"Porta Barete Rinasce" | Alfonso Di Felice

Concorso internazionale di progettazione in due gradi per la riqualificazione urbana dell'area di Porta Barete nel comune di L'Aquila L’Aquila / Italy / 2020

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Il progetto si fonda sulla volontà di restituire agli spazi oggetto di studio i caratteri originari (siano essi quelli della città storica o quelli dell’abitato contemporaneo).


Gli elementi che compongono l’area sono il quartiere di S.Croce e la zona degli edifici commerciali ad uso della città, separati dalla cinta muraria e costeggiati da Via Roma. Nel corso di operazioni post sisma sono stati rinvenuti, a ridosso delle mura, reperti oggetto di analisi da parte della Sovrintendenza.


Il progetto si interroga sulla natura che gli elementi sopracitati hanno avuto e da tale quesito nascono le scelte progettuali.


1_Il quartiere di S.Croce_Era lo spazio degli orti urbani: aree non costruite, in cui predominava la natura “organizzata dall’uomo”. Oggi è occupato da edificazione di qualità mediocre. Nel quartiere domina l’omonima chiesa, celata dal terrapieno di Via Roma. La prima operazione è stata quella di eliminare tale terrapieno, ampliare il sagrato ed organizzare le aree verdi a ridosso delle mura con una geometria che cita l’organizzazione dei campi visti dall’alto. Il sagrato ed i nuovi orti urbani sono collegati al resto del quartiere da scalinate e da un ascensore panoramico obliquo (alimentato da pannelli fotovoltaici) adagiato accanto alle scale. L’area non presenta dislivelli tra spazio carrabile e pedonale al fine di restituire il quartiere all’uomo e sottrarlo al traffico veicolare. La pietra calcarea chiara è utilizzata indistintamente su entrambe le superfici (pedonali e carrabili) al fine di dare un’immagine unitaria al quartiere donando l’aspetto continuo della città storica. Una pietra più chiara è utilizzata sul sagrato della chiesa per distinguerla dal resto dell’edificato e dare all’edificio il ruolo predominante e di riferimento della città stratificata.


2_Gli spazi terziari_A ridosso delle mura sono sorti centri commerciali e strade di attraversamento della città, anch’essi sovrastati da Via Roma. Proseguendo l’operazione di sottrazione, il terrapieno a sostegno della strada viene completamente rimosso ed al suo posto prende spazio un’area pianeggiante: un nuovo parco dal carattere contemporaneo e “tecnologico” che si oppone a ciò che si trova dall’altra parte delle mura. Tale spazio, rialzato rispetto alla sede stradale per proteggere il nuovo parco dal traffico, dona nuova vita alla cinta muraria, permettendo di osservare (anche da lontano) gli antichi manufatti. Questa operazione permette di liberare l’antica Porta Barete dalle costruzioni che la nascondevano, restituendole il ruolo di limite permeabile tra città storica e contemporanea. La rimozione del terrapieno permette di portare alla luce i locali interrati del centro commerciale di Via Vicentini: demolendo parte della palificazione che li nasconde, è possibile accedere ad essi per creare luoghi al servizio del nuovo “podio tecnologico” (bike sharing station, servizi igienici) e connettere ad esso i locali commerciali siti sull’altro lato dell’edificio. Dentro i locali è inserito un sistema di risalite per accedere ai livelli superiori destinati al commercio ed al settore terziario. Il carattere di questi spazi aperti è fortemente contemporaneo nelle tecnologie e nei materiali. La superficie del podio è disseminata di “pixel”quadrati di formati e funzioni differenti. Essi sono di volta in volta aiuole, kindergarten, aree con sedute, superfici in pietra calcarea e pannelli fotovoltaici calpestabili traslucidi retroilluminati. In alcuni di essi si trovano bike park con colonnine per la carica delle bici elettriche. Sul lato prospiciente Viale Corrado IV sono collocati i parcheggi a servizio dell’area: anche qui sono presenti colonnine per la carica delle auto.


3_Le mura_La rimozione del sovrappasso crea uno squarcio nelle mura poichè costruito demolendo parte di esse. Si è pensato di ricreare il segno architettonico distinguendolo dalla cinta muraria originale e garantendo allo stesso tempo permeabilità al fine di creare una relazione visiva tra podio, scavi archeologici e chiesa di S. Croce. Le nuove mura verranno realizzate utilizzando una rete di acciaio e saranno illuminate dal basso al fine di diventare, di notte, un elemento evanescente.


I tre elementi sono collegati dalla riproposizione da ciò che prima li teneva disgiunti: Via Roma. Al suo posto una passerella ciclopedonale parte dal podio, sale sul primo livello del centro commerciale di Via Vicentini e poi, con una seconda rampa, squarcia le nuove mura, passa a sbalzo sopra gli scavi archeologici e giunge sul sagrato della chiesa. La passerella è trait d’union, passeggiata archeologica, punto di vista privilegiato dell’intera area e riproposizione di un tracciato storico. Nella passerella saranno alloggiati i sottoservizi attualmente presenti nella sede viaria di Via Roma e verranno incassate luci per l’illuminazione degli scavi. Essa sarà progettata secondo i criteri del design for all e presenterà sul corrimano una descrizione in codice Braille di ciò che da essa si può godere.

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    Project details
    • Year 2020
    • Status Competition works
    • Type Parks, Public Gardens / Public Squares / Urban Furniture / Restoration of old town centres / Urban Renewal / Recovery/Restoration of Historic Buildings / Restoration of Works of Art / Building Recovery and Renewal
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