Auditorium della città di Padova

Progetto vincitore del concorso Padua / Italy / 2007

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1. IL TEMA, IL LUOGO E IL PAESAGGIO

1.1. Il tema

Il tema che ci viene chiesto di esplorare è la realizzazione di un "Auditorium che dovrà ospitare tutti i tipi di musica, essere multifunzionale e diventare sia un elemento di identità urbana che un centro di riferimento a scala provinciale e regionale". Un tema quindi complesso che può essere così articolato:

• creare una nuova polarità urbana che ambisca a diventare un punto di riferimento a scala urbana e regionale.Un luogo con una propria specifica e dichiarata identità. Non solo un Auditorium, ma un centro culturale e sociale, un music center, in grado di offrire opportunità per l'intera città e il territorio del nord/est.

• A somiglianza di molti centri musicali che connotano molte città europee che stanno investendo sulla cultura e sulla ricerca musicale, si tratta di progettare un luogo della collettività, di grande capacità comunicativa, dove si ascolta e si produce musica, in grado di vivere intensamente per tutto l'arco dell'anno.
Un punto di attrazione per specialisti e appassionati di musica, un luogo dove curiosi, giovani o anziani si possono incontrare con e per la musica.

• Un centro quindi in grado di ospitare tutti i tipi di ricerca musicale. Ma anche un centro dove varie attività culturali, sociali e ricreative si integrano e spesso sovrappongono.
Musica classica, concertistica, da camera, jazz, contemporanea, bandistica, possono trovare un luogo per dialogare, reinterpretando la tradizione e sperimentando nuovi linguaggi.
• Un luogo della musica, quindi non una architettura ghetto o un "monumento" autoreferenziale che può stare ovunque. Un oggetto di design modaiolo e con il dono dell'ubiquità, di fatto indifferente al contesto e alla sua storia culturale e sociale.

• Il progetto deve essere invece un omaggio all'identità del luogo e al suo paesaggio.
Un omaggio dovuto a Padova e a Giotto.

1.2. ll luogo
È nostro radicato convincimento, che il progetto debba sempre nascere dal luogo, dalla interpretazione più attenta e sottile della sua identità. Abbiamo quindi cercato innanzitutto gli elementi primari dell'identità dell'area, usando i segni e le tracce nel paesaggio urbano e delle sue trasformazioni, alla ricerca del denominatore comune che permane nel succedersi del tempo.
Saggiare l'identità consente di scoprire anche la vocazione strategica dell'area. Ogni progetto infatti è parte di un processo che, partendo dai dati dell'identità, aggiorna ogni volta i possibili scenari futuri e suggerisce le strategie più appropriate, valorizzando così le opportunità che il luogo offre.

Identità e vocazione
Anche una lettura sommaria delle vicende urbane e territoriali che coinvolgono la città di Padova e l'area di progetto, ci fa comprendere, come "la paleoansa del Brenta, di cui fa parte il canale Naviglio, è l'elemento nodale su cui si e determinata fino al secondo Ottocento la dialettica esterno/interno della città". Un luogo "infra", che a volte separa e in altri momenti funge da cerniera tra il dentro e il fuori della città storica.
A partire dalla seconda metà dell'ottocento, l'area ancora di fatto esterna, "extra moenia", diventa luogo appetibile perché adiacente al centro, ma nel contempo facilmente raggiungibile per acqua e per terra, anche per la costruzione della rete ferroviaria, dello scalo merci e della stazione passeggeri.
Non è quindi un caso se sull'area si imprimono i segni delle trasformazioni industriali dalla fine ottocento e primi novecento. Non è un caso se qui si localizzano "le strutture del Gasometro con le relative officine ed impianti per il carico e scarico del carbone, e successivamente, dismesse queste attrezzature, la stazione per le autocorriere ancora oggi in funzione".
Ma il Naviglio e il canale Piovego, non sono un canale qualsiasi, un semplice invaso d'acqua. Sono una infrastruttura che lega l'Area con la laguna di Venezia. Un luogo quindi speciale, la testa di una infrastruttura d'acqua che per secoli ha segnato il territorio, codificando valori sociali, commerciali e culturali.
Padova, il Piovego, la Brentella, Fusina, la laguna e Venezia. Due città e un territorio che l'acqua unisce e caratterizza in modo indelebile.

Lo scenario possibile
Le recenti scelte urbanistiche e strategiche attribuiscono all'area di progetto un ruolo fondamentale per la riqualificazione dell'intero comparto urbano di Padova, oggetto di un PRUSST, che tende a "mettere a sistema, riconducendoli ad una logica unitaria di recupero, riassetto e sviluppo, una pluralità di interventi autonomi in gran parte già previsti e attivati al fine di ricucire la storica cesura tra le parti di città a nord e a sud della ferrovia".
In particolare il PRUSST suggerisce un nuovo scenario urbano, della città "'extra moenia' caratterizzato dal Polo Direzionale Centrale è situato tra la Stazione Ferroviaria, il sistema Scrovegni - Eremitani ed il nuovo Tribunale".
Capisaldi di questo scenario "extra moenia" sono:
• l'area a destinazione terziaria e residenziale denominata PP1, con parcheggi interrati ad uso pubblico.
• il nuovo autosilos ex Cledca, in grado di ospitare 800 posti su più livelli.
• l'area di Piazzale Boschetti, oggetto del Concorso, che deve essere in grado di integrarsi con il sistema Scrovegni, Eremitani e il sistema fluviale.
• il Piano di Riqualificazione Urbano (PRU), che pone con forza la creazione del "Parco delle Mura storiche" di 37.000mq.

1.3. Il paesaggio: suggerimenti e vincoli
Se questo è il quadro di riferimento lo scenario possibile in cui il progetto deve inserirsi, è chiaro come il progetto dell'Auditorium di fatto ha la responsabilità di definire il nuovo paesaggio urbano "infra ed extra moenia", che caratterizza questa importante e strategica porzione di Padova.

L'insieme morfologico significativo.
Per ogni progetto esiste sempre un insieme significativo, un insieme morfologico che spesso non coincide con il perimetro d'intervento previsto, quasi mai trova rispondenza con il confine amministrativo o con il lotto dove si chiede di realizzare l'opera.
Ciò accade anche per il "nuovo Auditorium" di Padova dove l'area d'intervento è parte di un insieme morfologico e di un paesaggio urbano, assai più ampio, che coinvolge il Parco Scrovegni Eremitani, l'alveo del Piovego, il silos automobilistico adiacente di Via Trieste, ex Cledca e l'isolato urbano di prossima costruzione dell'ex Gasometro PP1.
Anche se come richiesto dal D.P.P. ci siamo limitati a progettare nell'area di Piazzale Boschetti, pur tuttavia abbiamo preso in considerazione un'area più vasta (come descritto nella prima tavola) che daà senso e significato urbano all'insieme morfologico e strategico dell'area di progetto del futuro Auditorium. Il comparto urbano così definito ci ha offerto indicazioni e suggerimenti di grande interesse per il progetto.
Vincoli normativi
All'interno di questo comparto urbano, fatto di coerenze morfologiche, analogie ed identità di paesaggio, esistono dei "vincoli normativi” fissati dal Documento Preliminare alla Progettazione, che pur da noi accettati positivamente vanno attentamente valutati, per offrire il massimo di opportunità al futuro intervento di riordino urbano.
I vincoli sono sostanzialmente due:

• perimetro dell'area: il perimetro dell'area di progetto è inadeguato ad esprimere tutte le potenzialità esistenti soprattutto lungo le sponde del Piovego. E’ perciò opportuno coinvolgere nel progetto le sponde del canale.

• edifici vincolati:"… tra la fine dell'ottocento ed i primi decenni del novecento, una delle direttrici princi-pali, quella per Venezia" si connota "...attraverso il borghese decoro degli edifici che affiancano l'asse stradale [...] adottando un modello tipologico e stilistico caratterizzato da un edificato "in linea", a due, a tre e quattro piani le cui facciate sono trattate secondo gli stilemi neorinascimentali filtrati da un espressivo storicismo che realizza con tecnologie "modernissime", come il cemento stampato, modanature, fregi e sviluppi decorativi in sapore Liberty".
“Per questa ragione la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto ha decretato l'interesse storico-artistico dei due edifici su Via Trieste "Gli edifici posti alle due estremità del fronte su Via Trieste sono sottoposti al vincolo della Soprintendenza per i Beni Architettonici. [...] Le altre attrezzature, i ricoveri e le pensiline attualmente esistenti, saranno oggetto di demolizione e pertanto non costituiscono vincolo alla progettazione".
"Per gli edifici vincolati non sarà consentita l'alterazione dei fronti principali né la sostituzione delle strutture che non sia indispensabile per la loro irrecuperabile fatiscenza".
Vi è quindi un secondo vincolo normativo che riguarda i due edifici su Via Trieste. La loro permanenza e riqualificazione è assunta dal progetto in termini positivi come opportunità di valorizzazione del progetto stesso.
L'allineamento su Via Trieste, con fitto ritmo delle bucature di facciata, è assunto come tema fondamentale per il ridisegno urbano dell’intero comparto di Piazzale Barchetti..

Suggerimenti
Se i vincoli normativi sopra descritti si traducono nel progetto in opportunità, in occasioni per sviluppare soluzioni "appropriate" al contesto e alla sua memoria storica, se questi "vincoli diretti" sono assunti come materiale positivo e strategico per il progetto, ci sono altri "vincoli" non codificati, ma altrettanto importanti, che ci offrono raffinati suggerimenti per il progetto dell'Auditorium.
Padova città d'acqua e la sua dimensione virtuale.
Non vi è dubbio che il Piovego, non è un canale qualsiasi. È un segno territoriale e urbano incredibilmente forte, che condiziona la forma della città come abbiamo visto nei capitoli iniziali, e codifica l'immagine stessa del luogo. Padova è città d'acqua che si collega ad un'altra città d'acqua: Venezia. Vi sono le stesse imbarcazioni, lo stesso modo di condurle a remi, lo stesso modo di vivere le rive, veri e proprie banchine di interscambio tra acqua e terra.
Ma il C.S. di Padova nasce in stretto rapporto con l'acqua. L'area d'intervento in particolare per la presenza dell'acqua conserva una dimensione duplice, fisica e virtuale, un valore aggiunto che il progetto deve tendere a valorizzare.
Un Altro suggerimento che il luogo offre è una chiara divisione tra fronte e retro, tra il paesaggio "in velocità" e il paesaggio "in lentezza".
Il primo caratterizza Via Trieste, sia per l'assenza di fatto, di spazi e percorsi pedonali, sia per il notevole flusso di traffico automobilistico, che, anche con i futuri interventi viari, crediamo continuerà ad essere di forte impatto.
Auto, velocità, anche rumore e inquinamento acustico.
Le quinte ottocentesche svolgeranno, in tal senso un prezioso ruolo di protezione, possono però rendere "muto" non permeabile il fronte su Via Trieste.

Il paesaggio della "lentezza", caratterizzare invece tutta l'area interna, fino a saldarsi con le due rive del Piovego e con il Parco Giotto/Scrovegni.
Un paesaggio potenzialmente quieto, verde e pedonale, privo di rumore, che necessita solo di una passerella pedonale per collegare le due rive e dilatarsi così sull’altra sponda.

2. OBIETTIVI E SCELTE DI PROGETTO

Se la nostra interpretazione del Bando di Concorso è corretta; se la lettura del luogo e del paesaggio è plausibile; se siamo d’accordo sul ruolo strategico del nuovo Auditorium per Padova e il territorio triveneto, quali devono essere gli obbiettivi del progetto e soprattutto le scelte compositive da adottare?
Proviamo innanzitutto a stilare gli obbiettivi:

• Innanzitutto creare un luogo di cerniera, tra il dentro e il fuori della città storica.
Valorizzando al massimo le sinergie tra l'area della Stazione, della Fiera e del Centro Direzionale con il centro storico. Per fare questo appare indispensabile garantire la massima permeabilità possibile dell'area di progetto. Evitando barriere, recinzioni, volumi intrusivi, ogni ostacolo che possa scoraggiare l'attraversamento in più punti dell'area stessa.

• Realizzare un "grande parco urbano", un grande polmone di energia sociale, dilatando e valorizzando il paesaggio verde che è patrimonio di questo luogo. Per far questo è necessario:
- valorizzare e riqualificare il Parco dell'Arena, soprattutto la porzione che si affaccia sul Piovego, che chiameremo Parco Giotto, Cappella degli Scrovegni.
- Organizzare il Parco Acqueo del Piovego, coinvolgendo anche l'area a parcheggio dell'ex Cledca. Un Parco d'acqua che può ricreare un ideale collegamento con Venezia. Zattere galleggianti e spettacoli musicali all'aperto che potrebbero raggiungere Piazza S. Marco, possono dare forte identità e originalità all'intervento.
- Creare il Parco della Musica dove è l'area d'intervento. Un polo strategico culturale e sociale, fondamentale per il disegno della Padova del futuro posto a cerniera tra la città storica e la città contemporanea.
• Organizzare un nuovo polo strategico della città.
Per specialisti, appassionati, ma anche per curiosi. Non un luogo che intimidisce o respinge, ma un luogo che comunica energia ed interesse. Come fare?
- Compresenza di attività musicali, culturali, espositive e soprattutto ricreative, che hanno sede attorno o nel Parco della Musica.
- Articolare i volumi edilizi senza intenti autorappresentativi e monumentali, ma a servizio del "Parco della Musica" e della città di Padova.
- Valorizzazione degli edifici esistenti, rispettando il loro impianto ottocentesco: attraverso un intervento contemporaneo, che tenda a sottolineare i valori morfologici e i caratteri che ancora permangono: come l'allineamento lungo Via Trieste, il ritmo e la partitura delle bucature, i materiali e i decori di facciata.

• Una "machine de music", capace di garantire ai grandi musicisti e interpreti sale da concerto di alta qualità acustica e funzionali, nel contempo offrire al pubblico dei giovani (che saranno i futuri utenti e attori) un luogo di sperimentazione, dove è possibile identificarsi e osare. Un luogo che oggi non c'è. Ma come creare un luogo dove si incontrano tradizione e contemporaneità. La grande qualità e spessore musicale del passato con il rischio e l'incertezza delle nuove creatività? Che cosa può fare in tal senso l'architettura?
Deve innanzitutto lavorare contemporaneamente su due piani, che oggi spesso non riescono a convivere, in molti edifici dedicati alla musica, integrando e mescolando due "materiali" che oggi appartengono agli spazi della musica e agli strumenti stessi che la producono e che sono oggi parte della cultura musicale degli artisti, dei compositori e dei musicisti. L'architettura deve assorbire due dimensioni e sensibilità musicali, che a volte sembrano in contrapposizione, ma che i nuovi centri musicali devono far coincidere: la dimensione fisica e quella virtuale.

La dimensione fisica.
Appartiene alla grande tradizione della musica e continuerà ad offrire una sensibilità e capacità di produzione ed ascolto probabilmente insuperabile anche per l'elettronica e la dimensione virtuale.
Tattile, fisico, artigianale, sensibilità e interpretazione appartengono a questa dimensione.
Gli spazi e le sale della musica devono garantire la migliore acustica possibile. La migliore visibilità del palco. I materiali devono essere capaci di "sentire", rispondere in armonia con la musica stessa.
Le sale, quindi vanno progettate per essere luoghi ad alta fisicità.

La dimensione virtuale.
Ma lo spazio costruito sulla fisicità della musica, deve avere la capacità di apparire diverso, sorprendente se necessario. Ad esempio offrire la possibilità di vedere in dettaglio, proiettando, ad esempio, su grandi dimensioni. Ciò che succede nella tastiera di un pianoforte, o i gesti della mano e i segni nel volto del direttore d'orchestra.
Un dialogo possibile tra immagini e dimensioni diverse, un modo possibile di arricchire la comunicazione con il pubblico.
Usare lo spazio delle sale come involucro multimediale, consente di dilatare e modificare gli spazi stessi. Offrendo opportunità incredibili alla creatività e alla rappresentazione. Con importanti risvolti per le potenzialità comunicative e didattiche.


3. L'ORGANIZZAZIONE DEL PARCO DELLA MUSICA

3.1. I requisiti richiesti, i criteri e le soluzioni adottate


I requisiti richiesti nel Documento Preliminare alla Progettazione, delineano un organismo complesso, articolato in varie "sezioni" di attività che instaurano tra loro relazioni di varia.
La valutazione del layout organizzativo proposto dal D.P.P. è stata fatta seguendo i seguenti criteri:
• I caratteri, la vocazione del luogo e il suo paesaggio, la sua storia. Che abbiamo in modo esteso spiegato nei capitoli precedenti.
• Il nuovo Auditorium come opportunità culturale e sociale: sviluppando al massimo le relazioni con la città. Che significa offrire alla città un luogo permeabile, con ampi spazi aperti, con servizi e attività a disposizione dei cittadini.
• creare una piazza dove catalizzare tutti i flussi pedonali che provengono, a piedi o in bicicletta, dalla città e dai parcheggia pubblici.
• Separare nettamente accessi di servizio e accessi del pubblico.
• Calibrare le varie "sezioni" funzionali in relazione alla maggiore o minore privacy delle stesse.
• Dare identità spaziale e figurativa, e autonomia funzionale alle singole parti funzionali evitando luoghi "anonimi".
• Valorizzare gli edifici esistenti, sia attraverso un accurato restauro degli stessi che deve lasciare inalterato l’involucro esterno e le partiture di facciata. L’intervento deve coinvolgere solo le parti interne (oggi in laterocemento e C.A. di nessun interesse spaziale e materico) e la copertura: opportunità unica da non perdere per scandire, rafforzare, sottolineare e valorizzare l'impianto ottocentesco e nel contempo per nascondere il più possibile le anonime torri che incombono sugli edifici stessi.
• Garantire alle sale flessibilità d'uso e nel contempo massima funzionalità.
• Massima qualità acustica e visibilità.
• I percorsi interni, non devono essere progettati come corridoi, ma come spazi con identità propria e in grado di ospitare varie attività.
• Fisicità e virtualità.

In base a tali criteri abbiamo organizzato il nuovo Auditorium di Padova in "unità" morfologiche e funzionali, ognuna delle quali ha una propria identità morfologica, figurativa e funzionale:


3.2 Il Parco della Musica: un regalo alla città e un omaggio a Giotto

La prima coinvolge il piano terra dell'area d'intervento. È il luogo della collettività e delle relazioni sociali. Da vivere il più possibile e durante tutto l'anno. Un parco, due piazze, un luogo per concerti all'aperto, un parco fluviale, un canale che arriva a Venezia, ristoranti e bar all'aperto.
Al parco si accede da tutti i lati del suo perimetro e, in quota, dal parcheggio pubblico di via Gozzi

Il Parco della Musica è organizzato in modo da:
• Dare identità al nuovo Auditorium di Padova. Che si distinguerà dagli altri centri della misica proprio perchè è un parco a verde dimostrando che non è in alternativa alla costruzione di un centro in grado di ospitare attività musicali di alto livello, a volte di elite e anche sperimentali.
• Uno spazio quindi di grande attrattività sociale che deve essere utilizzabile da vari gruppi sociali, con varie attività in contemporanea e per più tempo possibile. Indispensabili quindi gli spazi a verde per la sosta e la tranquillità, piazze pedonali dove si affacciano ristoranti e bar all'aperto. Uno spazio a verde che richiede sempre grande energia, per avere un costante controllo sociale: unica possibilità di riscattare, luoghi urbani dal degrado, evitando così il formarsi di sacche di emarginazione sociale.
• Uno spazio all'aperto per la musica bandistica, per manifestazioni musicali anche estemporanee, per suonatori "di strada", per tutti coloro insomma che hanno passione ed energia musicale. Un palco al centro di un ampio spazio gradonato consente tutto ciò: ha una superficie di 100 m3 ampliabile e soprattutto al di sotto del volume della sala piccola e può sfruttare la rifrazione sonora della parete che fa da involucro alla sala stessa.
• Per sviluppare questa indispensabile energia collettiva proponiamo anche la creazione di un parco d'acqua lungo il Piovego, con piste ciclabili, percorsi pedonali, aree di sosta lungo gli argini per rilassarsi e distendersi al sole,e piattaforme galleggianti in legno, per avere un contatto "fisico" con l'acqua, ma anche per consentire l’attracco di zattere galleggianti che trasportano musica. Sfruttano la rifrazione dell'acqua e l'invaso acustico del canale, possono trasformare in alcuni periodi estivi il canale in un luogo della musica itinerante a favore del pubblico cittadino che attraversa il parco. Possono diventare una "insegna acustica", un modo di attirare, incuriosire, sollecitare la fantasia verso la musica.
• Sarà compito della creatività della Fondazione e dei gestori, utilizzare questa suggestiva opportunità, che il parco fluviale offre.
• Resta da dire l’importanza del disegno del "Parco della Musica": della rete dei percorsi pedonali che lo attraversano, al fine di attraversare con facilità l'area in tutte le direzioni e su tutti i lati. Ciò per garantire il massimo di "permeabilità" al luogo, rendendolo fulcro di un sistema urbano complesso.
In tal senso prevediamo la costruzione di un nuovo ponte pedonale, che collega le due sponde del Piovego, e che è orientato lungo l'asse della Cappella degli Scrovegni che il nostro progetto riconosce come uno dei due assi fondativi del nuovo centro musicale.
I percorsi pedonali, realizzati con macinato di pietra compressa e stabilizzata, resa impermeabile con spruzzo di silicone trasparente per rendere i percorsi preaticabili in tutte le stagioni, diventano all'imbrunire e di notte, con spot di luce annegati nel terreno, percorsi "virtuali": luoghi di luci e ombre, che assieme alle masse arboree e agli argini opportunamente illuminati e al fondale retroilluminato dei nuovi edifici dell'Auditorium, formano una scenografia notturna di grande suggestione.

3.3 Un Auditorium in forma di città

All’Auditorium si accede dall’entrata principale, che si affaccia su una piazza di 800 mq, accessibile da via Gozzi.
La piazza è attrezzata con banchine per la fermata dei mezzi pubblici, del tram e per i taxi.
Nella piazza confluiscono facilmente tutti i lussi pedonali che provengono dai parcheggi pubblici dell’exCLEDCA su via Gozzi e del comparto PP1 a nord.
Nella piazza si affacciano la biglietteria, un bar ristorante e, al piano terra dell’edificio novecentesco, le vetrine degli spazi commerciali.
Vi è poi un’entrata secondaria, in corrispondenza del vuoto creato tra gli edifici novecenteschi, che funge da accesso sia alla hall dell’Auditorium che al grande spazio verde del Parco della Musica.
La hall è quindi uno spazio molto articolato con luoghi di ritrovo, piazze coperte, vetrine di negozi, scale, rampe, a similitudine della complessità e dei ritmi della città storica.

La hall è il naturale prolungamento dello spazio pubblico delle piazze esterne.
Uno spazio dinamico che consente l'accesso alle diverse parti della struttura diventando quindi il vero fulcro di tutte le attività e servizi ma allo stesso tempo capace, grazie alla flessibilità degli ambienti e alla indipendenza rispetto all'uso delle sale, di ospitare anche attività alternative, quali:
esposizioni temporanee di piccole e grandi dimensioni;
• catering;
• stand per attività congressuale;
• presentazioni di eventi;
• esecuzioni di performance musicali ed artistiche.

La hall è articolata su tre livelli:

• il primo tra quota 0.00 e quota -2.72 dove sono collocate le principali strutture di servizio al pupplico, che sono:
1_Biglietteria /2 informazioni.
3_Infermeria
4_Bar/caffetteria
5_Guardaroba
6_Spazi commerciali
7_Spazio per esposizione permanente

• il secondo a quota -5.95 accessibile tarmite una scalinata e un ascensore, permette di l'ingresso alla platea alta della sala principale.Su tale livello sono ospitate due aree bar/ ristoro dotate di servizi igienici e salottini per un totale di 130mq,

• il terzo a quota -9.50 permette l'ingresso alla galleria della sala grande.

Da questi spazi comuni, articolati in "forma di città", si raggiunge la Sala Grande che può accogliere 1330 persone e la Sala Piccola che più ospitare fino a 350 posti a sedere.

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    Project details
    • Year 2007
    • Status Competition works
    • Type Concert Halls
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