Confcooper

Rome / Italy / 2018

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The office project for the new headquarters of Confcooper involves the recovery of a historic building located in the consolidated urban fabric of Rome, in via Torino 153. The building, which dates back to the late nineteenth century, is divided into six floors and has a surface of about 4,000 square meters. Over the course of time, several types of interventions have been overlaid with the original typology, which have modified the principles of the architectural plant-wide, consequently the distribution and the articulation of spaces.
The project seeks a respectful balance between the different times that coexist in the building, creating a dialectical within the original traces and the contemporary signs, constantly confronting two different moments: the historic one , traced through the recovery of the original typological structure liberated by all the elements that compromise its identity and the modern one, introduced through the use of light and contemporary materials . The historic walls alternate with thin glass walls, classical materials, such as marble, sit freely alongside lightweight materials such as reflective aluminium, a vertical green wall encloses the geometry of the stone court, in a continuous alternation of different times that with their dialectics construct the new spaces of the building. The Confcooper is an articulated business reality with multiple identities that cooperate within a single structure; This dual nature, univocal and specific, has directed the project to a neutral language in order to create a recognizable image of the society but also to accommodate the diverse needs of the different professional realities already working within the Company.


[FR]
Le projet pour le nouveau siège de Confcooper prévoit la restauration d’un bâtiment historique situé dans un tissu urbain dense de Rome, viaTorino, et sa transformation en bureaux.
Le bâtiment datant de la fin du XIXe siècle est composé de six étages et se déploie sur une surface totale d’environ 4.000 m². De nombreuses interventions ont été faites précédemment changeant les principes du bâtiment d’origine.
Notre projet est conçu dans une démarche d’authenticité et de continuité. Il tend vers un équilibre entre les différentes époques du bâtiment, créant un dialogue entre l’architecture d’origine et celle plus contemporaine. Ces deux aspects se confrontent constamment : l’une par la restauration de la structure typologique originaire libérée de tous les éléments qui en compromettent son identité, l’autre adaptant le bâtiment aux normes et aux technologies les plus avancées liées aux lieux de travail et introduisant l’utilisation de matériaux contemporains. A des portions de murs historiques s’alternent ainsi de fines parois de verre, à des matériaux classiques comme le marbre s’unissent des matériaux légers comme l’aluminium, à une cour intérieure se greffe un mur végétalisé.
La société Confcooper est une entreprise articulée autour d’identités multiples qui coopèrent au sein d’une structure unique. Cette double nature a conduit le projet vers un langage neutre capable de créer une image reconnaissable de l’entreprise, mais également de répondre aux différents besoins des réalités professionnelles présentes.


[IT]


Il progetto per la nuova sede di Confcooper ha previsto il recupero di un edificio storico di fine Ottocento situato nel tessuto consolidato di Roma, dove nel corso del tempo, alla tipologia originaria si sono sovrapposti numerosi interventi che ne hanno modificato i principi di impianto, la distribuzione e l’articolazione degli spazi. L’edificio si articola su sei piani e sviluppa un superficie complessiva di circa 4.000 mq.
“ Il gruppo Confcooper è una realtà aziendale articolata, con identità molteplici che cooperano all’interno di un’unica struttura; questa duplice natura, univoca e specifica, ha indirizzato il progetto verso un linguaggio neutro, in grado creare un’immagine riconoscibile della società, ma anche di poter accogliere le diverse esigenze delle differenti realtà professionali presenti “ spiega Alessandro Cambi, partner di It’s. Il progetto di It’s definisce un equilibrio rispetto ai diversi tempi che convivono nell’edificio, creando una dialettica tra tracce originarie ottocentesche e segni contemporanei, e si confronta costantemente con due momenti differenti: quello storico, rintracciato attraverso il recupero della struttura tipologica originaria - liberata da tutti gli elementi che ne compromettono l’identità - e quello contemporaneo, introdotto attraverso la costruzione della nuova architettura. Brani di mura storiche si alternano a sottili pareti di vetro, materie classiche come il marmo si accostano a materie leggere come l’alluminio riflettente, una parete verde verticale riquadra la geometria della corte in pietra.
Digital craft
Il progetto è stato occasione di ricerca e sperimentazione per la valorizzazione ed il restauro del patrimonio con un approccio BIM, che ha interessato tutte le fasi, dal processo progettuale, alla produzione degli elementi di cantiere, alla futura gestione dell’edificio. 
In BIM sono stati elaborati il progetto, il programma e la gestione del cantiere : attraverso il modello popolato di dati è stato possibile seguire la vita dell’edificio durante la sua attività e in particolare rispetto ai consumi ed usi dello spazio. “ La ricognizione dello spazio è avvenuta inizialmente con un rilievo laser che ha restituito una radiografia dell’edificio di cui abbiamo potuto conoscere lo stato strutturale nel dettaglio, i reali spessori delle murature, le cavità nascoste e non accessibili ”spiega Matteo Sarrocco Bim manager di It’s. Il marmo bianco Carrara è la materia prevalente usata per i pavimenti interni, rielaborato in chiave contemporanea attraverso una riduzione in lastre sottili dal tono latteo, ognuna dimensionata e prodotta attraverso l’uso del modello Bim e del taglio numerico.
Il processo di riduzione della materia caratterizza anche le partizioni verticali divisorie tra gli spazi di lavoro, costituite da lastre di vetro di spessore minimo altamente performanti, zigrinate per aumentare la riflessione della luce esterna verso le parti più interne dell’edificio e creare un pattern per conferire privacy visiva ai singoli uffici. La luce interna è stata progettata e valutata attraverso l’uso di simulazioni controllate con il modello BIM, che hanno permesso di individuare il rapporto ottimale tra luce naturale e luce artificiale. 
La distribuzione verticale è stata ridisegnata, assecondando la posizione della scala originaria, sostituita da un nastro in marmo bianco e acciaio riflettente, che riunisce i vari livelli.L’elemento è stato assemblato fuori opera e ogni pannello di finitura in acciaio è stato controllato geometricamente con taglio laser attraverso il modello digitale. Il Bim ha garantito inoltre un dialogo costante con l’edificio, assimilandolo ad un organismo vivo e attivo, e una rapidità di esecuzione dell’intervento: 15 mesi dall’inizio della progettazione fino alla sua completa realizzazione. Il cantiere ha così assunto una nuova dimensione di artigianato digitale che ha integrato la conoscenza delle maestranze con l’uso dell’innovazione tecnologica.
Luce / materiali
La densita’ del tessuto ottocentesco portà con sé il tema complesso di captare e riverberare la luce. Con un’operazione che in parte si è ispirata alle architetture di Luigi Moretti rielaborata in chiave contemporanea, il progetto intende trasferire una luce diffusa negli interni e riverberarla in ogni aspetto, intervenendo sulle materie, le cromie, sul disegno della sezione. Il marmo bianco Carrara è il materiale scelto per i pavimenti interni, rielaborato in chiave contemporanea attraverso una riduzione in lastre sottili; il marmo verde Alpi ed il rosa del Portogallo sottolineano le parti comuni dell’edificio, identificando con una policromia materica gli spazi ad uso collettivo.


Scala
La distribuzione verticale è stata ridisegnata, assecondando la posizione della scala originaria e sostituita da un nastro in marmo bianco e acciaio riflettente, che riunisce i vari livelli raggiungendo il terrazzo dell’edificio, ripensato come giardino pensile sospeso e restituito all’orizzonte della città. “La scala per un edificio è ciò che è il cuore per l’organismo umano: distribuisce i flussi e regola le intensità all’interno. Abbiamo svuotato il vano che conteneva la scala e pensato ad un nuovo elemento in acciaio riflettente, facendo sì che la luce attraversi questo grande vuoto, dalla sommità alla base per 21 metri di dislivello : una sorta di obelisco cavo che misura la luce e il passaggio del sole ” 
Facciata / esterno
Anche all’esterno, la ricerca di luminosità ha influenzato le azioni principali di intervento, in particolare quella legata all’uso del bianco per il trattamento dei prospetti “ L’uso del bianco - spiega Alessandro Cambi - ha reso omogenee le increspature, modanature, cornici riportandole ad una purezza di linee essenziali, che sono come in attesa di trovare un nuovo signficato nel tempo contemporaneo”. 
Grazie a questa scelta, l’edificio cambia la propria presenza urbana, divenendo oggetto portatore di luce all’interno del tessuto e innescando un nuovo sistema di relazioni cromatiche, che lo rendono elemento intermedio dell’asse tra Chiesa di Santa Susanna e la Basilica di Santa Maria Maggiore.

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    Project details
    • Year 2018
    • Work finished in 2018
    • Client Confcooper Società Cooperativa
    • Status Completed works
    • Type Office Buildings / Interior Design
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