Circolab - centro sociale a Vigevano

Medaglia d’oro architettura italiana Triennale di Milano 2006 Vigevano / Italy / 2005

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Il quartiere Pietrasana di proprietà dell’A.l.e.r. di Pavia, è il primo insediamento di edilizia residenziale pubblica costruito a Vigevano ed è costituito da 220 alloggi su 10 fabbricati.
Per le sue problematiche sociali, ancora più che per il degrado edilizio, il programma di recupero del quartiere presentato dall’A.l.e.r. Pavia, è stato finanziato dai “Contratti di Quartiere” promossi dal Ministero dei Lavori Pubblici. All’interno del contratto di quartiere si è prevista la costruzione di un edificio polifunzionale detto Circolab, destinato a diventare il centro delle attività sociali e ricreative dell’area, così come indicato dagli abitanti stessi durante il community planning svoltosi nel luglio 1999. La costruzione è stata finanziata con 516.000,00 euro dalla Regione Lombardia e con 177.000,00 euro dalla Commissione Europea.

be natural as natural being

L’edificio si trova al centro di un impianto residenziale omogeneo su modello della città - giardino, privo di particolari qualità architettoniche; per questo gli spazi aperti circostanti fitti di alberi creano un contesto ideale per un’architettura in continuità con essi.
A pianta rettangolare, disposto su due livelli, è chiuso su tutti i lati da un rivestimento sulle pareti di amphelopsis quinquefolia, rampicante caducifoglio che gli conferisce un carattere mutevole a seconda delle stagioni.
L’intento è quello di creare un’architettura non riconoscibile al primo sguardo, la cui facciata verde sia sfondo neutro, fondale all’edilizia già esistente sull’area, quasi a voler moltiplicare l’idea di vuoto, di spazio verde, di giardino.
Un programma architettonico che diventa pretesto per un nuovo “giardino contemporaneo”; un enorme blocco verde, quasi una scultura di arte topiaria; un’architettura - giardino, circondata da un giardino di dimensioni ridotte, in cui il pubblico possa identificarsi facilmente nel rispetto per la natura.
All’interno della costruzione a pianta rettangolare le divisioni sono ricavate per detrazioni di quattro patii e l’inserimento di due blocchi, il primo dei servizi, il secondo dei collegamenti verticali.
Al rigore geometrico della facciata, già ammorbidito dalla tessitura verde che la riveste, si sovrappone in prospettiva l’ossessiva successione dei volumi edilizi esistenti. Questa facciata oltre ad essere simbolo di una strategia di fusione tra natura e architettura, asseconda un’idea ecologica di climatizzazione dell’edificio; l’amphelopsis quinquefolia, rigoglioso nei mesi estivi attenuerà l’effetto di maggiore insolazione ombreggiando i patii, veri condensatori e accumulatori di aria fresca che andrà a circolare dentro l’edificio, studiato in modo semplice ma efficace per garantire un movimento d’aria fresca continuo dai patii verso l’interno; nell’inverno, cadute le foglie tutte le aperture si riveleranno sui fronti, e dall’interno dell’edificio si avrà modo di recepire anche i raggi solari più flebili.
L’accesso principale dall’angolo sud - est dell’edificio, rivolto all’ingresso pedonale della grande corte, è segnalato da un portico aperto su un dehor, pedana della fontana.
All’interno l’edificio al piano terra è concepito come ambiente unico deformato dalle volumetrie dei servizi e dei collegamenti verticali e dall’unico patio tra i quattro ad arrivare a terra; con l’ingresso anche lo spazio caffetteria si affaccia direttamente sul dehor quasi a condividerne la natura di spazio di interferenza, mentre la grande sala polivalente apre sulla natura artificiale del patio, filtrando in modo netto e deciso i riflessi del quotidiano.
Al primo piano le divisioni spaziali si fanno più nette, i patii si moltiplicano compensando l’assenza di affacci sull’esterno se non attraverso i patii stessi; questo asseconda l’idea di creare spazi filtrati a rumori e schiamazzi della strada.
Gli ambienti aperti sui patii avranno modo di accedervi a titolo esclusivo con la possibilità di utilizzare lo spazio esterno in continuità con quello dell’aula, questo per creare situazioni favorevoli alla concentrazione e alla didattica.
Al pari della definizione paesaggistica anche le scelte dei materiali, negli interni e negli esterni, sono inseparabilmente legate alla sua concezione architettonica, al d.n.a. natural dell’edificio: struttura portante in calcestruzzo armato ( sabbiato nelle parti lasciate a vista ), rivestimento esterno in pannelli di fibro-cemento ondulato, patii rivestiti in assito di larice ( lo stesso usato per realizzare i casseri dei cementi armati) trattato al carboligno, carpenteria metallica verniciata con antiruggine, lattonerie e porte interne in ferro zincato, pavimentazioni in massetto di calcestruzzo quarzato a finitura industriale, serramenti in alluminio naturale, pareti interne rasate a gesso, verniciate con tempera bianca e decorate con fasce di smalto bianco lucido. Illuminazione degli interni con lampade fluorescenti a tenuta stagna.

Le tecnologie adottate

Il progetto coolhouse, finanziato dalla commissione europea all’interno del “Programma Energie”, verifica l’applicabilità di soluzioni alternative al condizionamento dell’aria, utilizzando tecniche di raffrescamento passivo e ventilazione naturale dimensionate con il supporto di simulazioni al computer, monitorate durante il periodo estivo. Il progetto coolhouse dimostra che questi sistemi, oltre a garantire adeguate condizioni di comfort ai fruitori dell’edificio, sono pratici e a basso consumo energetico.

_raffrescamento passivo
il raffrescamento passivo dell’edificio è stato realizzato collegando l’ingresso del sistema di ventilazione meccanica con un sistema di raffrescamento passivo a terreno. Il sistema è costituito da un tubo in PVC della lunghezza di circa 40 metri, interrato ad una profondità di 4 metri dalla superficie del terreno, che preleva l’aria esterna da una zona ombreggiata situata sul lato opposto del giardino. Uno scambiatore di calore aria/aria collega il tubo interrato al sistema di ventilazione, evitando ogni possibile problema di contaminazione dell’aria. Di notte, l’edificio si raffresca prelevando aria direttamente dalla copertura, quando la temperatura esterna risulta inferiore a quella interna, dando al sistema interrato il tempo di “ricaricarsi”.
_sistema solare ad aria
nei mesi invernali, il sistema di ventilazione meccanica è collegato a un gruppo di collettori solari ad aria ( di una superficie pari a 36 mq ), collocati sulla copertura piana dell’edificio; esso provvede a pre-riscaldare l’aria in ricambio.
_recuperatori di calore
il sistema di ventilazione meccanica permette di sfruttare il calore contenuto nell’aria viziata in uscita dall’edificio, trasferendolo all’aria fresca in ingresso mediante uno scambiatore di calore a flussi incrociati. Il sistema è complementare a quello solare e lo sostituisce nelle ore invernali prive di radiazione solare.
_sistemi radianti
un sistema radiante a tubi capillari collocati lungo le pareti nell’ampia sala polifunzionale al piano terra dell’edificio, integra in estate il sistema di raffrescamento passivo nei momenti di massimo affollamento della sala. Il sistema radiante a parete è collegato ad una pompa di calore dedicata che interviene solo quando il sistema passivo non riesce più a garantire adeguate condizioni di comfort. Durante i mesi invernali, il sistema collegato al teleriscaldamento a bio-massa di quartiere contribuisce ad alzare la temperatura richiesta dall’aria di ventilazione senza incidere sul comfort.

architetti Luciano Giorgi, Andrea Borlini, Marina Dallera
impresa Edil Tre Elle Srl, Costruzioni Generali
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    Project details
    • Year 2005
    • Work finished in 2005
    • Client A.L.E.R. Pavia
    • Status Completed works
    • Type multi-purpose civic centres
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