Cascina Elena Winery | BRH+

An eco-friendly architecture in Alta Langa, Italy Rocchetta Belbo / Italy / 2021

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L’architettura come “Forma di Pensiero”
Il progetto di una azienda vitivinicola che produce vino biologico in Alta Langa - sito UNESCO dei paesaggi vitivinicoli del Piemonte, propone un’architettura concretamente cosciente, frutto di uno studio accurato e di una progettazione appassionata che hanno l’ambizioso obiettivo di generare un reale, positivo impatto sull’ambiente.
L’edificio – un “volume di Terracotta” a sviluppo orizzontale che risulta tanto innovativamente inatteso quanto tradizionalmente familiare – è pensato per entrare in sintonia mimetica con il paesaggio, agendo come un “organismo” che vive in simbiosi con il territorio. Le modalità di intervento sul suolo, il programma logistico e di organizzazione delle fasi di costruzione, i materiali e le tecniche impiegate sono testimoni di una volontà di massimo impegno nel rispettare il meraviglioso contesto naturale dell’Alta Langa piemontese, uno dei luoghi più significativi e emozionanti dello scenario rurale italiano.


Oltre all’idea ecologica che veicola, questa architettura intende segnalarsi come luogo simbolico in cui sviluppare programmi di concreta innovazione culturale e sociale: sin dai presupposti originari e per volontà dei suoi committenti, la costruzione intende assumere il ruolo di uno spazio altamente riconoscibile in cui attivare un programma imprenditoriale capace di valorizzare e promuovere il lavoro agricolo dei giovanissimi, protagonisti di un nuovo patto con il paesaggio naturale. È in questo contesto che si sperimenta una coltivazione consapevole dei vigneti della zona, attivando buone pratiche di relazione con l’ambiente in ottica organica che risultano attente al recupero di tecniche antiche e sensibili all’uso di conoscenze e tecnologie contemporanee.


L’edificio, inoltre, è pensato come epicentro di attività culturali connesse alla valorizzazione del territorio e delle vicende sociali che in questo si attivano. Cascina Elena Winery è il risultato di un’attività di progetto articolata e fortemente motivata, che immagina l’architettura non solo come ambiente sano ed esteticamente significativo, ma come luogo simbolico utile a promuovere un rapporto positivo e propositivo con il territorio e con la collettività che lo abita. Nel suo insieme quindi Cascina Elena Winery non è solo un edificio produttivo, ma un progetto che vuole attivare innovazione culturale e sociale, un luogo di produzione di conoscenza e di valorizzazione del talento.


Il Progetto Architettonico
Il progetto ha come obiettivo la ricerca di soluzioni architettoniche e strutturali che minimizzino l’impatto sul paesaggio limitando gli scavi e i riporti. Localizzato su un territorio collinare, l’edificio si sviluppa principalmente in orizzontale seguendo le linee di contorno del paesaggio insediandosi su di un terrazzo naturale a ridosso di una scarpata esistente. Con le sue forme geometriche semplici, l'edificio esprime un'originale reinterpretazione dell'architettura vernacolare che elimina ogni decorazione superflua per dare forma ed espressione all'identità del vino prodotto e alla cura dedicata alle pratiche agricole utilizzate per ottenerlo. La qualità del dettaglio architettonico allude alla cura artigianale della produzione vinicola. Il carattere espressivo del territorio determina la scelta dei colori dell'involucro edilizio che rappresenta il contatto e lo scambio tra architettura e natura.


La tavolozza nei toni del marrone richiama i colori della terra, della vite, del mosto e contribuisce ad esaltare l'identità del luogo. La scelta dei materiali da costruzione è stata fatta in modo da favorire la selezione di prodotti locali ed ecosostenibili, prediligendo soluzioni che riducano la necessità di manutenzione e garantiscano, in una possibile futura demolizione dell'edificio, il recupero e il riciclo di il maggior numero di materiale da costruzione, limita l'impronta lasciata dall'edificio.


Il sistema costruttivo è costituito da un telaio prefabbricato in acciaio facilmente smontabile e completamente riciclabile. Ciò ha comportato una significativa riduzione dei tempi di costruzione che ha consentito il completamento dell'edificio in otto mesi.


La facciata rivestita in pianelle di terracotta di colore bruno chiaro con andamento orizzontale, integra in maniera mimetica l’edificio nell’ambiente naturale caratterizzato dalla tipica conformazione della roccia sedimentaria a tessitura stratificata. La scelta di un materiale di rivestimento in argilla con caratteristiche di alta densità garantisce un'elevata prestazione di sfasamento termico aumentando l'inerzia con attenuazione delle alte temperature all'interno dell'edificio nel periodo estivo.


Il fabbisogno energetico per la climatizzazione della cantina è minimizzato sfruttando l'inerzia  termica del terreno esistente a ridosso del quale è posizionato l'edificio, e dissipando il calore dell'irraggiamento solare attraverso il sistema di pareti ventilate utilizzato in facciata e copertura. I materiali isolanti sono tutti di derivazione naturale: fibra di legno, canapa e pannelli di sughero. La produzione di energia derivata da fonti rinnovabili è garantita dai pannelli fotovoltaici sul tetto piano e il fabbisogno idrico è ridotto attraverso il riciclo dell'acqua piovana.


I dettagli progettuali delle aree funzionali dell'edificio servono ad ottimizzare il flusso di lavoro del processo di produzione del vino, nel rispetto delle esigenze di chi utilizza gli ambienti. Le aree funzionali dedicate a ciascuna attività (ricezione delle uve, pigiatura, fermentazione, sviluppo enologico, imbottigliamento, conservazione, degustazione, confezionamento e spedizione) creano un ambiente di lavoro salubre, ventilato e di luce naturale indiretta, con l'obiettivo di risparmiare energia mantenendo un adeguato comfort ambientale.


La sala degustazione caratterizzata da un'ampia vetrata, collega visivamente l'edificio al paesaggio e ai vigneti circostanti. Sebbene il visitatore si trovi in uno spazio interno, ha una visione completa del terreno naturale che evoca emozioni che predispongono alla degustazione del vino prodotto in quei luoghi.


Il video realizzato per documentare il progetto rispecchia la stessa intenzione rivolta alla sperimentazione nell’utilizzo di linguaggi tradizionali reinterpretati. Per la produzione dei contenuti sono stati coinvolti giovanissimi professionisti (tutti di età inferiore a 30 anni) con l’intenzione di creare una sinergia tra persone con competenze anche molto distanti dall’architettura, ma generatrici di una lettura inedita del progetto. Nel video sono stati coinvolti il videomaker Luca Giraudo, la scrittrice Giulia Muscatelli e l’attrice Roberta Lanave.


Località: Rocchetta Belbo (CN) ITALIA
Committente: Cascina Elena s.s.a
Anno: 2020/2021
Progetto architettonico: BRH+ (arch. Barbara Brondi & Marco Rainò)
Progetto strutturale: IPE PROGETTI s.r.l. (ing. Innocente Porrone)
Progetto termo-idraulico: arch. Fabrizio Frea
Progetto elettrico: Giovanni Agnelli
Progetto acque reflue: ing. Cecilia Cerutti
Impresa Esecutrice: Fratelli Sartore s.r.l.
Area edificio: 608mq
Fotografie: Aldo Amoretti


 


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Cascina Elena Winery – Architecture as “Thoughtform”


The project for an organic winery located in Alta Langa - a UNESCO site for the wine-producing landscapes in the region of Piedmont, formulates a concretely aware work of architecture, the result of careful study and intense design research, with the ambitious aim of generating a real positive impact on the environment.The building – a horizontal “terracotta volume” that is unexpectedly innovative while also being traditionally familiar – has been conceived to enter into mimetic harmony with the landscape, acting as an “organism” that exists in symbiosis with the territory. The modes of intervention on the land, the logistical planning and organization of the construction phases, the materials and techniques called into play, all bear witness to a maximum commitment to respect the natural context of the Alta Langa of Piedmont, one of the most significant and fascinating locations of rural Italy.


Above and beyond the ecological focus it embodies, this architecture sets out to become a symbolic place in which to develop concrete programs of cultural and social innovation. Starting from its original premises and in keeping with the intentions of the clients, the construction will take on the role of a highly recognizable space in which to activate an entrepreneurial program that fosters and assigns value to the agricultural labor of young people, as the protagonists of a new pact with the natural landscape. Within this context, experimentation is conducted on the responsible cultivation of the typical vineyards of the zone, activating best practices of relation with the environment in an organic perspective, paying close attention to the recovery of traditional techniques, while opening the way for innovative use of contemporary know-how and technologies.


Furthermore, the building has been envisioned as an epicenter of cultural activities connected with the protection and enhancement of the territory and the social initiatives activated within it. Cascina Elena Winery is the result of detailed and forcefully committed design activity, imagining the architecture not only as a healthful and aesthetically meaningful context, but also as a symbolic site that can be useful to foster a positive and proactive relationship with the territory and the community of its inhabitants. As a whole, Cascina Elena Winery is therefore not just a production facility, but a project that attempts to activate cultural and social innovation, a site of production of knowledge in which to nurture talent. 


Cascina Elena Winery – Architectural Design


The goal of the project is to develop architectural and structural solutions that minimize impact on the landscape, keeping excavation and earth movement to a minimum. In this hilly area, the building is primarily horizontal in form, following the contour lines of the landscape and positioning itself on a natural terrace, up against an existing ridge. With its simple geometric shapes, the building conveys an original reinterpretation of vernacular architecture, which eliminates any superfluous decoration to grant form and expression to the identity of the wine produced and the care that goes into the agricultural practices associated with its creation. The quality of the architectural detailing alludes to the artisanal care involved in winemaking. The expressive character of the territory determines the choice of colors for the constructed enclosure, representing the contact and exchange between architecture and nature. 


The palette of browns and other earth tones references the colors of the land, the vines, the must, and thus contributes to reinforce the identity of the place. The choice of the construction materials calls for the use of local and eco-sustainable products, favoring solutions that reduce the need for maintenance, while ensuring – in a possible future demolition of the building – easy recovery and recycling of most of the construction material, limiting the building’s ecological impact.


The construction system calls for a prefabricated steel framework, easy to dismantle and completely recyclable. This means a significant reduction in the duration of the worksite, permitting full completion of the building in 8 months.


The façade cladding in light brown terracotta tile, in a horizontal arrangement, camouflages the building in the natural setting, referencing the typical layered texture of the sedimentary rock. The choice of a facing material made of clay with characteristics of high density guarantees optimal thermal lag performance, increasing inertia while attenuating high temperatures inside the building in the summer.


The energy requirements for the climate control of the winery are minimized by exploiting the thermal inertia of the existing terrain against which the building has been set, while dissipating heat from solar radiation through the system of ventilated walls used for the façade and the roof. The insulation materials are all biobased: wood fiber, hemp and cork panels. Production of energy from renewable sources is guaranteed by the photovoltaic panels on the flat roof, and water consumption is reduced through recycling of rainwater. 


The design details of the functional areas of the building serve to optimize workflow in the wine production process, respecting the needs of the people who use the spaces. The functional areas earmarked for each activity (receiving of grapes, pressing, fermentation, oenological development, bottling, conservation, tasting, packing and shipping) create a healthy workplace, well ventilated, with indirect natural lighting to save energy while ensuring suitable environmental comfort. 


The tasting room has a large window, visually connecting the building to the landscape and the surrounding vineyards. Although visitors are in an interior, they have a complete view of the natural terrain, triggering emotions that prepare them for the tasting of the wine produced in that location.


The video created to document the project reflects this spirit of experimentation, in the use and reinterpretation of traditional languages. Its contents have been produced by very young professionals (all under 30) with the aim of creating synergy among people whose forms of expertise may be quite distant from architecture, but can generate an unusual perspective on the project. The production of the video has involved the videomaker Luca Giraudo, the writer Giulia Muscatelli and the actress Roberta Lanave.


Location: Rocchetta Belbo (CN) ITALIA
Client: Cascina Elena s.s.a
Year: 2020/2021
Architectural design: BRH+ (arch. Barbara Brondi & Marco Rainò)
Structural design: IPE PROGETTI s.r.l. (ing. Innocente Porrone)
Thermo-hydraulic design: arch. Fabrizio Frea
Electrical systems: Giovanni Agnelli
Waste water treatment: ing. Cecilia Cerutti
Contractor: Fratelli Sartore s.r.l.
Building area: 608mq
Photographer: Aldo Amoretti

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