Grand Théâtre de Provence

Nuovo teatro lirico di Aix-en-Provence Aix-en-Provence / France / 2007

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La storia del nostro rapporto con Aix-en-Provence è quella di un lungo amore spesso deluso. La prima volta che ho visitato Aix-en-Provence è stato in occasione del congresso dei Comités Internationaux de l’Architecture Moderne del 1953 una visita emozionante per la combinazione tra la presenza dei grandi architetti della modernità e quella della città antica con la sua bellissima addizione seicentesca al di là del celeberrimo Cours Mirabeau.
Poi nel 1989 abbiamo partecipato (e perduto) al concorso per l’area di ampliamento del centro storico (chiamata Sextius-Mirabeau)vinto dal gruppo di Oriol Bohigas. Il nostro progetto era fondato sul raddoppio del celebre “cours” al di là della rotonda intitolata a De Gaulle come asse del nuovo insediamento.
Alcuni anni più tardi, nel 1997, siamo stati invitati a progettare e costruire, nell’ambito del progetto Bohigas, un isolato di case popolari che sono state condotte a termine nel 2000. Nello stesso anno 1997 abbiamo anche proposto una sistemazione per il “Cours Mirabeau”.
Nel 2003 siamo stati scelti come vincitori tra i cinque partecipanti al concorso per il nuovo teatro lirico e di concerti della città divenuta famosa per il suo festival di musica e teatro.
Qui la nostra attenzione si è concentrata sulle condizioni offerte dalla nuova sistemazione di questa parte della città. Si tratta di un vasto spazio caratterizzato da una forte differenza di quota, conseguenza della copertura della ferrovia che passa a lato, dall’ampia sistemazione a verde inclinato sul lato opposto, dalla rotonda automobilistica (ingresso importante alla città) e dalla presenza di nuovi edifici fra loro assai distanti. Un grande vuoto quindi con un carattere di paesaggio vasto e artificializzato, non risolvibile a nostro avviso con la presenza di un ulteriore elemento architettonico isolato.
La nostra risposta architettonica si è così collocata all’incrocio tra una strategia per il disegno del grande spazio pubblico aperto e le occasioni esterne ed interne che esso può offrire ad un’attività musicale e teatrale tra le più importanti d’Europa, con una tradizione di più di mezzo secolo.

La proposta progettuale consiste proprio nel trasformare il complesso del teatro e dei suoi servizi in una sistemazione del terreno con una percorribilità totale delle coperture dei volumi sovrapposti che permette la costituzione di una serie di luoghi pubblici urbani a diversi livelli, teatralmente abitabili e diversificati.

L’insieme dei volumi utilizza la differenza di quota tra il piano della rotonda (173), quello della copertura ferroviaria (186) e quello del punto di convergenza del viale pedonale che conduce verso la place De Gaulle ed il cours Mirabeau e più da lontano guarda alla figura del Mont St Victoire, celebre soggetto cezanniano, di cui le masse del nuovo teatro diventano una sorta di metafora urbana.
Questo principio è sottolineato dall’unità del materiale di rivestimento in pietra dal suo trattamento superficiale a forte spacco con diversi orientamenti dei rivestimenti, evidente allegoria degli strati geologici di una grande massa, coronata dagli alberi sulla terrazza più alta che ne sottolineano l’abitabilità.
La torsione dei volumi curvi cerca il raccordo con la complessità dell’impianto viario e nello stesso tempo sottolinea l’eccezionalità dell’attrezzatura pubblica e della sua connessione con la città.

Sull’asse percettivo ed ideale che ricongiunge il luogo con la città storica è orientato il volume del teatro, asse sottolineato dal sistema diretto verso il centro antico delle due rampe dialetticamente rettilinee che permettono di muovere tra i piani dell’insieme volumetrico a sua volta raccordato all’atrio del teatro dalla piazza circolare di ingresso dalla città.
Posta a riparo dal vento e protetta dal rumore con la possibilità di chiusura con grandi porte metalliche dei vani di accesso, dotata di un vano attrezzabile a palcoscenico e connettibile con l’interno dell’atrio del teatro, questo spazio di 700 mq si propone come un secondo teatro all’aperto, che è anche possibile coprire in modo temporaneo con un sistema di tende in teflon.
Ma noi pensiamo che tutto l’insieme delle coperture-terrazze formi un possibile sistema di luoghi teatrali e musicali praticabili per eventi speciali nella direzione di una possibile interpretazione dello spettacolo contemporaneo.
L’atrio del teatro è costituito da episodi spaziali diversamente caratterizzati e collocati ad un livello intermedio tra platea e gallerie della sala.

Come quasi sempre ormai capita nei nostri anni, una sala deve poter offrire un ambiente adeguato non solo sul piano acustico ma anche su quello dell’immagine ad una vasta e diversificata estensione di eventi teatrali e musicali, da quelli contemporanei alle musiche antiche, dagli spettacoli lirici e sinfonici per grande orchestra alla musica del XVIII secolo. Questo presenta una particolare difficoltà nei confronti anche di diverse tradizioni: dallo spazio del teatro a palchi della tradizione italiana a quello tedesco o alle soluzioni miste francesi dell’inizio del XX secolo sino ai problemi posti dallo spazio totale della musica elettronica e dello spettacolo contemporaneo.

Senso di appartenenza e capacità di accoglienza della comunità degli spettatori devono mescolarsi. Così crediamo sia importante l’unità del materiale ligneo interno che abbiamo proposto, l’abitabilità delle pareti come con una serie di strette gallerie, la curvatura continua dello spazio interno; nel rispetto della buona visibilità e della concentrazione nell’ascolto.
Una particolare attenzione è stata rivolta al complesso sistema dei servizi di scena e di funzionamento del teatro, che nella loro distribuzione hanno costituito l’ossatura della forte massa unitaria dell’insieme.
A fondamento della nostra proposta resta la tensione verso l’idea di spazio aperto abitabile assai prima di un edificio, capace di dare un senso nuovo all’insieme di questo paesaggio artificiale, vero centro della nuova espansione di Aix-en-Provence.
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