OLIVOCARNE Restaurant

La Sardegna raccontata con un linguaggio contemporaneo attraverso riferimenti alla sua economia e cultura tradizionale London / United Kingdom / 2012

12
12 Love 2,144 Visits Published

L’intenzione progettuale, nell’immaginare il nuovo ristorante del brand londinese OLIVO, era quella di raccontare la Sardegna (terra nativa del suo proprietario) attraverso riferimenti iconografici ai capisaldi della sua economia tradizionale (l’artigianato - la tessitura, nella fattispecie – e la pastorizia) e la citazione dell’opera di un artista isolano contemporaneo, Eugenio Tavolara, che molto ha fatto nell’arco della sua vita per la valorizzazione e la salvaguardia della cultura tradizionale sarda. Lungi dal cadere in trite evocazioni di gusto folcloristico, il racconto è stato condotto sul filo di un linguaggio che strizza l’occhio al design contemporaneo, avvalendosi anche della collaborazione di abili artigiani sardi che hanno plasmato un gigantesco bassorilievo d’ispirazione bucolica ed hanno dato vita ad un popolo di contadini, cavalieri, pastori, cinghiali e cacciatori che animano le pareti del ristorante. Su un prospetto su strada di tipo tradizionale (imposto dal Westminster Council, ma reso più attuale dall’attribuzione d’un particolare colore violaceo) si apre l’accesso al locale ed alle sue pertinenze. La parete che originariamente separava lo spazio d’entrata dalla sala da pranzo prospiciente la strada è stata abbattuta e sostituita con un divisorio interamente vetrato resistente al fuoco e privo d’intelaiatura, così da dare maggiore apertura e respiro ad ambienti altrimenti visivamente troppo compressi. Dal disimpegno d’ingresso si accede alle scale che conducono al piano superiore (dove si trova un bar distribuito in due salette ed una piccola terrazza per fumatori), mentre entrando nel ristorante ci si trova immediatamente di fronte ad una composizione in rilievo realizzata in terracotta texturizzata, evocante un gregge di pecore (art work: sorelle Cristina e Stefania Arìu) che fa da sfondo ad una teoria di tavoli bianchi e di sedie in multistrati di rovere curvato, tinto “testa di moro”, ed a ridosso della quale sta una lunga panca sospesa rivestita con un tessuto tradizionale sardo. Contrapposta a questa parete si trova, a destra dell’ingresso, la zona reception, attrezzata con un mobile di servizio (realizzato in rovere, tinto anch’esso nella medesima tonalità delle sedie) ed il terminale operativo elettronico del manager. Procedendo verso l’interno si attraversa una saletta intermedia caratterizzata dall’uso di un colore pastello piuttosto sàturo (caratteristico della cultura decorativa della Sardegna meridionale) e da una seduta continua, sospesa e sottoilluminata, rivestita col tipico tessuto che si utilizzava per confezionare le bisacce nel paese di Samughèo in tempi in cui la provenienza di pastori e cavalieri si arguiva dal tipico disegno tessuto in ciascuno dei loro villaggi. In questa stessa sala cominciano poi a vedersi degli elementi introduttivi a quella superiore, disposta sul retro del locale. Imboccando una scaletta di sette gradini sottoilluminati realizzati in Pietra Serena, si supera un dislivello di circa 140cm per accedere all’ambiente più ampio del ristorante, una sala di belle proporzioni dove trovano posto molti tavoli ed un’importante zona bar. Quest’ultima consiste essenzialmente in un grande banco che costeggia le scale protendendosi verso la saletta inferiore, interamente rivestito in Corian® color tortora, parzialmente inciso con motivi geometrici ripresi dai tappetti tradizionalmente tessuti nel paese di Mògoro. Alle sue spalle due lunghi pensili scatolari, ugualmente realizzati in Corian®, assicurano la capienza necessaria per bottiglie e bicchieri e sono caratterizzati da pannelli scorrevoli orizzontali e verticali, recanti le stesse profonde incisioni del fronte del bar, che possono assumere diverse configurazioni di layout. La sala prospiciente - sovrastata da un ampio lucernario di circa 17mq da cui piove abbondante luce naturale, i cui vetri diffusori sono decorati, per sabbiatura, con i già descritti motivi geometrici - è caratterizzata da un tendaggio in lino di colore blue/viola che copre un’intera parete, dal cui drappeggio emergono quattro specchi ovali dal bordo molato, retroilluminati, che paiono essere sospesi nel vuoto. Le rimanenti due pareti sono interamente ricoperte da lastre, dai giunti invisibili, dello stesso Corian® color tortora che riveste il bar; sulla loro superficie sono state distribuite un gran numero di formelle in rilievo (realizzate in Corian® color caffè) raffiguranti animali, personaggi ed elementi dell’iconografia tradizionale sarda ispirate al lavoro dello scultore, incisore, ceramista, illustratore e designer isolano Eugenio Tavolara (artwork: Mauro Angius). Ad apparente cesùra di queste superfici (che, invece, risvoltano verso la sottostante saletta intermedia, preparando il visitatore alla sorpresa che lo attende pochi gradini più su) è stata usata una lastra trapezoidale di vetro “a giorno”, che assicura protezione da accidentali cadute verso il vuoto della scala ed è completata da un corrimano in acciaio inox spazzolato realizzato su disegno. Il controsoffitto è costituito da una membrana termotesa microforata, così da essere permeabile alle onde sonore, che vanno poi ad infrangersi contro un materassino fonoassorbente disposto nell’intercapedine soprastante. In essa sono integrati tutti gli apparecchi illuminanti incassati, compresi quelli lineari asimmetrici che bagnano di luce le pareti decorate. Un pavimento continuo di colore grigio/viola tiene insieme cromaticamente tutti gli elementi della composizione.

Queto progetto è stato premiato col                                                                                                   "11th Modern Decoration International Media Award" - Shenzhen, Cina, 2013

ed ha ricevuto una                                                                                                                         Nomination al "Restaurant & Bar Design Award" - Londra, UK, 2013

____________________________________________________________________________________________

ENGLISH TEXT

It was my intention, when designing this new venue of the London brand OLIVO, to narrate about Sardinia (its proprietor’s home island) through iconographic references to the main points of its traditional economy (handicrafts - weaving, in this case - and sheep farming) and and the quotation of the works of a Sardinian contemporary artist, Eugenio Tavolara, who remarkably contributed, along his whole lifetime, to bring out and safeguard the traditional culture of that island. Far from wishing to evoke Sardinia through trite images good for “low cost” tourism, my tale has been told with a language which winks at contemporary design, also resorting to the work of some skilled Sardinian artisans who have moulded a huge bas-relief of bucolic inspiration and given life to a crowd of peasants, horsemen, shepherds, wild boars and hunters which animate the restaurant’s walls. The access to the restaurant and its appurtenances opens on the aubergine coloured shopfront. The solid wall which previously divided the entrance from the dining room facing the street has been knocked down and replaced by a full height fire resistant glazed divider, so to give a visual opening and more breath to otherwise too compressed spaces. From the entrance lobby one can access the stairs leading to the upper floor, where is a two rooms bar and a small terrace for smokers, while entering the restaurant one immediately faces a wall cladding in relief - made of texturized and waxed terracotta tiles - evoking a flock of sheeps (artwork by ceramist sisters Stefania and Cristina Arìu) and working as a background for a range of white tables and chairs made of dark brown bent oak plywood. Along such cladding runs a suspended upholstered banquette, covered with a traditional Sardinian fabric. Opposite to such wall, on the right as per the entrance, is the reception area, equipped with a dark brown oak sideboard and the manager’s electronic appliances. Proceeding towards the inner space, one goes through an intermediate dining room marked out by the use of a rather saturated pastel colour (typical of south Sardinia decorative culture) and by an other suspended and under lit upholstered banquette, covered with a black and white wool and cotton fabric used to manufacture pack-saddles typical from the village of Samughéo, in times - now gone by - when horsemen’s provenance was detectable by the pattern of the fabric woven in their home villages. In this same room also appear some introductive elements to the upper dining room located at the rear. Stepping on a short under lit stair made of Pietra Serena, one gets over a difference of level of about 1,40 metres, gaining access to the widest space of the restaurant, a well proportioned dining room with several tables and seats, as well as an important bar area. This last one essentially consists of a wide counter running beside the steps and leaning, with its side elevation, forward the intermediate room below. Such counter is entirely covered with dove grey Corian®, partially carved according to a pattern drawn on from carpets traditionally woven in the Sardinian village of Mògoro. Behind the counter two long box-like shelves, made out of Corian® as well, characterized by horizontal and vertical sliding panels engraved with the same pattern as the counter, provide enough room to store bottles and glasses. The facing dining room – covered by an about 17sqm wide skylight providing copious daylight diffused by glass panels engraved the same way – features a bue/purple linen curtain covering a whole wall, from the drapes of which come out four backlit oval mirrors with grinded edges, looking like they were floating with no supports at all. The remaining two walls are entirely covered with dove grey Corian® panels with totally invisible joints. On their surfaces have been spread hundreds of figurines in relief (made and engraved out of dark brown Corian®) portraying stylized animals, folks and various elements of the traditional Sardinian iconography (artwork by Mauro Angius), inspired by the work of the highly esteemed Sardinian artist - who performed as a sculptor, engraver, ceramist, illustrator and designer between the ‘30es/’60es - Eugenio Tavolara. As an apparent interruption of these decorated surfaces (which, instead, turn down towards the intermediate dining room below, preparing visitors to the surprise they’ll find upstairs) has been installed a full height frameless trapezoidal glazed divider which provides protection against falls on the steps below and is completed by a bespoke brushed stainless steel handrail. The suspended ceiling is a thermo-stretched membrane. It is micro perforated, so to be permeable to sound waves, which, passing through, brake against a sound absorbing compound located in the gap just above it. In such membrane have been integrated all recessed light appliances, including the asymmetrical linear ones, providing washing light for all decorated walls. A gray/purple continuous floor chromatically links together all features of this interior

This project has received the                                                                                                                 "11th Modern Decoration International Media Award" - Shenzhen, China, 2013

and a                                                                                                                                                       Nomination at the "Restaurant & Bar Design Award" - London, UK, 2013


12 users love this project
Comments
    comment
    Enlarge image

    L’intenzione progettuale, nell’immaginare il nuovo ristorante del brand londinese OLIVO, era quella di raccontare la Sardegna (terra nativa del suo proprietario) attraverso riferimenti iconografici ai capisaldi della sua economia tradizionale (l’artigianato - la tessitura, nella fattispecie – e la pastorizia) e la citazione dell’opera di un artista isolano contemporaneo, Eugenio Tavolara, che molto ha fatto nell’arco della sua vita per la valorizzazione e la salvaguardia della cultura...

    Project details
    • Year 2012
    • Work started in 2011
    • Work finished in 2012
    • Client OLIVO Restaurants & Shops
    • Contractor PETER JUSKO - PAM Victoria, London, UK - www.pamvictoria.com
    • Status Completed works
    • Type Restaurants
    Archilovers On Instagram
    Lovers 12 users