Concorso di progettazione Centro Culturale Integrato

Modena / Italy / 2007

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Il Centro Culturale Città Alessandrina, che chiameremo con l'acronimo CCCA, si inserisce in un paesaggio urbano decisamente caratterizzato, in cui la forza delle emergenze architettoniche e storico-archeologiche e gli elementi di contesto dell'ambiente costruito hanno prospettato riflessioni ed influenze sulle scelte progettuali che di seguito si illustrano.

Prima fra tutte la volontà di restituire un architettura dal linguaggio evocativo che esprima valori permanenti e collettivi ai quali la città partecipa e dei quali è partecipe rinunciando a divenire un edificio-icona.
Il nuovo Centro pertanto si propone come un emergenza visibile e riconoscibile di forte rappresentatività ma dal calibrato inserimento.

La creazione del disegno architettonico nasce dall'interazione di due linee convergenti: una tracciata secondo un asse che si dispone parallelamente all'abitato cittadino ed all'assetto planimetrico della limitrofa scuola T.Gullace e che culmina verso le preesistenze storico-archeologiche, l'altra, orientata frontalmente al Parco Alessandrino ed all'emergenza architettonica della Chiesa di Richard Meier.

La sintesi di tale visione si materializza in un una serie di volumi a geometria semplice e di forte immagine che si inseriscono nel contesto generando percezioni contrassegnate da un gioco di incastri tra architettura e paesaggio, in cui si possono facilmente leggere ed individuare logica e poetica dell'intero progetto.
Strutturato su un'asse orizzontale con disposizione nord-sud a intersecare il terreno nel punto di naturale pendenza, l'edificio diviene segno ordinatore di un riassetto alla scala territoriale che prevede massima attenzione alla creazione di un sistema di spazi ed ambiti dedicati esclusivamente ai transiti pedonali e ciclo-pedonali tra loro collegati: dalla Passeggiata archeologica e dalla Piazza dell'acquedotto alessandrino fino al Parco alessandrino tramite la pista ciclo pedonale e gli spazi pubblici attrezzati e multidisciplinari del nuovo CCCA che fungerà da trait-d-union.
Tali scelte si riflettono nell'articolazione dei due fronti principali dell'edificio.
Articolato su due livelli e caratterizzato da un prospetto unitario che nasconde le partizioni funzionali interne, il fronte che si relazione con i flussi pedonali ed i transiti ciclo-pedonali (ma anche con l'adiacente e confinante scuola T. Gullace) diviene segno puro che enfatizza il punto di accesso alla nuova struttura e invita la prosecuzione del passeggio fino al Parco seguendo la ritmata scansione del portico.
Diversamente, l'altro fronte, articolato su tre livelli fuoriterra affacciati, in parte sul tessuto generalizzato della città ed in parte su una sorta di spazio ipogeo, appare più articolato in quanto espressione di diverse e diversificate funzioni, culturali ed aggregative, sportive e ricreative, legate dalla presenza costante dell'acqua che corre tangente a tutto il fronte e che provenendo ipoteticamente dall'originario acquedotto, diviene prima specchio, poi cascata, via d'acqua in movimento e infine vasca di raccolta.

Entrambi i prospetti appaiono composti da calibrate suddivisioni geometriche operate sulla superficie di parete in un rimando di pieni e vuoti i cui rapporti divengono i principali elementi caratterizzanti. Volumi semplici e compatti scomposti da ampie vetrate arricchiti dalla presenza di elementi costruttivi che divengono citazioni ed allusioni alle tradizioni costruttive e monumentali delle vicine antichità.
La coniugazione tra aspetti formali ed aspetti strutturali ha portato alla definizione di soluzioni creative nella concezione spaziale dell'edificio la cui costruzione, formata prevalentemente da un unico materiale, che è al tempo stesso scheletro e forma finale, è arricchita dalla sola presenza di profili formati come pilastri o come arcate, pensate in acciaio corten che si affiancano alla scatola muraria e divengono parte integrante della composizione architettonica ripetuti in plastica scansione nel portico a piano terra o orditi in sequenza nella maglia posta a protezione della piscina coperta.



Il CCCA si spiega su un totale di quattro livelli, considerando il seguente programma:
- un primo livello sotterraneo conterrà un parcheggio pubblico da 1200 mq. con accesso da Via dei Meli;
- un secondo livello, parte seminterrato, ospiterà la biblioteca con le funzioni ad essa strettamente annesse organizzate in spazi di consultazione e ricerca, di lettura e meditazione, oltre che una parte dei servizi wellness. Piscina coperta e centro per la fisioterapia sono funzionalmente separati dagli spazi culturali adiacenti ma direttamente connessi tramite collegamenti verticali alla palestra allestita al piano superiore. I servizi welness del piano seminterrato e quelli fitness del piano terra saranno accessibili da un apposito ingresso dedicato allo scopo di permetterne la fruizione anche negli orari di chiusura del Centro. Le attività organizzate a questo livello potranno godere di spazi esterni. Le sale di lettura e meditazione moltiplicano i loro spazi all'aperto dove un sistema di sedute gradonate e terrazzamenti giardino che culminano con l'esistente canneto ne consentirà la fruizione come luogo di contemplazione e relax all'aperto. Parimenti, nelle immediate adiacenze della piscina coperta sono previsti scenari di verde sportivo attrezzato per attività aerobiche open-air;
- il livello intermedio corrisponde al piano terra, punto di accessibilità principale al Centro il cui ingresso altro non è che il proseguimento degli spazi pedonali antistanti l'edificio così da formare un continuum spaziale in cui, il taglio d'ombra creato dallo sbalzo del volume costruito superiore che fuoriesce crea la percezione di una piazza coperta, di una hall di relazioni aperta e permeabile al contesto limitrofo. Da qui il visitatore può accedere all'auditorium, così come spostarsi agli altri livelli per raggiungere la biblioteca, la caffetteria, il centro per l'orientamento. L'auditorium organizzato al presente piano con accesso dalla hall principale, pensato come un ampio volume illuminato da spettacolari lucernari che tagliano la copertura e permettono ingressi di luce naturale di diverse intensità ed inclinazioni, è fortemente caratterizzato dalla totale smaterializzazione della parete di fondo che, quasi come un boccascena aperto sulla città, dialoga con i resti dell'acquedotto romano;
- al quarto ed ultimo livello, troviamo la caffetteria-mediateca aperta su un ampio foyer che la collega ad uno spettacolare auditorium all'aperto organizzato sulla copertura del volume adiacente e ad una terrazza con vista panoramica sul parco e sulla città.

A completamento del riassetto dell'area, oltre a quanto già descritto, si ipotizza una ricucitura paesaggistica da realizzare con la messa a dimora di una piccola cintura di verde tra il nuovo centro, la scuola T. Gullace ed il margine sud del Parco alessandrino, mentre si conferma la già prevista ipotesi di realizzare un parcheggio a raso all'estremità sud del lotto, con accesso preferenziale da Via degli Olmi.
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    Project details
    • Year 2007
    • Client Comune di Roma
    • Status Competition works
    • Type Multi-purpose Cultural Centres
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