CASA S | ottavia sarti

Ravenna / Italy

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L’intervento è sito nella prima campagna a sud di Ravenna, vicino a San Bartolo.
La zona è vincolata dalla normativa comunale che impone un attento studio paesaggistico d’inserimento di ogni nuovo fabbricato.


In riferimento agli obiettivi del contesto locale, si sottolinea come il nuovo manufatto rurale vada a riprendere l’allineamento del terreno agricolo sul quale si inserisce, seguendo contemporaneamente le tracce rappresentate dai fossi ed i drenaggi che lo lambiscono nonché i confini di proprietà.
Preme inoltre sottolineare la volontà di rispettare e mantenere l’allineamento della Cà della Civetta, edificio di valore tipologico-documentario, unico fabbricato nelle vicinanze.
La distanza fra i due fabbricati rimane comunque tale da garantire abbondantemente le distanze minime dal confine, il consolidato ritmo pieno-vuoto delle aggregazioni limitrofe nonché la dovuta privacy per entrambe le abitazioni.


La pianta ha uno sviluppo semplice e compatto, è composta da una aggregazione di tre elementi rettangolari (zona giorno, zona notte e deposito) che richiamano le aggregazioni di corpi semplici delle case di campagna del contesto, dovute spesso a una divisione funzionale ed a successive stratificazioni negli anni.
Il corpo principale, in cui si articola la zona giorno, riprende la volumetria e le proporzioni delle case rurali, con tetto a falde e sviluppo a doppia altezza. Si modernizza però nelle linee, quasi minimaliste, nello schema delle ampie finestrature e nella semplice struttura del pergolato a sud composta da travi e pilastri in legno o metallo dipinto di bianco.
In stretta connessione con la zona giorno, il corpo secondario ospita i bagni e le camere da letto ed è ad un unico piano con linee più squadrate e contemporanee, richiamando al contrario la tradizionalità nelle proporzioni delle aperture.
Sia nello sviluppo in pianta che volumetrico è possibile notare come le scelte siano state effettuate con la volontà di richiamare alcune caratteristiche tipologiche proprie della vicina Cà della Civetta, rivisitate e attualizzate in chiave contemporanea.
Annesso all’abitazione, ma funzionalmente e strutturalmente separato, si trova l’elemento deposito attrezzi per le attività agricole.


I materiali esterni utilizzati saranno principalmente materiali tipici della zona rurale, affiancati da soluzioni tecnologiche in grado di assicurare gli standard di benessere e risparmio energetico richiesti dalla vigente normativa.
Il corpo principale sarà intonacato e tinteggiato di bianco avorio e dei colori della terra, a sottolineare l’aspetto più nobile ed importante del comparto, in quanto anticamente solo chi poteva premetterselo economicamente intonacava i propri fabbricati. La zona notte e il deposito invece si distingueranno per il rivestimento in mattone faccia a vista locale, possibilmente di recupero.
Il tetto a due falde del corpo principale è l’unico elemento in cui verrà adottato un materiale, come il rame, che conferirà all’intervento un carattere rispettoso delle tradizioni rurali ma con un taglio contemporaneo.


L’esposizione nord-sud, con zona servizi e bagni localizzati a nord, camere da letto est-sud e zona giorno sud-ovest, insieme ad uno studiato sistema di schermature solari e ad un attento utilizzo dei materiali isolanti nonché della conformazione dell’involucro stesso, garantirà un notevole comfort di benessere ambientale, illuminazione e comfort termo igrometrico.
Allo stesso modo, le aperture e gli infissi dell’involucro edilizio, si distinguono per forma e caratteristiche a seconda dell’orientamento e dell’esposizione, cercando di ottenere contemporaneamente da un lato la ricerca di luce, dall’altro la protezione dagli agenti atmosferici stagionali.
Il nuovo fabbricato, per la sua posizione e per le sue caratteristiche costruttive, si propone quindi come un segno contemporaneo nel consolidato skyline della zona rurale in perfetto dialogo con le preesistenze, relazionandosi con esse ma senza prevaricare su quei segni di alto valore tipologico-documentario di cui si circonda, richiamandone forme e materiali ma con un taglio semplice e contemporaneo.


Committente: privato


Progetto architettonico e direzione lavori: arch. Ottavia Sarti (Teprin Associati).


Strutture: Instudio
Impianti: Ing. Stefano Silvi


Coordinamento per la sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione: Arch. Stefania Bulzoni (Teprin Associati).


foto di Ottavia Sarti

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