Sacrestia della chiesa di San Giovanni Battista

architetto Giovanni Michelucci Arzignano / Italy / 2001

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E’ veramente difficile, anche se lo si fa in punta di piedi, mettere mano ad un’opera di un grande maestro come è stato per noi l’architetto Michelucci. Forse, per l’architetto, potrebbe sembrare meno audace il fatto se si considera di dover porre mano ad uno spazio meno importante, di solo servizio. La sfida non era però per me meno ardua ma il pensiero stesso dell’architetto Michelucci mi ha dato conforto. Rileggendo infatti alcuni passi dei suoi scritti ho trovato questa frase che, riassumendo il suo atteggiamento nei confronti dell’architettura, dava anche il senso contestuale a questo intervento. Dice infatti il maestro: “Nella mia vita ho sempre insistito su alcune idee semplici che per me furono e restano idee forza: lo spazio architettonico oltre che dimensione fisica è anche realtà variabile che si adatta alle esigenze individuali e collettive e muta col mutare di queste. Lo spazio ha quindi anche funzione psicologica. Lo spazio non è mai la somma aritmetica degli spazi tradizionali ma è realtà soggetta alla dimensione storica.” Ed ancora: “L’architettura deve nascere dalla vita, dalla osservazione del quotidiano, dai grandi processi storici così come dalle piccole cose che hanno a che fare con l’abitudine, la psicologia, le particolari circostanze fisiche, naturali e sociali.” Anche in questo caso si trattava di dar risposta ad esigenze quotidiane, semplici, ed io aggiungo nel massimo rispetto di chi ha pensato e realizzato questa chiesa. Da tempo si discuteva in sede di Commissione per la tutela della Chiesa del Michelucci per dare completamento a questo spazio, soprattutto per fornire al celebrante i giusti ausili per la preparazione dell’eucaristia, per offrire un luogo di sosta per i cori che talvolta si esibiscono in questo spazio che oserei dire unico, e perché no di individuare un luogo per un colloquio informale con il sacerdote o per il sacramento della riconciliazione. Ringrazio pertanto tutti i componenti della Commissione, per la fiducia e la stima accordatami nell’affidarmi il progetto di questo arredo che se pur in una zona di servizio va a completare quanto Michelucci aveva previsto per questa chiesa. Il progetto, pur nel rispetto delle funzioni richieste, ha così voluto ripercorrere nelle forme e nei materiali alcuni stilemi già presenti nella chiesa rispettandone ossequiosamente il carattere austero e privo di orpelli come piaceva a Michelucci ma anche a Don Nilo che questa chiesa ha fortemente voluto e amato. La stessa realizzazione, quasi interamente in legno di rovere massiccio, ha voluto essere un omaggio al grande maestro che insegnava a non sovrapporre al legno nulla che potesse falsare le sue caratteristiche in quanto, e qui cito ancora Michelucci, questo a seconda della sua essenza può suggerire oltre che un trattamento particolare in sede tecnica anche forme particolari. Anche la disposizione dell’arredo è stata volutamente posta a rispetto della più generale forma d’uso degli spazi che compongono la chiesa. Questi di volta in volta assumono funzione di passaggio per un cammino di ricerca interiore, di luogo per la sosta, per la riflessione e la riconciliazione e perciò nulla è stato posto ad intralcio di queste funzioni. Non mi soffermerò invece a parlare dei singoli mobili poiché auspico che essi, nel loro silenzioso essere, possano essere solo ausilio, funzione e forse aiuto alla migliore fruizione dello spazio sacro che li nasconde. Voglio invece ringraziare l’architetto Gentilin Sabrina per la valida collaborazione, Priante Luigi per aver donato le pelli per l’imbottitura delle panche e consentitemi, sopra tutti i falegnami Roberto Marcazzan e suo padre che con la loro preziosa e dedita collaborazione hanno permesso di trasformare i miei segni in oggetti concreti. Un sincero grazie infine ma non per ultimo va alla Comunità di Villaggio Giardino che ha voluto, con le proprie offerte donarsi questi arredi permettendoci, forse, anche in questo modo di lodare Dio.
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    E’ veramente difficile, anche se lo si fa in punta di piedi, mettere mano ad un’opera di un grande maestro come è stato per noi l’architetto Michelucci. Forse, per l’architetto, potrebbe sembrare meno audace il fatto se si considera di dover porre mano ad uno spazio meno importante, di solo servizio. La sfida non era però per me meno ardua ma il pensiero stesso dell’architetto Michelucci mi ha dato conforto. Rileggendo infatti alcuni passi dei suoi scritti ho trovato questa frase che,...

    Project details
    • Year 2001
    • Main structure Wood
    • Client Parrocchia di San Giovanni Battista - Arzignano - Vicenza
    • Status Completed works
    • Type Interior Design
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