Salerno est

Progetto vincitore del concorso Salerno / Italy / 2007

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Introduzione
Le previsioni del P.U.C. per la zona orientale, coerentemente con la filosofia che sottende le scelte urbanistiche di piano, sono orientate a definire un’area in cui vi è una completa integrazione tra sistema produttivo, residenze e spazi pubblici. Nella relazione di presentazione della bozza di piano lo stesso Bohigas scrive : “… affinché il contenitore sia una città reale, tutte le attività e le tensioni sociali devono integrarsi nell’ambito specificatamente urbano, rimescolate ed interrelazionate così da evitare l’eccessiva specializzazione dei settori”. In tal modo viene a cadere il concetto stesso di periferia e si dà vita ad una città policentrica dove le diverse funzioni si integrano perfettamente secondo un nuovo modello urbano nel quale lo spazio pubblico assume una valenza fondamentale. In questo passaggio è evidente l’inversione di tendenza rispetto ai piani delle città italiane redatti negli ultimi cinquanta anni, laddove gli spazi pubblici venivano trattati come aree residuali e di risulta rispetto all’edificato. Pertanto il presente progetto nel condividere tale impostazione metodologica ha privilegiato lo studio degli spazi pubblici e degli spazi di aggregazione, incontro e socializzazione all’interno delle diverse aree di trasformazione (AT). Si è definito un continuum urbano costituito da aree verdi, piazze, specchi d’acqua. Il disegno urbano di insieme, riprendendo il tema centrale del parco urbano ideato affianco alla marina di Arechi, si slabbra penetrando all’interno delle diverse aree di trasformazione ( AT) e costituisce il tessuto connettivo dell’intero “brano di città” progettato dal gruppo di lavoro. Il P.U.C. individua un’asse centrale in direzione di Via Allende che si sviluppa parallelamente al mare in direzione sud-est sino a concludersi nella piazza che costituisce l’elemento di testata del boulevard, quasi una sorta di “ Porta” di accesso alla città in direzione est.
Il boulevard così come definito dallo stesso progettista del P.U.C. costituisce “un asse marittimo …un elemento evidente e molto comprensibile perché corrisponde alla tradizione delle città marittime lineari e perché è un fatto già storicamente consolidato che merita di essere valorizzato”. Lungo quest’asse portante costituito dal boulevard si svelano- come in un montaggio fotografico- differenti episodi paesaggistici e architettonici.

Il sistema del paesaggio
La lunga fascia di territorio, tra il mare e il boulevard, naturalmente vocata al verde, diviene anche lo spunto per una necessaria opera di riconnessione di tutto l’edificato, tra vecchie e nuove architetture.
Le «onde della duna», vera e propria cifra stilistica nella progettazione del parco, si trasformano, allungandosi ed insinuandosi attraverso tutta l’area oggetto del concorso, creando un autentico tessuto connettivo composto di prati, acqua e boschetti urbani, procurando un immediato senso d’identità al luogo.
La metafora della duna e dello stagno retrodunale (elemento paesaggisticamente distintivo di tutta la fascia costiera, dalla piana di Torre Angellara fino alla foce del fiume Sele) nella nostra proposta progettuale si trasforma in un tema di modellazione della morfologia del parco, dapprima con caratteri più squisitamente naturalistici (zona ovest del parco) per poi trasformarsi gradualmente in una vera e propria applicazione dei moderni concetti di land art, attraverso un uso più geometrico delle curve di livello e del disegno delle zone d’acqua (zona est del parco). Tale motivo si traduce infine in una sorta d’esasperazione del segno organico, nell’ultima grande area, nell’«isola che non c’è» in fondo al grande boulevard, dove la rappresentazione del terreno, dell’acqua e della vegetazione viene catturata nel «gorgo» di una grande spirale ascendente: un recapito ultimo alla simmetria del viale, zona di visibilità massima, da dove percepire l’immagine della nuova Salerno vista da est.
All’interno del parco, il costruito, composto da tre grandi edifici, contenitori delle numerose funzioni previste dal concorso per le aree a ridosso del mare, saranno perfettamente assorbiti dalla modellazione complessiva dell’area, risultando quindi un tutt’uno all’interno delle armoniose curve del terreno. Gli specchi d’acqua studiati saranno progettati prevedendo delle profondità differenziate al fine di garantire il massimo delle diversità vegetazionali possibili (specie acquatiche d’acqua dolce e salmastra), realizzati con un bordo netto al fine di permettere il raggiungimento repentino delle giuste profondità, in considerazione delle forme lunghe e sottili di tali zone.
Architettura del Parco Dunale
L’architettura completamente mimetizzata nel sistema dunale, caratterizzata dal ridisegno dell’andamento orografico, che media la quota boulevard verso la linea di battigia, nasconde all’interno dei vari gusci, organicamente progettati, le attività legate alla balneazione e al tempo libero con un utilizzo globale e a rotazione di tutto l’ambito del parco.
Il Parco Dunale si articola sostanzialmente nelle seguenti attività :
• n. 3 Stabilimenti Balneari di circa 1000 mq;
• Centro Benessere 800 mq;
• Ristorante 300 mq;
• Disco Pub 800 mq;
• Punto Ristoro 200 mq;
• Palestra 250 mq;
• Scuola di Vela, Kayak, Surf 700 mq;
• Spogliatoi, Doccie, Depositi (Attività legate all’utilizzo del Campo Volpe) 300 mq.

Il Sistema vegetazionale
Un discorso a parte merita, in questa breve descrizione, la componente più propriamente vegetazionale.
Grande attenzione sarà destinata ai prati, che saranno tutti realizzati con specie graminacee macroteme stolonifere, scelte nell’ambito di quelle più resistenti alla salsedine (es. Paspalum e Zoysia) ed al secco. Ciò al fine di ridurre al minimo l’utilizzo delle pur necessarie irrigazioni primaverili ed estive. In vicinanza del mare e delle aree umide saranno realizzate delle piccole praterie marine a graminacee alte (Ampelodesmos tenax, A. mauritanicus). Analogo discorso sarà fatto nella scelta delle specie arbustive fiorifere e per gli alberi. Sono infatti previste delle macchie di vegetazione arborea monospecifica: boschetti di tamerici (Tamarix gallica) molto resistenti alla salsedine (per le aree più immediatamente a ridosso del mare) di sughere (Quercus suber), di carrubi (Ceratonia siliqua) e di lecci (Quercus ilex), che daranno una densa copertura con garanzia d’ampie aree ombrose nella calura delle sempre più lunghe stagioni estive.
Discorso leggermente diverso sarà applicato per le aree a ridosso del fiume Fuorni, dove saranno messi a dimora specie arboree tipiche dell’ambiente umido (la classica successione salice, pioppo, ontano), con l’obiettivo di ricreare un modello di boschetto igrofilo che funga anche da quinta per la visione complessiva da ovest del parco.
Completeranno il quadro compositivo del verde le variegate siepi di macchia mediterranea mista, formate dalle specie autoctone più resistenti all’aridità ed alla salsedine: principalmente l’ampia scelta varietale dei profumatissimi cisti (Cistus ladanifer, C. x purpureus), ma anche altre specie quali il rosmarino (Rosmarinus officinalis), l’alloro (Laurus nobilis), il mirto (Myrtus communis), il lentisco (Piscacia lentiscus), la fillirea (Phillyrea latifolia), la ginestra (Spartium junceum) ecc. A queste siepi, si aggiungeranno, nelle aree più interne, macchie di rose rifiorenti e resistenti anch’esse alla salsedine (Rosa rugosa, Rosa damascena).

Il sistema dei percorsi porticati a differenti livelli
L’idea fondamentale si articola sulla riproposizione del fronte lungo la linea di costa, tipico del sistema insediativo urbano delle città mediterranee.
Il basamento in pietra proposto risponde alla duplice esigenza di protezione degli isolati, ricreando dall’interno attività commerciali e luoghi di aggregazioni sociali con la creazione di piazze in prossimità delle aperture, porte virtuali della nuova città e di riappropriazione della risorsa mare e del panorama delle due costiere. La passeggiata in quota al di sopra del basamento, elemento unificante delle attività e delle funzioni dei vari insediamenti residenziali e commerciali e di attività ludico-ricreative, consente una fruizione dello spazio urbano da molteplici punti di vista esaltandone quella privilegiata del mare e ricercando una profonda integrazione architettonica tra le differenti attività. Questa parte del porticato che affianca il boulevard, asse portante della proposta urbanistica, ha come punto di partenza la piazza rialzata in quota che diventa cerniera, punto di raccordo tra le varie direttrici e funzioni:
• attraversamento in quota, con corsia ciclabile, diretto verso il nuovo porto turistico Marina d’Arechi che offre un rafforzamento dell’immediato contatto con il mare;
• collegamento con la piazza inferiore;
• collegamento a nord con lo stadio Arechi fino alla stazione della metropolitana attraverso la rampa ciclabile;
• collegamento attraverso il portico alle residenze e alle dune del Parco Urbano ed alle strutture balneari dunali (dune service) attraverso i ponti pedonali soprelevati e alla pista ciclabile.

La piazza-cerniera che si snoda tra i grandi impianti della stazione marittima, dell’Auditorium e dello Stadio, si collega come luogo di mediazione e comunicazione in diverse direttrici, tra la sfera più intima degli edifici residenziali e la dimensione collettiva delle attrezzature pubbliche e commerciali.
Elemento architettonico di rilievo che caratterizza la piazza è rappresentato dalla mediateca, un complesso edificio polifunzionale che al suo interno accoglie una biblioteca con ampie sale di lettura, aree attrezzate per la consultazione audiovisiva di supporti multimediali, un vasto book-shop / libreria connesso ad attività di ristoro (Tea-room), nonché ambienti per la connessione internet a banda larga. A livello inferiore è disposto un auditorium di circa 400 posti, prevalentemente destinato ad accogliere iniziative culturali connesse alla mediateca, da convegni a rappresentazioni teatrali ed artistiche coadiuvato al vicino laboratorio/museo negli ambienti sottostanti la libreria book-shop. Tale laboratorio potrebbe, infatti, essere destinato prevalentemente al restauro della ricca cineteca delle numerose attrezzature cinematografiche dei manifesti, dei libri del Cinema e delle 15.000 foto d’epoca, realizzabile con l’attiva collaborazione dei cospicui collezionisti e cineamatori salernitani, e dei diversi materiali conservati sin dalla Mostra Nazionale del Cinema a passo ridotto (anni ’50) successivamente Festival Internazionale del Cinema di Salerno; tale laboratorio potrebbe inoltre avvantaggiarsi e collaborare con il vicino complesso commerciale del Multisala Medusa.

Il Sistema della luce
I concetti uniformatori della nostra proposta progettuale sono:
- la luce quale identità e comunicazione di cultura per l’uomo essere vedente;
- la luce quale elemento di coesione tra il costruibile e l’ambiente;
- la luce innovazione quale lettura mediterranea dai colori puri solari degli scenari dinamici e delle architetture del costruibile e dell’ambiente in sinergia, senza contrasti forti ed abbaglianti, nella morbidezza del clima che ci circonda.
Riteniamo che senza luce non c’è spazio e senza luce non ci sono oggetti architettonici, è’ attraverso la percezione sensoriale della luce che ci coinvolge, quali fruitori degli spazi, che noi ci colleghiamo agli stessi spazi vivendoli.
L’obiettivo è un’illuminazione “urbana” naturale che sia ricca di significati e dia una dimensione alla porta est di tessera del mosaico cittadino, a dimensione umana, nel rispetto della qualità di vita architettonica e ambientale, senza alcuna esasperazione o dissimmetria scenica, nella gioiosa luminosità del paesaggio mediterraneo.
In tal modo vengono trattati senza alcuna violenza gli spazi di aggregazione, i camminamenti e le aree di oasi naturale. Si dà la sensazione di camminare nella luce, come si cammina nello spazio-struttura architettonico, in una espressività dei volumi, dei pieni, dei vuoti, delle contrapposizioni ed alternanze dei contenitori, quali la stessa architettura schizza e confeziona.
In questo senso il concetto di illuminazione è innovativo, nel suo continuo cambiamento di prospettive luminose giorno-notte, senza alcuna cesura.

Il boulevard
Il boulevard è l’asse portante dell’intera area e costituisce elemento di comunicazione visiva tra i vari accadimenti locali che vi si affacciano ed attraverso i ponti un’ideale collegamento ortogonale con l’orizzonte.
Lavorare su tecnicismi illuminanti, con corpi e sostegni massicci non ci è sembrato opportuno, proprio per dare snellezza e visibilità d’ambiente e di scene: pertanto si è pensato di concepire ed utilizzare un albero di palma stilizzato di altezza ed inclinazione variabile in funzione delle precipue caratteristiche delle aree da illuminare. In tal modo il design dello stelo ed il principio di conduzione della luce, quale linfa della foglia di palma, conferiscono all’insieme una grande armonia di forme e di effetti luminosi.

Gli spazi d’incontro e di aggregazione
In questi spazi si accende la caratterialità mediterranea, e l’allegria dell’incontro e della parola comune: ci è sembrato giusto utilizzare un corpo luminoso caratterizzante, quale fiore stilizzato a campanula, con decorazioni sullo stelo in ceramica, riprendendo anche le stesse tonalità decorative degli elementi dei corpi scala delle residenze e delle murature-quinte.
Gli effetti luminosi derivanti dal corpo traslucido in policarbonato colorato permettono di notte di ritmare ed animare questi spazi, densi di movimento umano.

I percorsi in quota
Non abbiamo ritenuto di considerarli elementi alieni dai porticati e dagli spazi circostanti, per evitare qualsiasi cesura spaziale e di funzione, pertanto il corpo luminoso scelto “Hermes viaggiatore” si caratterizza quale elemento unificante l’intero attraversamento, evitando quindi quella dicotomia tra fasce longitudinale e spazi volumi.
Il design ha un carattere unificante: infatti il sostegno del corpo luminoso ad ala, è un pilastro stilizzato che viene utilizzato sia quale componente dell’apparecchio illuminante, sia nell’arredo, sia quale elemento portante dell’arco del portico.

Le quinte luminose
Delicatissimo dal punto di vista architettonico è collegare l’attuale sistema urbano a quello di progetto per la porta est. Non si è ritenuto di dover utilizzare quinte o altri schermi corporei, ma dare alla luce questa funzione di schermatura, in un design di corpo stilizzato cilindrico sottile.
La schermatura diventa giocosa e non frustrante (non punisce il precedente insediamento) attraverso la proposizione di fontane medianiche, coronate da questi fusi cilindrici luminosi con effetti d’acqua dinamici nelle forme e nei colori di luce.

Le dune
Le ombre della luna e gli specchi argentei dei suoi raggi sono il motivo ispiratore della luce pura, senza corpo, che motiva ed evidenzia, in un rincorrersi continuo tra le morbide balze delle dune, l’effetto paesaggio.
Questi gangli luminosi identificano i sentieri che attraversano l’area: l’elemento produttore di luce è il led che, come detto, scompare nel tessuto erboso e ligneo. Le lingue d’acqua, retaggio del passato paludoso della zona, diventano quei fasci argentei di luna, illuminati sempre dai led in modo radente.
Le vetrate come piccole stelle fasciano -secondo direzioni mutanti dinamicamente- l’intera area.

I ponti
La luce deve delineare i percorsi, con il minimo di struttura tecnica in modo tale che il ponte appaia in tutte le sue linee essenziali come fascia di congiunzione con le aree- funzioni a mare.
Si è pensato a bitte stilizzate a fascio direzionato, che si nascondono nell’altezza e nei motivi strutturali ed architettonici dei vari ponti, con la valenza di corrimano luminoso a led.
La piazza terminale—“ L’isola che non c’é…..”
Nella piazza l’illuminazione segue il motivo geometrico della spirale con corpi incassati a terra con fasci diversi e direzionati tra loro collegati da canali luminosi incisi nel lastricato.
Questa opzione permette di identificare da qualsiasi punto la spirale e connotare il rincorrersi dell’elemento fisico strutturale con la vegetazione. La ricerca di tale soluzione estetica è motivata dalla necessità di occultare il retrostante volume tecnico del depuratore.
La fidatezza ed il risparmio energetico
Il concetto di luce modulante e prestazionale in architetture sceniche dinamiche è stato alla base dell’intero progetto di illuminotecnica. Infatti si sono scelti corpi luminosi a minimo impatto energetico, modulabili e temporizzabili nei livelli luminosi attraverso un sistema di automazione e controllo a logica decentrata. Ogni corpo di per sé è un singolo produttore di luce autoregolantesi in comunicazione con gli altri per creare le scene dinamiche.
Il sistema è ovviamente per le scelte fatte antivandalico e a sicurezza intrinseca.
Sistema delle residenze (ATR) e degli insediamenti produttivi (ATPS)
In conformità con le previsioni di piano sono stati progettati i comparti urbani che definiscono le cortine edilizie lungo il boulevard e che sono oggetto del presente concorso. La metodologia di intervento per ciascuna AT non poteva prescindere dallo studio tipologico di ciascun comparto considerando prioritarie le relazioni tra gli spazi esterni ( AS) e l’edificato progettato ( la superficie lorda di solaio realizzabile nell’intero comparto). La conformazione dei lotti stessi ha, in molti casi, influenzato la forma urbana. Il principio –guida è stato quello di elevare gli edifici (non esistendo un limite di altezza nel P.U.C) per ottenere superfici ancora maggiori da destinare ad aree standard con l’obiettivo di definire, in tal modo, una sequenza di piazze, porticati, spazi verdi e luoghi di incontro e ritrovo. Si è tentato di invertire la tendenza dei vecchi piani degli anni ’50 privilegiando il rapporto tra spazi esterni attrezzati ed edificazione. Inoltre nella definizione delle altezze si è tenuto anche conto delle preesistenze che insistono sull’area in oggetto caratterizzata da grossi contenitori quali lo stadio Arechi e il Palasalerno. Pertanto il progetto urbano delle aree di trasformazione ( AT) ha tentato di inserirsi tra le preesistenze senza cesure eccessive ma rispettando le immagini consolidate nella memoria collettiva dei cittadini. Il linguaggio architettonico utilizzato, eccezion fatta per i due episodi più significativi quali l’acquario e le mediateca che presentano una connotazione più forte, tende a non essere mai eccessivo sia negli aspetti morfologici che funzionali. E’ stata data grande importanza agli aspetti della mediterraneità, della luce, dell’esposizione al sole.
A margine delle unità residenziali che prospettano sul boulevard, in quella che nel PUC è indicata come ATPS_14, è stato immaginato un polo scientifico legato alla conoscenza e allo studio del mare. L’area, che è molto estesa, conterrà le ultime residenze con fronte mare in direzione sud-est, pertanto sarà suddivisa in ambiti minori da una viabilità secondaria.
Si è scelto il mare come tema conduttore per lo sviluppo dell’area perché si ritiene questa una risorsa storicamente importante per la città, ma soprattutto si pensa che possa garantire una produzione notevole senza mai perdere di vista la cultura salernitana che con il mare, e spesso grazie al mare, ha sempre vissuto.
Il polo scientifico è stato concepito come insieme di due momenti conoscitivi: lo studio del mare da parte di enti ed associazioni votati alla ricerca, anche di carattere universitario, e la didattica legata alla vita marina che si esplicita nella realizzazione di un acquario.
L’acquario per la sua posizione sarà facilmente raggiungibile dagli utenti che vengono da fuori città e al contempo sarà parte integrante del tessuto residenziale. Il suo prospetto è caratterizzato da un percorso parzialmente coperto, limitato da piani fluenti che si incrociano restituendo un aspetto zoomorfo grazie ai differenti materiali di rivestimento: il c.a., la ceramica, il vetro, il legno marino e l’acciaio.
Come detto gli scopi della presenza di un acquario sono essenzialmente didattici: un percorso conoscitivo si sviluppa all’interno della struttura passando da un primo approccio alla vita dei mari, per arrivare al contatto con le grandi forme di vita marine e con i diversi eco-sistemi, fino all’esperienza ludica e complementare costituita dall’acquisto di un ricordo legato all’acquario di Salerno o dall’osservazione della costa e del Golfo dalla Torre-Osservatorio.
L’ingresso vero e proprio: una scatola di vetro sormontata da elementi metallici (che in facciata ricordano delle branchie), si trova in posizione centrale e dalla biglietteria si penetra verso una prima sala conoscitiva con vasche di dimensioni contenute che portano all’auditorium dove comincia il viaggio più affascinante: i visitatori affronteranno 4 diversi ecosistemi marini: il Mediterraneo, l’Artico, le acque tropicali e i grandi cetacei per poi dedicarsi a pesci di taglia media e piccola posizionati in vasche all’interno di un ambiente che cinge una piccola corte interna sede della torre-osservatorio orientata verso l’angolo che unisce e divide la costa salernitana e la Costiera Amalfitana.
All’esterno si trovano, oltre agli uffici, una serra a forma di bolla di vetro che ripropone al proprio interno un clima caldo e umido dove potranno essere coltivate specie vegetali tipiche della foresta pluviale.

Materiali
Si è privilegiata, nella scelta dei materiali, la ceramica quale elemento unificante della mediterraneità pur nella specificità degli smalti e dei colori dei supporti propri di quella vietrese che in via sperimentale viene utilizzata in maniera seriale come pelle dell’architettura proposta e come elementi funzionali nelle schermature solari (frangisole) e nell’isolamento termico.
La ceramica intesa sia come momento innovativo di sperimentazione degli smalti ma anche come possibilità di confronto tra diversi artisti e designer di fama internazionale che possano sostenere l’ utilizzo della ceramica come “mezzo di comunicazione” dell’architettura.
La ceramica usata come pelle dell’architettura in maniera seriale non costituisce solo un momento creativo ed artistico ma va riletta anche come opportunità economica per il rilancio delle attività produttive locali. Peraltro la sperimentazione nel settore ceramico è stata notevole già negli anni ’60 con la presenza della produzione Ernestine che si è distinta soprattutto per gli smalti ( vedi Simonis) e per il design che ha trovato applicazione in alcune architetture di Giò Ponti.

Materiali ecologici nella realizzazione degli edifici.
Per l’edificazione saranno utilizzati materiali ecologici, realizzati con componenti eco-compatibili, scegliendoli, preferibilmente tra quelli con marchi di qualità ecologica, che in ogni fase del loro ciclo di utilizzo assicurino un basso impatto sul sistema ecologico ed un’elevata rispondenza alle esigenze biologiche dell’utenza, in conformità alle Dir. CEE 880/92 e 1836/93, nonché alla risoluzione comunitaria 1727/1993 per lo sviluppo sostenibile. Materiali che saranno, a basso impatto ambientale in fase di estrazione, produzione, messa in opera, biodegradabili o completamente riciclabili in dismissione e salubri per gli abitanti. Nel caso di edifici in cemento armato è previsto l’utilizzo di metallo, per le armature, a bassa conduttività elettromagnetica e la messa a terra del ferro e interruzioni, con materiale isolante della gabbia di metallo.
Per coibentare saranno utilizzati isolanti in fibre vegetali (sughero, fiocchi di carta riciclata, pannelli in fibra di legno , ecc.) mentre gli intonaci saranno eseguiti con malta di calce o con terra cruda e tinteggiati con prodotti a base di calce, terra cruda e colori ai silicati.
Verranno utilizzati collanti naturali per la posa delle piastrelle (pavimenti e rivestimenti).
Gli infissi interni ed esterni saranno realizzati in legno e trattati con vernici di origine vegetale, in qualunque caso è sollecitato l’impiego di vernici senza piombo e limitato l’impiego di vernici con alte percentuali di solventi.
E’ previsto l’uso di tubature in polietilene o polipropilene in quanto materiali riciclabili con riduzione o eliminazione del P.V.C., contenente cloruro di polivinile.
Interventi per il risparmio energetico degli edifici a basso consumo
Progettare edifici ad alta efficienza energetica, con alte prestazioni acustiche e termiche ed elevati standard di comfort è una delle attività più qualificanti dell’intervento progettuale proposto. Le nuove norme e la sempre più diffusa sensibilità nell’ambito dell’efficienza energetica hanno indotto maggiore slancio ed attenzione verso tali tematiche, considerando l’opportunità di un approccio bioclimatico sin dalle prime fasi della progettazione. Le scelte tipologiche, l’orientamento e la distribuzione delle diverse funzioni sono state rivolte all’integrazione di diverse esigenze formali, funzionali e qualitative. La progettazione si è sviluppata in più fasi, a seconda delle esigenze riscontrate per i diversi corpi di fabbrica, considerando le prestazioni energetiche degli edifici, in funzione della loro esposizione solare. In particolare, l’approccio verso una progettazione eco-orientata rivolta all’utilizzo di principi fisici naturali, come l’irraggiamento solare e l’effetto camino, ha guidato le scelte progettuali all’adozione delle seguenti soluzioni tecnologiche:
o SISTEMI DI CONVERSIONE DI ENERGIA ALTERNATIVA E ACCUMULO TERMICO:
• Solare Fotovoltaico;
• Solare Termico;
• Serra Solare (regime invernale);
o SCHERMATURA SOLARE:
• Frangisole/Brise-Soleil;
• Schermature e Componenti Trasparenti;
o CONTENIMENTO DELLE DISPERSIONI TERMICHE:
• Elevata Inerzia Termica dei tompagni;
• Tetto Giardino o Rovescio;
• Strutture Edilizie Composte (doppia pelle);
o RAFFRESCAMENTO PASSIVO:
• Facciate Ventilate;
• Camino Solare e Sistemi di Ventilazione Naturale;
• Sistemi di Ventilazione Artificiale integrativi.

I naturali principi dell’irraggiamento e della ventilazione, garantiscono comfort termico e benessere, essendo in grado di fornire i giusti apporti gratuiti durante l’anno. L’impiego razionale dell’energia è una delle prerogative progettuali che mira al raggiungimento di un elevato risparmio energetico rispetto ai tradizionali sistemi di generazione e distribuzione, tali da autosostenere il fabbisogno dell’involucro edilizio.
La gestione di numerosi parchi edilizi e di realtà complesse, dal punto di vista dei consumi, ha richiesto specifiche competenze e, dopo un’attenta analisi ha offerto elevati margini di risparmio energetico e quindi economico.
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    Project details
    • Year 2007
    • Status Competition works
    • Type Waterfront
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