PROGETTO DI SALVAGUARDIA DELLA NECROPOLI PUNICA IN AREA URBANA NEL COMUNE DI VILLAMAR

CONCORSO DI PROGETTAZIONE Villamar / Italy / 2010

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OBIETTIVI DEL CONCORSO Il concorso si propone di intervenire specificamente sull'area archeologica della Necropoli Punica per: 1. conservazione e valorizzazione delle sepolture e del sedime originale; 2. prosecuzione della campagna di scavo; 3. fruizione turistica del sito. Attraverso questa prima azione progettuale si propone di: 1. riconoscimento delle peculiarità dello spazio urbano 2. riorganizzazione delle relazioni tra area archeologica e centro urbano; 3. riqualificazione degli spazi pubblici adiacenti. A seguito del progetto, l'Amministrazione prevede: 1. un primo lotto di intervento per € 672.000, 00; 2. uno o più lotti successivi. OBIETTIVI DEL PROGETTO Sinteticamente, le risposte fornite dal progetto urbano sono le seguenti: A. Area archeologica della Necropoli Punica: a.1. Pulizia, protezione, conservazione; delle singole sepolture e del banco di arenaria a.2. Riqualificazione dell'immagine della Necropoli; Riconnessione percettiva della necropoli con il paesaggio collinare; Fruizione del sito archeologico. dotazione servizi per i visitatori a.3. Individuazione delle potenzialià urbane del sito archeologico. B. Spazi urbani: b.1. Nuova piazza verso via Roma; b.2. Percorsi e connessioni con lo spazio urbano; Creazione di un percorso di collegamento delle emergenze monumentali; b.3. Altri spazi urbani limitrofi. C. Fasi di intervento BREVE PREMESSA DI METODO Nell'affrontare i temi suggeriti dal concorso e nel perseguire gli obiettivi specificatamente progettuali ci sembra opportuna una premessa di metodo così da incardinare qualsiasi successivo ragionamento architettonico o archeologico ad un'unica matrice concettuale. • Il progetto urbano non può che trovare la sua ragione di essere entro le immagini che costruiscono il luogo: il paesaggio regionale della bassa Marmilla che si vede guardando verso ovest oltre le fabbriche alle spalle dell'attuale edificio del Municipio, i suoi colori dettati dalle terre e dalla pietra, dalle vegetazioni tipiche della Sardegna. • Il paesaggio della memoria costituito dalla Necropoli, non solo per come oggi appare ma anche per la sua forma simbolica e frammentaria, per il suo essere anzitutto un cimitero costruito da tumuli, lastre sepolcrali, fosse. • Il paesaggio naturale del banco di arenaria, interrotto proprio nel passaggio dall'area archeologica allo spazio pubblico e la sua discesa verso le sponde del canale (oggi interrato sotto l'attuale via Cadello) che solca il territorio e di cui ancora si percepisce la presenza ed il tracciamento nel tessuto urbano. APPUNTI SULLA QUESTIONE DEL PAESAGGIO “... il paesaggio è ciò che si vede dopo avere smesso di osservarlo”. Gilles Clement “.. il paesaggio, come unità, esiste soltanto nella mia coscienza”. Raymond Bloch Il primo effetto di tali riflessioni è quello di riportare in primo piano il valore della percezione del paesaggio spostando l'attenzione dal rilievo e dalla sua rappresentazione all'analisi del segno: fondamentale non è soltanto il dato quantitativo ed apparentemente obiettivo di un territorio ed una sua descrizione organizzata quanto il valore che si attribuisce “tendenziosamente” ad un insieme antropicamente composto. Il paesaggio sostiene e coinvolge una complessità più profonda del semplice binomio natura – uomo: appartiene alla sfera “culturale” e solo la sua osservazione compositiva lo trasforma da oggetto di contemplazione in materiale di progettazione. La definizione della Convenzione Europea del Paesaggio (Firenze, ottobre 2000) evidenzia non solo l'oggetto cui il termine si riferisce ma anche il modo con cui questo è osservato: paesaggio è infatti “... una determinata parte del territorio così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall'azione di fattori umani e/o naturali e dalle loro interrelazioni”. La catalogazione e la gerarchizzazione secondo valori anche personali degli elementi che compongono un sistema territoriale è la fase necessaria di conoscenza e di acquisizione delle sensibilità relative ad un paesaggio per renderlo partecipe di un progetto, palinsesto antropico ed architettonico e non solo fondale o quinta scenica della città. A. AREA ARCHEOLOGICA DELLA Necropoli Punica a.0. Analisi generale dello stato di fatto L'area oggetto del concorso si presenta, oggi, come uno spazio pubblico affacciato sulla via Roma e, dal lato opposto, si conclude verso un salto di quota che costituisce il primo riferimento del livello del banco di tufo in cui è scavata – parzialmente – la Necropoli Punica; la superficie del banco è limitata, su tre lati, dai diversi “retro” delle case che costituiscono parte del tessuto urbano – in quest'area in stretta connessione storico edilizia con il centro matrice di Villamar – mentre, dal lato rivolto verso lo spazio pubblico, la Necropoli risulta chiusa da un muro. Attraverso un arco posto nella muratura si discende, per mezzo di una rampa addossata al banco, nello spazio pubblico compreso tra la Sala Consiliare ed il Municipio quest'ultimo, a breve, oggetto di demolizione. L'area della Necropoli versa in uno stato di parziale abbandono manutentivo che determina un inerbimento della superficie assolutamente improprio: un luogo, oggi, assolutamente marginale a dispetto della sua valenza scientifica ed archeologica, della sua potenzialità turistica e culturale – siamo sulla strada di Barumini – e della sua capacità evocativa della memoria stratigrafica di un sito abitato costantemente negli ultimi 2.500 anni circa. Anche la muratura di chiusura verso lo spazio pubblico accentua questo aspetto di luogo negato, emarginato, sia nella mancanza di relazione con le tombe – solo e semplice impedimento per indebite intromissioni nell'area archeologica – sia nella totale chiusura visiva ed emozionale verso l'area pubblica di cui è semplice fondale, quinta urbana. a.1. Pulizia, protezione, conservazione Facendo proprio il Progetto di conservazione e valorizzazione della Necropoli Punica di Villamar (di Pietro Bartoloni) si richiama integralmente da quel testo l'azione ivi descritta di di pulizia della superficie archeologica e degli ipogei ed il restauro conservativo ed il consolidamento delle tombe, come meglio descritto dalla relazione archeologica. Conservazione del banco di arenaria La protezione delle tombe e del banco non si conforma come un semplice problema tecnico – deflusso delle acque meteoriche ed impedimento dei ristagni nelle fosse di sepoltura – né come una tecnologia – quale materiale per raggiungere lo scopo: il quesito è, anzitutto, di immagine complessiva del luogo-Necropoli. Riteniamo che una grande copertura risolverebbe il problema tecnico – anche con una tecnologia di avanguardia - ma aggraverebbe la sensazione di marginalità e di fragilità della Necropoli negando il suo aspetto primigenio: quello di esistere sotto i cieli della Sardegna. Inoltre un'opera siffatta, una grande copertura su circa 2000 mq di area archeologica, realizzerebbe un grande fuori-scala rispetto alle dimensioni del tessuto cittadino, ferendo la struttura urbana ed architettonica di Villamar. • Per ragioni di conservazione del banco di arenaria è stata ipotizzata una protezione unitaria, interrotta solo dalle tombe, che segue lo scorticamento del terreno vegetale e la pulizia del sedime lapideo dai residui degli apparati radicali per una profondità media di 30 cm circa; • dopo eventuali interventi di restauro per colmare lacune o fessure dell'arenaria si sovrappongono strati sovrapposti di tessuto non tessuto, teli impermeabili e traspiranti ed una finitura inerte, per evitare nuove vegetazioni; • segue uno spessore di drenaggio formato da un primo strato di pomice su cui riportare un secondo strato più sottile di schegge lapidee cromaticamente simili al colore del banco per consentire i deflussi naturali delle acque meteoriche - sopra i piano di scorrimento sottostanti che proteggono il livello originario – e la loro raccolta puntuale; per evitare percolazioni all'interno delle fosse di sepoltura e dilavamenti dei bordi saranno realizzati dei piccoli cordoli formati da blocchi di arenaria legati con malta; • questa tecnica consente di alleggerire i carichi generali che gravano sul banco e sulle volte degli ipogei e di eliminare quasi totalmente la ricrescita di erbe infestanti. a.2. Riqualificazione dell'immagine della Necropoli Il progetto di riqualificazione della Necropoli pone due strade possibili: la ricostruzione scientifica delle forme originarie e, successivamente, la loro restituzione secondo le tecniche più proprie del restauro architettonico e conservativo; il sito è "opera", da liberare dalle "superfetazioni" che ne alterano il valore e da conservare per il suo esclusivo portato artistico, storico e culturale. Ma l'area delle sepolture ed il banco di arenaria in cui sono scavate è , in questo caso, anche "testo", ovvero - proprio come avviene in uno scritto - si trasforma parzialmente per mezzo della sua lettura: un progetto rispettoso del sistema delle sepolture puniche e dell'orografia, che ne restituisce il significato spaziale, quello didattico e si rende assolutamente riconoscibile come atto costruttivo compiuto in epoca moderna. Protezione delle superfici di arenaria Il banco lapideo, sedime delle sepolture, proprio nel suo andamento orografico e nei suoi colori naturali, è sembrato essere il “supporto” cromatico e concettuale di tutto il progetto, l'elemento in grado di sostenere gli interventi puntuali e nello stesso tempo di costituire carattere identitario ed architettonico del luogo, elemento di riconoscimento primigenio dello spazio urbano, un paesaggio originario dell'orografia ottenuto per sottrazione di segni urbani. La suggestione cromatica e materica della pietra, quindi, costituisce il primo elemento di riferimento archeologico, urbano ed architettonico La copertura degli ipogei • Per tale motivo si è pensato, ancora una volta, di riaffermare il carattere fragile e frammentario dell'area, dettato dalla sostanziale monocromia ma anche dalla molteplicità di reperti e di tipologie di sepoltura, progettando una serie di coperture “puntuali”, nuove lastre sepolcrali a chiusura degli antichi vani ipogei: lastre trasparenti – di cristallo antiriflesso – od opache – di pietra liscia o bocciardata con differenti gradi di finitura a seconda della tecnica di sepoltura (a fossa, cappuccina, a camera) ed a quote differenti ove necessario per osservare e comprendere le tecniche di scavo oltre a consentire le azioni manutentive. Questa scelta progettuale comprende una soluzione di compromesso tra il rinterro puramente conservativo degli ipogei più degradati o superficiali e la reale musealizzazione solo delle sepolture significative per tipologia o per stato di conservazione. • Il gruppo principale delle sepolture, quelle oggi allineate subito dietro il muro di cinta, è osservabile direttamente da una sorta di scavo che, posto a ridosso del banco consente la seduta e l'avvicinamento percettivo al sistema delle tombe, contenendo anche l'informazione didattica di ciò che si sta guardando nel “paesaggio punico”. • Inoltre, come già ora avviene, una passerella attraversa l'area archeologica per consentire la visita del sito senza calpestare la protezione del banco tufaceo ed a quest'elemento è possibile agganciare eventuali diramazioni realizzate in funzione degli esiti dei futuri scavi; la quota del nuovo percorso, sopraelevato rispetto al piano del rivestimento protettivo dello strato archeologico, può consentire l'osservazione dello spazio privato al di là del muro in ladiri sul lato sud, ove potrà essere possibile ampliare gli scavi archeologici limitandosi, vista la natura privata dell'area, all'osservazione di eventuali sepolture o reperti. • La passerella inoltre conduce – verso il cancello che connette l'area a via Vittorio Emanuele - ad una “torre panoramica” realizzata con elementi leggeri, alluminio e materiali pultrusi, che consente una diversa percezione dell'area archeologica e del paesaggio della bassa Marmilla. Tutte le nuove strutture – protezione superficiale del banco, coperture delle tombe , passerella e torre - sono pensate come elementi semplicemente appoggiati e, pertanto, removibili. Reversibilità della struttura In questo lavoro di "riprogettazione" urbana, sviluppata in presenza di elementi archeologici importanti, non si può non tenere in debito conto quanto detto prima in merito all'unicità “dell'opera", al valore storico e testimoniale della preesistenza Punica. Per questo motivo sembra giusto assumere il più possibile un atteggiamento "leggero" per tutti quegli interventi puntuali e non legati alla progettazione della nuova piazza, nel senso di offrire sia la flessibilità – necessaria per procedere seguendo i risultati degli scavi da eseguire – che la possibilità di un ritorno alla struttura originale, ad una lettura dell'area archeologica della Necropoli nella sua prima configurazione per mezzo della rimozione di quanto successivamente giustapposto. Altre aree limitrofe Due aree private, comprese tra la Necropoli e la Sala Consiliare, potrebbero essere oggetto di indagine scientifica per verificare l'estensione e la qualità degli eventuali reperti archeologici; successivamente si potrebbe trattare con i privati, qualora se ne ravvisi la necessità e l'importanza, sia l'accesso e la visitabilità dei luoghi. a.3. Potenzialità urbana del sito archeologico La Necropoli Punica – la sua riscoperta presenza ed i suoi materiali e colori - è pensata come innesco di differenti spazi e relazioni urbani. La sua potenzialità urbana risiede: • nella capacità di costituire un attrattore culturale legato alla visita archeologica di scolaresche e turisti; • nella sua posizione orografica di sommità del rilievo alle spalle dello spazio pubblico; • nella sua costituzione materica legata alla matrice territoriale del banco di arenaria. La prima area urbana che ne subisce l'influenza sarà necessariamente la nuova piazza che si affaccia verso via Roma. B. SPAZI URBANI b.0. Analisi del contesto Lo spazio pubblico non riesce a connotarsi come “centro urbano” per la collettività non uscendo da un sostanziale anonimato architettonico né dallo stereotipo della piazza/giardino le cui caratteristiche sono fondate su elementi di arredo - muretti, panchine, sculture – e disegni di pavimento che risultano avulsi dal contesto, dai segni del luogo e non riescono a sostenere il ruolo di potenziale “spazio civico”. La marginalità del luogo è rafforzata dall'attuale stato di abbandono dell'ex Municipio, dalla separazione dall'area della Necropoli Punica e da un edificio anch'esso abbandonato, costruito lungo la via Roma con una tipologia impropria rispetto – una palazzina di tre piani bi-familiare a quelle prevalenti a schiera nell'area e di pessima presenza architettonica. b.1. Nuova piazza verso via Roma L'immagine e la presenza del banco di arenaria sono divenute centro concettuale della progettazione anche per il nuovo spazio pubblico: la piazza civica subisce i colori e le materie del sito archeologico riqualificato in un unicum urbano indissolubile. L'immagine del paesaggio naturale e storico-archeologico originario affiora nell'area archeologica superandone gli attuali confini, scivolando verso via Roma e facendosi esso stesso spazio pubblico, collettivo. L'idea di progetto è, quindi, quella di costruire delle curve di livello a partire dalla quota del sedime che ospita le sepolture, dei gradoni che riempiono il vuoto e permettono al banco di “scivolare” naturalmente verso la strada statale 197 (via Roma) secondo piani articolati in piccoli dislivelli ( 17 cm di differenza tra uno e l'altro) a costituire dei sotto-insiemi spaziali: una serie di rampe alternate da piazze si susseguono ritmicamente proponendo luoghi dello stare e del percorrere, all’interno di una dimensione paesaggistica fortemente caratterizzata dalla presenza delle sculture in pietra, del Monumento ai Caduti e di alcune alberature da frutto, principalmente olivi. Sarà possibile comunque mantenere le piante di dimensione maggiore oggi presenti nell'area ricollocandole all'interno dell'area d'intervento. La struttura delle percorrenze segue il naturale andamento dei dislivelli e dei salti di quota e disegna in modo naturale i tracciati spontanei lungo le pendenze più agevoli dei pendii. L’arrivo alla “grande piazza archeologica” conclude l’agevole procedere ascensionale: un belvedere direzionato verso l’orizzonte segnato dal profilo ondulato dei colli della bassa Marmilla: qui prevale l’osservazione dall’alto e il piacere dei refoli estivi da ponente; la sensazione fuggevole della campagna, ricordo per i vecchi e memoria per i giovani. La superficie Il pavimento di questa nuova realizzazione discende, per materiale e per modalità costruttive, dall'area della Necropoli: là una superficie monocromatica, variegata nelle diversità delle dimensioni delle schegge lapidee che la compongono. Allo stesso modo il calpestio della nuova piazza conserverà il medesimo cromatismo di fondo realizzando dei piani tra le curve di livello ottenuti con getti di c.l.s. colorato da polvere di tufo e che conterrà gli stessi inerti dell'area archeologica: questi masselli, opportunamente seminati a fresco, battuti e lavati assicurano una superficie calpestabile e priva di difficoltà manutentive. Finiture diverse Il progetto intende sottolineare i segni della complessità propria del processo di traduzione del sito naturale – il banco di arenaria e l'orografia - in spazio architettonico costruito. Quindi i diversi possibili segni che rimarcano sbancamenti, adeguamenti altimetrici, contenimenti, separazioni tra successivi ambiti spaziali, vengono assunti come elementi dell'arredo urbano: essi costituiscono i segni ordinatori , da conservare e potenziare. • I diversi piani che costituiscono la spazialità della piazza sono dunque “attrezzati”, lungo i salti di quota, con grandi elementi in pietra basaltica locale, sagomati per costituire soglie, sedute, protezioni, rampe, masselli su cui appoggiarsi per sostare: la morfologia di questi “frammenti” , caratterizzata dall'assumere scelte formali discrete e quasi indistinguibili per un occhio non attento, appartiene tanto agli affioramenti delle pietre nel paesaggio che alla memoria figurativa evocata dai segni della Necropoli Punica, alla originaria presenza di elementi diversi tra le fosse di sepoltura, steli funerarie, lastre di pietra o tumuli di copertura delle tombe. • I materiali e l'arredo urbano non potranno che essere suggeriti dal luogo: la pietra basaltica locale, il ferro lavorato a caldo, le malte e le loro composizioni, assicurano una immagine complessiva integrata nella identità della cultura costruttiva e figurativa della Marmilla. Elementi di servizio Nella parte alta della nuova piazza, a ridosso dell'area archeologica, trovano luogo alcuni elementi di servizio di pubblica utilità legati alla gestione della Necropoli Punica. • Le funzioni introdotte sono molto semplici: una biglietteria ed un piccolo padiglione per l'accoglienza e per la vendita di materiale informativo . • I piccoli padiglioni necessari ad ospitare le funzioni sopra citate trovano luogo tra due piani orizzontali che organizzano, sostanzialmente, un “vuoto coperto” piuttosto che una serie dei piccoli edifici impropriamente poggiati sul nuovo sistema di curve di livello: il pavimento di getti arricchiti dagli elementi lapidei fa da base ad una copertura lignea leggera e sottile, appoggiata su esili sostegni metallici, che costituisce la conclusione dello spazio coperto ospitando anche elementi di approvvigionamento energetico. • Al di sotto di quest'ultima, piccoli frammenti di muri in pietra contengono le parti di servizio mentre semplici scatole di cristallo costituiscono la descrizione architettonica degli elementi funzionali e di completamento del progetto. • Il limite dell'area verso la Sala Consiliare è realizzato da una rampa che rimonta linearmente i diversi piani quotati e che si appoggia ad un muro didattico – una sorta di grande murales nella tradizione di quelli esistenti a Villamar ed in altre aree della Sardegna - che descrive la costituzione naturale ed antropica del territorio della bassa Marmilla, illustra la forma urbis di Villamar, sottolinea le sue tecniche edilizie e le tipologie regionali – ladiri, sa lolla eccetera – informa con calchi e disegni, della Necropoli, delle tipologie di sepoltura, delle fasi di scavo e ritrovamento e costituisce antefatto all'osservazione diretta dell'area archeologica. Interventi per il superamento delle barriere architettoniche Tutti gli interventi sono progettati nel rispetto di quanto fissato dalla normativa vigente: legge n. 13/1989, legge n. 104 del 1992 e D.P.R. n. 503/1996 e successive integrazioni e modificazioni, per il miglioramento della percorribilità e fruibilità dell'area Nonostante il ruolo strettamente funzionale che tali strutture assumono nel contesto urbano ed archeologico esse partecipano di fatto all'immagine complessiva del luogo, trasformandone anche parzialmente l'assetto originario. Noi crediamo che oggi sia oramai irrinunciabile l'affrontare e il risolvere il tema della mobilità aperta a tutti all'interno degli spazi pubblici, dall'altro è altrettanto necessario governare tali trasformazioni imponendo la qualità del progetto come principio primo indispensabile alla trasformazione: quindi, distanti da un vano perseguire fatue promesse di integrazioni mimetiche di tali strutture moderne nel contesto storico-monumentale, le tipologie di salita o di attraversamento oltre ad essere strettamente motivate dal rispetto del sito, dal carattere strettamente funzionale, mantengono una loro identità motivata da scelte morfologiche e tecnologiche visibili, identificabili ma intimamente integrate al luogo, alla sua struttura orografica ed alla sua memoria urbana. Inoltre le strutture di attraversamento dei siti archeologici progettate sono state disegnate, nel rispetto dalle dimensioni rigorosamente necessarie all'ottenimento dell'obiettivo funzionale, per offrire o potenziare possibilità di percezione e fruibilità del monumento amplificando l'aspetto didattico implicito nella strutturazione di un sistema di percorrenza all'interno di aree archeologiche. b.2. Percorsi e connessioni con lo spazio urbano Fondamentali, per la complessiva riqualificazione urbana della città di Villamar, saranno i nuovi percorsi progettati e la ridefinizione di quelli esistenti. Percorso di attraversamento dell'area archeologica verso via Vittorio Emanuele L'area della Necropoli Punica, oggi, separa lo spazio pubblico verso via Roma dalla strada che conduce al centro-matrice di Villamar ed alla cattedrale: per tale motivo è stato previsto un percorso pubblico aperto tra la nuova piazza civica e via Vittorio Emanuele, affacciato sull'area archeologica con una recinzione percettivamente permeabile. Questo percorso sarà pavimentato, così come una parte della via Vittorio Emanuele in direzione del centro storico ottenendo un duplice risultato: una continuità di percorrenza tra aree che costituiscono il fondamento urbano della città e il reinserimento della tomba Punica isolata – nel vico Vittorio Emanulele quasi all'incrocio con via Cialdini - all'interno del percorso di visita archeologico legato alle sepolture. Via Roma Un percorso fondamentale sarà quello di via Roma, dove passa il maggiore traffico turistico diretto al sito di Barumini: la presentazione architettonica della piazza civica, unitamente ad un luogo di sosta per gli autobus turistici ed alla possibilità di organizzare eventi sullo spazio pubblico potranno attrarre un flusso che oggi passa senza sostare a Villamar. Connessioni urbane Un altro tipo di connessione tra elementi diversi che connotano l'area urbana sarà ottenuto con l'inserimento di pannelli/totem informativi che descrivono l'oggetto cui sono affiancati ed indicano, su una planimetria della città, la posizione degli altri elementi simili; sarà così possibile organizzare percorrenze diverse legate, per esempio, all'osservazione dei murales, dei monumenti, delle emergenze archeologiche …. Particolarmente suggestivo sarà il percorso che conduce al museo punico: partendo dalla necropoli, lungo il canale coperto che costeggia la via Cadello, dove potranno essere collocati pannelli didascalici e opere degli artisti locali, si percorre il centro storico e, dopo aver visitato la splendida chiesa romanica di San Pietro ed attraversato il quartiere maiorchino, si raggiunge il museo punico realizzato nell’antico monte granitico b.3. Altri spazi urbani limitrofi A completamento del progetto è necessario descrivere un ulteriore elemento di qualificazione della piazza civica, dell'area archeologica e dello spazio urbano nel suo complesso. Lungo la via Roma, proprio di fronte alla Sala Consiliare, è realizzato un edificio residenziale privato che sembra essere abbandonato; tale manufatto, al di là del suo scarso valore estetico, si connota come una palazzina bi-tri familiare tipologicamente avulso dal contesto formato per lo più da edifici a schiera. • La sua demolizione e la conseguente acquisizione del terreno di pertinenza da parte della Pubblica Amministrazione avrebbe un grande significato nell'ambito della riqualificazione dell'area urbana limitrofa alla Necropoli Punica: oltre ad un evidente miglioria architettonica della città tale nuovo spazio potrebbe accogliere alcune funzioni importanti per lo sviluppo di questa parte della città, che non possono essere facilmente compresse entro l'area dell'ex Municipio – nuova piazza civica. • Qui trovano luogo, in continuità architettonica con gli altri padiglioni di servizio dell'area archeologica – coperture leggere, padiglioni di vetro e servizi costruiti entro scatole murarie – il Centro di Informazione Turistica di Villamar, un piccolo spazio bar-ristoro per degustazione di prodotti locali ed un'area di parcheggio per le auto dei turisti e per le persone che fruiscono della Sala Consiliare del Comune di Villamar; • l'estensione del fronte pubblico lungo la via Roma produce inoltre un aumento della dimensione di “affaccio” dello spazio pubblico consentendo una più facile sosta degli autobus turistici e rendendo il luogo – il sistema formato dalla piazza civica e dall'area archeologica – immediatamente percepibile per i flussi di visita lungo la statale. INDICAZIONE DELLE FASI DI INTERVENTO Fase 1 • Interventi di pulizia, sistemazione e conservazione del banco di arenaria; • Azioni di restauro e copertura dei vani ipogei; • Realizzazione dei nuovi sistemi di salita dalla piazza civica all'area archeologica Fase 2 • Realizzazione della piazza civica e dei servizi per l'area archeologica • Completamento degli interventi per la visita della Necropoli: passerella e torre panoramica; • Realizzazione delle pavimentazioni dei percorsi di collegamento con il Centro Matrice; • Restauro e musealizzazione della Tomba isolata (via Cadello); Fase 3 • Acquisizione dell'area privata su via Roma, demolizione della palazzina e realizzazione del centro Servizi Informativi di Villamar.
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    OBIETTIVI DEL CONCORSO Il concorso si propone di intervenire specificamente sull'area archeologica della Necropoli Punica per: 1. conservazione e valorizzazione delle sepolture e del sedime originale; 2. prosecuzione della campagna di scavo; 3. fruizione turistica del sito. Attraverso questa prima azione progettuale si propone di: 1. riconoscimento delle peculiarità dello spazio urbano 2. riorganizzazione delle relazioni tra area archeologica e centro urbano; 3. riqualificazione degli spazi...

    Project details
    • Year 2010
    • Status Competition works
    • Type Restoration of Works of Art
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