REPETITA IUVANT: IL MODELLO "PIENNE" TRA IDENTITA E SIMILITUDINE/REPETITA IUVANT: THE MODEL "PIENNE" BETWEEN IDENTITY AND SIMILARITY | Maurizio Moraldi

Il recupero di un volume artigianale nel quadrante della moda dell'area metropolitana fiorentina. Scandicci / Italy

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La prima volta ci fu detto dal committente:  ".....per adesso stiamo qui  ma, prima o poi, compreremo in  questa città un immobile tutto nostro". Bene, "allora progettiamo qualcosa che in futuro potrà essere riutilizzato". Il discorso si concluse in modo lapidario : " si dice sempre  così ma, nei fatti, non si recupera mai niente ". Orbene, dopo cinque anni si è presentata proprio quella curiosa situazione. La committenza, ora anche proprietaria del nuovo contenitore,  ha espresso  da subito la volontà di riproporre, con i necessari adattamenti, il  precedente - sperimentato - virtuoso modello.  Pavimenti in pannelli di OSB; espositori in lamiera piegata;  arredi  in rete metallica appositamente sagomata da cantiere, mostrano, e si mostrano di nuovo, con un accentuato volto autocelebrativo, custodi di un modello identitario basato sull'impiego di materiali mutuati da una "estetica industriale". I necessari adattamenti hanno quindi interesssato la capacità del modello ad intercettare, per similitudine, le soluzuioni più idonee  nel rispondere alle attuali esigenze dove lo spazio dedicato alla "produzione" è adesso in  equilibrio  con  quello dedicato alla "esposizione"  dei prodotti.


 


The recovery of an artisan volume in the fashion district of the Florentine metropolitan area.


The first time we were told by the client: "..... for now we are here but, sooner or later, we will buy our own property in this city". Well, "then let's design something that can be reused in the future". The speech ended in a succinct way: "we always say this but, in fact, nothing is ever recovered". Well, after five years, that curious hypothesis has arisen. The client, now also the owner of the new container, immediately expressed the desire to re-propose, with the necessary adaptations, the previous - tried and tested - virtuous model. Floors in OSB boards; bent sheet metal displays; furniture in specially shaped metal mesh for construction sites, show, and show themselves again, with an accentuated self-celebratory face, guardians of an identity model based on the use of materials borrowed from the industrial "aesthetic". The necessary adaptations have therefore affected the ability of the model to intercept, by similarity, the most suitable solutions in responding to current needs where the space dedicated to "production" is now in equilibrium with that dedicated to the "display" of products.


 


 


 


 

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    Project details
    • Status Completed works
    • Type Lighting Design / Recovery of industrial buildings / Furniture design / Building Recovery and Renewal
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