Programma integrato di intervento a Chieti Scalo

Insediamento di 120 unità abitative Chieti / Italy / 2008

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Il committente intende realizzare una pianificazione generale ed attuativa, localizzando una cubatura di 25.000 metri cubi nel contesto di una operazione di perequazione volumetrica nel quartiere di San Martino a Chieti Scalo. L’intenzione progettuale, in piena armonia con le normative vigenti, è quella di sviluppare un tessuto infrastrutturale che, pur raccordandosi con le attigue costruzioni, possa segnare positivamente e qualitativamente il territorio. Analizzando storia e geografia del comprensorio teatino, emerge una complessità locale che intreccia i segni della trapassata vocazione agricola ai tratti tipici di una pulsante espansione edilizia. Rimanendo del parere che la tutela di un territorio debba tradursi in interventi rispettosi delle bellezze paesaggistiche ma nel contempo assecondanti le necessità pubbliche e sociali, l’ispirazione progettuale ha cercato di coniugare questi due aspetti, solo all’apparenza contraddittori. Parallelamente a questo approccio, si è intrapresa una puntuale analisi delle principali contingenze della zona, cercando di prevederne quindi le soluzioni più opportune. A proposito delle principali problematiche, si osserva soprattutto un comprensorio che, seppur sufficientemente urbanizzato nella dotazione dei servizi primari, soffre nel contempo la carenza di spazi di incontro, quest’ultimi non necessariamente intesi di uso pubblico. La discreta espansione edilizia degli ultimi anni infatti, spinta soprattutto dal trend positivo dei bisogni abitativi, non è risultata però coadiuvata da efficaci pianificazioni esecutive, con il risultato di aver creato un tessuto edilizio molto frammentato, privo di fatto di luoghi per l’aggregazione umana. Anche gli spazi pubblici derivanti dalle previsioni di standard, soprattutto a causa delle difficoltà nelle manutenzioni ordinarie, non sono risultati efficaci (aspetto peraltro comune a livello nazionale). Da queste premesse è discesa quindi l’intenzione di forgiare un tessuto urbano ad immagine di un mini quartiere che prediliga gli spazi per l’incontro umano all’interno delle superfici fondiarie, attorniato da spazi e servizi pubblici adeguati ed efficienti, non solo a servizio del presente intervento ma adatti anche ad assorbire eventuali carenze in urbanizzazioni limitrofe. Si è posta particolare attenzione alla progettazione di tali spazi pubblici, sia nella distribuzione che nelle dotazioni, fondamentali. Due, in particolare, i criteri vincolanti posti alla base della loro progettazione: predilezione delle risposte ai bisogni contingenti e semplificazione degli spazi per permettere una semplice ed efficiente manutenzione da parte dell’Amministrazione Comunale. Sul primo aspetto si è intervenuti privilegiando la dotazione di parcheggi pubblici, operando anche in termini previsionali, addirittura quintuplicando la dotazione minima di 2,5 mq per abitante di cui al D.M. 1444/1968. L’esperienza italiana nelle pianificazioni esecutive ha infatti denunciato la necessità sempre crescente di spazi di parcheggio nelle zone periferiche di espansione edilizia, contrariamente al verde pubblico che, se non mantenuto correttamente e, soprattutto sistematicamente (operazioni spesso proibitive per mancanza di risorse finanziarie), finisce per costituire un immagine di degrado nelle periferie cittadine. Per quanto riguarda la distribuzione spaziale delle superfici, non si è prescisso dall’individuare tutte le pubbliche cessioni in un unica sagoma compatta, localizzata a ridosso della viabilità di accesso al comparto e che consenta una agevolissima accessibilità per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Passando all’impostazione dell’area fondiaria, si è partiti con l’intenzione, già accennata prima, di predisporre dei luoghi di incontro e di aggregazione all’interno del lotto (la cui gestione, a carico delle utenze private, diventa molto più agevole). Una previsione urbanistica di 250 abitanti consente infatti di presagire la genesi di un mini quartiere, che può essere vissuto esclusivamente a mo’ dormitorio oppure, come si è cercato di favorire, anche come luogo di incontro, distensione e ristoro. Queste intenzioni progettuali hanno ovviamente condizionato la scelta della disposizione planovolumetrica degli edifici. Dovendo localizzare una consistente volumetria in una superficie piuttosto limitata, ci si è innanzitutto confrontati con la scelta della tipologia edilizia, fortemente condizionante la conseguente progettualità degli spazi a terra. Escludendo a priori una tipologia monoblocco perché troppo massiccia e discostante dall’intenzione di evitare un quartiere dormitorio, si è dibattuto sulla possibilità di adottare edifici “in linea” oppure “a torre”. Se da un lato la tipologia in linea potrebbe consentire edifici leggermente più bassi in altezza rispetto alle torri, dall’altro, è opportuno considerare che questo aspetto non necessariamente si traduce in un minore impatto sul territorio. Alcuni studi grafici di inserimento ambientale effettuati con edifici in linea hanno infatti evidenziato una significativa serratura nelle visuali libere, con la negativa conseguenza di soffocare il paesaggio retrostante. Tale paesaggio infatti, risultando prevalentemente pianeggiante, viene completamente neutralizzato alla vista di un osservatore posto in prossimità della viabilità di accesso al comparto. Un altro aspetto decisamente negativo conseguente all’adozione di tipologie in linea è quello di pregiudicare la creazione di efficaci luoghi di incontro a terra. Diversamente, l’impiego di edifici a torre, ha evidenziato maggiori vantaggi, alcuni dei quali decisamente sostanziali. Concentrando l’intera volumetria di 25.000 mc in cinque torri, si ottiene il vantaggio di liberare molta superficie a terra, da destinare quindi alla creazione dei ricercati spazi di aggregazione. Inoltre, un sistema di torri opportunamente disposto planimetricamente permette comunque l’esercizio della visuale libera sul paesaggio circostante nelle ampie luci tra un edificio e l’altro. La soluzione architettonica qui predisposta, con gli affacci disposti su chiusure a 45 gradi rispetto ai fronti contrapposti degli edifici, consente visuali libere assolutamente migliori rispetto a soluzioni classiche. Addirittura un consistente numero di affacci permette l’osservazione infinita del paesaggio, contribuendo ad abbattere il problema del soffocamento spaziale di cui soffrono gli interventi edilizi intensivi. In ogni condizione sono ampiamente rispettati i parametri previsti dal D.M. 1444/1968 –Art. 9 ultimo comma e art. 1 Comma . VII delle N.T.A., del Piano dei Servizi, del distacco minimo pari a 10 mt. degli spigoli dei fabbricati, mentre i fronti contrapposti sono a distanze maggiori e sempre superiori ad ½ dell’altezza degli edifici e così anche i distacchi dai confini risultano sempre superiori ad ½ dell’altezza massima degli edifici. La configurazione delle impronte che ne consegue, di forma stellare, consente una libertà spaziale anche a terra, con la conseguente possibilità di predisporre i ricercati spazi di aggregazione a mo’ di piazze, vicoli e giardini, ricreando a pieno la concezione architettonica di quartiere modello. Tutte le aree comuni inoltre, da realizzare in parte pavimentate, in parte a verde, sono state impostate con percorsi semplici e lineari anche per favorire l’utenza diversamente abile.
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    Il committente intende realizzare una pianificazione generale ed attuativa, localizzando una cubatura di 25.000 metri cubi nel contesto di una operazione di perequazione volumetrica nel quartiere di San Martino a Chieti Scalo. L’intenzione progettuale, in piena armonia con le normative vigenti, è quella di sviluppare un tessuto infrastrutturale che, pur raccordandosi con le attigue costruzioni, possa segnare positivamente e qualitativamente il territorio. Analizzando storia e geografia del...

    Project details
    • Year 2008
    • Main structure Reinforced concrete
    • Client I.C.B. 2002 s.r.l.
    • Contractor Tecnoroma Impianti s.r.l.
    • Cost 10000000
    • Status Current works
    • Type Parks, Public Gardens / Neighbourhoods/settlements/residential parcelling / Apartments / Tower blocks/Skyscrapers / Lofts/Penthouses
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