RIQUALIFICAZIONE DELL'ACCESSO ALL'ABITATO DI CIVITA DI BAGNOREGIO

La Membrana CIVITA DI BAGNOREGIO / Italy / 2008

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IL PROGETTO. Ispirati dal calanco, suggestionati dalle opere di land-art degli artisti Christo and Jeanne-Claude, del quale condividiamo il pensiero “…l’arte si fonde con il paesaggio per diventare uno spunto di riflessione di coinvolgimento di contatto fisico o mentale con un luogo…” Abbiamo concepito l’idea del progetto. Ha subito fatto seguito la fase di ricerca strutturale e tecnologica, intesa come strumento per poter scegliere consapevolmente i materiali e le tecniche costruttive, in relazione alle loro caratteristiche prestazionali ed espressive, cercando di integrare la correttezza tecnica con l’intenzionalità estetica. Le forme a volte ondeggianti altre volte spigolose del progetto, emergono con le stesse logiche del paesaggio circostante: le “creste” di tufo che emergono dai crinali erosi, l’andamento dei pendii sottolineato dalla luce che disegna ombre ora morbide ora nette. La sensazione che si vuole suscitare in un fruitore dell’opera, non è quella dell’oppressione dovuta alla sovrapposizione del nuovo all’ambiente al paesaggio esistente, ma piuttosto quella della sorpresa nella inispiegabile emersione del nuovo nell’ambiente, resa possibile riconoscendo e mettendo in relazione la forma dell’opera con quelle ritrovabili nel suo contesto. La forte consistenza del carattere e della storia del posto, si riflettono nel progetto richiamando l’immagine e le memorie del luogo attraverso gli elementi che vanno a formare il disegno complessivo. Il carattere locale fa parte del patrimonio culturale che abbiamo posto alla base della filosofia di intervento, certi che trattare un posto in forma anonima e “internazionale” significa fare violenza alla sua immagine più intima.

SCHEMA STATICO E STRUTTURALE. La struttura continua progettata nasce sia come traduzione dell’atteggiamento artistico di opere di land-art ma anche e soprattutto come reinterpretazione innovativa della vecchia cortina muraria. Tale struttura conformata a membrana, grazie alla sua forma ondeggiante, ciclica e rastremata, autobilancia gli sforzi orizzontali e trasmette i carichi al suolo. La scelta architettonica intrapresa è il compromesso fra gli aspetti formali, storico-filologici, funzionali e statici. In particolare la scelta dello schema statico è stata dettata dalla necessità di ottenere una struttura leggera e che tendesse a scaricare i pesi nel modo più diffuso possibile data la particolare natura del terreno. L’idea della salvaguardia ambientale e, di conseguenza, quella più specifica di non aggravare la situazione del suolo con i nuovi carichi è stata posta come punto iniziale di tale studio.L’architettura si avvale della continuità fra aspetto formale e strutturale risultante dallo sviluppo dei tre elementi principali: la membrana, la fondazione e l’impalcato (nello schema rispettivamente in blu, rosso-arancio, verde): - La membrana si sviluppa sulla superficie rigata compresa fra due curve sinusoidali di stesso segno e frequenza. Quella alla base è disegnata su un piano orizzontale passante nel punto più basso del crinale, quella in quota appartiene alla superficie curva che contiene l’asse della passerella alla quota di calpestio. Nella vista zenitale, l’asse della passerella ha un andamento ad arco di cerchio, appartenente alla superficie del relativo cilindro. Dal punto di vista tecnico-strutturale la membrana è stata pensata con due ordini di elementi, montanti principali e correnti di collegamento; i primi sono ottenuti con una sezione circolare metallica cava con getto interno in cls, diametro 20 cm e giacciono su piani verticali ad un’interasse di 3.7 – 4 m; i secondi sono paralleli all’asse della passerella a circa 75 cm d’interasse e realizzati con elementi metallici a sezione rettangolare piena. - La fondazione è costituita da una trave curva in c.a. su pali di fondazioni posti ogni 8 mt. Nella sommità si trova l’alloggiamento della membrana. - L’impalcato è di tipo scatolare metallico a sezione variabile collegato alla membrana tramite cerniere. Tale sezione consente un comportamento prevalentemente bidirezionale: agisce sul piano della passerella in direzione dell’asse e della sua ortogonale. Le variazioni della sezione seguono logiche di tipo formale, ma soprattutto tendono ad ottimizzare l’uso dei materiali, calibrando la geometria al fine di ottenere una minimizzazione degli stati tensionali. Quest’ultima caratteristica mette in relazione univoca e coerente la forma della membrana con quella dell’impalcato. La superficie a facce dell’impalcato media formalmente la distanza che c’è fra la curva tridimensionale della membrana così naturale e la curva così “brusca” del nastro stradale, ottimizzando l’aerodinamica che riduce notevolmente il carico di vento.

LE SCELTE PROGETTUALI. La scelta dei materiali e delle tecniche costruttive è stata operata tenendo conto delle caratteristiche prestazionali ed espressive di questi, cercando al contempo di integrare correttezza tecnica e intenzionalità estetica dell’architettura. La scelta dei materiali si è concentrata sull’utilizzo di soli quattro, ovvero acciaio corten, pietra basaltina, legno e, limitatamente ad alcune parti, cemento armato. Ai materiali che caratterizzano l’edilizia storica del luogo, tra cui il legno che, poiché non trattato acquisterà la tipica patina argentea nel tempo e la pietra basaltina propria del posto si integra l’acciaio corten, che ha già subito il processo di ossidazione, tutti insieme a denunciare l’importanza della storia delle sedimentazioni. La scelta di questo tipo di acciaio, grazie alle sue proprietà di resistenza ma soprattutto al colore e alla texture potrà estendersi ad un eventuale sistema di insegne diffuse nel borgo e nella valle, diventando al contempo un segno distintivo del luogo. La pietra basaltina utilizzata per la pavimentazione, oltre a rappresentare un elemento di radicamento al territorio e di memoria di architetture ancestrali costituisce una scelta innovativa in quanto posizionata a secco tra profili in acciaio. La superficie delle pietre è rigata con un disegno che riprende l’andamento della sinusoide. La scelta della tecnologia a secco ha prevalso su quella tradizionale, grazie ai vantaggi che la prima presenta (la stratificazione a secco agevola la sostituibilità delle parti come anche l’integrazione di dotazioni impiantistiche) oltre che ai suoi requisiti di non invasività per un bene che ogni giorno diventa più prezioso: il territorio. Tale costruzione potrebbe essere interamente demolita, o meglio smontata con un recupero selettivo delle parti costituenti fino a scomparire lasciando il minimo di traccia possibile, grazie a fondazioni piuttosto modeste rispetto a quelle di costruzioni tradizionali. L’impalcato è occupato per c.ca 2.50m dalla pavimentazione in pietra pedonale e carrabile, per i mezzi di soccorso ed eccezionali. Ai lati di questa, due parti in acciaio corten si alzano di c.ca 15cm, costituendo un dispositivo pararuota per impedire l’urto di mezzi direttamente con il parapetto. Qui si trovano alloggiate griglie per l’ispezione del sistema di raccolta acque, costituito da un sistema di bordo con smaltimento previsto all’interno degli elementi verticali della membrana. Il parapetto è disegnato da ali di acciaio corten, prolungamento dell’intradosso. È corredato di cavi in acciaio inox e corrimano in legno. E’ infine previsto un sistema di illuminazione a faretti led incassati tipo segnapasso, integrata ad un sistema di riflettori per illuminare scenograficamente la membrana.

PARCHEGGIO. Per quanto riguarda la previsione di un parcheggio, questo ultimo è stato concepito come un luogo ipogeo, ai fini di evitare la benché minima dissonanza con il paesaggio circostante (riflessi vitrei e metallici che contrastano con l’armonia del luogo). Ciononostante, sono state aperte delle fessure a mo’ di finestre che affacciano sul borgo, lasciando intravedere prospettive affascinanti per il visitatore. Sarà infine dotato di mezzi elettrici per persone con limitate capacità motorie, con i quali sarà possibile per questi ultimi percorrere la passerella progettata superando così il dislivello del tratto storico prima di accedere al borgo.

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    IL PROGETTO. Ispirati dal calanco, suggestionati dalle opere di land-art degli artisti Christo and Jeanne-Claude, del quale condividiamo il pensiero “…l’arte si fonde con il paesaggio per diventare uno spunto di riflessione di coinvolgimento di contatto fisico o mentale con un luogo…” Abbiamo concepito l’idea del progetto. Ha subito fatto seguito la fase di ricerca strutturale e tecnologica, intesa come strumento per poter scegliere consapevolmente i materiali e le tecniche costruttive, in...

    Project details
    • Year 2008
    • Status Competition works
    • Type Bridges and Roads
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