Concorso di progettazione Fondazione Rho

Concorso di progettazione di due edifici residenziali Casorate Primo / Italy / 2012

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Premessa Il progetto che presentiamo in queste pagine cerca di realizzare con le forme elementari della casa in linea e della divisione in campiture del suolo, un'idea di città alternativa a quella che invece pare dominare la costruzione del paesaggio contemporaneo. L'obiettivo funzionale è quello di costruire case ben orientate, in grado di sfruttare al meglio le caratteristiche geografiche, orografiche e climatiche del sito; l'obiettivo architettonico, è quello di realizzare, attraverso la loro edificazione, la costruzione di un luogo, che sia per i suoi abitanti, un brano di paesaggio, e come tale, parte di un territorio più ampio, che il progetto evoca e riconnette attraverso rimandi e connessioni tanto fisiche quanto culturali. Il Paesaggio tra Milano e Pavia Lungo la bassa riva sinistra del Ticino si articolano, tra le trame del suolo centuriato e suddiviso, le reti che nel tempo la storia degli uomini ha sedimentato su questi luoghi. Strade, piccoli borghi, abbazie, castelli e cascine sono i nodi di una trama di rogge, filari, risaie, campi che bene si percepisce attraverso le riprese aeree. Ma differenza di altri luoghi della pianura, qui irrrompe da sempre vorticosa e calma l'acqua, che nei millenni con il suo divagare ha segnato queste terre e costretto gli uomini a mettere a punto la divisione del suolo sovrapponendo e giustapponendo nuove geometrie ai segni del passato, e su queste edificare la natura artefatta di questi luoghi. Il progetto come mimesi, il progetto come sintesi A tutto ciò il progetto ci pareva dovesse rimandare, così che questo paesaggio entrasse a far parte del progetto prima ancora che il progetto entrasse a far parte di esso. Abbiamo cercato così di comprendere la natura di questi luoghi nel progetto, tentando di conciliare in esso la sua stessa necessità d'essere con il suo limite, l'essere di fatto un'altra costruzione, un altro pezzo di città nella campagna. Abbiamo così cercato di costruire campagna, di dividere il suolo, e di dare ad ogni porzione di suolo un ruolo, una parte nella costruzione del luogo, lasciando solo a poche utili e necessarie parti la possibilità di essere attrezzate e abitante e riconducendo le altre al ruolo di natura da guardare, e da vivere attraverso una modalità che pare oggi necessario ritrovare, quella del rispetto, anteponendola al consumo cui siamo fin troppo abituati. Abbiamo cercato così di insediare i nostri edifici in un progetto d'uso del suolo articolato e limitato, dove le aree accessibili sono delimitate - da camminamenti porticati, alberature, dislivelli – e il loro limite è il loro vantaggio, perché li dove esse si concludono, comincia qualcos'altro, un altro episodio di un progetto che si presenta per brani e scorci che sono, il filare sulla roggia, l'albero isolato, il fosso con le specie autoctone, e tra essi gli edifici. La natura del luogo Abitare un luogo significa conoscerne pregi e difetti, amarlo e alle volte detestarlo, e soprattutto, diceva il filosofo, per costruirlo un luogo, bisogna saperlo prima abitare. Per questa ragione, nel progettare gli edifici di cui il progetto si compone, ci siamo chiesti cosa, la giovane coppia, i portatori di handicap, gli individui che afflitti da qualche forma di disagio, e le persone in genere che avessero abitato quei luoghi avrebbero desiderato trovare in essi e cosa avrebbero evitato. Abbiamo così cercato di disporre gli edifici in maniera che il vento potesse attraversarli nei mesi caldi, che le logge potessero, nei mesi più freddi rappresentare nelle ore di soleggiamento un luogo esposto, abbiamo pensato ad ombreggiarle nelle estati afose e umide che qui non sono rare. E abbiamo cercato di realizzare tutto ciò con il minimo impatto sull'ambiente, cercando, come evidenziato nella relazione energetica, di raggiungere i migliori risultati con il minori consumo di energie non rinnovabili. Costruzione e aree libere La costruzione del progetto è attuabile per almeno due lotti, stante l'indipendenza funzionale dei due edifici residenziali. Ciò fermo restando che è possibile per le aree libere, proprio per il modo in cui sono state concepite, procedere progressivamente anche per frammenti più minuti rispetto alla suddivisione in due lotti (tre si considera a parte l'aula comune che serve entrambi gli edifici). Gli edifici, composti su quattro piani, constano di 20 appartamenti con tagli variabili (45‐60‐105 mq), l'aula comune di circa 100 mq più i servizi li serve entrambi ed è ad essi collegata da un portico leggero in ferro, dotato di spalliere ombreggianti (rampicanti in vaso). Per il resto il progetto del verde prevede all'interno delle depressioni del terreno create al piede dell'edificio (per consentire anche agli abitanti dei piani terra una discreta privacy) si è pensato ad una vegetazione organizzata per “macchie” monospecifiche di specie erbacee, perenni e annuali, riscontrabili nella vegetazione tipica che si trova lungo il fiume Ticino, e prevalentemente lungo i fossi e le rogge. Le alberature previste si rifanno anch'esse a specie tipiche della zona: carpini, e pioppi cipressina per le alberature in filare e, all'interno delle aree verdi attrezzate, farnie e ontani neri, la cui chioma garantisce un buon ombreggiamento. Nella parte attrezzata dedicata ai bambini ci si è invece orientati verso specie con una importante e colorata fioritura, come il prunus. Per le aree verdi non fruibili viene prevista la semina di un prato polifita, che garantisca una buona resa estetica sia in estate sia in inverno.
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    Project details
    • Year 2012
    • Main structure
    • Status Competition works
    • Type Apartments / Multi-family residence / Modular/Prefabricated housing
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