«Parco della Memoria» San Giuliano di Puglia

Campobasso / Italy / 2007

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I CARATTERI DEL LUOGO
In seguito al sisma del 2002 solo il centro più antico di San Giuliano appare com'era; la maglia urbana più recente, invece, a causa dei crolli e delle demolizioni necessarie, si è fortemente allentata, per scomparire del tutto in alcuni suoi episodi.
L'isolato che accoglieva gli edifici scolastici, e oggi motivo del concorso, è uno di questi; un vuoto urbano e non solo immediatamente visibile a chi entra in paese da entrambi i possibili accessi e che diviene, per chi lo osserva, invece, dagli affacci del centro storico, punto di fuga di una prospettiva triste e necessaria.
Teatro della tragedia, questo vuoto invita se stesso a rimanere tale, a non riempirsi più, perchè adesso è luogo del ricordo, ma chiede anche di trasformarsi, perchè da adesso in poi, sia anche luogo di speranza.

L'IDEA DI PROGETTO
L'essere chiamati a trasporre nella dimensione spaziale tre momenti (ricordo-passato, testimonianza-presente, speranza-futuro) che appartengono, invece, a quella temporale, ha definito in modo chiaro e quasi immediato le linee guida del progetto.
I resti della scuola, che si chiede insistentemente e giustamente vengano conservati, si collocano al centro dell'isolato, a testimonianza perenne di ciò che le forze della natura e l'incuria dell'uomo, possono causare. Sono quindi il punto fermo e di partenza dell'intervento e divengono l'elemento misuratore per lo sviluppo del progetto nell'isolato.
Al di qua e al di là due spazi abbastanza ampi da permettere la visione, secondo due prospettive diverse e contrapposte, dell'elemento centrale, in cui gli elementi della natura e la cura dell'uomo, questa volta, collaborano a mantenere vivo il ricordo e il monito, da una parte, la speranza e la fiducia, dall'altra.
Il primo episodio del Parco, che guarda a nord ed è accessibile da tutte e tre le strade che lo delimitano, si configura come un terreno la cui modellazione simula il movimento tellurico; movimento che crea delle grandi e rapide spaccature che investono i resti della scuola, osservabili senza che, tuttavia, vi si possa usualmente accedere dalle due rampe, una artificiale, l'altra a naturale che li affianca e dall'opera d'arte commemorativa che si interpone tra il punto più alto del terrapieno e l'ultimo brano del parco.
Questo accoglie una piazza, luogo di aggregazione e divertimento; qui, dove l'elemento naturale scompare e lo spazio è definito dalla sola opera dell'uomo, riaffiora, tuttavia, il segno del sisma, a monito della incontrollabilità della natura, che diventa, adesso, semplice motivo della pavimentazione.

IL LUOGO DEL RICORDO
Il primo brano del Parco della Memoria è concepito come un terreno inizialmente piano e regolare in cui l'evento simico ha creato, con il movimento tellurico, grandi spaccature perpendicolari al terrapieno della scuola, e l'insieme delle zolle, diversamente inclinate, che le intervallano.
I tagli nel terreno, ricoperti di brecciolino bianco, avendo la stessa quota delle strade che lo delimitano, permettono l'accesso al parco da più punti; si sviluppano, in parte, in trincea (45-50 cm), creando delle sedute naturali sulle zolle ricoperte di erba, e in parte alla stessa quota del terreno, permettendone l'attraversamento.
Agli alberi già presenti, piantati dai ragazzi della scuola media, si intervallano alberi di leccio, entrambi disposti sulle prime zolle, a ricreare e ricordare, in questo primo brano, una possibile condizione naturale e se-rena ante sisma.
Avanzando verso la scuola, invece, il sistema delle sedute artificiali ridotto a semplici parallelepipedi di cemento bianco, ricorda ancora l'evento si-smico.
Inizialmente situate ordinatamente sul terreno, seguono, poi, l'inesorabile smottamento che il sisma ne provoca, disponendosi, in maniera solo appa-rentemente casuale, sulle zolle, assumendo posizioni diverse e non sempre e necessariamente orizzontali.
In questa fase, l'unico elemento d'ordine e regolarità è rappresentato dai due filari di corbezzoli che delimitano il campo visivo verso il terrapieno la cui misura ne determina, quindi, la posizione.
La scelta dei corbezzoli, la loro disposizione serena, insieme alla dimensione minuta e alla bianca fioritura autunnale, ricorda la presenza, anche in questo luogo, delle piccole vite scomparse.
Tutti gli elementi, i percorsi, le zolle, i filari degli alberi, si arrestano su una fascia parallela e adiacente al terrapieno, in parte erbosa, in parte pavimentata, che si divide, rigirando intorno ad esso, nelle due rampe, l'una naturale, l'altra artificiale, che conducono all'opera d'arte comme-morativa e, quindi, alla piazza.

IL LUOGO DELLA TESTIMONIANZA
Il terrapieno della scuola, proprio perchè testimonianza del tragico evento, viene, come richiesto, mantenuto allo stato attuale.
Pur non essendone prevista una fruizione abituale, l'accesso ai resti della scuola è possibile da nord, dove la quota si raccorda a quella del parco.
I resti sono visibili dalle due rampe che affiancano il terrapieno e collegano le due diverse quote del parco e della piazza, e dall'opera comme-morativa che al terrapieno si affianca, distaccandosene, tuttavia, di c.a. 60 cm.

IL LUOGO DELLA SPERANZA
La piazza a cui si giunge tramite le due rampe, è accessibile indifferentemente anche da via Giovanni XXIII o da corso Vittorio Emanuele III.
E' concepita, si, come luogo di aggregazione e divertimento, ma anche come spazio definito e regolato dalla sola mano dell'uomo, lontano fisicamente e mentalmente dal ricordo del sisma.
Qui tutto si dispone secondo una geometria prestabilita e controllata: il filare di corbezzoli che delimita su due lati la piazza, le sedute perfettamente allineate e orizzontali, la pavimentazione in pietra locale chiara, tagliata da linee oblique in pie-tra locale scura, che fugano verso gli elementi trilitici del monumento.
La stessa pavimentazione riveste, senza soluzione di continuità, anche l'accesso dal corso Vittorio Emanuele III, una delle due rampe e parte della fascia adiacente al terrapieno.
Anche in questo brano di parco riaffiora, tuttavia, il segno del sisma, che diventa, adesso, un semplice motivo della pavimentazione che ne rompe, con il suo andamento irregolare, la perfetta geometria, a monito permanente della superiorità della natura sulla capacità di controllo dell'uomo.

L'OPERA D'ARTE COMMEMORATIVA
Tra i resti della scuola e la piazza, trenta sistemi trilitici, posti in rapida successione, compongono la sagoma di quello che doveva essere un grande parallelepipedo e che ora appare, dopo l'evento sismico, il fermo immagine della struttura deformata nell'attimo immediatamente precedente al collasso.
Raggiungibile dalle rampe che costeggiano i resti della scuola, lo spazio interno all'opera si configura come complesso e articolato ma anche denso di sacralità; in questo luogo intimo e al tempo stesso precario, da cui si possono osservare dall'alto i resti della scuola, ogni trilite, accoglie il nome di una vittima.
Esternamente l'opera, fa da quinta a tutte le manifestazioni, siano esse commemorative o di altra natura, che si svolgono nella piazza o nel parco; un filtro visivo sulle macerie che mantiene vivo il ricordo delle vittime in tutti i momenti di collettività.
Viceversa, camminando verso le macerie, questa quinta trasparente sulla piazza diviene uno sguardo sul futuro e un invito alla speranza.

L'ILLUMINAZIONE
Si avvale di tre diversi sistemi: il primo, caratterizzato da elementi puntuali, serve i percorsi del parco; il secondo si concentra sul monumento con elementi illuminanti e decorativi posti alla base dei pila-stri che, proiettandosi direttamente sulle facce esterne di ogni singolo trilite, compongono fasci di luce, quindi, diretti al cielo; l'ultimo, un sistema di luce diffusa incassato nel pavimento che segue l'andamento delle fughe, illumina la piazza.
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    I CARATTERI DEL LUOGO In seguito al sisma del 2002 solo il centro più antico di San Giuliano appare com'era; la maglia urbana più recente, invece, a causa dei crolli e delle demolizioni necessarie, si è fortemente allentata, per scomparire del tutto in alcuni suoi episodi. L'isolato che accoglieva gli edifici scolastici, e oggi motivo del concorso, è uno di questi; un vuoto urbano e non solo immediatamente visibile a chi entra in paese da entrambi i possibili accessi e che diviene, per chi lo...

    Project details
    • Year 2007
    • Client Comune di San Giuliano di Puglia
    • Status Competition works
    • Type Parks, Public Gardens / Public Squares / Monuments
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