LA CASA DEL SOLE Mittelwalt - 2°classificato 'Progetto Mezzaselva'

Bassano del Grappa / Italy / 2009

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DATI TECNICI:
Ad oggi la superficie complessiva del fabbricato è pari a mq 10.325 – fabbricato principale, centrale termica/obitorio,uffici amministrativi, edificio cucine, per un totale di mc 39.751.
Per quanto riguarda l’impiantistica la situazione è la seguente:
- impianti termo-sanitario, elettrico,telefonico,gas medicale , elevatori : funzionanti ;
- impianto antincendio (da completare con l’eventuale anello antincendio),
- impianto fognario da adeguare il sistema di sub-irrigazione.
Articolate sui tre piani del fabbricato principale sono presenti in totale 39 stanze , tutte dotate di bagno (già conforme alle prescrizioni della L. 13/89) e terrazzo, con una superficie media di circa 30 mq.
Il fabbricato principale è composto da 6 piani :
- Interrato adibito a magazzini , depositi e locali tecnici;
- Il piano terra dedicato alla riabilitazione fisioterapica;
- I piani primo, secondo e terzo destinati a degenze (la parte ad est di questo piano sarebbe stata destinata a gruppo operatorio, ma è da terminare);
- Il piano sottotetto è adibito a locali tecnici.
Il fabbricato che ospitava gli uffici amministrativi , è disposto su due piani per un totale di mq 228 di superficie ed è completamente da ristrutturare, lo stesso dicasi per le ex cucine che hanno una superficie totale di mq 612.
In buono stato è invece il manufatto destinato a centrale termica ed obitorio.
1. FINALITA’
Il progetto mira alla riapertura di questo stabile con un’ottica completamente diversa da quella che aveva portato alla sua realizzazione.
Come abbiamo già letto in precedenza,esso era infatti stato creato come istituto per la cura della tubercolosi e quindi come luogo isolato e la sua ubicazione era stata definita in funzione del soleggiamento di cui gode il sito, a metà strada tra il nucleo abitato di Mezzaselva e gli impianti di Monte Verena e Campolongo e l’unico elemento di collegamento univoco ,forte e con funzione terapeutica era appunto il sole .
Ora “l’idea – guida” che sovrintende il progetto è proprio la complessità delle relazioni che possono collegare e far interagire l’edificio –ed i suoi ospiti- con tutto l’ambiente circostante, costituito dal nucleo
abitato, dagli impianti di Monte Verena e di Campolongo ed in particolare dal meraviglioso ambiente naturale nel quale è inserito.
Ambiente naturale che costituisce la primaria funzione terapeutica-riabilitativa per gli ospiti della struttura.
A seguito di incontri, colloqui e consultazioni con diverse figure professionali, e con famiglie direttamente coinvolte si è convenuti sull’idea di far diventare questa struttura un centro di riferimento per le disabilità, in particolare per autismo e disturbi alimentari, un polo multi professionale ed interdisciplinare in grado di dare , sia con metodologie ormai consolidate per alcuni aspetti, sia con approcci “antichi riscoperti” , delle risposte alle domande relative ai disturbi che vengono diagnosticati con percentuali sempre piu’ elevate.
Per molti anni le attenzioni delle politiche sociali e sanitarie si sono rivolte quasi esclusivamente al disagio ed alla malattia, ora riteniamo sia opportuno invece intervenire anche prima del manifestarsi del disagio e quindi fare della prevenzione- per le patologie per le quali è possibile - operando affinché le potenzialità individuali emergano con maggiore facilità, utilizzando le tecniche e gli strumenti più “disparati” in una logica armonia.
IL PROGETTO
LE AREE STRATEGICHE DI ATTIVITA’
3.0 Presentazione

Intendiamo costruire uno spazio volto alla promozione del benessere ed alla cura di sé. Per molti anni le attenzioni delle politiche sociali e sanitarie si sono rivolte quasi esclusivamente al disagio ed alla malattia. E’ ora di cambiare, di fare vera prevenzione.
L’essere umano è potenzialmente ricchissimo di risorse e capacità, lo dimostra la sua storia di continua evoluzione intellettiva e spirituale. Crediamo sia giunto il tempo di operare “prima” che il danno si verifichi, di operare affinché le potenzialità individuali emergano con maggiore facilità, utilizzando le tecniche e gli strumenti più disparati in una logica armonia.
Coltivare il proprio sé, fare venire a galla le proprie abilità, prendersi cura di sé nei momenti di difficoltà, affrontare i momenti critici con sempre maggior coraggio e determinazione sono le premesse che garantiscono un miglioramento della qualità della vita.
Ed avere persone coraggiose, determinate nel desiderare di arricchirsi e conoscersi è un preludio ad una società migliore, più sana, competente ed attenta all’altro.
Così lo sport, la meditazione, il massaggio, la pet therapy, l’orticoltura, lo shiatzu e tutte le altre arti vengono messe a disposizione in differenti percorsi volti alla conoscenza ed alla consapevolezza.
Percorsi brevi o lunghi, ritiri specifici per tema e per professione, sessioni per sportivi, stages formativi ideati ad hoc per personale socio sanitario o per gruppi tematici. Sono alcune delle attività ideate, mutevoli e soggette ai cambiamenti dati dall’evolversi e dal mutarsi dei bisogni collettivi.
Il progetto per mezzo delle varie discipline con l’utilizzo di diversi approcci, ha lo scopo di aiutare persone in difficoltà e anche coloro che più, semplicemente, vogliono curare la propria Anima , il proprio Spirito, oltre al proprio corpo e alla propria mente.
Il Progetto si articola in tre filoni:
1) Disturbi Pervasivi dello Sviluppo/Autismo
2) Disturbi del Comportamento Alimentare
3) Centro prevenzione “qualità della vita”;
Il Punto 3 si integra in stretta collaborazione e sinergia con sia con il punto 1 che con il punto 2 in quanto offre comuni percorsi “ terapeutici” per la conoscenza e consapevolezza di sé.
Le persone non vengono viste come oggetto di cura ma come soggetti attivi per il recupero e la cura di sé.
La nostra proposta di lavoro non si propone di cambiare il soggetto.
Non c’è nulla da cambiare! Se non la pretesa assurda da parte nostra di volerlo fare.
Attraverso semplici e antichissimi gesti come ad esempio: il contatto con la natura, il respiro , il “ nutrimento consapevole”, la meditazione e molto altro ancora, proponiamo un ritorno alle origini, riscoprendo la vera natura di sé attraverso la natura attorno a sé. Un vero e proprio “ritorno a casa”!
3.1 PROGETTO DISTURBI PERVASIVI DELLO SVILUPPO/AUTISMO
L’autismo, una malattia rara fino al 1980 (1 caso su 2000) ha rappresentato in questi 25 anni una diffusione epidemica e le ultime statistiche americane registrano 1 caso su 150. La National Autism Association Renews ha chiesto al CDC (Center of Disease Control and Prevention) di trattare l’autismo come una “emergenza nazionale”. In Europa uno studio pubblicato nel 2006 su Lancet rileva una incidenza di 1 bambino su 100. In Italia, nell’anno 2009, non esistono ancora dati attendibili.
L’unica certezza delle famiglie è che mancano servizi specializzati e un’offerta adeguata e moderna sia per la presa in carico, sia per le persone adulte.
Mentre la letteratura scientifica internazionale e le Linee Guida Nazionali della Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (S.I.N.P.I.A.) affermano con assoluta chiarezza che l’analisi comportamentale applicata è la terapia di scelta per questa gravissima patologia infantile ed offre grandissime opportunità di miglioramento, i servizi proposti sono esclusivamente quelli di NPIA: psicomotricità e logopedia. Metodologie superate di fatto dalle evidenze scientifiche che non portano a risultati reali e concreti.
Una situazione insostenibile che nega alle persone con autismo trattamenti riabilitativi efficaci condannandoli di fatto alla loro malattia. Persone che, se seguite adeguatamente potrebbero raggiungere
grandissimi traguardi di autonomia e indipendenza, sono di fatto escluse da questo fondamentale diritto alla salute. Un diritto palesemente violato e negato.
Le informazioni sono frammentarie, disomogenee, diverse in ogni Asl.
Mancano poi le strutture per gli adulti. Basti pensare che in Italia le residenze per autistici adulti sono meno di una decina. Ragazzini di 16-18 anni inseriti in centri non specializzati insieme con persone di 40-50-60 anni e con handicap completamente diversi, che prevedono trattamenti completamente diversi. Che prospettive potranno avere in tali ambienti? Solamente una forte regressione, la perdita di tutte quelle autonomie che le famiglie hanno conquistato lottando duramente.
Lo stesso Ministero della Salute nella relazione finale del tavolo per l’autismo afferma che: “La situazione delle persone adulte affette da autismo è fortemente condizionata dalla carenza grave di servizi, di progettualità e programmazione per il futuro che produce troppo spesso un carico esorbitante per le famiglie con il rischio di perdita di autonomie e abilità faticosamente raggiunte, di abusi di interventi farmacologici per sopperire alla mancanza di idonei interventi psico-educativi o di adeguata organizzazione dei contesti e degli spazi vitali, di istituzionalizzazioni fortemente segreganti in quanto puramente custodialistiche e restrittive.”
Questa testimonianza del Ministero della Salute è la fotografia impietosa, drammatica, tragica di quanto stanno urlando da sempre le famiglie. Purtroppo mai ascoltate.
Il centro di Mezzaselva si propone come esempio di buone prassi, un laboratorio dove sperimentare una presa in carico globale, non solo della persona con autismo, ma di tutta famiglia. Perché la famiglia è il “centro di riferimento” per la persona autistica. Senza di essa, senza il suo coinvolgimento ogni tentativo è destinato a fallire.
Un ambiente quindi non solo “riabilitante” ma anche un ambiente di vita, di affetti, di relazioni, con una forte connotazione di integrazione con la comunità dell’Altopiano. Perché le persone autistiche sono, prima di tutto, persone.
Il “progetto autismo Mezzaselva” a regime dovrà essere l’insieme coordinato e integrato in modo armonico di diversi progetti, ognuno dei quali affronta in modo specifico le diverse problematiche che investono il soggetto autistico: diagnosi precoce, presa in carico efficiente ed efficace, inserimento scolastico, sociale, lavorativo, residenziale, il dopo di noi, supporto alla famiglia, formazione professionale.
In particolare sono previsti i seguenti sottoprogetti:
1. Presa in carico globale del soggetto autistico e della sua famiglia (approccio cognitivo comportamentale e approccio biomedico)
2. Progetti Autonomia: con operatori specializzati (fine settimana o periodo estivo);
3. Centro di Formazione permanente per professionisti, operatori, scuola, insegnanti, educatori, famiglie, cooperative che hanno in carico soggetti con autismo o dps;
4. Sala Polifunzionale: centro congressi, convegni e conferenze per eventi formativi e informativi con professionisti italiani e stranieri di altissima competenza;
5. Sportello Informativo e di consulenza con operatore, telefonico, e-mail o web; Risorse in rete attraverso un sito web e incontri periodici di aggiornamento sulle attività di Mezzaselva;
6. Progetto Sollievo – tempo libero e socializzazione;
7. Progetto Comunità dell’Altopiano di Asiago
8. Progetto Sport
9. Progetto Residenziale
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    DATI TECNICI: Ad oggi la superficie complessiva del fabbricato è pari a mq 10.325 – fabbricato principale, centrale termica/obitorio,uffici amministrativi, edificio cucine, per un totale di mc 39.751. Per quanto riguarda l’impiantistica la situazione è la seguente: - impianti termo-sanitario, elettrico,telefonico,gas medicale , elevatori : funzionanti ; - impianto antincendio (da completare con l’eventuale anello antincendio), - impianto fognario da adeguare il sistema di...

    Project details
    • Year 2009
    • Client Azienda Sanitaria Ulss n. 3 Bassano del Grappa
    • Status Unrealised proposals
    • Type Nursing homes, rehabilitation centres
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