Parco della cultura nel sistema storico-monumentale del duomo di Monreale

1 classificato ex aequo Monreale / Italy / 2009

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“… fattosi aprire un giardino che di costa era al palagio, in quello, che tutto era dattorno murato, se n’entrarono.”…“…era un prato di minutissima erba e verde tanto che quasi nera parea, dipinto tutto forse di mille varietà di fiori, chiuso dintorno di verdissimi e vivi aranci e di cedri, li quali, avendo i vecchi frutti e i nuovi e i fiori ancora, non solamente piacevole ombra agli occhi, ma ancora all’odorato facevan piacere.” … Giovanni Boccaccio, Decamerone, Introduzione alla Terza Giornata Concetto Boccaccio sembra attingere alla memoria dei giardini siciliani quando nell’introduzione alla terza giornata del Decamerone descrive un luogo immaginario di delizie dove l’architettura dei palazzi, viali, canali d’acqua e fontane è immersa nel verde di prati, di piante fruttifere e da fiore, dove non manca la fauna indigena ed esotica. Quel giardino, inoltre, è chiamato paradiso, in una similitudine certamente derivata dall’idea del paradiso coranico. Da questa suggestione il progetto si sviluppa attraverso alcuni concetti essenziali: - la valorizzazione dell’ex tracciato ferroviario consente una chiara definizione della porzione di territorio da riqualificare. La via Ferrata viene assunta come limite del Parco e diviene elemento strutturante per la messa a fuoco di un disegno della mobilità sostenibile, per la definizione delle modalità insediative delle nuove strutture oltreché per la gestione del dualismo tra spazi pubblici e aree private. - la messa a sistema dei vari frammenti esistenti mira a stabilirne una sequenza urbana coerente capace di guidare il visitatore nella salita dal Parco verso il complesso monumentale del Duomo. L’eterogeneità dell’esistente diviene occasione per la traduzione della naturale e consolidata vocazione di questo paesaggio in tema progettuale e visione metaforica. - la riscoperta della dimensione residuale dell’agrumeto esistente e la sua rigenerazione ai fini dell’accessibilità, della fruizione e dell’informazione. Il paesaggio ritrovato diviene un vero e proprio unicum pubblico Vengono inoltre proposte due volumetrie che affrontano in maniera differente il rapporto tra “artificio” e “natura” a favore, in entrambi i casi, di un inserimento a basso impatto. - Il Centro Visitatori, disposto lungo la via Ferrata, declina il tema del tracciato come limite abitato, risolto attraverso una lieve modellazione della parte terminale del pendio al fine di accogliere, sotto un nuovo profilo, gli spazi costruiti che si rivelano, in superficie, solo per piccoli frammenti. - La Biblioteca, disposta lungo via Torres, diviene vero e proprio dispositivo urbano capace di assumere il ruolo di episodio conclusivo della sequenza verticale ed introduzione all’edificato urbano del centro storico. E’ declinata attraverso un linguaggio orientato alla riduzione degli elementi espressivi e alla valorizzazione delle sue proprietà plastiche. IL TRACCIATO ORIZZONTALE La via Ferrata come nuovo limite del Parco Ruolo cardine della proposta progettuale è la riqualificazione della via Ferrata. In questo senso l’ex tracciato ferroviario diviene il limite inferiore entro il quale porre in essere una strategia paesaggistica mirata alla salvaguardia ed alla tutela del territorio monrealese. In particolare, nel tratto compreso tra l’innesto di via Santa Liberata e il piazzale dell’ex stazione ferroviaria, per una lunghezza complessiva di circa 800 metri, si ridefinisce la sezione stradale al fine di renderla una vera e propria promenade pubblica, ombreggiata da un filare di alberi continuo ed attrezzata, occasionalmente, per la sosta. Lungo il tracciato, inoltre, è prevista una sistemazione a parcheggio in linea per circa 100 posti auto, che dovrebbe rispondere alle esigenze maturate dallo sviluppo del parco nel suo complesso. L’infrastruttura diviene elemento strutturante per la definizione degli spazi, misura e definisce – con chiarezza – il rapporto con le aree private e stabilisce le modalità insediative delle funzioni proposte. Il rapporto con le proprietà è risolto attraverso la loro ri-delimitazione attraverso un elemento continuo ed unificante – un vero e proprio muro di confine –capace di risolvere, anche in termini urbani ed estetici, l’attuale provvisorietà delle soluzioni impiegate. Elemento di conclusione del sistema lineare trattato è l’area dell’ex stazione ferroviaria di cui è proposta la riqualificazione ed integrazione nel ridisegno complessivo. Nello specifico, gli spazi aperti sono pensati come area di stazionamento per i pullman mentre l’edificio potrà essere impiegato a fini gestionali ed informativi. Per quanto riguarda il disegno del verde è prevista la collocazione di un filare di leccio e siliquastro alternati, piantati con interasse idoneo (circa 10 metri). Questo permette la vivibilità e l’ombreggiamento del percorso che di fatto connette il complesso dei servizi e delle attrezzature con l’area di stazionamento dei pullman. LA SEQUENZA VERTICALE La salita al complesso monumentale del Duomo L’insieme delle eccezioni attualmente esistenti che ortogonalmente alla via Ferrata risalgono il pendio risolvendo il rapporto e gli accesso al nucleo storico viene letto come un sistema particolarmente frammentato ed eterogeneo, con evidenti differenze dal punto di vista della misura, dei materiali, e con urgenti problematiche legate all’accessibilità e alla fruizione. Il progetto, pertanto, piuttosto che tentare di ridurre le singole differenze all’interno di un unicum spaziale, è orientato all’amplificazione dell’esistente, alla riscoperta della naturale e consolidata vocazione di ogni singolo frammento per renderla definizione progettuale e visione. Le varie preesistenze vengono inserite in una visione complessiva grazie a piccoli interventi connotati dall’impiego di materiali sostenibili ed all’integrazione con specifiche essenze arboree. Innestata direttamente all’interno del Centro Visitatori, la sequenza verticale è connotata dall’alternanza di tratti di percorrenza lineari, gradonate pedonali, sistemi di risalita meccanizzata, in una continuità urbana che trova il suo culmine nella conquista della situazione acropolica offerta dall’Orto Mangano. Tra i punti più significativi troviamo la superficie di copertura del parcheggio interrato previsto, che diviene un vero e proprio dispositivo paesaggistico capace di innescare rapporti con le emergenze esistenti. Risolto con materiali che ne armonizzano l’inserimento nel contesto, è un nodo di interscambio organizzato per garantire il massimo della flessibilità degli usi. Potrà accogliere piccole manifestazioni, essere punto di ritrovo per le visite guidate, oltrechè garantire la sosta veloce dei pullman (che stazioneranno successivamente nell’area prevista in piazzale Florio). IL PAESAGGIO RITROVATO L’agrumeto come eccellenza paesaggistica Quanto di più pregiato offre l’area – oltreché la vicinanza con il nucleo storico ed il noto complesso del Duomo - è senz’altro la posizione privilegiata di costa che ha favorito in passato lo sviluppo di un paesaggio agricolo di rilievo. Già naturalmente delimitato dal costone esistente e dal limite dell’ex tracciato ferroviario riqualificato, la sua dimensione residuale viene raccolta e tradotta in eccellenza paesaggistica. Il progetto affronta il difficile tema della rigenerazione di un territorio contaminato, ottenuto attraverso demolizioni capillari di strutture ritenute incompatibili, il ripristino degli elementi di pregio del paesaggio, l’inserimento di infrastrutture leggere orientate all’accessibilità, alla fruizione in sicurezza delle aree ed alla didattica, oltreché opere geotecniche ed idrauliche. Il restauro del paesaggio deve essere occasione per rimuovere quegli elementi architettonici incongrui che nel tempo si sono insediati e che oggi rappresentano una ferita da sanare. Accanto a piccole situazioni che saranno da valutare puntualmente si prevede il ridisegno dei confini di alcune proprietà mediante l’inserimento di veri e propri muri integrati nel disegno complessivo del paesaggio. Seppur compatibile con l’inserimento del progetto del Centro visitatori, si suggerisce la demolizione dell’edificio della scuola per il quale si potrà trovare un sede più idonea . Il ripristino della funzionalità dell’agrumeto partirà da alcune operazioni fondamentali. Innanzitutto si procederà con un’accurata pulizia dalle piante infestanti, l’analisi dello stato fisiologico e strutturale delle piante, l’abbattimento degli alberi morti o malati e l’attuazione di un piano di cura e/o prevenzione delle eventuali fitopatie. Inoltre, il restauro del paesaggio contemplerà la manutenzione straordinaria e ordinaria dei terrazzamenti. Nel primo caso, sarà concretizzata attraverso la realizzazione o ristrutturazione di macere a secco e di canali di irrigazione, con successiva messa a dimora di portinnesti con innesti di varietà appartenenti all’antica tradizione agrumicola siciliana, come elencate nella Tab.1. Ogni pianta di nuovo inserimento andrà fermata e sostenuta con palo tutore, triangolo di copertura e pali di sostegno tutti in legno di castagno. Saranno inoltre messe a dimora o ripristinate alte spalliere di agrumi e/o di alberi a foglia persistente per costituire frangivento oppure per effetto ornamentale a seconda dell’ubicazione e della convenienza. Dovrà inoltre essere assicurata l’ordinaria manutenzione dei terrazzamenti, mediante l’attuazione di interventi di potatura e piegatura delle piante, zappatura del terreno, irrigazione e costruzione di conche irrigue poste alla base dell’albero, pulizia bimestrale del terreno e delle macere, concimazione, trattamenti fitosanitari, pulizia delle canalizzazioni. All’interno dell’agrumeto, già ricco di storia e di tradizione, sono stati aggiunti percorsi didattici rivolti ad un pubblico generico. L’itinerario didattico conduce nel settore botanico delle piante acquatiche (Tab. 2), evidenziando le molteplici diversità riguardanti la morfologia, l’anatomia, la fisiologia e gli adattamenti alla vita galleggiante ed emersa. Le piante sono state messe a dimora in un sistema di vasche a lieve pendenza (saie) corredate di opportuna cartellinatura e costituiscono una collezione di specie prevalentemente autoctone. Alcune di queste come la farferugine di palude (Caltha palustris) non esistono più negli ambienti naturali, mentre altre sono fortemente minacciate e rischiano di scomparire a causa dell’inquinamento delle acque e delle ripetute bonifiche idrauliche, come il nannufero (Nuphar lutea). Le vasche sono affiancate e segnate da siepi arboreo-arbustive tipiche della macchia mediterranea (mirto, fillirea, siliquastro, corbezzolo) che introducono al tema dell’ecosistema mediterraneo così complesso e delicato. Saranno predisposte bacheche informative tattili nelle quali, a partire dalla morfologia adattativa delle foglie delle sclerofille, si giungerà ad esporre la complessità delle forme di degradazione del bosco mediterraneo (in breve, foresta sempreverde, macchia, gariga, steppa). Le specie mediterranee scelte da inserire lungo i percorsi all’interno dell’agrumeto raggiungono altezze uniformi rispetto a quelle degli agrumi stessi, in modo da assicurare con le chiome una copertura omogenea protettiva del suolo; hanno, inoltre, una buona capacità di penetrazione delle radici, creando così un buon ancoraggio che assicura la funzione di trattenuta del terreno contro i processi di mobilizzazione del suolo dovuti all’acqua, al vento e ad altri processi erosivi. IL CENTRO VISITATORI Il centro visitatori è concepito come parte integrante del paesaggio. Dall’alto del borgo storico e quindi dal complesso monumentale del Duomo di Monreale si percepisce la declinazione del pendio verde che si attesta, rettificando il proprio margine, lungo la Strada Ferrata. Qui, ad una quota leggermente superiore rispetto alla strada stessa, si impostano gli spazi destinati ad accogliere le funzioni a servizio del Parco della Cultura, concepiti per frammenti, sequenza di parti autonome sia dal punto di vista gestionale che distributivo. Sul lato est, l’edificio trova una relazione diretta con la via Santa Liberata che diventa percorso pedonale di connessione diretta tra valle e monte, oltreché nodo di connessione tra il Parco, gli spazi ipogei del Centro Visitatori e la via Ferrata. Il tema della copertura diviene strutturante in un progetto che fa del rapporto con l’orizzonte la sua principale peculiarità. Se all’intradosso questa appare continua e rivestita di metallo dorato per coprire lo spazio pubblico pensato come vero e proprio connettivo, capace di dilatarsi e contrarsi in piazze coperte e percorsi, nella parte superiore la copertura è praticabile ed è pensata come un belvedere; ha carattere pubblico ed è attrezzata sia per lo svolgersi di manifestazioni all’aperto che per la semplice sosta di visitatori e cittadini. In coerenza con il significato complessivo proposto i materiali che realizzano il progetto sono naturali: la pietra locale per gli oggetti che emergono in copertura, il vetro intervallato alla pietra per i volumi degli spazi funzionali, i prati per la copertura mentre l’aggetto della copertura è in metallo dorato in modo tale da contribuire alla diffusione della luce naturale. LA BIBLIOTECA MULTIMEDIALE Il progetto della nuova Biblioteca su via Torres mira a rendere questo nuovo inserimento volumetrico culmine della sequenza verticale di accesso al nucleo storico e parte integrante di questo. Un frammento che agisce come vero e proprio dispositivo urbano, intercettando i percorsi esistenti e divenendone parte integrante. La scelta di riferirsi ad un linguaggio architettonico orientato alla riduzione degli elementi espressivi e alla valorizzazione delle proprietà plastiche è dettata dalla necessità di risolvere – attraverso un edificio di dimensioni ridotte – un tema urbano e paesaggistico particolarmente complesso. La struttura e’ concepita su due livelli sovrapposti e leggermente ruotati, con lo scopo di ottenere una forte relazione da un lato con il tracciato lineare e rettilineo di via Torres e dall’altro con il campo dell’Orto Mangano. Questo dualismo definisce anche il rapporto tra interno ed esterno, risolvendosi alternativamente su questi due fronti attraverso vetrate continue e frangisole scorrevoli. All’interno della parte basamentale si collocano gli accessi ai sistemi di risalita meccanizzata.
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    “… fattosi aprire un giardino che di costa era al palagio, in quello, che tutto era dattorno murato, se n’entrarono.”…“…era un prato di minutissima erba e verde tanto che quasi nera parea, dipinto tutto forse di mille varietà di fiori, chiuso dintorno di verdissimi e vivi aranci e di cedri, li quali, avendo i vecchi frutti e i nuovi e i fiori ancora, non solamente piacevole ombra agli occhi, ma ancora all’odorato facevan piacere.” … Giovanni Boccaccio, Decamerone, Introduzione alla Terza...

    Project details
    • Year 2009
    • Client Comune di Monreale
    • Status Unrealised proposals
    • Type Restoration of old town centres
    • Websitehttp://www.neostudio.info
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