Nuova sede della Croce Rossa Italiana a Pesaro

2° classificato Pesaro / Italy / 2007

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Un manto continuo copre e rigenera ciò che è stato sottratto all’ambiente di tutti: a quello dell’utente direttamente coinvolto come a quello dell’utente sporadico o superficialmente disinteressato. Il verde diventa generatore del progetto stesso. Ma anche strumento “tecnologico” al servizio del soddisfacimento delle normative tecniche (contenimento consumi, isolamento termico, diminuzione delle dispersioni termiche, benessere idrometrico, maggiori standards) ed elemento formale capace di costruire un ambiente, inteso come generatore e contenitore vita quotidiana. La copertura dunque, dolce movimento del terreno, restituisce quello che si è tolto: la superficie è nuovamente terreno completamente riutilizzabile. Passeggiate, relax, svago, divertimento. Ma anche organizzazione di eventi (presentazioni, ricevimenti, piccoli spettacoli) in spazi dedicati all’aperto (gradonata per spettatori e piccolo palco) in zone assolutamente sicure e totalmente protette, fruibili da chiunque.
All’interno, lo spazio è organizzato su due livelli. Quello terra, diviso su due fronti, ma collegato tramite spazi connettivi e di relax visivo, ospita tutte le funzioni con interfaccia pubblica (laboratori, ambulatori, cucine, spazi d’attesa, spazi per la cultura e ricreativi, sale ristoro, assistenza e indigenti oltre a magazzini e servizi). Sulla viabilità carrabile posteriore si affacciano gli spazi operativi (hangar ambulanze e mezzi protezione civile, officina e lavaggio, magazzini operativi per aiuti umanitari e vestiario, oltre a locali tecnici ed impianti), collegati ai primi da spazi aperti e calmi, le due “oasi”, e connettivi interni. I luoghi di carico e scarico sono generati dalla contrazione e curvatura dei volumi degli hangars e coperti dal prolungamento della copertura. Anche per tali funzioni, non brevi, è stata adottata una soluzione idonea, che garantisse la massima flessibilità operativa.
Al primo livello, sono invece ospitati gli spazi di relazione “privati”, le funzioni richieste dalle sei componenti volontaristiche, ciascuna con propri uffici, aule formazione, servizi e spogliatoi, oltre a spazi connettivi e di relax (nel caso di contemporaneo utilizzo di alcune aule, il flusso di perone è notevole e va compensato in ambienti idonei). I collegamenti con il piano terra sono affidati a due ascensori ed a due scale, immediatamente visibili e raggiungibili dagli ingressi (principale e dedicato). Tali locali al primo livello si affacciano tutti sulle vaste corti interni (oasi) e sono suddivisi mediate setti murari e pareti attrezzate o vetrate in modo da dare luminosità anche al connettivo.

Il progetto vede perciò nel soddisfacimento di tutte le esigenze espresse dall’ente un punto di partenza, una condizione incontrovertibilmente necessaria per lo sviluppo del programma. Al contempo però, i presupposti d’intervento, sono arricchiti anche dalla consapevolezza della necessità di uno sguardo più vasto. Dal bisogno del bello, della poesia, della serenità e della salvaguardia dell’ambiente. L’edificio, inteso in senso generale come spazio multiforme per funzioni e accadimenti differenti, è annullato nel paesaggio. La percezione, di raffinata rarefazione, che se ne ha è di un movimento favorevole del terreno: al riparo del quale, società di volontari del soccorso trovano la base ideale per la propria e altrui organizzazione secondo flussi differenziati ma intersecantesi in punti nodali particolari. Un sistema aperto con punti focali di riferimento ben visibili e di immediata fruibilità. Tutte le funzioni risolte, tutte le normative rispettate, tutti gli aspetti tecnico-economici soddisfatti: ora è il momento di far scendere in campo l’altrui e la poesia.

Impianto riscaldamento/raffrescamento
L’impianto è ti tipo geotermico (nella variante geocooling): si utilizza l’inerzia termica del terreno per ammortizzare le variazioni giornaliere della temperatura dell’aria e avere una temperatura di ventilazione che resti stabile durante la giornata. In generale queste condizioni si ottengono a partire già da una profondità di scavo di 0,5 m. Per delle profondità maggiori, nell’ordine di 2 fino a 3 m, così come una distanza idonea tra i tubi, si può ugualmente beneficiare di un relativo ammortizzamento dell’oscillazione meteorologica stagionale, che può essere anche utile in inverno per il preriscaldamento dell’aria.
Il trattamento dell’aria avviene mediante sonde orizzontali in particolari porzioni del terreno in modo da non avere intersezioni con le parti a verde e gli apparati radicali, o sonde di tipo verticale in corrispondenza dei due cortili interni (è possibile sfruttare anche eventuali pali di fondazione, detti pali energetici, come sonde verticali); tali sonde non necessitano di particolare manutenzione (nulla per quelle verticali). L’intero sistema è poi accoppiato ad un recupero di calore sull’aria viziata interna.
Il riscaldamento avviene perciò sfruttando la massa termica del suolo, estraendo calore e per poi irraggiarlo mediante sistemi a pavimento a bassa temperatura. Il raffrescamento avviene in maniera analoga, sfruttando le differenze di temperatura del suolo, “iniettando” in esso il calore sottratto all’edificio e recuperando aria a temperatura più bassa, da distribuire poi all’interno dell’edificio stesso. Il raffrescamento mediante geotermia è vantaggioso rispetto ai normali sistemi di climatizzazione, ed incrementa il vantaggio se la medesima installazione provvede anche al riscaldamento (in tal caso infatti il raffrescamento è pressoché gratuito). E’ quindi un sistema di recupero del calore pulito ed ecologico, utilizzabile anche in presenza di falda freatica in quanto il sistema non prevede scambi fisici ma solo cessione o recupero di calore tra due parti. In più i costi di gestione per riscaldamento e raffreddamento geotermico sono nettamente più vantaggiosi. Soprattutto il funzionamento a raffreddamento diretto (freecooling) è molto meno dispendioso rispetto ad un impianto refrigerante con macchine del freddo, e l’assenza di sostanze dannose per l’aria ed il clima può essere visto come un vantaggio economico e soprattutto “sociale”.
L’impianto può essere integrato da impianti solari-termici per i normali usi sanitari ed igienici (produzione acqua calda), disposti lungo i bordi sud-ovest e sud-est della copertura continua (circa 220 metri lineari sfruttabili, per un totale di oltre 400 mq a disposizione e senza ombreggiamenti).

Conclusioni
il progetto si configura nella coerenza di segno e si caratterizza nella continuità delle superfici e nell’equilibrio tra segno e paesaggio. In effetti è il paesaggio stesso che sembra guidare la realizzazione e al progettista è demandato il ruolo di controllo coerente di tutte le componenti, non ultima quella formale. Le grandi vetrate del fronte principale, l’atrio con il primo livello arretrato, le serigrafie su vetro che dosano opacità e trasparenza con continuità (coerenza), i gusci interni e le oasi di relax visivo sono tutte frutto del segno principale, della grande copertura a verde e della continuità formale tra paesaggio e architettura.

La proposta progettuale appare perciò organica nella sua stesura quanto originale sia nel contesto locale e regionale, quanto (per collegamento con i valori che l’ente trasmette) in ambito più vasto. Sotto il profilo architettonico e paesaggistico, nella sua capacità di mediazione tra edificio e paesaggio, tra locale e universale, risulta quindi originale senza entrare in contrasto con alcun elemento formale, identitario o semplicemente prevalente in zona. E’ inoltre priva di gesti gratuiti o massivi, non facendo prevalere altra ragione se non quella universale del rispetto e dell’integrazione, astenendosi quasi dal dibattito architettonico, dichiarando l’evanescenza della sua presenza pur rimanendo fortemente caratterizzata.
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