Residential Complex 1° prize

Lotto di Progetto all'interno di un Masterplan di Bolles+Wilson Perugia / Italy / 2007

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Il progetto interpreta il piano di recupero di Bolles+Wilson e ricerca, con linguaggio contemporaneo, una relazione con i caratteri architettonici della città, individuando in massività e verticalità gli elementi emergenti del paesaggio perugino. La ricerca della migliore esposizione solare ha suggerito di alternare pareti verticali a pareti inclinate, conferendo dinamicità al complesso, limitando le ombre portate.

Premessa_Il progetto interpreta le linee espresse dal piano di recupero di Bolles+Wilson attraverso una lettura del contesto e più in generale dell'architettura della città, rifiutando un approccio pittoresco o vernacolare. In particolare il progeto allude alle scenografie urbane della città storica esprimendole in un linguaggio contemporaneo che cerca un dialogo con essa.
Il lotto di intervento si configura come nodo tra la città e la nuova urbanizzazione, come testa del nuovo quartiere, ma il ruolo che il progetto gli riconosce, così come per primo il P.A.R., è quello di “luogo di frontiera”, dove può avvenire la contaminazione tipologica tra i blocchi isolati della città consolidata confinanti ad ovest e i corpi liberi nelle forme e incernierati tra loro dei lotti previsti nel P.A.R. più ad est. Per ovviare alla creazione di una cortina invalicabile e fuori scala a livello morfologico si è preferito esaltare la singolarità e la “frammentazione” dei corpi.

Scenografie urbane_In linea con il P.A.R. sono state privilegiate forme libere, lasciando inalterato il numero dei blocchi proposti, ispirandosi alla creazione di visuali e tagli visivi sempre diversi e alla successione di spazi tipica dei centri storici. Nel P.A.R. non si tenta di normare un'improbabile integrazione tra il nuovo e i caratteri tipici di Perugia; questo permette di definire il proprio rapporto con l'intorno in modo più critico e con un dialogo più fecondo tra espressioni contemporanee e preesistenze storiche. Pertanto la Perugia che si interpreta nel nuovo gruppo di edifici non appartiene all'iconografia del vedutismo fotografico, ma bensì all'essenza della città e delle sue architetture spogliate di qualsiasi decoro.

Massività_Il progetto cerca una relazione stretta con i caratteri architettonici e morfologici del contesto, in particolare con le vicine mura della città, individuando nella massività e nella verticalità gli elementi emergenti del paesaggio perugino. Semplici volumi massivi svuotati del necessario con finestre a sviluppo prevalentemente verticale intercalate a penetrazioni scultoree che conferiscono plasticità all'insieme, alleggerendo la stratificazione orizzontale dei piani, avulsa dal linguaggio medievale.

Dinamicità_La ricerca della migliore esposizione solare, indotta dalla disposizione ravvicinata dei blocchi a causa delle dimensioni ridotte e della conformazione orografica del sito, nonché della volumetria edificabile, e il rapporto con gli affacci panoramici sull’intorno, provocheranno i “movimenti di contorsione” delle pareti ventilate dei fabbricati, conferendo dinamicità e fascino al complesso. Queste movimentazioni, permetteranno di limitare le ombre portate sugli edifici e la ricerca della luce naturale anche sui fronti nord, dove i corpi paiono “alzare la testa” per rivolgere lo sguardo al cielo.

Affacci_Relazioni con il contesto_Flessibilità compositiva_Gli affacci saranno differenziati per ricercare la migliore esposizione e per dialogare razionalmente con i diversi linguaggi architettonici presenti; la distinzione sarà sottolineata dal trattamento delle bucature e dal rapporto pieni-vuoti. La scelta compositiva rende possibile la massima flessibilità, poiché anche variando dimensioni e posizione delle bucature non si altera il risultato finale.
a) Affacci nord lato Piazza Monteluce: i prospetti nord degli edifici 1 e 2 saranno inclinati, oltre che per le già richiamate ragioni di esposizione, per consentire dalla piazza la visione suggestiva di un fronte inclinato verso lo spazio pubblico.
b) Affacci ovest: saranno caratterizzati da bucature e logge non debordanti il filo dell'edificio, disposte in modo regolare per richiamare le tipologie ricorrenti dei limitrofi edifici costruiti nel dopoguerra.
c) Affacci sud, corte e copertura: saranno quelli ovviamente più liberi e caratterizzanti; le aperture avranno dimensioni maggiori, e a differenza di quelle sugli esterni avranno strombature che permetteranno, oltre un gradevole effetto di chiaro-scuro, la regolazione della luce naturale all’interno degli ambienti. Le logge si trasformeranno in spettacolari balconi aggettanti delimitati da siepi su tre lati che daranno vita a giardini sospesi a diverse quote, dal piede dell’edificio fino alla copertura, dove verrà disegnato un scenografico giardino pensile, visibile dai punti più alti della città e da piazza Monteluce; esso sarà composto da verde estensivo e siepi mascheranti vani tecnici e elementi impiantistici emergenti in copertura.
d) Affacci est: la relazione si farà più stretta con l’hotel di Bolles+Wilson, dando vita quindi a tagli più marcatamente verticali e alternati come sequenze di pixel.

Sostenibilità_La sostenibilità ambientale sarà la principale chiave di lettura del progetto, dalla sua immagine fino ai suoi contenuti più nascosti. Obiettivo sarà dare forma a fabbricati a basso consumo energetico, puntando a raggiungere un “comfort naturale” attraverso lo sfruttamento dei benefici del clima, dei materiali, delle tecnologie costruttive, della forma e dell'esposizione degli edifici, superando la logica di un impianto di riscaldamento e condizionamento tradizionali. I vantaggi sono numerosi, sia per il bassissimo impatto ambientale, con la riduzione degli elementi inquinanti e il contenimento dei consumi energetici, sia economici, permettendo costi di gestione ridotti ed una ulteriore valorizzazione commerciale del prodotto. Gli edifici, “modellati” dal vento, dalla pioggia e dal sole, perdono la sembianza di “scatola” e assumono forme che ottimizzano le energie disponibili, nella direzione di un'integrazione tra architettura e natura. In particolare l'idea principale è stata quella di dare continuità sugli edifici all'area verde pregiata posta sul fronte sud; la corte interna, in parte condominiale e in parte riservata alle pertinenze dei piani terra, diviene la base di partenza di un giardino a livelli sovrapposti già descritto in precedenza, contribuendo alla creazione di un “microclima protetto”.
Il muro di contenimento di Piazza Monteluce favorisce inoltre la protezione della residenza dai venti freddi dominanti, permettendo di collocare serramenti di una certa dimensione che facciano penetrare più luce possibile anche nei locali disposti a nord.
In particolare le scelte di progetto saranno:
Super Isolamento, serramenti ad alte prestazioni e utilizzo di materiali ad alta densità_I materiali ad alta densità costituiscono una vera risorsa passiva della casa; utilizzati come accumulatori di energia termica (caldo e freddo) assorbono e rilasciano l'energia accumulata con tempi lenti ed adeguati, aumentando l'inerzia termica dei fabbricati, proprio come avviene negli edifici storici. Particolare attenzione sarà posta nell'isolamento degli spigoli degli edifici, nei punti di contatto tra materiali diversi e in corrispondenza delle strombature delle finestre che affacciano sulla corte.
Impianto geotermico_Verrà valutata, con gli specialisti, la possibilità di impiego di un impianto geotermico (in base alla capacità di trasmissione del calore del terreno in sito) che associato ad una pompa di calore e a pannelli solari permetterà il riscaldamento e il raffrescamento degli ambienti con l’utilizzo preferibile di pannelli radianti a pavimento per creare un sistema integrato a bassa temperatura e fornire un maggior benessere termico agli ambienti.
Solare Termico_L’impianto sarà impiegato principalmente per la produzione di acqua calda sanitaria.
Recupero delle acque piovane_Queste verranno raccolte tramite i pluviali in serbatoi dedicati posti in appositi locali tecnici sistemati nei piani interrati; esse potranno essere riutilizzate, dopo essere state filtrate, per l'irrigazione dei giardini e degli spazi condominiali, nonché per le acque grigie sanitarie. Il recupero sarà facilitato dalla presenza del giardino pensile in copertura che rallenterà il deflusso delle acque.
Tetto giardino (verde pensile): sarà installato un pacchetto di vegetazione di tipo estensivo per migliorare le prestazioni di isolamento della copertura.

Materiali_Struttura_Verranno utilizzati, alternativamente, intonaco tinteggiato con i colori delle terre (privilegiando tonalità luminose) e pietra bianca locale a lastre non lucidate proveniente da cave umbre e caratterizzante i principali edifici storici della città. Il loro utilizzo è motivato dalle diverse configurazioni e movimenti di facciata; in particolare la pietra sarà utilizzata per le pareti inclinate maggiormente esposte, mentre l'intonaco occuperà le superfici restanti più estese. Al di là delle ragioni tecnologiche, il concetto architettonico evoca pietre sezionate con differenti piani, a volte con dischi diamantati, altre con abrasivi più scabri. L'effetto sarà molto suggestivo anche per il diverso assorbimento della luce da parte dei materiali. Gli edifici avranno struttura intelaiata in c.a. con pacchetti di solaio di 40 cm ed eventuale inserimento di strutture metalliche per le parti aggettanti. L’inclinazione di porzioni esterne di facciata suggerisce l’utilizzo di pareti ventilate e sistemi prefabbricati per i tamponamenti, perseguendo l’obiettivo di riduzione dei costi attraverso la compressione dei tempi di costruzione in cantiere.

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