Automercato FIORI

Concessionaria Renault Rome / Italy / 1998

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BREVE NOTA A MARGINE DEL PROGETTO INVISIBILE? Mi era stato dato incarico di progettare e realizzare un parcheggio interrato. L'intervento si doveva inserire in un'area periferica, ai margini del Grande Raccordo Anulare, lungo il quale si svolgono le immagini brutte e disordinate dello sviluppo incontrollato della città: edifici industriali, abitazioni, depositi, scampoli di campagna. La norma codificata imponeva al progetto di essere invisibile: "realizzazione di un parcheggio interrato a servizio dell'attività esistente... ripristino dei luoghi ... copertura con strato di manto vegetale...". Avevo già scritto di questa strana identità dell'architetto il quale, in quanto fa l'Università si laurea e impara come si costruiscono palazzi e quartieri, ha un rapporto con la realtà ben preciso che ubbidisce a leggi pratiche; ma poiché fa immagini, senza aver paura delle parole, rientra in quel campo in cui si può ignorare la realtà e i condizionamenti della realtà per procedere a una libera espressione di fantasia. La realtà, in questo caso, appariva incombente,... Pochi gli elementi esterni necessari perché utili dai quali il progetto prende spunto per esistere: rampa, ascensore, lucernai. Un muro bianco assolutamentre inutile li compone e lega in un movimento che accompagna lo sguardo fino ad una quercia da sughero, preesistenza vegetale che è stata salvaguardata. Paesaggio naturale e progetto si compongono in una immagine unica fatta di linee rette e linee curve. Gli elementi utili sono trasformati in immagini. Il muro di cemento bianco, segnato dai tagli imposti dalle leggi della statica, si copre di graffiti giganti che dicono che la storia degli uomini non è mai stata per l'utile e il razionale. La luce viene catturata all'interno da aperture che si svolgono lungo la parete destra della rampa di accesso, figure strane che raccontano della possibilità di scendere senza entrare nel buio. Forse sono riuscita a fare una architettura che non ha dato soltanto figura ai bisogni ma ha dato forma a quella esigenza interna che mi impedisce di essere un bravo tecnico obbediente ai comandi di un altro essere umano; trovando quel "coraggio delle immagini" che comprende l'interesse per gli altri e conduce a non accettare l'immodificabilità dell'ovvio quotidiano e dunque costringe la domanda a modificarsi spingendola a non chiedere soltanto la soddisfazione di bisogni materiali ma indirizzandola verso una maggiore realizzazione umana. "Tema difficile, quello del parcheggio interrato, con il quale, anche in passato, molti architetti si sono cimentati ottenendo talvolta risultati davvero notevoli. Posto alla confluenza tra Via della Maglianella ed il Grande Raccordo Anulare, si trova il lotto di terreno su cui é stato realizzato il parcheggio interrato. Si tratta di uno degli angoli probabilmente meno "visibili" della tormentata cinta periferica romana, non fosse altro perché, percorrendo in automobile la Via Aurelia nella direzione del mare, lo si supera ad una quota più elevata. Si tratta della sede di una delle più grandi organizzazioni di vendita Renault, peraltro già presente da anni sul posto con alcune strutture in elevazione occupate dagli uffici e, prima della realizzazione dell’opera, con un immenso parcheggio a raso. La presenza costante di auto parcheggiate sul piazzale, costituiva l’elemento di spicco del luogo, oltre al profilo della sede stradale del G.R.A., di recente ampliata con la terza corsia, alla sagoma di anonimi edifici con destinazione commerciale e ad un grande complesso sportivo polifunzionale poco distante. L’ingresso dell'intero complesso si trova su una piccola strada comunale, Via della Maglianella appunto, che corre parallela al Grande Raccordo Anulare: nell’approssimarsi all’edificio, l’elemento che emerge dall’ambito circostante, é la tettoia di copertura di calcestruzzo bianco sotto la quale si cela l’ingresso pedonale: questa sorta di monolito sembra aver viaggiato negli spazi siderali per giungere "a guardia" di questo "ipogeo della mobilita". Al di là delle caratteristiche distributive (due piani di autorimessa per complessivi 2.500 m²), appare chiaro con immediatezza come quello che é di fatto l’unico elemento visibile dall'esterno dell’opera, sia anche il nodo attraverso il quale si accede agli ambiti funzionali dell’edificio. Un gesto sintetico, rapido, poetico, un volume scarno, essenziale, netto, un termine unico che di fatto costituisce una “frase architettonica” di grande espressività. La coltre erbosa che riveste la copertura del fabbricato, oltre alla vecchia quercia, ai lucernai ed alla rampa di accesso incassata tra alte pareti abbaglianti di cemento rigorosamente bianco, sono gli unici indici che rivelano l’esistenza degli oltre 12.500 m³ interrati. Limitando le aperture alle lunghe fessure dei lucernai, si è cercato di ridurre al minimo le interruzioni delle superfici di calcestruzzo, ed i varchi in genere, per garantire una presenza discreta, il cui unico accenno lirico fosse rappresentato appunto dalla pensilina che sovrasta il piccolo ingresso. L’edificio è realizzato interamente in cemento armato, sia per quanto riguarda le murature perimetrali di calcestruzzo bianco che per i pilastri. I solai sono costituiti da elementi di calcestruzzo precompresso. L’aspetto per così dire "essenziale" dell`edificio è reso quindi in maniera perfetta, proprio attraverso l’adozione del calcestruzzo faccia a vista, utilizzato sia per l’esterno che per le pareti interne. L’uso limitato delle aperture, nelle superfici di calcestruzzo che comunicano con l’esterno, ha comunque condotto a scegliere forme dai contorni netti, inserendo all’interno di questi "tagli" geometrici, infissi in metallo di colore bianco; anche le pavimentazioni sono in pastina di cemento a getto, in grado di resistere alle sollecitazioni date dall`uso e dalla possibile aggressione dei liquidi quali olii lubrificanti, combustibili, e quant’altro necessario all‘uso ed alla manutenzione degli autoveicoli. Per rendere ancor più diretto il significato di un luogo di rimessaggio per autovetture, ma anche di "ambiente per lavorare" sulle stesse automobili, si e cercato di mantenere in vista gli impianti, con le canalizzazioni elettriche, quelle per l’aria compressa e quelle antincendio, che solcano l'aria in un complesso ed inestricabile dedalo, in questa interessante opera, tutto sembra risolversi nel rapporto diretto tra il calcestruzzo e gli elementi di finitura (o meglio di "non finitura") interna. Ogni intermediazione è negata dalla necessità di rendere in maniera evidente e decisa l’aspetto “ruvido” del cemento, nobilitato dal candore assoluto del bianco, unitamente alla volontà assoluta di esprimere l’essenzialità degli spazi in rapporto alle attività che vi si andranno a svolgere. Il luogo della progettazione resta così definito in maniera immediata, quasi scultorea, senza colori e forme ambigue, in una sequenza ininterrotta di curve e superfici, senza distrazioni che possano in alcun modo condizionare i fruitori, alterando la percezione della qualità assolutamente superiore di questo "spazio" architettonico." testo estratto da: iiC 11/2002, pp.816-823, Parcheggio sotterraneo A description of the project in English, French, German and Spanish language can be read at the end of the article. Collaborazioni al progetto: Livia Musmeci Calcoli strutturali: Giorgio Toni Fotografie: Silvia Massotti, Andrea Calabresi PUBBLICATO IN Controspazio n.6, anno 1998, pp. 58-61, Paola Rossi, "Invisibile?"; l'ARCA n. 151, settembre 2000, pp. 46-47, Carlo Paganelli, "Gestuale e LIRICO"; iiC n°781, novembre 2002, pp. 816-823, "Parcheggio sotterraneo" ESPOSTO IN La mujer constuye, Acquario Romano, Roma, piazza M. Fanti 47, 10-20 giugno 2003; Casaidea, ex Fiera di Roma, Via Cristoforo Colombo 293, Roma, 1-9 marzo 2003, mostra/filmato intervista Presentation The lot of land on which the underground parking garage was built lies at the intersection between the Via della Maglianella and the Great Ring Road around Rome. It is the headquarters of one of the largest sales organizations of a well-known automobile manufacture; which has anyway maintained its presence there for years with several standing structures taken up by offices and, before the construction if the new garage, with an immense parking lot at grade. On approaching the building, the only element that emerges from the surrounding area u the white concrete roof below which the foot entrance is hidden. Beyond its dutribution characteristics (two floors of parking for a total of 2500 square metres), it clearly and immediately appears that what is in fact the only element visible from the outside of the structure of also the node through which access is had to the buildings functional rooms. The expanse of grass that clads the building roof as well as the old oak tree, the skylights and the access ramp sunken between high dazzling walls if rigorously white concrete, are the only other clues to reveal the existence of more than 12,500 cubic metres of underground volume. By limiting the openings to the skylights, mere long slits, design sought to reduce to the minimum the interruptions ofthe concrete surfaces, and the passages in particulan in order to ensure a discreet presence. The only lyrical accent is the canopy that dominates the small entrance. The building is built wholly of concrete, its perimetral walls and columns of reinforced concrete and its floor structures of prestressed concrete. The so-to-say “essentu1lness" ofthe building is thus rendered perjectlyg just because ofthe adoption njfairface concrete, used both for the exterior and for the interior walls. The floorings too are of poured cement topping, able to stand up to the stresses of use and to any attacks from leaked liquids. Présentation Le lot de terrain sur lequel a été realisé le parking enterré se trouve à la confluence entre Rue de la Maglianella et le Grand Périphérique de Rome. Il s’agit du siège d’une des plus grades organisations de vente d’un célèbre fabriquant de voitures, qui est présent depuis des années sur place avec quelques structures surélevées, où se trouvent les bureanx, et avant la réalisation de cet ouvrage, avec un parking immense au ras du sol. Lorsqu’on se rapproche de ce bâtiment, le seul élément qui est mis en évidence dans le milieu environnant est une marquise de couverture en béton blanc, au-dessous de laquell se cache l’entrée piétonne. Au·de-là des caractéristiques de distribution (deux étages de garage pour une surface totale de 2500 mètres carrés) il résulte immédiatement, en toute évidence, que le seul élément concrèternent visible de l’extérieur de l’ouvrage est en même temps le nœud, à travers lequel on peut accéder aux locaux fonctionnels du bâtiment. La pelouse qui revête la couverture du bâtiment, outre l’ancienne chêne, les lucarnes et la rampe d’accès encaissée entre les hautes parois éblouissantes en ciment rigoureusement blanc, sont les seuls indices ultérieurs, qui révèlent l’existence de plus de 12.500 mètres cubes enterrés. En limitant les ouvertures aux longues fissures des lucarnes, on a essayé de réduire au minimum les interruptions des surfaces en béton et les passages en général, pour garantir une présence discrète, dont le seul accent lyrique devait être représenté justement par la marquise surmontant la petite entrée. Le bâtiment a été entièrement réalisé en béton armé, tant en ce qui concerne les murs extérieurs que pour ce qui est des piliers. Les planchers sont formés d’éléments en béton précontraint. L’aspect pour ainsi dire “essentiel” du bâtiment est interprété donc parfaitement, grâce à l’adoption du béton apparent, utilisé tant pour l’extérieur que pour les parois intérieures. Les pavages aussi ont été réalisées en pâte de ciment coulé, capable de faire face tant aux contraintes dues à l’utilisatian qu’à l’agression éventuelle des liquides. Präsentierung Das Los auf dem dieses Parkhaus erstellt wurde, befindet sich zwischen der Via della Maglianella und der grossen Ringstrasse von Rom. Es handelt sich um den Sitz einer der grössten Vertriebe einer bekannten Autofirma, die schon seit Jahren auf diesem Gebiet mit Vewaltungsgebäuden und mit einer riesengrossen Parkfläche anwesend war. Wenn man sich in der Nähe des neuen Parkhauses befindet, ist nur das weisse Betondach zu sehen worunter sich der Fussgängereingang befindet. Ausser den Eigenschaften hinsichtlich der Verteilung (zwei Parkebenen mit einer Gesamtfläche von 2.500 qm.), wird es gleich deutlich, dass das einzige von Aussen sichtbare Element auch der Knoten ist, durch den man Zugang zu den dienstlichen Räumen des Gebäudes hat. Die Grasschicht die das Dach des Fabrikats überdeckt, sowie der alte Eichenbaum, die Oberlichter und die zwischen hohen blendenden Wänden aus rein weissem Zement eingebaute Zufahrtsrampe, sind die einzigen Zeichen, die die Existenz von über 12.500 Kubikmetern an eingegrabenem Volumen zeigt. Durchv die Begrenzung der Öffnungen längs der Oberlichterschlitze, wurde versueht die Unterbrechung der Betonoberflächen aufs Mindeste zu reduzieren und die Durchgänge besonders, um ein diskretes Äusseres zu versichern. Der einzige lyrische Akzent ist das Vordach, das den schmalen Eingang überragt. Das Gebäude besteht vollkommen aus Stahlbeton, sowohl die Aussenmauern wie die Säulen. Die Decken bestehen aus Spannbetonelementen. Das sogesagte, essentielle “des Gebäudes ist also perfekt gemacht und zwar gerade durch den Anwand von Sichtbeton, der für Aussen und für die inneren Wände verwendet wurde. Auch der Bodenbelag besteht aus betoniertem Zementleim, der den Belastungen, bedingt durch den Gebrauch und der möglichen Aggression von Flüssigkeiten, widerstehen kann. Presentación La parcela donde se ha construido el aparcamiento subterráneo se encuentra en el punto de unión de Via della Maglianella con el cinturón Grande Raccordo Anulare de Roma. Se trata de la sede de una de las mayores organizaciones de venta de una conocida industria del automóvil, que por otro lado ocupa ese terreno desde hace muchos años con algunas estrueturas - destinadas a las oficinas – construidas en elevación. Antes de acometer la obra, este complejo estaba dotado de un inmemo aparcarmiento en superficie. A medida que vamos aproximándonos al edificio, el único elemento que emerge del entorno es la cubierta de hormigón blanco debajo de la cual se esconde la entrada para peatones. Más allá de las características distributivas (dos plantas de garage por un total de 2.500 m²), queda evidente que el único elemento visible desde el exterior de la obra es también el nudo a través del cual se accede a los ámbitos funcionales del edificio. La hierba que reviste la cubierta del edificio, además de la vieja encina, los tragaluces y la rampa de acceso encajada entre las altas y deslumbrantes paredes de cemento rigurosamente blanco, son los únicos indicios que revelan la existencia de los más de 12.500 m³ enterrados. Para garantizar una presencia discreta, cuya única nota lírica la diera la marquesina que enmarca la parte superior de la pequeña entrada, se ha intentado reducir al mínimo la interrupciones de las supeficies de hormigón, y los accesos en general, limitando las aberturas a las largas rendijas de lox tragaluces. El edificio está enteramente construido en hormigón armado, tanto el muro exterior como los pilares. Los entramados están constituidos por elementos de hormigón pretensado. El aspecto que podríamos definir como “esencial” del edificio queda pues patente de forma perfecta, precisamente mediante la utilización del harmigón visto, utilizado tanto para el exterior como para las paredes internas. También la capa de acabado del pavimento ha sido realizada can la técnica de vaciado de hormigón, capaz de resistir a las solicitaciones debidas a su uso y a la posible agresión de los líquidos. estratto da: iiC 11/2002, pp.816-823, Parcheggio sotterraneo
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    Project details
    • Year 1998
    • Work started in 1996
    • Work finished in 1998
    • Client Concessionaria Renault - 4 EFFE s.r.l.
    • Status Completed works
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