CASA _L

Giulianova / Italy / 2010

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Lʼintervento è su un edificio esistente con due piani fuori terra posto allʼinterno di un
piccolo parco privato; unʼoperazione di addizione e rimodellamento, in cui il risultato finale non è dato esclusivamente dalla somma delle parti, ma dalla loro capacità di moltiplicatori; moltiplicatori dello spazio, delle configurazioni/fruizioni possibili, delle relazioni che le parti intessono tra loro e con lo spazio aperto circostante.

Lʼidea parte dalla convinzione che il progetto non possa essere circoscritto esclusivamente la parte volumetrizzata, ma che coinvolga necessariamente gli spazi aperti ed i nterstiziali; un progetto di paesaggio.

Il progetto con un fare “organico” tenta un processo di riappropriazione degli spazi
interstiziali con “infiltrazioni” di componenti ibride a metà tra elementi architettonici e
paesaggistici: il grande “pontile”/terrazzo diventa lʼelemento di mediazione principale tra lʼinterno e lʼesterno, una sorta di “casa sullʼalbero” di infantile memoria .

Negli occhi di chi progetta corrono le immagini dellʼeremo dannunziano e dei “trabocchi” della costa adriatica, macchine da pesca poste sulla costa tra terra ed acqua; macchine filiformi che dalla costa si protendono verso il mare a cercare il largo, il paesaggio.

Le fascinazioni di queste architetture spontanee stanno nel loro essere organismi,
macchine; delle macchine posseggono la scheletrica struttura meccanica, lʼessenzialità del “meccanismo”, elementi mutuati dalle abilità allʼintreccio dei pescatori/agricoltori che le hanno costruite; dellʼarchitettura posseggono la capacità di conformare spazi, spazi definiti con elementi minimi, cornici che inquadrano paesaggi.

Con le stesse strategie insediative lʼedificio è pensato come una macchina per catturare il parco circostante ed introiettarlo nello spazio interno : pareti vetrate, copri in agg etto infilatitra gli alberi, apertura delle partizioni interne.

Elementi minimi, strutture leggere che si sovrappongono o accostano allʼoriginario edificio.

Tutte le addizioni sono pensate come elementi riconoscibili rispetto allʼedificio originario; distinti per materiale (metallo_ tetto, terrazzo/pontile,ecc; legno_ percorsi esterni, dependance, ecc) e forme.

Lʼintreccio è lʼargomento compositivo principale:
lame di acciaio si annodano nella struttura del pontile/terrazzo; sequenze di legno lamellare disegnano lʼopen space dellʼultimo livello; la pavimentazione in legno (cumarù) dei camminamenti esterni si piega e diventa il disegno del volume della dependance.
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    Lʼintervento è su un edificio esistente con due piani fuori terra posto allʼinterno di unpiccolo parco privato; unʼoperazione di addizione e rimodellamento, in cui il risultato finale non è dato esclusivamente dalla somma delle parti, ma dalla loro capacità di moltiplicatori; moltiplicatori dello spazio, delle configurazioni/fruizioni possibili, delle relazioni che le parti intessono tra loro e con lo spazio aperto circostante.Lʼidea parte dalla convinzione che il progetto...

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