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Sciacca / Italy / 2005

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L’edificio con accesso dalla Via Ligurori ricade all’interno del centro storico di Sciacca in quella parte mediana della collina che degradando verso il mare caratterizza il centro urbano e che alle origini era insediamento arabo-normanno e in seguito quartiere ebraico. Già da una preliminare indagine visiva si presupponeva che l’impianto originario potesse risalire presumibilmente al 1500. Questa tesi era supportata da alcuni elementi ancora riconoscibili e soprattutto da fonti storiografiche certe riguardanti la zona. L’edificio pervenuto agli attuali proprietari con forma planimetrica a L era stato fortemente rimaneggiato tra gli anni cinquanta e settanta. L’impianto occupa una superficie di circa 100 mq coperti a piano oltre ad una corte d’ingresso a cielo aperto di circa 20 mq un giardino interno di circa 40 mq un vano ingrottato di circa 30 mq e si sviluppa su due piani fuori terra oltre ad un piano sottotetto. Il piano terra composto di tre ampi vani voltati con botti di gesso ha un’altezza alla chiave di 4 10 m. circa. Attraverso una scala risalente agli anni settanta posta all’interno della piccola corte d’ingresso si accedeva al primo piano dell’edificio. Il piano di calpestio di questi locali poggia direttamente sul riempimento delle volte sottostanti. Tutti gli ambienti erano pavimentati con mattoni di cemento risalenti ai primi anni trenta del XX sec. Detti ambienti avevano copertura piana con solaio di legno ed erano controsoffittati ad un’altezza di circa 3 20 m. con voltine con struttura di sostegno in cannucciato e gesso fortemente degradate a causa delle acque meteoriche infiltratesi dai tetti. Attraverso una piccola scaletta di legno era possibile accedere ai locali sottotetto. Questi avevano un’estensione planimetrica pari ai sottostanti ambienti. La maggior parte di queste superfici non erano rifinite fatto salvo una piccola stanza con pavimenti in ceramica risalenti agli anni settanta del secolo scorso. I prospetti sulla Via Liguori presentavano un paramento in larga parte in “opus incertum” con diverse riprese d’intonaco cementizio oramai interamente ammalorato. Gli intenti iniziali della committenza erano quelli di una semplice manutenzione straordinaria ed una nuova redistribuzione degli interni per adattare la struttura a bed & breckfast. Una volta aperto il cantiere ed iniziate le prime operazioni di demolizione si è rivelato il vero edificio del 1200. Una torre d’avvistamento tardo medioevale che dopo l’effettuazione di ricerche su vecchie carte topografiche potrebbe essere indicata come la vecchia torre a guardia del vecchio granaio cittadino. L’intervento minimo inizialmente previsto ha lasciato il posto ad un più complesso intervento di restauro con tutte le problematiche ad esso connesso. Il piano basso ha difatti immediatamente rivelato appena scrostati gli intonaci una serie d’elementi architettonici (archi ogivali archi a tutto sesto architravi stipiti etc.) in pietra tufacea proveniente da cave locali che hanno immediatamente fatto datare il periodo di primo impianto dell’immobile. Quello che oggi vediamo alla fine dei lavori di restauro è la vecchia torre riadattata alle moderne esigenze di una struttura turistica ricettiva. Attraverso il portale principale con arco a tutto sesto entriamo mediante un primo cortile all’interno della struttura. Qui a ridosso di un passaggio voltato la cui struttura lapidea è stata riportata a vista si trova la scala in pietra modanata in origine celata di sotto ad una scala in c.a. realizzata negli anni settanta del secolo scorso. Di fronte la scala è posto l’arco a sesto acuto d’accesso all’hall di ricevimento. All’interno di questa stanza prima divisa in due ambienti attraverso la realizzazione di una serie d’elementi prismatici murari trattati con intonaco a base di gesso e lavorato a spatola sono disposti i servizi necessari al ricevimento degli ospiti. Una parete in opus incertum è stata volutamente lasciata priva d’intonaco per mettere in mostra la struttura originaria. La sala colazione con accesso sempre dal cortile è stata ricavata in un ambiente voltato (presumibilmente una macaseno) generato originariamente dallo scavo di svuotamento del costone roccioso. Durante i lavori di liberazione dai baraccamenti presenti nel giardino interno ci si è resi conto che il piano esterno era stato rialzato con terreno di riporto e macerie d’altri fabbricati. Procedendo al ribassamento di questo spazio per almeno 160 cm si è riportato alla luce un vano interamente scavato nella roccia di circa 30 mq all’interno del quale sarà disposta la cantina. Al piano superiore al quale si accede risalendo la scala medievale trovano allocazione cinque camere per gli ospiti tutte con bagno in camera. Da questo piano percorrendo il corridoio centrale di disimpegno si raggiunge la scala di ferro che funge da collegamento verticale con il secondo piano. Detta scala sovrasta il giardino interno senza invaderlo con strutture d’appoggio alla base in quanto è in larga misura agganciata in forma aerea alle pareti verticali dell’edificio. Il secondo piano si presenta con un corridoio centrale che disimpegna cinque camere con bagno interno.
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    L’edificio con accesso dalla Via Ligurori ricade all’interno del centro storico di Sciacca in quella parte mediana della collina che degradando verso il mare caratterizza il centro urbano e che alle origini era insediamento arabo-normanno e in seguito quartiere ebraico. Già da una preliminare indagine visiva si presupponeva che l’impianto originario potesse risalire presumibilmente al 1500. Questa tesi era supportata da alcuni elementi ancora riconoscibili e soprattutto da fonti...

    Project details
    • Year 2005
    • Work started in 2004
    • Work finished in 2005
    • Main structure Masonry
    • Client STUDIO4 srl
    • Status Completed works
    • Type Tourist Facilities
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