Riqualificazione Area Ospedale

Vimercate / Italy / 2010

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Filosofia del progetto
Ormai Milano, non è più, ammesso che lo sia mai stata, solo “la città”. Milano è, e sarà sempre di più il suo territorio, quello vero, non chiusa in confini di provincie peraltro mal identificate, ma esteso a tutte le sue valenze produttive e umane e ancora ai confini di una realtà dove paesaggio, parchi, corone di montagne, laghi che ne fanno da limite prospettico, conferiscono ad un territorio, tra i più produttivi e colti del mondo, un’umanità conosciuta da tutti e inspiegabilmente occultata
dal tempo.

Con questa base di pensiero abbiamo affrontato il Masterplan di Vimercate, partendo dal “Pubblico”, da quello che il pubblico ci ha richiesto, lasciandoci totale libertà. Per la prima volta ho capito che il pubblico può stimolare nell’intimo il “privato”, nei sentimenti, nell’operatività, nei rapporti sociali, nel messaggio di
qualità portato nel mondo attraverso “le persone” che lo raccontano.
Fuori da stilemi politici e dalle convenienze accademiche si è capito che esempi come Bilbao sono vincenti nel nuovo mondo, promuovere la città attraverso la gente che la vive non modifica solo l’environment del luogo ma la sua economia.

L’architettura oltre che visibilità e riqualificazione, dove necessario, offre stato di appartenenza e, attraverso le forme e gli spazi, riesce a condizionare gli atteggiamenti comportamentali delle persone e a conferire una orgogliosa “corporate identity” che la rappresenta nel pubblico e anche nel privato della famiglia.

Fino all’ultimo decennio i Masterplan venivano concepiti come texture geometriche di strade, torri, condomini. Oggi invece i grandi Masterplan, disegni di nuovi quartieri e pezzi di città da 100.000 mq in su, evitano spesso e volentieri l’effetto “parallelepipedo” cercando piuttosto una sintonia con le morbidezze di un
paesaggio organico e naturale.

La parentela con la natura non è ovviamente solo una questione di forma, lo skyline eco-tech, cioè l’ecosostenibilità è una caratteristica ormai irrinunciabile per le nuove costruzioni, progetti di questo tipo sono prove generali di un habitat futuro evoluto strettamente intrecciato innanzitutto con la vita delle persone e imprescindibilmente con l’ambiente e la natura.

Progettare insediamenti di questo tipo significa valorizzare quello che gli individui hanno in comune e non le diversità. Per me non c’è nulla di più affascinante che tentare di infondere qualità nell’ambiente dove vivono gli uomini, il concetto di bellezza ha superato l’appartenenza ad una categoria estetica per diventare sinonimo di “benessere”.

E’ necessario arricchire un contesto in qualsiasi modo si possa e debba fare.
Io propongo di materializzare il contesto nel rispetto dello stesso sfruttando le sue potenzialità di environment e urbane, bisogna rischiare qualità urbana rispetto ad un incerto futuro. Il Mahatma Gandhi diceva: “non cambieremo mai le cose combattendo la realtà esistente. Per cambiare qualcosa bisogna costruire un modello nuovo che renda la realtà obsoleta. Noi dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo”

Relazione architettonica illustrativa
1 - RAPPORTO TRA ALTEZZE E SPAZIO LIBERO

L’area di progetto costituita da circa 132.580 mq presenta una distribuzione e un’orografia irregolare. La capacità edificatoria è di circa 268,062 mc, un valore importante che ha necessitato diverse riflessioni sulla sua distribuzione delle volumetrie. L’obbiettivo che ci si è posti è stato quello di limitare l’utilizzo del suolo
per lasciare più spazio al verde e agli spazi pubblici senza tuttavia alterare la morfologia del paesaggio con complessi edilizi prevaricanti sul contesto.

Il comparto della ex cava “Cantù” sfrutta il dislivello di circa 8 metri inserendo due piani di parcheggi interrati mantenendo una quota di – 3m per la parte centrale a verde privato e arrivando a un’altezza omogenea di 5 piani. Nel lotto dell’ospedale l’altezza degli edifici è variabile e l’impianto è molto frammentato per permettere sempre scorci visivi e prospettive variabili. L’altezza varia da 4 a massimo 6 piani. La zona istituzionale, vuoi per la vicinanza con i centro storico, vuoi per la minore quantità di terziario richiesta si attesta sui 4 piani in forme semplici a blocco con un rapporto tra costruito e spazio libero a completo vantaggio di quest’ultimo.

Unica eccezione sui rapporti tra volumi fa la torre residenziale al centro del masterplan. Ai fini di creare un elemento di forte identità per il landscape, per poter beneficiare del panorama del contesto e sempre per poter occupare meno suolo, si è deciso per un unico elemento verticale dall’altezza di 22 piani, collocato e orientato in modo tale che in nessuna ora o data possa arrecare danno con il suo ombreggiamento agli edifici circostanti.

La superficie a verde è di circa 23.300 mq a cui si aggiungono 15.000mq di parcheggi pubblici divisi tra in quota e sotterranei.

2 - TIPOLOGIE ARCHITETTONICHE E MATERIALI.
Il progetto di Vimercate si caratterizza per la varietà e la commistione dei segni architettonici scelti. Ogni edificio ha senso in sé - per ciò che rappresenta - ed in relazione all’ambiente circostante in merito al rapporto di duplice reciprocità che stabilisce con le preesistenze. Le architetture del Masterplan si inseriscono
come segni identificativi di un nuovo landscape senza deformare il contesto urbano ma stabilendo con esso un rapporto di continuità formale.

Tagli diversi per diverse utenze caratterizzano gli spazi ed i volumi di un’architettura che vuole essere utilizzabile e riutilizzabile, versatile, flessibile e polifunzionale. La diversità non è stata solo voluta ma anche fortemente ricercata. Questo perché gli edifici potessero offrire un ventaglio di possibilità commerciali accessibile a chiunque.
Gli appartamenti degli edifici residenziali reinterpretano i modi diversi modi di vivere e di abitare con tetti verdi e balconi aggettanti verso il parco anch’essi rigonfi di verde e pannelli solari, con viste a 360° sul tutto il territorio e sul prossimo tessuto circostante.

Nell’altra tipologia residenziale i tetti hanno coperture in rame preossidato, i balconi sono più pronunciati e schermati per garantire maggior privacy trattandosi di edifici inseriti in un mix funzionale e di vita pubblica.

Sulla piazza commerciale giace come copertura semi schermate, l’isola solare integrata, una piattaforma di pannelli fotovoltaici semi trasparenti (schermatura del 50% della radiazione solare incidente) che garantirà la completa fornitura di energia pubblica dell’area.

3 - DISPOSIZIONE DELLE VOLUMETRIE NELLO SPAZIO.
Il progetto sviluppato cerca di ottenere la massima integrazione delle diverse aree previste con l’introduzione di morfologie urbane e tipologie edilizie differenti in grado di confrontarsi in un continuum ideale nell’assetto urbano tra i diversi lotti.

L’obiettivo è inoltre quello di costituire un nuovo carattere per l’area, come offerta complementare e rispettosa della città storica, che privilegi la sua dimensione pubblica, rappresentativa e ambientale. A tal fine il progetto si propone di elaborare lo studio delle forme sotto un approccio alle superfici e ai volumi conformi alla totalità del costruito tramite geometrie fluide che vengono assunte come espedienti per integrare elementi che, singolarmente disgregati, si associano con il tutto in una mera quantificazione volumetrica.

Percentualmente si è scelto di “caricare” volumetricamente il lotto della ex cava in quanto l’orografia già permetteva l’inserimento di due piani di parcheggi per
salutare il dislivello per lasciare invece la l’area dell’ospedale più aperta con verde pubblico, piazze e percorosi.

Le costruzioni, nel loro insieme si ergono a cortina di protezione del prezioso spazio frontestante: il Parco. I volumi che compongono il complesso residenziale della zona ospedale sono disposti a raggiera con punto cardine come naturale collocazione e logica conseguenza per morfologie a media densità abitativa che hanno
l’intento di salvaguardare l’utilizzo del suolo per lasciare spazio ad una piazza viva grazie alla vicinanza del parco e per le numerose attività commerciale come ristoranti, bar, gelaterie, edicole…

La proiezione sul Masterplan lascia un disegno armonioso, accompagnato nel dispiegarsi del ventaglio distributivo dal percorso principale del parco, separato da una fitta vegetazione e da un salto di quota che nel complesso creano una cinzione verde tra pubblico e privato.

Quota parte di commerciale è stato destinato all’area ex cava in un'unica piastra di 1.500 mq posizionata sotto la torre residenziale. Altra quota posizionata in due blocchi da 1.700 mq sotto la residenza della zona ex ospedale e per ultima una minima parte nella piazza a terziario per 390 mq circa.

Questa piazza “istituzionale” nei pressi del comune, a un disegno più geometrico a ricordare il tipico disegno all’italiana e anche gli edifici presentano forme volumetriche compatte e sobrie per una veloce lettura di organizzazione, funzionalità e presenza sul territorio che ogni istituzione dovrebbe presentare.
Una eccezione è l’eventuale presenza di un’ulteriore funzione pubblica, al momento al di fuori degli accordi di programma, di cui si prevede l’ubicazione nei pressi del lotto isolato al di fuori del masterplan in cui si è anche inserita una parte di residenza commerciale.

4 - DISPOSIZIONE/FUNZIONALITÀ DELLE FUNZIONI PUBBLICHE, TRA CUI IABILITÀ E SOSTA
E’ stata ristudiata completamente la viabilità ipotizzando un nuovo asse di attraversamento del lotto che va a collegare i due punti ad est e ad ovest rappresentanti anche le porte d’entrata a Vimercate in quanto entrambi comunicanti con le statali principali e le tangenziali. Per questo motivo la sezione è di questo asse è generosa e lambisce la parte periferica del lotto senza quasi interferenze o attraversamenti affinché il traffico di entrata e di uscita dalla città risulti fluido ed efficace. Nel punto di snodo tra i due lotti è stato studiato un attraversamento in quota per le piste ciclabili e pedonali in modo che su tutto il lotto il traffico veicolare e
quello pedonale non si incontrino quasi mai. Cosi su tutto il resto del masterplan, la veicolarità interna e la distribuzione dei parcheggi è stata studiata per agevolare il traffico ponendo i gruppi di residenze in maniera compatta ma con uscite dai parcheggi ben distribuite sui vari fronti.

Le funzioni pubbliche insistono per vocazione tutte nell’area limitrofa al comunque dando continuità sia al costruito sia al parco presente sul retro. Due parcheggi interrati sono stati pensati una a servizio della zona a servizi pubblici nei pressi del comune e una a cavallo delle piastre commerciali sotto la zona di snodo tra i due lotti.

5 - INTEGRAZIONE DEI PROGETTI NEL CONTESTO ESISTENTE
Tre punti chiave identificano l’integrazione. Gli edifici a forma fluida nell’area ex cava sono il perfetto filtro tra l’area residenziale preesistente a nord dalla distribuzione a blocchi e l’area industriale a sud.

L’area ospedale lascia inalterato il parco storico e lo valorizza con una nuovo polo attrattivo con una modesta quantità di attività commerciali di piccolo taglio e residenze a sua corona e protezione che nell’insieme garantiscono sempre vita e funzionalità.

L’area nei pressi del comune ha una morfologia coerente con il contesto e naturale proseguimento del tessuto esistente.
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    Project details
    • Year 2010
    • Client Comune di Vimercate
    • Status Competition works
    • Type Adaptive reuse of industrial sites
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