MilanoFiori 2000 - Edificio U13

Assago / Italy / 2007

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Obiettivo del progetto per l’edificio U13 è di concepire e costruire spazi adeguati e funzionalmente corretti, per le esigenze di attività imprenditoriali e professionali registrate sulle attuali frequenze di flessibilità e di mobilità continua.

La ricerca delle soluzioni che più si adattano a questo scopo, si è dotata di quattro concetti operativi, dai quali derivano in maniera diretta le scelte progettuali adottate: variabilità, complessità, ibridazione, rinaturalizzazione.
VARIABILITÀ. É intesa come un’opportunità di modulare la ripartizione e la comunicazione tra i livelli, aumentando il ventaglio dell’offerta sul mercato.
COMPLESSITÀ. É l’idea di una distribuzione abitativa che si colloca agli antipodi della consueta standardizzazione degli spazi.

IBRIDAZIONE. É la funzione che interconnette tipologie differenti di spazio, mediante l’assottigliarsi delle opposizioni predefinite: abitazione/ufficio, luogo pubblico/luogo privato, interno/esterno, opaco/ trasparente.
RINATURALIZZAZIONE. É l’esigenza di una relazione costante con la natura, che si è voluto rendere sempre presente nel campo visivo, integrata agli spazi abitativi grazie all’accesso diretto e confortevole al verde.

Il target a cui U13 si rivolge, è quello delle attività terziarizzate poco inclini ad occupare ambienti rigidi: una classe di creativi, di professionisti che respinge gli spazi omogenei, che si riconosce nella fluidità di strutture aperte, non-definite, gestibili con grande libertà e capaci di rispondere alle esigenze meno convenzionali.

La coordinazione e la disposizione degli spazi di U13 è stata concepita per interpretare al meglio gli input rilasciati da un sistema economico complesso, che sempre più richiede modalità di progetto e di produzione in progress. Il progetto si fonda così sulla definizione innanzi tutto dei vuoti interni quali spazi con una forte connotazione qualitativa: corti, antri, cavità, meandri; da questi si generano a loro volta i luoghi di permanenza e lavoro, in un indissolubile gioco tra dentro e fuori, chiuso e aperto.

U13 è un edificio costruito su sette livelli, ai quali si aggiungono il livello parking al piano interrato e il tetto giardino.

La disposizione dei livelli, che hanno differenti altezze dei soffitti, dà la possibilità di guadagnare superficie acquisendo l’accesso ai piani superiori o inferiori: l’idea è quella di accrescere la qualità e l’abitabilità degli spazi puntando su ampliamenti verticali anziché orizzontali. l primi piani godono della possibilità di essere collegati al piano terra con una sorta di “jardin particulier” riparati dall’intorno. I piani dal terzo al sesto propongono moduli alternati in altezza (4,40-2,80- 4,40-2,80): collocando in sequenza ripetuta sempre un piano di altezza maggiore con uno di altezza minore.
Il settimo e ultimo piano ricava un surplus qualitativo grazie alla possibilità di un accesso privilegiato al “roof garden”, collocato sul tetto dell’edificio.

Il “roof garden” costituisce un plus fondamentale di U13, e viene pensato come giardino pensile, vivibile e accogliente nelle belle giornate. La vegetazione si integra alla struttura dell’edificio penetrando dal tetto al piano inferiore attraverso dei piani inclinati piantumati. Al di sopra del giardino si trova un reticolato in cemento armato che forma una membrana cellulare di protezione generata dalla struttura dei pilastri sottostanti. L’immagine è quella di un organismo capace di deformarsi e di allargarsi per captare la maggiore quantità di luce solare. Le celle di questa membrana non danno una copertura uniforme, poiché vi si alternano due tipologie. Una tipologia aperta, integralmente permeabile all’aria e alla luce, e che permette alle piantumazioni di crescere liberamente in altezza. Una tipologia a cellule fotovoltaiche, con la quale si fornisce l’autonomia energetica all’edificio. In ossequio all’idea di flessibilità dell’intera struttura, la distribuzione delle differenti tipologie epiteliali può essere variata in base alle necessità future.
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