Strutture balneari a Ostia (Roma)

Rome / Italy / 2004

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I quattro progetti degli arenili hanno conformazioni diverse, ma costituiscono quattro variazioni morfologiche e conformative su un unico tema. In generale il criterio è stato di non creare schermi visivi verso il lungomare, di realizzare una tettoia per l’ombra al di sopra di una piastra di distribuzione ai servizi (chiosco, spogliatoio, bagni, docce) parallela al lungomare ed una tettoia più o meno ortogonale alla prima a diversa quota, che si slancia verso il mare.
In particolare la struttura di fronte alla ex colonia Vittorio Emanuele ha una forma di “pettine”, con una tettoia disposta sull’area pavimentata di sosta e distribuzione ai servizi, parallela al lungomare, e dei volumi e percorsi secondari che si diramano dalla stessa: un volume spogliatoio-bagni, il chiosco bar, con una forma di poliedro con superfici a diversa inclinazione, ed un percorso ortogonale all’area di sosta, che si dirige verso il mare, ricoperto da una seconda tettoia inclinata.
I temi figurativi sono quelli del mare: il chiosco bar ha le sembianza di una barca, rivestito in dogato di legno e con parti apribili costituite da pannelli brise soleil, che lo richiudono per intero o si aprono orizzontalmente; le tettoie non sono completamente chiuse da pannelli superiori, ma hanno frequenti grigliati che filtrano la luce, creando quell’atmosfera di penombre e tagli forti di luce, tipica dei luoghi di mare; il dogato di legno ha una tessitura rigorosamente orizzontale su tutti i volumi chiusi; il tavolato a pavimento ricorda le passerelle ed i pontili delle navi.
Molto simile al primo progetto descritto (area fronte ex Colonia Vittorio Emanuele, che è il primo progetto ultimato e al quale si riferiscono la maggior parte delle foto), nell’impostazione planimetrica generale è il progetto relativo all’area di fronte al Largo dei Canotti, caratterizzato anch’esso da un disegno a pettine con una sola tettoia longitudinale, alla quale si annettono i volumi secondari degli spogliatoi e dei bagni, senza però la tettoia trasversale, che va verso mare.
Il progetto relativo all’area demaniale del Lungomare A. Vespucci, invece, che è caratterizzato da una spiaggia molto profonda, ha una piattaforma in legno di accesso all’area di dimensioni più piccole rispetto ad una lunghissima piastra longitudinale, che va verso il mare, coperta da una tettoia inclinata e protetta con uno schermo in grigliato di legno, disposto a protezione del vento di Libeccio, ma con aperture che consentono permeabilità visiva, a creare al centro della spiaggia un’area calma di sosta.
Il progetto dell’area del Lungomare Duca degli Abruzzi, che è caratterizzata, invece, da una spiaggia strettissima ingoiata dal mare nell’inverno, disposta per altro ad una quota ben inferiore rispetto al marciapiede, ha uno sviluppo del piano attrezzato coperto con tettoia, parallelo alla strada, con una sagoma allungata a forma di onda, una rampa di discesa e le strutture di servizio adiacenti al muro di delimitazione.
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    I quattro progetti degli arenili hanno conformazioni diverse, ma costituiscono quattro variazioni morfologiche e conformative su un unico tema. In generale il criterio è stato di non creare schermi visivi verso il lungomare, di realizzare una tettoia per l’ombra al di sopra di una piastra di distribuzione ai servizi (chiosco, spogliatoio, bagni, docce) parallela al lungomare ed una tettoia più o meno ortogonale alla prima a diversa quota, che si slancia verso il mare. In particolare la...

    Project details
    • Year 2004
    • Work started in 2003
    • Work finished in 2004
    • Client Comune di Roma
    • Status Completed works
    • Type Waterfront
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