Presidio Ospedaliero “Michele Sarcone”

Riqualificazione spazio-funzionale Terlizzi / Italy / 2007

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progettazione e direzione lavori Studio Tecnico Associato Gaetano e Marcello Di Marzo Ingegneri Ingegneria & Servizi S.r.l. - ing. Alfonso Rossignoli consulenza strutture in acciaio SGM ingegneria snc - ing. Giuseppe Gorgoglione coordinatore sicurezza in fase di esecuzione Giovanni dell'Aquila Il Presidio Ospedaliero di Terlizzi “M. Sarcone” , costruito nei primi anni ’70, è costituito da tre corpi di fabbrica: - corpo “A” corpo alto con sette livelli di piano (dal piano seminterrato al piano quinto) - corpo “B” corpo basso con quattro livelli di piano (dal seminterrato al secondo) - corpo “C” corpo centrale interposto tra i due precedenti e costituito da sette livelli di piano a cui si aggiunge, in adiacenza del corpo “A”, l’originaria struttura ottocentesca, ad un unico livello fuori terra, attualmente sede degli uffici amministrativi. Nell’ambito dei lavori di riqualificazione e messa a norma del presidio, lavori che interessano i piani 1°, 2° e 3° del corpo “A” e “C” nonché il piano 1° del corpo “B”, è stata redatta una “perizia suppletiva e di variante” finalizzata a dare risposte architettoniche e funzionali al nuovo “Assetto strutturale e organizzativo di base per il governo gestionale, clinico e assistenziale della nuova AUSL BA/2” definito dalla neocostituenda AUSL BA/2 e approvati dalla Regione Puglia nel maggio 2006. Detto nuovo assetto prevede: • nel Corpo “A” al 1° piano, la “Medicina Generale”, uomini e donne; • al 2° piano, la “Chirurgia Generale”, uomini e donne; • al 3° piano la “Ginecologia e Ostetricia”; • nel Corpo “B” al 1° piano la “Pneumologia”, uomini e donne; • nel Corpo “C” al 1° piano l’ “Area Critica” • al 2° piano “Blocco Operatorio” • al 3° piano il “Blocco Parto”. In funzione di dette nuove esigenze dell’Azienda, è stato ripensato l’intero assetto distributivo e funzionale della struttura individuando, come logica operativa, la “trasformazione” del corpo centrale “C” come “torre delle emergenze” che vede in sequenza verticale: • il pronto soccorso al piano rialzato • l’area critica al 1° piano • il nuovo blocco operatorio al 2° piano • il blocco parto al 3° piano • il blocco operatorio al 4° piano • la neonatologia al 5° piano Questa soluzione della “torre delle emergenze”, che attraverso il proprio montalettighe consente di portare il paziente in arrivo al pronto soccorso direttamente all’area operativa necessaria, viene corredata dalla “realizzazione”, ai singoli piani del corpo “A”, delle relative degenze di pertinenza delle varie aree operative. Il corpo “B”, i cui piani inferiori sono destinati alle attività ambulatoriali di analisi e diagnostica, viene caratterizzato, al primo e secondo piano, rispettivamente dal nuovo reparto di “Pneumologia” e da quello esistente di “Cardiologia e UTIC”. Altre aspetto importante a cui si è voluto dare adeguata risposta funzionale è quello relativo ai “collegamenti diretti” tra le varie degenze e le relative aree operative. Trattasi di un duplice problema perché tra il corpo “A” e il corpo “C”, fisicamente tra loro già collegati, vi era però un unico connettivo ad uso sia del “pubblico” che del “personale medico e paramedico”; il collegamento delle due degenze al 1° e 2° piano del corpo “B”, con i relativi piani del corpo “C”, risultava essere inesistente poiché a detti livelli i due corpi erano tra loro “fisicamente” separati. La soluzione architettonica, ideata e realizzata, è stata quella di aggregare agli edifici esistenti nuove passerelle esterne di connessione che consentono, nel primo caso di creare un collegamento autonomo tra degenza e area operativa ad uso esclusivo del personale e degli stessi pazienti; nel secondo caso un collegamento diretto tra il 1° e 2° piano del corpo “B” e le aree operative site allo stesso livello. La soluzione tecnologica adottata per i nuovi collegamenti esterni ha previsto la realizzazione di: • una struttura portante in acciaio, aggregata all’intelaiatura in c.a. esistente; • una “chiusura verticale esterna”, realizzata con una struttura a “facciata continua”, tamponata da vetrature, fisse e apribili, e da pannellature opache e coibentate, cromaticamente caratterizzate da un colore che evidenzia la nuova struttura rispetto a quella esistente. Per quanto concerne la progettazione dei reparti, ove molteplici sono i requisiti normativi da soddisfare (aspetti funzionali, igienici, antincendio, ecc.), si è posta particolare attenzione alle scelte cromatiche. Ogni colore adottato, difatti, per pareti, soffitti, porte, pavimenti, è stato studiato in funzione delle teorie di cromoterapia che prevedono l’uso di determinati colori in funzione delle destinazioni d’uso dei vari ambienti e delle patologie di cui sono affetti i pazienti ospitati in ciascun reparto.
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    progettazione e direzione lavori Studio Tecnico Associato Gaetano e Marcello Di Marzo Ingegneri Ingegneria & Servizi S.r.l. - ing. Alfonso Rossignoli consulenza strutture in acciaio SGM ingegneria snc - ing. Giuseppe Gorgoglione coordinatore sicurezza in fase di esecuzione Giovanni dell'Aquila Il Presidio Ospedaliero di Terlizzi “M. Sarcone” , costruito nei primi anni ’70, è costituito da tre corpi di fabbrica: - corpo “A” corpo alto con sette livelli di piano (dal piano seminterrato al...

    Project details
    • Year 2007
    • Work started in 2006
    • Work finished in 2007
    • Client A.S.L. Bari
    • Status Completed works
    • Type Hospitals, private clinics
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