DILUIRE MONDELLO

Progetto vincitore del concorso Mondello / Italy / 2007

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Capogruppo:
arch. Giuseppe Marsala

Progettisti:
Archh.: Francesca Arici, Fernanda Brancatelli, Stefania Campo, Marco Ingrassia, Costanza La Mantia, Sergio Francesco Mezzapelle, Antonio Provenzani.

Collaboratori:
arch. Gianpaolo Bellanca, Bernardina Marino, Filippo Palazzolo.

Consulenti:
dott. Gaetano Ferruzza (geologia), dott. Giovanni Dara Guccione (agraria), dott. Paola Gianguzza (biologia marina), prof. Silvano Riggio (ecologia del paesaggio).


Il progetto DILUIRE MONDELLO vuole sondare alcune possibilità offerte dallo strumento del concorso di idee. Non vuole, cioè, fornire risposte chiuse e concrete a problemi concreti, ma intende mantenere un carattere esplorativo, capace di osservare e selezionare temi e questioni aperte presenti nell’area. Gli scenari proposti, dunque, si muovono su un piano che sta tra la descrizione delle condizioni e delle possibili identità di Mondello, e la verifi ca di alcune ipotesi di lavoro e di programmi urbani, operate attraverso gli strumenti e i linguaggi specifi ci del progetto di architettura.
[...]

Il progetto risponde alle richieste del bando che propone interventi architettonici sul lungomare e sulla piazza, e la definizione degli isolati su piazza Valdesi e su via Teti. La definizione architettonica di questi temi è integrata dal progetto di sistemazione della parte sportiva del litorale (addizione al circolo Lauria e nuove piattaforme lignee per i circoli minori) ed è affi data ad una strategia che rende visibile l’appartenenza di questi punti ad un sistema unitario di relazioni. I fili che legano gli interventi sono: una doppia quota (una alla quota della città ed una a + 7.30 s.l.m.) in cui gli edifici sviluppano un programma urbano di spazi di relazione pubblica; la loro disposizione a fianco della fascia lungomare ed il loro orientamento verso il mare. In particolare la definizione architettonica dell’edificio di via Teti e del portico della piazza Mondello propone la connessione spaziale dei due edifici attraverso un percorso in quota e l’estensione della piazza sino al piano coperto del playground di via Teti: una doppia piazza tenuta insieme da uno stesso pavimento e definita centralmente dall’isolato della torre della tonnara. Tutti gli edifici, pertanto, sviluppano il tema della doppia piazza sovrapposta e della doppia quota della città, organizzandone in verticale delle sue parti pubbliche. Infine la nuova galleria lungo il bordo della città definisce uno spazio cavo lineare che dall’area dei circoli velici arriva sino alla piazza.

Addizione al Circolo velico Roggero di Lauria
Si tratta di un piccolo edificio in legno che sostituisce l’attuale prefabbricato usato per il ricovero degli scafi e delle vele. L’edificio mantiene la funzione del ricovero imbarcazioni e nella testa nord ospita un piccolo bar ad uso della spiaggia. La copertura dell’edificio è una piattaforma in legno che sbalzando su tre lati realizza un portico sulla spiaggia, sul bar e sull’ingresso al circolo.
La tettoia si attesta al corpo circolare della sede del Circolo realizzando il contatto solo nel punto in cui una scala circolare porta sulla sua copertura. Una pedana in legno disposta sotto il portico conduce a nord verso il nuovo giardino a mare del Lauria: un palmeto di phoenix dactiliphera che prolunga sino al mare il parco della sede a terra del circolo.

Altri circoli velici.
Il progetto conferma l’attuale vocazione dell’area di Punta Celesi come parte di spiaggia dedicata alle attività dei circoli velici. Indipendentemente dalle politiche di concessioni demaniali che l’amministrazione intende sviluppare la proposta si fonda sulla realizzazione di piattaforme lignee sulla spiaggia che prolungano verso il mare la geometria e la giacitura dei lotti urbani. Questa soluzione, oltre che assecondare la pratica gia in uso di alcuni circoli di alloggiare la propria sede a terra sviluppa il tema delle connessioni trasversali in profondità tra la spiaggia e la struttura urbana retrostante, prodotta anche dagli impianti dei nuovi giardini.

La Nuova Sirenetta e la piazza Valdesi
Disposto sulla testata d’angolo tra la strada lungomare e la via Principe di Scalea - e in prossimità dell’arrivo di Viale Regina Margherita – il progetto dell’isolato di Valdesi si compone di una parte costruita e di una libera ed alberata. Il nuovo edificio si dispone al posto del condominio esistente (di cui si propone la demolizione) e integra tra le sue parti il corpo dell’arena Sirenetta. Tipologicamente impiantato su una corte aperta verso il mare, un braccio dell’edificio, allungandosi verso la piazza, avvolge quello dell’arena agganciandosi ad una sala a sbalzo che si affaccia sul mare. L’edificio presenta un volume più aperto e trasparente nella sua parte basamentale - così da ospitare i flussi e le attività pubbliche urbane – mentre nella sua elevazione si racchiude compatto intorno alla corte. Al secondo livello una corte rialzata sul mare organizza gli accessi all’albergo e ad alcune attività commerciali, dando origine a un nuovo pontile in quota che dalla corte conduce sino al mare. Al piano terra la sua parte occidentale è occupata da un nuovo presidio medico-sanitario, mentre nel sottosuolo un parcheggio interrato a due livelli ospita 350 autovetture. Un ombracolo in fibre metalliche solca la testata sud dell’isolato, accogliendo tra le sue maglie il palmeto sottostante.

L’isolato di via Teti
Per definire questo isolato il progetto utilizza materiali e volumetrie leggere e trasparenti, che ospitano, integrandole, le stesse funzioni ludiche presenti nell’area. Il Playground si compone di un certo numero di vasche disposte irregolarmente ma in contatto le une con le altra anche in solo punto, così da formare uno spazio continuo di recinti in sequenza. La scelta di lavorare ad un edificio leggero e trasparente è dettata dalla opportunità di dare continuità sino al mare al parco interno del vuoto del canalone previsto dallo scenario di concorso, ed è confermata dall’impianto di due nuovi giardini collegati al Parco. Al livello di + 7.70 s.l.m. una corte rialzata aperta verso il mare ospita alcune boxes per la ricezione turistica. L’edificio sviluppa su entrambi i livelli il tema tipologico della concatenazione e dell’accostamento di elementi dalla geometria elementare: le materie del disperso dell’urbano circostante, condensandosi, danno vita ad una nuova tipologia per il gioco e per il turismo.

La piazza Mondello
Pensata in stretta relazione con l’edificio Teti, la sistemazione della piazza è affidata ad un unico elemento architettonico che introduce un principio d’ordine e di organizzazione delle funzioni e degli accessi agli edifici. Un portico abitato dalle funzioni della ristorazione, e praticabile sul dorso, regolarizza la parte basamentale della piazza, portando in quota funzioni e attività pubbliche, aumentando ed articolando le superfici della piazza stessa. Una nuova quota della città che, sfilando sul fianco degli edifici, ne intercetta, rimettendole in gioco in chiave urbana, parti o elementi che, come nel caso della torre della tonnara, il progetto si propone di recuperare. Un pontile in quota solca la fascia lungomare, assecondando un uso consolidato dei cittadini della passeggiata sul mare, e favorendo l’ormeggio delle barche. Sul fronte opposto, li dove la topografi a del sito fa affiorare la scogliera, il grande spazio indefinito tra il braccio alto del molo ed il porto viene recuperato attraverso la costruzione di una darsena per il rimessaggio delle barche e la razionalizzazione dei pontili galleggianti. Un nuovo edificio, disposto tra la darsena e il molo ospita la Capitaneria di Porto e alcune funzioni di servizio per la nautica.

La nuova galleria del lungomare
Costituisce la spina dorsale del sistema urbano lineare che attraversa tutta l’area. E’ la nuova costa artificiale della città e deriva i suoi contenuti formali e la sua sezione costruttiva dalla combinazione di più obbiettivi. Essa contiene in primo luogo un contenuto ecologico, legato al problema della erosione della spiaggia e della dispersione della sabbia trascinata dal vento e dalle mareggiate sul bordo della strada e sulla strada stessa.
Ma anche alla enorme quantità di sabbia che i cittadini portano con se nelle loro case a causa dell’assenza di un adeguato sistema di filtro tra la spiaggia e la strada. La galleria, pertanto si propone come uno spazio filtro sul confine tra i due sistemi che consenta un passaggio controllato tra l’uno e l’altro. Ma la galleria, in virtù della sua sezione e del leggero innalzamento della quota della città, realizza anche una camera per il contenimento e la raccolta della sabbia, specie nel periodo invernale, offrendo dunque l’opportunità per una ricollocazione sulla spiaggia.
Questo principio, fondato sulla modellazione di un paesaggio operativo, rimanda alla dimensione ed alla scala geologica delle trasformazioni territoriali, inscrivendo un orma sulla parete verticale della costa solida della città. Lo scavo, infatti – dentro cui sono ricavati gli spazi e le attrezzature di servizio alla balneazione – muovendosi dentro i vincoli delle alberature esistenti, disegna una sagoma irregolare e discontinua che ricorda le pareti di roccia dei banchi di cava abbandonati (Cusa, Favignana).
L’archeologia irregolare di questa costa bassa è solcata dalla linea tesa del camminamento in quota che ne misura le variazioni, e che declina di volta in volta una sintassi di soluzioni legate all’ accesso e alla risalita dal mare alla città. La prospettiva di uno smantellamento progressivo degli impianti delle capanne rende fondata l’ipotesi di un inspessimento del bordo sulla sabbia che ospiti un insieme di servizi variabili ed articolati; per la balneazione e per la città.

La nuova spiaggia
L’ipotesi della dismissione dei cortili di capanne che d’estate organizzano il suolo della spiaggia investe questioni di paesaggio inteso come la traccia sul suolo di azioni e posizioni che gli uomini assumono muovendosi sul territorio. E ciò è gia visibile all’inizio di stagione, quando, prima che le capanne vengano montate, i cittadini occupano liberamente lo spazio. Alla configurazione stabile e strutturata dei cortili si sostituisce una configurazione più libera ed informale, che tuttavia presenta alcune invarianti. L’involontario progetto collettivo di paesaggio che si realizza quando i cittadini occupano la spiaggia introduce ancora una volta il tema di ciò che può essere stabile e di ciò che può variare. Il progetto declina questo tema attraverso l’introduzione di 2 pontili galleggianti che fissano una nuova posizione ed una nuova relazione tra gli oggetti nello spazio a mare. Ad uno di questi sono ancorate delle zattere dall’uso flessibile: piattaforme concatenate per la balneazione d’acqua alta (penisole); piattaforme libere per la delimitazione dello spazio di ancoraggio o per la balneazione (isole/boe); zattere tirate in secco nella stagione autunnale: piazze lignee, frammenti di artificio geometrico e regolare nella materia variabile della sabbia.
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    Capogruppo: arch. Giuseppe Marsala Progettisti: Archh.: Francesca Arici, Fernanda Brancatelli, Stefania Campo, Marco Ingrassia, Costanza La Mantia, Sergio Francesco Mezzapelle, Antonio Provenzani. Collaboratori: arch. Gianpaolo Bellanca, Bernardina Marino, Filippo Palazzolo. Consulenti: dott. Gaetano Ferruzza (geologia), dott. Giovanni Dara Guccione (agraria), dott. Paola Gianguzza (biologia marina), prof. Silvano Riggio (ecologia del paesaggio). Il progetto DILUIRE...

    Project details
    • Year 2007
    • Status Competition works
    • Type Urban Renewal
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