Abitare la Natura. Progetto di residenze temporanee a Capo Peloro

Messina / Italy / 2013

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Situata alla punta nord-orientale della Sicilia, nel luogo in cui lo Stretto di Messina raggiunge il minimo della sua grandezza, si estende l'area di Capo Peloro, una lingua di terra caratterizzata da un piccolo promontorio collinare in cui i rilievi si interrompono a pochi chilometri dal mare, degradando ad un lido sabbioso. Si tratta di un paesaggio estremamente carico di storia e suggestioni, che fin dall'antichità ha suscitato immagini fantastiche e poetiche, nel quale ci si lascia sedurre dal Mediterraneo e dalla bellezza immensa della Natura. Caratteristici del luogo sono i cosiddetti Pantani, due veri e propri laghi salmastri collegati con il Mar Ionio ed il mar Tirreno attraverso dei canali che rappresentano un ambiente di transizione in equilibrio dinamico con l'ecosistema marino. Il tema progettuale prevede il possibile collegamento fra la quota zero del Pantano Piccolo e la sommità del promontorio collinare del Granatari; si tratta quindi di un segno a scala paesaggistica che si manifesta attraverso un sistema di risalita lungo la collina. Nel progetto si è ricercata una scala adeguata al paesaggio e cioè una mediazione tra il carattere architettonico del borgo marinaro di Torre Faro (che nella sua composizione prende forma come aggregazione spontanea e lineare di case di pescatori) e la dimensione vasta del luogo di natura. Nell'intervento progettuale si affronta il tema della costruzione di residenze temporanee che traggono origine dall' elevata vocazione turistica del luogo in questione. Questi piccoli alloggi per le vacanze sono concepiti a gradoni; infatti, attraverso la sommità di ciascuna copertura si risale l'altura, fino ad arrivare al luogo acropolico, sede di un hotel. L'attenzione è dunque tutta rivolta alle possibili visioni e cornici di paesaggio che dagli appartamenti e dall' hotel è possibile avere: lo Stretto di Messina, l'arcipelago delle Eolie, Il Golfo di Gioia Tauro, il Promontorio di Scilla, e lo stesso borgo di Torre Faro, ricco di emergenze architettoniche e di una particolare morfologia. Dalla sommità delle case, ma anche dalle logge panoramiche che ciascun appartamento possiede, si intravedono quindi il Faro, antica torre ottagonale fondamentale per la navigazione, che segnala l'ingresso nord dello Stretto di Messina; il Fortino '500esco degli Inglesi, la Torre Bianca e le Torri del Morandi, i Lidi di Mortelle, ma soprattutto il Pilone, che è la costruzione che maggiormente identifica il quartiere di Torre Faro. Si tratta di una traliccio d'acciaio alto più di 200 m usato in passato per l'importazione della corrente elettrica per la Sicilia, ormai in disuso e aperto al pubblico per visite panoramiche. Particolare attenzione è stata data al percorso di risalita, si è deciso infatti di utilizzare una pavimentazione in legno, materiale tipico dell'ambiente marino e delle imbarcazioni che contrasta con il bianco delle facciate degli alloggi e dell' hotel. Bisogna dichiarare l'ispirazione classica dal quale prende spunto l'intero progetto, la condizione acropolica di Atene, il Partenone che si traguarda con l'Eretteo e i Propilei e gli stessi sentieri di Pikionis sono stati spunto di riflessione e di trasposizione in chiave moderna per il progetto. Infatti dagli alloggi, come nell' architettura greca, la visione è sempre un po' di scorcio, tutta lavorata sulla prospettiva e sulla sintonia con il paesaggio. Si è ricercato anche un possibile dialogo con l' architettura residenziale esistente: il progetto infatti si snoda ricercando un equilibrio armonico e una composizione con le masse singolari già presenti sulla collina del Granatari. La pianta degli alloggi invece non presenta deformazioni, è fortemente canonizzata e funzionale: un rettangolo che prevede una striscia stretta e lunga con i servizi e una zona giorno che si affaccia sulla loggia panoramica. Alla passeggiata pubblica, posta alla quota delle coperture, si affianca invece una risalita a carattere privato che serve gli ingressi delle singole case. L'intero progetto, dunque, è fortemente collegato alla morfologia del territorio sul quale si adagia creando un disegno calibrato, apparentemente casuale, ma dove nulla è lasciato al caso.
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    Situata alla punta nord-orientale della Sicilia, nel luogo in cui lo Stretto di Messina raggiunge il minimo della sua grandezza, si estende l'area di Capo Peloro, una lingua di terra caratterizzata da un piccolo promontorio collinare in cui i rilievi si interrompono a pochi chilometri dal mare, degradando ad un lido sabbioso. Si tratta di un paesaggio estremamente carico di storia e suggestioni, che fin dall'antichità ha suscitato immagini fantastiche e poetiche, nel quale ci si lascia sedurre...

    Project details
    • Year 2013
    • Status Research/Thesis
    • Type Hotel/Resorts / Modular/Prefabricated housing
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