CONCORSO DI PROGETTAZIONE: RIQUALIFICAZIONE DELL’AREA DELL’EX CONSORZIO AGRARIO_OLBIA

Olbia / Italy / 2010

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Premessa.
La città è una costruzione nello spazio; il disegno urbano è un arte temporale dove niente è sperimentato singolarmente, ma sempre in relazione ad una sequenza di eventi che partono da esso. Spesso si avverte la città in maniera non del tutto distinta, ma frammentaria, mista ad altre sensazioni, ogni nostro senso è in gioco e l’immagine che ne nasce è l’aggregato di tutti gli stimoli che noi riceviamo. Tuttavia non è solo oggetto di percezione, ma è anche il prodotto di innumerevoli operatori ed eventi che per motivi specifici ne mutano in modo costante la struttura.
La città come aggregato di stimoli e di eventi che ci dà la possibilità di conformare il mondo urbano in qualcosa di figurabile, visibile e chiaro.
“Inutilmente magnanimo Kublai, tenterò di descriverti la città di Zaira dagli alti bastioni. Potrei dirti di quanti gradini sono le vie fatte a scale, di che sesto gli archi dei porticati, di quali lamine di zinco sono ricoperti i tetti; ma so già che sarebbe come non dirti nulla. Non di questo è fatta la città, ma di relazioni fra le misure del suo spazio e gli avvenimenti del suo passato: la distanza dal suolo di un lampione e i piedi penzolanti di un usurpatore impiccato; il filo teso dal lampione alla ringhiera di fronte e i festoni che impavesano il percorso del corteo nuziale della regina; l’altezza di quella ringhiera eil salto dell’adultero che la scavalca all’alba; l’inclinazione di una grondaia e l’incedervi di un gatto che si infila nella stessa finestra; la linea di tiro della nave cannoniera apparsa all’improvviso dietro il capo e la bomba che distrugge la grondaia; gli strappi delle reti da pesca e i tre vecchi che seduti sul molo a rammendare le ret si raccontano per la centesime volta la storia della cannoniera dell’usurpatore, che si dice fosse un figlio adulterino della regina, abbandonato in fasce lì sul molo.
Di quest’onda che rifluisce dai ricordi la città s’imbeve come una spugna e si dilata. Una descrizione di Zaira quale è oggi dovrebbe contenere tutto il passato di Zaira. Ma la città non dice il suo passato, lo contiene come le linee di una mano, scritto negli spigoli delle vie, nelle griglie delle finestre, negli corrimano delle scale, nelle antenne dei parafulmini, nelle aste delle bandiere, ogni segmento rigato a suo volta di graffi, seghettature, intagli, svirgole”.
Le città e la memoria, Italo Calvino, da “Le città invisibili”.
Obiettivi.
Dall’analisi morfologica dell’area e del suo intorno, uno degli obiettivi che il progetto si prefigge è quello di riallacciare due anime di una città che non sempre si incontrano, quella del luogo di lavoro con quella dello svago, del sogno, quella della città storica con quella della città di oggi. Creare un luogo fortemente accentratore: l’area si caratterizza come un potenziale raccordo tra le varie zone della città costituendo in tal modo un nuovo fulcro urbano. Inserire all’interno di Olbia uno spazio che non contrapponendosi alla sua trama, possa diventare un luogo in cui la comunità possa ritrovarsi. Inserire questo spazio riconquistato dalla città all’interno di un sistema di percorsi.
Partire dal presupposto che non sia un nuovo vuoto urbano da riempire ma bensì la confluenza di flussi dinamici. Stabilire relazioni differenti che ben dialoghino con le situazioni esistenti, stabilire differenti rapporti visivi con l’intorno, a partire da quello con il mare che nell’idea di progetto assume il ruolo di testa di ponte verso il centro storico.

L’idea di progetto.
L'edificio appare come uno speciale oggetto modellato e conformato che diventa un grande spazio pubblico, come metafora del paesaggio che circonda la città.
Il tema del progetto è una possibile risposta ad una serie di rapporti tra la città esistente ed il paesaggio circostante. L'intervento mira alla valorizzazione dell'identità della città, suggerendo una soluzione di complessità spaziale di questo particolare sito.
Si è scelto di fare riferimento all'immagine di una sorta di paesaggio originario, di elemento matrice, nel quale l'architettura trova le sue origini e del quale diventa metafora.
Grazie a questo elemento matrice, creato attraverso modellazione e piegatura di superfici e grandi spazi, il progetto definisce un grande spazio di relazioni, in continuità col terreno circostante.
Pertanto non sarà una corte, non sarà un atrio, non sarà una piazza, sarà piuttosto uno spazio pensato e dedicato alla gente ed alla loro naturale voglia di socializzare, di giocare, di affacciarsi, di lavorare etc.
Sarà uno spazio interstiziale sul quale insistono gli edifici che compongono il nuovo plesso multifunzionale: saranno luoghi, concepiti come involucri atti a proteggere coloro che ci andranno a lavorare, che, con i loro riflessi coloreranno ed arricchiranno lo spazio sviluppato su più livelli, che affaccia sul lotto. L'obiettivo del progetto è quello di riunire tutte le attività del complesso programma multifunzionale in un unico elemento unitario, tale da creare un elemento forte, generando un rapporto con la scala più vasta della città, e soprattutto con il paesaggio circostante.

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    Premessa.La città è una costruzione nello spazio; il disegno urbano è un arte temporale dove niente è sperimentato singolarmente, ma sempre in relazione ad una sequenza di eventi che partono da esso. Spesso si avverte la città in maniera non del tutto distinta, ma frammentaria, mista ad altre sensazioni, ogni nostro senso è in gioco e l’immagine che ne nasce è l’aggregato di tutti gli stimoli che noi riceviamo. Tuttavia non è solo oggetto di percezione, ma è anche il prodotto di innumerevoli...

    Project details
    • Year 2010
    • Status Competition works
    • Type multi-purpose civic centres / Office Buildings / Business Centers / Urban Renewal
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