Isola in acciaio e vetro

Rome / Italy / 2013

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Organico, direi quasi biologico-genetico è il risultato visivo di questa costruzione. Con un senso di infinitezza che oscilla fra la logica rigorosa e la fantasmagoria irrazionale. Tanto più quando anche il vetro partecipa alla composizione. Immisurabile secondo i criteri di una geometria classica. Cosicchè si forma un’immagine irregolare e conturbante quanto lo è l’inconscio che, forse , solo una geometria dei frattali può in qualche modo chiarire. La riconquista del concetto di complessità, di comunione con il tutto, dal quale l’uomo adulto è costretto a separarsi per costituirsi, ci offre possibilità non previste dal rigore della razionalità e ci mette a contatto con nuovo ordine esistenziale: l’ordine-disordine del caos. Tentare di rinnegare l’elementarità significa riappropriarsi di quel sentimento oceanico che è in ciascuno di noi e intraprendere un viaggio per conquistare una figura di oltrepassamento antropologico. La poetica del caos prefigura scenari configurazionali che disattendono tutti gli ordini perchè introduce categorie di pensiero che annullano i principi di causalità e non contraddizione. Il racconto vede come protagonista l’uso della linea che al contempo si manifesta nella duplice veste di endoscheletro ed esoscheletro.
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    Organico, direi quasi biologico-genetico è il risultato visivo di questa costruzione. Con un senso di infinitezza che oscilla fra la logica rigorosa e la fantasmagoria irrazionale. Tanto più quando anche il vetro partecipa alla composizione. Immisurabile secondo i criteri di una geometria classica. Cosicchè si forma un’immagine irregolare e conturbante quanto lo è l’inconscio che, forse , solo una geometria dei frattali può in qualche modo chiarire. La riconquista del concetto di complessità,...

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    • Year 2013
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