Albergo diffuso - I classificato

Programma Sensi Contemporanei Magliano de' Marsi / Italy / 2009

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INTRODUZIONE

Un piccolo paese in cima al mondo (Sergio Garbellini )

L'idea è quella di trasformare il progetto puntuale-locale su Rosciolo in un veicolo conoscitivo dell'intero territorio, trasformando il borgo in una porta di accesso al contesto.

L’obiettivo è generare curiosità e ricordare al visitatore la complessità e la ricchezza dell’intorno, proiettandolo oltre il contingente. Al dato reale-fisico si sovrappone una dimensione narrativa-informativa invitando il turista ad indossare le vesti di attivo esploratore. L’introduzione di un lessico visivo trasforma lo spazio in mappa: non solo funzionale ma anche comunicativo. Gli elementi introdotti, come parole, diventano strumenti per lasciare messaggi.

Più che un progetto finito viene costruita una strategia progettuale composta di atteggiamenti chiave, capace di assecondare un progetto in divenire, quale è quello in atto sul borgo di Rosciolo.


LESSICO VISIVO

1.PERCORSI
Le strade non conducono più’ soltanto a luoghi, sono esse stesse dei luoghi. (John Brinckerohoff Jackson, teorico del paesaggio.)
Al fine di rendere immediatamente comprensibile l‘impianto urbanistico del borgo il progetto sceglie di far riaffiorare le qualità morfologiche latenti. I due sistemi principali riconosciuti sono: l’incrocio cardo-decumano di via Cittadella-via del Forno (asse nord-sud) con via della Porta (asse est-ovest); e Il ferro di cavallo delle vie di periplo del Borgo.
Le soluzioni materiche scelte per i due distinti percorsi si contrappongono nettamente per colore e morfologia, generando un evidente contrasto tre i due sistemi.

2.PAUSE
Chi si meraviglia, scopre che l’atto in sè, è di per sè una meraviglia.- M. C. Escher
Di Contemplazione. Dietro ogni angolo del borgo il paesaggio abruzzese esplode nella sua bellezza e potenza. Il progetto semplicemente crea situazioni puntuali in cui potersi fermare e guardare. Questi punti panoramici strategici sono individuati da lastre di pietra locale inserite nella pavimentazione: piccoli spazi di massimo climax contemplativo.
Di Relazione. il tema dell'arredo urbano viene trattato come parte integrante del progetto morfologico dello spazio. Usando lo stesso vocabolario materico, le sedute sono inserti di pietra che, dove l’andamento topografico lo richiede, diventano gradini-gradinate di raccordo tra piani a quote diverse.

3.INSERTI
Come pietre preziose interrompono la continuità materica dei percorsi. Sono inserti lapidei contenenti informazioni, messaggi incisi, a stuzzicare la fantasia e la curiosità del passante. Nei belvederi si dispongono come punti di mappe geografiche, aiutando la lettura e la scoperta del territorio.

4.STANZE VERDI
I vuoti urbani presenti nel tessuto del borgo vengono interpretati come l'occasione per strutturare il progetto del verde, enfatizzando il contrasto tra la dimensione domestica di questi interstizi urbani e il carattere ruvido della vegetazione autoctona. Quale essenza protagonista il progetto propone il Sorbo (Sorbus aucuparia e Sorbus aria): un' essenza arborea rustica appartente alla famiglia delle rosacee, che in primavera fa splendidi fiori bianchi e d'autunno bacche rosse scarlatto,diventando un forte riferimento visivo.

5.LUCE
L'illuminazione è affidata a tre sistemi:
-uno puntuale, minuto, che occupa piccole nicchie, illumina dettagli e particolari.
-uno lineare orizzontale affidato a corpi illuminati incassati nello spessore di soglie, gradini, o sedute che proiettano fasci di luce rasoterra.
-uno lineare verticale costituito da segmenti luminosi che marcano la presenza di quei caratteristici piccoli vuoti tra le schiere, che un tempo venivano utilizzati per la raccolta e la canalizzazione delle acque.


IL COMPARTO DI VIA DELL'ORTO
Nella progettazione del comparto di via dell'Orto l'atteggiamento rimane invariato: generare spazi, oltre che funzionali , comunicativi. Nel recupero e trasformazione delle due unità edilizie prospicienti via dell'Orto nel primo nucleo dell'albergo diffuso, l'intenzione prima è infatti quella di trasformare una sommatoria di ambienti e funzioni in una sequenza di spazi, in cui fondamentale diventa il ritmo narrativo. E come in una storia ci deve essere un inizio e una fine. E nel mezzo un susseguirsi di input in grado di generare curiosità e aspettative.
Il sistema distributivo dunque diventa la colonna vertebrale dell'intero intervento architettonico. Funge da tessuto connettore tra gli ambienti, di transizione tra gli spazi collettivi e quelli privati , si muove in sezione, attraversa in quota via dell'Orto connettendo le due unità edilizie, trasformandole da due elementi autonomi in un unico spazio fluido e continuo. Non solo scale e corridoi ma un percorso dentro l'edificato con una presenza autonoma, che può essere attraversato nella sua interezza senza interferire con gli spazi privati. Un percorso espositivo e informativo: una sorta di info-center in verticale che illustra tutto l'insieme dei servizi offerti dall'albergo diffuso e la filosofia intrinseca a questo nuovo tipo di di accoglienza. La continuità materica gli conferisce un immagine univoca e fortemente riconoscibile.
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