

    Pensiamo al Parco Tecnologico-Scientifico di Parma come ad una città che ha un complesso sistema di relazioni materiali ed immateriali, fisiche e percettive in un contenitore spazio-temporale in continuo divenire tra sviluppo e innovazione, etica ed economica.Ci ispiriamo alla fantastica città di Italo Calvino: Zenobia. Coma nella sua comunità, la città delle scienze è posta all’interno di un parco naturalistico e i suoi edifici viaggiano su di esso sopra trampoli che si scavalcano l’un...

    Project details
    • Year 2008
    • Client Città delle Scienze S.p.A - Parma
    • Status Competition works
    • Type Parks, Public Gardens / Public Squares / Urban Furniture / Neighbourhoods/settlements/residential parcelling / Landscape/territorial planning / Office Buildings / Business Centers / Colleges & Universities
    Archilovers On Instagram
    Lovers 1 users