I paesaggi dell’acqua

Un parco costiero per Eraclea Eraclea Mare / Italy / 2012

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L’oggetto della tesi è la fascia costiera di Eraclea. Questo territorio è oggetto di importanti interventi urbanistici e su di esso insiste una importante area di valore naturalistico S.I.C. denominata “laguna del Mort”. L’interesse verso questa realtà costiera veneta nasce dalla volontà di approfondire tematiche proprie del meraviglioso contesto geografico nel quale viviamo quotidianamente, le quali rappresentano numerose pagine del nostro passato. Il paesaggio agricolo di Eraclea conserva tuttora caratteri tipici della campagna veneta. La scansione dei campi, drenati dai canali circostanti, sono spesso circondati da filari alberati o cespuglieti. Alcuni elementi strutturali all’agricoltura e all’allevamento dei secoli scorsi, come la siepe e la superficie a prato, sono oggi rari e rischiano di scomparire, sulla scorta della riconversione di molti terreni ad agricoltura intensiva. Il territorio presenta inoltre diverse problematiche: le temperature estive elevate provocano il degrado di vaste aree agricole a soia e granoturco. Viceversa in alcune aree in gronda lagunare e nei pressi dei canali principali si riscontra un elevato rischio di esondazione connessa ad un’elevata salinità dei campi limitrofi al mare. Negli ultimi anni infatti la produzione agricola è calata in maniera costante dando adito a pesanti proposte di urbanizzazione, le quali snaturano la storia di queste terre, in ragione del tentativo di economizzare ogni intervento pseudo-paesaggistico. Il progetto di paesaggio propone alcuni interventi funzionali e tra di essi congiunti:, creazione di ampie vasche laminazione naturalizzate in difesa dagli allagamenti, l’aumento della sezione dei canali principali e la modifica del tracciato di alcune scoline unitamente al rimboschimento di fasce boschive di vegetazione costiera autoctona, capaci di trattenere a sé il grado salino in modo da non inficiare i campi retrostanti la pineta. Basandosi sullo studio della viabilità ciclopedonale dell’entroterra, il primo intervento sopracitato si concretizza nella creazione bacini d’acqua strutturali al canale Revedoli. L’analisi del territorio evidenzia invero un elemento tutt’oggi visibile: il paleoalveo del canale Revedoli. Il progetto riporta alla luce questo elemento e lo riqualifica sia come sistema strutturale di acqua e vegetazione, sia come connettivo ciclopedonale fino all’area naturalistica esistente (Laguna del Mort). Questo sinuoso susseguirsi di specchi d’acqua è caratterizzato da canali di magra, golene di laminazione e prati umidi. I primi e le seconde garantiscono una struttura in grado di affiancarsi al canale principale e depurare le acque dall’inquinamento. Gli ultimi permettono il controllo delle esondazioni e l’accumulo dell’acqua piovana nei momenti di siccità, integrandosi con il tessuto idrico consorziale e agricolo, con un andamento morfologico indipendente dal sistema meccanizzato delle idrovore. Schema sintetico dell’intervento 1-Spazi d’acqua a due stadi_canale di magra e golena allagabile 2- Spazi d’acqua a tre stadi_canale di magra, 1° golena e 2° golena periodicamente allagabile 3- Laghetto 4- Zone umide: allargamento e rinaturalizzazione scoline esistenti con presenza di prati umidi 5- Zone umide 2: canale di magra, 1°golena, prato umido e 2° golena 6- Zone umide 3: canale di magra, prato umido, golena periodicamente allagabile Il disegno della vegetazione crea una cintura verde che argini l’espansione edilizia – la quale per inciso non appare connaturata ad un’espansione demografica - e risani il territorio dallo sfruttamento del terreno dovuto alla coltura intensiva. La vegetazione è costruita seguendo la trama agricola e propone un percorso che raggiunge i centri urbani e potenzia l’ accessibilità esistente. I filari alberati fungono da sistema di collegamento visivo e percettivo in corrispondenza di alcuni viali di progetto. Il sistema dell’accessibilità estende la viabilità urbana seguendo le direttrici offerte dal progetto di paesaggio. In linea di gronda lagunare la presenza di un bacino portuale di ridotte dimensioni offre spunto per l’ampliamento dello stesso e l’integrazione di esso con spazi pubblici assenti ad Eraclea: un mercato ittico in corrispondenza della piazza esistente, spazi attrezzati per la pratiche veliche sportive. L’area naturalistica della Laguna del Mort viene valorizzata da un percorso pedonale in legno lungo la laguna e da orti urbani fruibili sia dai residenti che dai turisti. Il progressivo interramento della Laguna, rilevato attraverso l’analisi storica del bacino lagunare, è determinato dal trasporto di sabbie tramite il forte vento di bora, prevalente durante tutto l’arco dell’anno e che spira in direzione parallela alla costa: le spiagge a nord del porto infatti esistono solo grazie ad un continuo scavo e riporto di sabbie. Il fattore secondario che contribuisce all’interramento delle bocche di porto è dovuto all’azione del mare mosso da sud-est, limitato dall’azione delle maree e della corrente. La corrente marina provoca una costante erosione del litorale di Eraclea. Gli unici tratti del litorale in cui si rileva una stabilita’ delle formazioni sedimentarie è in presenza della foce dei fiumi: a nord grazie al Livenza, e a sud grazie al Piave. Questo processo naturale di vento e corrente ha trasformato lo specchio acqueo da profonda laguna a area umida soggetta a processi di emersione-sommersione. Il prossimo stadio di questa evoluzione sarà l’acquitrino e infine la palude. Le conseguenze di questo cambiamento provocano una riduzione drastica delle biocenosi vegetali ed animali esistenti. L’unico intervento possibile a salvaguardia della laguna è lo scavo della stessa. Il progetto propone il riutilizzo della terra scavata nella costruzione dei canali di laminazione e il suo impiego nella formazione di dune artificiali consolidate da vegetazione costiera nella spiaggia a nord della laguna. Queste barriere naturali, concepite come strutture di accumulo della sabbia, limitano il trasporto aereo di essa. Centro propulsore nel recupero dell’entroterra agricolo è invece una tipica casa rurale veneta in stato di abbandono, riconvertita ad uso agriturismo e fattoria didattica. . Il centro urbano di Eraclea Mare si sviluppa su alcune arterie stradali principali. Su di esse nascono gli spazi pubblici principali: il market, la piazza, gli hotel e alcuni spazi a verde. In connessione ad essi, ed in risposta alle previsioni urbanistiche attuali, sono stati progettati gli spazi pubblici di fondamentale importanza per una città di mare: il mercato ittico e un bacino portuale di ampie dimensioni. L’inserimento paesaggistico ingloba a sè alcuni interventi urbanistici a servizio del cittadino: parcheggi pubblici potenziati in corrispondenza del nuovo edificato, viali alberati di permeabilità ortogonali alla costa, orti urbani ad uso di residenti ed utenti stagionali. L’ampliamento del bacino portuale permette di ospitare un considerevole numero di imbarcazioni: 167 posti barca di cui un pontile riservato al transito per 50 scafi. Il ridisegno del porto preesistente comprende nuovi pontili fissi e galleggianti, un cantiere nautico di maggiori dimensioni e un un blocco servizi al diporto delocalizzata. Attorno ad esso sono organizzati alcuni edifici pubblici: il mercato ittico, un bar ristorante ed un centro sportivo dedicato alla ‘insegnamento e la pratica di kayak e vela. I materiali degli edifici che circondano il porto sono stati scelti sulla scorta della loro alta flessibilita’, smontabilita’, velocita’ di costruzione. Isetti portanti sono costituiti da blocchi prefabbricati in legno-cemento con isolamento integrato [percentuali 80%, 20% rispettivamente] con rivestimento esterno in lastre di fibrocemento composto con sabbie marine locali. Le lastre sono impilate a secco su un telaio esterno distaccato dal muro, formando cosi’ una intercapedine areata. L’unione di questi due materiali garantisce una elevata resistenza all’umidita’. I solai sono realizzati in acciaio e lamiera grecata con soletta collaborante. Il manufatto rurale preso in esame è collocato nel paesaggio agricolo retrostante la pineta eracleense, lungo il tracciato agricolo che porta alla foce del Piave. Esso dal punto di vista compositivo consta di due volumi, di cui il maggiore, datato primi anni ‘50, è un corpo longitudinale su due piani: il piano terra ad uso stalla, zona pranzo e cucina ed il piano primo adibito camere e fienile. Il volume annesso posteriormente è presumibilmente un granaio e, a differenza del primo, non presenta elementi di pregio per forma e tessitura della muratura. Nonostante l’edificio sia in uno stato di abbandono, i campi circostanti sono tuttora coltivati a soia e granoturco. Il problema della elevata siccità, unito al consistente grado di salinità dei suoli, impone un intervento di canalizzazioni ex novo, le quali drenino l’acqua in eccesso retrostante alla pineta trasportandola dove occorre nei campi nell’entroterra nei pressi di tale manufatto. Il progetto dell’agriturismo nasce dalla necessità di avere un luogo di sosta nel viaggio nella natura incontaminata della laguna del Mort e consiste nel restauro della tipica casa rurale veneta con l’utilizzo del camino come parte centrale del ristorante e la mangiatoia come cantina e ricovero attrezzi per il contadino. Il vecchio silos adibito a granaio lo utilizziamo nei primi due piani come alloggi per i viandanti e il terzo e ultimo piano come punto di vista della campagna, della pineta e della laguna. La nuova parte si collega in maniera non invasiva e ospita la segreteria con servizi e archivio e un’aula didattica adibita a insegnamenti per la fattoria didattica. Il vecchio granaio, riconvertito in casa torre ad uso abitativo in dipendenza dall’agriturismo, mantiene la propria struttura portante in muratura piena a tre teste.Come conseguenza del cattivo isolamento termico della muratura, i muri esterni sono stati rivestiti con un cappotto isolante e un involucro di rivestimento in legno, distaccato mediante una struttura montanti traversi dallo strato coibente con intercapedine areata. In alcune superfici si propone una ulteriore grigliato esterno per la crescita di piante rampicanti.
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    L’oggetto della tesi è la fascia costiera di Eraclea. Questo territorio è oggetto di importanti interventi urbanistici e su di esso insiste una importante area di valore naturalistico S.I.C. denominata “laguna del Mort”. L’interesse verso questa realtà costiera veneta nasce dalla volontà di approfondire tematiche proprie del meraviglioso contesto geografico nel quale viviamo quotidianamente, le quali rappresentano numerose pagine del nostro passato. Il paesaggio agricolo di Eraclea conserva...

    Project details
    • Year 2012
    • Main structure Mixed structure
    • Status Research/Thesis
    • Type Parks, Public Gardens / Public Squares / Waterfront / River and coastal redevelopment
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