Scuola in piazza a Levante

Progetto menzionato del concorso 'Scuola in piazza a levante' Bisceglie / Italy / 2009

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IL METODO DI LAVORO. SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE ED ENERGETICA DELL’INTERVENTO
Nella costruzione del progetto la sostenibilità ambientale è strettamente intrecciata con l’organizzazione dello spazio urbano e con la definizione della qualità dello spazio interno.

La strategia che accompagna tutte le fasi della progettazione, dalle analisi fino alla elaborazione della proposta finale, mira a raggiungere elevati standard di comfort, cercando di contenere il consumo di risorse, di impiegare materiali e tecnologie bioecologici e di ridurre gli impatti dell’intervento nel contesto urbano.
L’analisi del sito è la prima indispensabile fase del processo di progettazione di bioarchitettura; segue la definizione degli obiettivi progettuali che, nell'ambito degli obiettivi generali di salvaguardia dell'ambiente, della salubrità delle costruzioni e dell’uso razionale delle risorse, orienta la direzione e il livello di approfondimento del progetto. Infine l’individuazione e la verifica delle soluzioni, inerenti agli obiettivi progettuali, consentono di completare la definizione del progetto quale sintesi di tutti i fattori coinvolti.

La prospettiva ecologica nell’impostazione generale del tema di progetto si sostanzia nell’attenzione al comfort ed alla riduzione delle superfici impermeabili.
Il problema dell’aumento delle temperature in ambito urbano nel periodo estivo è mitigato e migliorato con una progettazione attenta degli spazi aperti.
I fattori ambientali esterni non sono sempre controllabili, come per l’ambiente confinato, tuttavia, progettare con attenzione il sistema del verde, le pavimentazioni, le schermature, le sedute, i percorsi, può contribuire a migliorare il livello di comfort e quindi l’attrattività dello spazio urbano.

Per quanto concerne, invece, la qualità bioecologica dell’intervento, gli obiettivi di progetto sono contenere il consumo energetico del fabbricato e garantirne l’efficienza energetica.

IL PROGETTO ARCHITETTONICO
Inserimento nel contesto territoriale. La realizzazione del progetto in esame interessa il territorio di Bisceglie, popolosa cittadina ed importante centro commerciale della costa del nord barese.

Il progetto è stato interpretato come intervento teso a creare una nuova centralità rispetto al programma di sviluppo urbano della città. In questa prospettiva si è cercato di rafforzare i legami con la rete della viabilità carrabile e dei percorsi ciclo-pedonali e si è cercato di progettare ogni zona per una utenza più ampia rispetto alla popolazione del quartiere P.E.E.P. con una particolare cura nel declinare le diverse “specializzazioni” di ogni singola area.

Passando dalla scala del PEEP a quella dei singoli ambiti, analizziamo in primo luogo il progetto della scuola per l’infanzia con l’annessa piazza (ambiti 1 e 2), che occupano il lotto centrale del PEEP e rappresentano di fatto “il fulcro” dell’intero intervento.

La scuola per l’infanzia. Il progetto è costruito attraverso pochi segni che si distribuiscono all’interno della cornice del lotto, nel tentativo di “superare il limite” tra scuola e piazza.
Sono stati inseriti quattro volumi che contengono le funzioni di servizio: due a pianta quadrata (il blocco servizi igienici pubblici della piazza, e il blocco cucina e depositi della scuola) e due blocchi rettangolari, uno a sviluppo verticale (blocco uffici della scuola, con annessi servizi e infermeria) e l’altro molto allungato, a sviluppo orizzontale (per i servizi e gli spogliatoi delle aule).

Per quanto concerne la distribuzione interna all’edifico scolastico, la scelta di concentrare tutti i servizi ha permesso di “liberare” gli spazi destinati ai bambini, così come si legge chiaramente in copertura, lì dove la superficie piana del tetto giardino si distribuisce “fluida” attorno ai blocchi di servizi, e si protende con una pensilina verso il giardino a sud e verso la piazza a nord. In questo spazio, libero da “vincoli murari”, si collocano l’ingresso e tutti gli spazi destinati, appunto, ai bambini (la mensa, gli spazi destinati alle attività comuni e le aule), nonché il sistema distributivo, parallelo al blocco servizi, che consente l’accesso alle aule (distinte in aule per le attività comuni e aule ordinarie destinate alle sei sezioni previste per la scuola dell’infanzia).
Le aule comuni formano un pettine a nord dell’edificio, in cui i tre ambienti si alternano a piccoli giardini.

Le aule si affacciano su entrambi i lati nei giardini, in modo da mettere in “relazione visiva” gli ambienti, i giardini, l’ingresso coperto della scuola (ultimo tassello del pettine) e la piazza. Quest’ultima si intravede attraverso la recinzione colorata semiopaca, lì dove i giardini della scuola “sconfinano” verso la fascia di verde a macchia sub-mediterranea della piazza.
Le sei aule per l’attività ordinata sono esposte, invece, a sud, e si affacciano, con una vetrata continua, verso il giardino della scuola. La facciata è ombreggiata mediante una mensola aggettante, la quale protegge dalla radiazione diretta del sole e regola anche l’illuminazione naturale delle aule.

La contrapposizione tra i blocchi dei servizi, più opachi, e il volume “trasparente” delle aule è sottolineata anche dalla maggiore altezza dei primi rispetto al secondo.
Tale dislivello consente di illuminare e aerare i servizi igienici e il vestibolo di accesso alle aule, che funge da spogliatoio e disimpegno per i servizi stessi.
Le partizioni delle aule e della mensa sono costituite da pareti mobili. Ciò permette di configurare liberamente gli spazi didattici, accorpando due o più aule per eventuali attività condivise.

Il sistema si presenta come un’interessante soluzione innovativa, in tema di edilizia scolastica, offrendo la possibilità di trasformare l’intero corpo delle aule in un unico ambiente, che si sviluppa attorno al blocco servizi e si affaccia sul giardino.
La totale flessibilità di questi spazi consente, quindi, di immaginare la scuola come luogo di aggregazione che si “apre alla città”, idoneo ad ospitare eventi, pur senza la predisposizione di idonei spazi speciali, che risulterebbero inutilizzati durante il normale svolgimento dell’attività scolastica.

La struttura planimetrica della scuola consente, inoltre, di disporre di un ampio giardino esterno esposto a sud dove imparare, giocando, il tempo delle stagioni, la qualità dei materiali naturali “toccando con mano” le cose belle e cercando una fusione tra giochi di comunicazione, giochi di ruolo, giochi di movimento e di "avventura".

Il progetto del verde (come più avanti illustrato) riprende qui i temi didattici individuati: l’angolo delle favole è ombreggiato da agrumi, mentre, vicino ai giochi, gli alberi di sorbo, melo cotogno, fico etc. completano, insieme allo spazio destinato agli orti, la conoscenza dei frutti e della verdura locali.

La scuola si presenta all’esterno come un recinto colorato, costituito da moduli di lamiera forata. Tale soluzione, adottata per assolvere alla duplice funzione di perimetrare l’area e mantenere una continuità visiva tra gli spazi interni ed esterni, diviene un elemento fortemente caratterizzante per il progetto stesso. Il valore assegnato alla recinzione, anche in termini di costi, deriva dalla considerazione che la stessa, in presenza di un edificio ad un solo livello, ne diviene l’immagine percepita dalla piazza, ossia il “vero prospetto urbano” della scuola.

Il progetto delle sistemazioni esterne. Il progetto degli spazi esterni è stato costruito mediante la definizione degli obiettivi principali e l’individuazione delle relative soluzioni progettuali, pensate in funzione della organizzazione degli spazi esterni della scuola e dei restanti tre ambiti oggetto del concorso: la piazza, le attrezzature per lo sport e le attrezzature comuni.

Gli obiettivi prefissati possono essere così sintetizzati:
- creazione di spazi che incoraggino la presenza di attività, progettando condizioni di comfort sia in estate che in inverno,
- garantire la sicurezza delle aree, prevedendo la protezione e la lontananza dal traffico veicolare,
- progettare lo spazio per un “uso da parte di tutti”, considerando le varie fasce di utenza e progettando l’uso degli spazi per fasce orarie distinte,
- progettare la prospettiva di un uso notturno; molte delle attività che si svolgono di giorno si possono svolgere anche di notte.
Per rispondere agli obiettivi prefissati sono state individuate diverse soluzioni progettuali per le sistemazioni esterne:
- predisposizione di sistemi di ombreggiamento,
- utilizzo strategico dei materiali per la pavimentazione,
- predisposizione di differenti aree di sosta, presso i chioschi, o sotto le alberature o in prossimità delle aree gioco,
- creazione di percorsi nel verde e di percorsi ciclabili all’interno del quartiere,
- realizzazione di connessioni e barriere verdi;
- dotazione di impianto di illuminazione per gli spazi pubblici, che consenta anche notte la fruibilità dello spazio e lo svolgimento delle attività come avviene durante il giorno.

Attraverso l’applicazione delle differenti soluzioni progettuali sono stati, quindi, disegnati i differenti spazi all’aperto, distinguendo l’uso da parte di utenti differenti.
La piazza è stata organizzata in modo da creare nella zona centrale uno spazio per la socialità, un luogo di incontro, pavimentato, protetto dalla viabilità carrabile mediante due aiuole arredate con arbusti di macchia. E’ previsto uno spazio all’ombra delle aiuole che ospitano gli alberi, dove cercare un rapporto di maggiore vicinanza con il verde, delle “nicchie” (spazi con caratteristiche di protezione ) di dimensioni più raccolte e separate dall’insieme dello spazio, definite da sedute diverse per forma, materiale, colore. L’asse prevalente è parallelo all’edificio scolastico ed è intersecato da una pensilina in direzione ortogonale che conduce all’ingresso della scuola, inglobando anche il volume dei servizi.

L’area destinata ad attrezzature per lo sport è caratterizzata, invece, dalla presenza dei campi da gioco e del blocco servizi, posizionati al centro del lotto in modo da migliorare la fruibilità degli spazi e incoraggiare diverse modalità di utilizzo dei percorsi e delle soste. I campi prescelti sono il calcetto, quale sport tradizionale, il volley e la pallacanestro/pallaavolo quali altre specialità. Al margine dell’area vi è una pista per lo skate ed il pattinaggio per gli adolescenti. Intorno ai campi è progettato un percorso benessere in parte ombreggiato, con possibilità di fare anche semplicemente footing.

L’organizzazione dell’area destinata a verde pubblico è tesa a creare diverse zone e funzioni:
- uno spazio articolato con sedute ombreggiate in estate per favorire socialità ed interazione vicino al bar, realizzato in adiacenza al supermercato;
- uno spazio con giochi didattici realizzati con materiali naturali, per bambini dai 3 ai 6, con sedute per i genitori,
- uno spazio destinato a bambini dai 7 ai 13 anni (separato e distinto dal precedente);
- un percorso ciclabile immerso nel verde connesso al sistema delle piste ciclabili previsto dal P.E.E.P.
Il verde di tipo naturalistico ricrea, infine, i volumi di un boschetto, all’interno del quale si aprono diverse chiarìe e una piccola area di sosta protetta.
IL PROGETTO PRESTAZIONALE
L’organismo edilizio. In linea con le metodologie di certificazione energetico-ambientale, l’organismo edilizio è considerato secondo una visione integrata. Il progetto si pone quindi l’obiettivo di garantire determinate prestazioni, quali:
- massimo comfort attraverso un buon isolamento dell’involucro,
- adeguata traspirabilità di orizzontamenti e tamponamenti,
- controllo della radiazione solare,
- ottimizzazione del bilancio energetico,
- corretta illuminazione naturale.

Il progetto prestazionale parte dall’analisi del contesto, in particolare sono state effettuate le seguenti analisi in relazione alle caratteristiche del sito:
- Analisi della radiazione solare,
- Analisi delle ombre e dei venti dominanti. Costruzione della matrice bioclimatica,
- Analisi della vegetazione.

Le analisi hanno consentito di orientare il progetto architettonico e di operare una scelta di soluzioni di carattere tecnologico-prestazionale per il progetto stesso, in ultimo di verificare che le soluzioni adottate risultassero idonee a garantire i livelli prestazionale richiesti. Gli obiettivi individuati per la progettazione dell’edificio scolastico sono:
- progetto dei pacchetti tecnologici con soluzioni che rispettano e migliorano i parametri gennaio 2010 del D.Lgs 311/06;
- utilizzo di materiali naturali per tamponamenti, isolamento, intonaci, finiture, pavimentazioni;
- controllo del dimensionamento degli ombreggiamenti della facciata a sud,
- ottimizzazione della prestazione energetica del sistema edificio-impianti,
- utilizzo di energia rinnovabile,
controllo della qualità della luce naturale all’interno delle aule.
Sono state, quindi, individuate le seguenti soluzioni tecnologiche:
Isolamento dell’involucro. I tamponamenti sono progettati con una facciata ventilata, composta da un termolaterizio e pannelli in fibrocemento come finitura esterna. Le bucature prevedono doppi vetri con prestazioni differenziate per il fronte sud e per il fronte nord. Gli infissi sono in alluminio a taglio termico.
Gli orizzontamenti sono previsti con solaio in legno-cemento. Per la finitura esterna vi sono due soluzioni: i blocchi dei servizi sono pavimentati con lastre di pietra di Cursi e coperti con pannelli fotovoltaici, le aule hanno il tetto verde. Tutti i pacchetti progettati hanno prestazioni migliorative rispetto alla norma (D.Lgs 311/06), con un valore U per l’involucro significativamente inferiore al limite di legge. Il tetto verde, che restituisce nella visuale dall’alto delle residenze una porzione di spazio piantumata, riduce il surriscaldamento del solaio con un beneficio notevole nel periodo estivo.

La facciata ventilata costituisce garanzia rispetto a interventi manutentivi sui prospetti. Le lastre in fibrocemento sono elementi altamente durevoli ed è possibile intervenire sia sulla singola lastra che su l’intero sistema. Il tetto giardino presenta il vantaggio di non dover intervenire sulle impermeabilizzazioni in copertura e la soluzione dell’intensivo con spessore di 15 cm non richiede manutenzione delle essenze piantumate.
- Traspirabilità dell’involucro. I pacchetti scelti presentano nel complesso buoni valori di permeabilità al vapore. Le chiusure verticali e orizzontali dell’involucro verificano il diagramma di Glaser.
- Controllo della radiazione solare. La facciata è ombreggiata nelle ore più critiche con un elemento in alluminio, parte del blocco infisso, con funzione di mensola di luce e dimensionato in modo da mandare in ombra completamente la superficie vetrata fino alle ore 15 del pomeriggio nel periodo più caldo e lasciare entrare i raggi solari in inverno.
- Climatizzazione. E’ stato scelto un sistema di riscaldamento/raffrescamento a pavimento radiante che presenta diversi vantaggi quali: basse temperature di esercizio, minore assorbimento di energia, compatibilità con l’utilizzo delle rinnovabili, riscaldamento per irraggiamento, che non secca l’aria e riduce il movimento delle polveri, raffrescamento con “effetto cantina”. Il sistema previsto è montato a secco su sottofondo in granulato minerale e utilizza componenti rigorosamente biocompatibili. L’utilizzo della pompa di calore consente di evitare l’allacciamento alla rete del gas e di utilizzare macchine ad elevate efficienza.
- Utilizzo di energia rinnovabile. Per l’acqua calda sanitaria sono previsti 12 pannelli solari con boiler collocati sulla copertura della zona cucina. Sono previsti pannelli fotovoltaici per una produzione pari a 28 KW con scambio sul posto e attivazione del conto energia per la vendita dell’energia in surplus. L’utilizzo delle rinnovabili è parte delle strategie adottate per ridurre il consumo di risorse ma anche per “chiudere il ciclo” della gestione del manufatto edilizio, percorrendo la strada della completa autonomia energetica.

L’INSIEME DELLE SOLUZIONI ADOTTATE COMPRESO L’UTILIZZO DI RINNOVABILI PORTA L’EDIFICIO DELLA SCUOLA IN CLASSE A+.
- Utilizzo di materiali bioecologici. Particolare attenzione è stata posta alla scelta dei materiali da costruzione perché è un intervento edilizio destinato principalmente all’infanzia e dunque ad un’utenza considerata “debole”. I materiali scelti in fase di progettazione sono naturali, atossici e riciclabili. Si è fatto riferimento alle recenti norme UNI, che hanno introdotto un sistema di indicatori per la definizione dei materiali bioecologici, quali: il contenuto di energia primaria CEP a mq, il contenuto di CO2 la tossicità, la riciclabilità.
- Illuminazione naturale. Il D.M. 18/12/1975 ha introdotto la verifica del fattore di luce diurna. Il progetto della scuola è stato studiato per assicurare la migliore prestazione possibile secondo il requisito elaborato dal protocollo Itaca secondo la norma UNI 15193 del 2008 che considera il fattore finestra con gli ombreggiamenti orizzontali, verticali e con le ostruzioni presenti e nello stesso tempo sono state adottate strategie per la migliore diffusione della luce naturale.

La rimodulazione della vetrata con la mensola di luce che riflette una parte dei raggi solari verso l’alto ha onsente di migliorare la distribuzione della luce, di illuminare il soffitto di diminuire l’abbagliamento e garantire una componente di luce riflessa.
Il calcolo del FLD riportato in tabella indica che le modiche adottate hanno portato a buoni risultati.
- Sistemazione degli spazi esterni
Sono state verificati i sistemi di ombreggiatura ai fini di garantire il comfort microclimatico esterno, le pavimentazioni utilizzate prevedono materiali ad elevato coefficiente di riflessione e ridotta capacità termica per le superfici esposte per molto tempo al sole, l’illuminazione verifica la norma regionale sul risparmio energetico.

INSERIMENTO PAESAGGISTICO E PROGETTO DEL VERDE
L’agro biscegliese, inserito nell’area della Bassa Murgia del nord-barese, si caratterizza per un territorio dalla spiccata vocazione colturale dalla forte connotazione mediterranea. In uno scenario dominato dall’olivicoltura intensiva, la vegetazione spontanea assume carattere di residualità, con l’affermarsi di tipologie vegetazionali spiccatamente sinantropiche, con qualche sporadica eccezione di piccole manifestazioni di macchia a sclerofille, osservabile nelle porzioni più incise delle lame che interessano il territorio. Il resto della vegetazione spontanea si osserva essenzialmente lungo i margini delle strade interpoderali dove si ritrovano rovi e specie erbacee. Nelle aree incolte invece, caratterizzate da forte disturbo, si osservano specie nitrofile e ruderali.

La vegetazione potenziale. La presenza di elementi sclerofilli esprimono in modo chiaro le potenzialità per la macchia termofila a dominanza di olivastro e carrubo, tipica dei distretti più caldo-aridi dell’Italia peninsulare, formazioni riferibili in senso fitosociologico all’alleanza Oleo-Ceratonion dell’ordine Pistacio-Rhamnetalia alaterni. Tuttavia la comparsa di elementi caducifogli manifesta una lieve tendenza ad una compenetrazione con elementi più mesofili e quindi a unità sintassonomiche tipiche dei piani bioclimatici superiori.

Il progetto del verde. I criteri generali che hanno orientato la scelta delle specie e la progettazione del verde richiamano quanto esplicitato nell’ambito dei Criteri per la localizzazione e formazione dei Piani Urbanistici Esecutivi dello schema di Documento Regionale di Assetto Generale (DRAG) di recente approvato in G. R. e l’indicazione esplicitata nel bando di utilizzare piante autoctone, ben contestualizzate in senso ecologico e bioclimatico.
Il verde progettato ha valenza didattica ed educativa. Si è pensato di proporre schemi che richiamano realtà ecosistemiche presenti a livello spontaneo nel territorio in modo da far conoscere queste tipologie vegetazionali che talvolta appaiono rare e quindi d’interesse conservativo. Le istanze delle conservazione sono riproposte anche nella scelta dei fruttiferi, pensati per l’area della scuola.
Nell’area della piazza sono state pensate due aiuole laterali: una macchia termofila esposta a sud, dal forte carattere costiero, ricovero e sito di nidificazione per passriformi, ed una macchia bassa più mesofila, a ridosso della scuola, dal carattere più spiccatamente sub-mediterraneo in cui si prevede la piantumazione di arbusti caducifogli. Vi sono poi alcune centrali, nella piazza, dalle dimensioni variabili. In tali aiuole verrà creato uno spazio pluristratificato dominato da specie spoglianti dal carattere mediterraneo e sub-mediterraneo che provvederanno a fornire ombra e ristoro in estate, senza però privare di luce la piazza durante il periodo autunno-invernale. La stratificazione nelle aiuole verrà realizzata utilizzando al piede degli alberi, arbusti alti sempreverdi, caducifogli ed arbusti bassi.

Il ruolo didattico ed educativo del verde e l’obiettivo della conservazione della biodiversità, si ripropongono nel giardino della scuola, laddove è stata prevista la piantumazione di fruttiferi una volta diffusi nelle nostre campagne ed oramai rarissimi a causa del prevalere delle colture più redditizie.

Il verde attrezzato è invece interessato da un boschetto sempreverde, interrotto da piccole chiarìe in cui verranno piantumati esemplari arbustivi/arborescenti, simulando la conformazione dei lembi forestali residui, che occasionalmente si osservano nelle aree più marginali della Bassa Murgia barese.
Nell’area sportiva si è previsto di creare varie fasce di verde, a separazione dei campi, mediante siepi composte da singoli filari a stretto contatto con due bordure laterali di tipo arbustivo.

E’ stata, infine, prevista la creazione di una barriera verde utilizzata per schermare la vicina linea ferroviaria. Anche in questo caso la scelta della specie è stata basata sull’osservazione dei fenomeni naturali perseguendo l’istanza della conservazione. Si è pensato di realizzare un filare protettivo di olmo (Ulmus campestris), splendido albero caducifoglio, che in passato ha rischiato l’estinzione, trovando lungo i margini stradali e le linee ferroviarie, importanti aree rifugio dove è riuscita a sopravvivere in forma arbustivo/arborescente.

La scelta di specie mediterranee e sub-mediterranee, spesso dal carattere frugale e non particolarmente esigenti, ben inserite in senso ecologico e bioclimatico nell’ambiente considerato, consente maggiori garanzie nell’attecchimento e nel successo del progetto del verde in esame, e richiede una ridotta manutenzione ordinaria.
Infine si evidenzia come molte delle specie utilizzate quali la quercia di Palestina, la quercia virgiliana, la marruca, il salvione giallo, siano entità dalla forte gravitazione balcanico-orientale e pertanto in perfetto accordo con la denominazione del sito per cui si propone il progetto in esame.


Capogruppo Arch. Giampaolo Bianco

Raggrupamento
Arch. Antonio De Palma, Ing. Maria Teresa La Notte, Arch. Maurantonio La Notte, Ing. Giambattista La Notte, Arch. Laura Rubino, Arch. Vito Carnimeo

Consulenti/collaboratori
Dott. Rocco Carella, Arch. Silvia Mariagiovanna Filograno, Arch. Francesco Bruno, Arch. Maria Paola Maiellaro, Arch. Raffaella Maggiore
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    IL METODO DI LAVORO. SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE ED ENERGETICA DELL’INTERVENTO Nella costruzione del progetto la sostenibilità ambientale è strettamente intrecciata con l’organizzazione dello spazio urbano e con la definizione della qualità dello spazio interno. La strategia che accompagna tutte le fasi della progettazione, dalle analisi fino alla elaborazione della proposta finale, mira a raggiungere elevati standard di comfort, cercando di contenere il consumo di risorse, di impiegare...

    Project details
    • Year 2009
    • Status Unrealised proposals
    • Type Schools/Institutes
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